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		<title>La Religione nella Fantascienza</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 07:54:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gesù e altri alieni di Erremme Dibbì L’idea che paradisi e inferni vadano ridisegnati, all’altezza (o alla bassezza) dell’oggi, parve così stimolante agli scrittori di science fiction che già nel 1964 l’inglese Kingsley Amis non ebbe difficoltà a compilare il saggio «Nuove mappe dell’inferno»; fu uno dei primi a rileggere la fantascienza, allora disprezzatissima dagli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1581&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Gesù e altri alieni<br />
di Erremme Dibbì</p>
<p>L’idea che paradisi e inferni vadano ridisegnati, all’altezza (o alla bassezza) dell’oggi, parve così stimolante agli scrittori di science fiction che già nel 1964 l’inglese Kingsley Amis non ebbe difficoltà a compilare il saggio «Nuove mappe dell’inferno»; fu uno dei primi a rileggere la fantascienza, allora disprezzatissima dagli intellettuali, come suggeritrice di percorsi interessanti. Ma dare l’esclusiva all’inferno appare eccessivo: la letteratura d’anticipazione non è totalmente fosca negli anni ’50 né in seguito.</p></blockquote>
<p><span id="more-1581"></span> I paradisi per un periodo sembravano fuori moda perché la “laicizzazione” appariva irreversibile; previsione assolutamente errata come si è visto… Siamo in piena esplosione (e non ci si riferisce alle bombe in nome di dio) di integralismi; di commistioni legislative tra anima e spermatozoi; di ricerca delle radici religiose, vere o presunte; di faticoso dialogo ecumenico che s’affianca alla concorrenza spietata fra “ditte” che sostengono di rappresentare il creatore; di piccoli roghi e grandi tirature per il Codice Da Vinci.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/stranierointerrastranieraheinlein.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/stranierointerrastranieraheinlein.jpg?w=207&#038;h=300" alt="" title="StranieroinTerraStranieraheinlein" width="207" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1594" /></a><br />
Un filone possibile nel “magazzino religioso” della fantascienza è quello di nuovi, vecchi e riverniciati Gesù. Fra i messia di ritorno sulla Terra forse il più riuscito è il «Cristo marziano» ideato nel 1979 dal torrenziale Philip Farmer. Il suo romanzo si apre sul 2015 con una donna e tre uomini (ben assortiti: un afro-canadese, un francese di origini polacche e un iraniano) giunti su Marte per decifrare certe misteriose lettere visibili sui telescopi. I quattro vengono catturati, portati sotto terra e interrogati… in greco antico. Da qui comincia la discussione teologica con un Cristo, “vero” ma alieno, avaro di miracoli quanto è prodigo di chiacchiere e che addirittura avanza dubbi sulla sua autenticità. Lo fa per mettere alla prova la fede dell’antagonista o per meglio preparare la sua nuova venuta in Terra?<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/straniero-terra-straniera.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/straniero-terra-straniera.jpg?w=193&#038;h=300" alt="" title="straniero-terra-straniera" width="193" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1595" /></a><br />
In parte analogo lo schema nel famoso  – cult negli anni ’60 e ’70 fra i giovani statunitensi – «Straniero in terra straniera» di Robert Heinlein, scritto nel 1961. Dietro un’apparente spregiudicatezza riguardo ai tabù di religione e sesso (omosessualità esclusa, condannata senza appello), il messia marziano di Heinlein è un’abile macedonia di nuovo e vecchio sull’idea-base che la fede si può coniugare con molta ginnastica amorosa e sul presupposto che ognuno di noi è un po’ dio perché la deità è dappertutto e in ognuno. Tanto è giocherellone e maschil-centrico Heinlein quanto dolorosamente vivo, imprevisto il racconto «Mary e Joe»  di Naomi Mitchison che riprende una delle storie più risapute, la nascita di Gesù, con un colpo di scena semplice quanto sconvolgente: e se in quella mangiatoia ci fosse una bambina?</p>
<p>Felicemente provocatorio anche il breve racconto «Il ritorno» di John Thomas che si conclude così: «Ormai, Padre, dovresti aver capito che questa gente non è in grado di accettare che tutti gli uomini sono fratelli e tuoi figli. Del resto anche questa volta Tu non hai facilitato le cose per convincerli ad avere fiducia in Te attraverso la mia persona, visto che hai voluto farmi tornare sulla Terra con la pelle nera». A proposito di fede e razzismo: nel 2003 il romanzo «Papa nero» scandalizza la chiesa brasiliana e l’autore, il sacerdote Joao Machado Evangelo, perde il posto di insegnante nel seminario di Nova Friburgo. La provocazione di un Cristo “black” resta forte visto che l’immaginario rimuove due dati: non abbiamo immagini del Messia né i Vangeli ci dicono qualcosa sul colore di pelle e occhi; in ogni modo sembra probabile fosse di colorito scuro, viste le popolazioni che vivevano allora in Palestina.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/guerra-al-grande-nullau474.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/guerra-al-grande-nullau474.jpg?w=206&#038;h=300" alt="" title="Guerra al grande nullau474" width="206" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1597" /></a><br />
Dallo spazio arriva il protagonista del romanzo «Alieno in croce» scritto a quattro mani da Lester Del Rey e Raymond Jones. Il “prete” ufficiale della spedizione è Toreg. In apparenza è feroce oppositore di ogni eresia ma dentro aveva  «come una ferita sanguinante […] la portava con sé, la nutriva, la combatteva e ne sopportava il dolore, perfino nelle lunghe preghiere che dedicava al Keelong a cui non credeva. Il peso restava; e cresceva la sua ferocia contro l’eresia. Nessuno sapeva che quella ferocia era diretta più contro se stesso che contro gli altri». I protagonisti sono di color verde pallido a scaglie sottili ma quando arrivano sulla Terra nessuno s’impressiona: infatti il pianeta è stato distrutto da un’ultima, terribile guerra. Nessun superstite. Pochi resti e difficilmente decifrabili. Però sotto le macerie Toreg trova  «due pezzi di legno uniti fra loro a forma di croce  […] Non riuscì a trattenere un grido. Era la cosa più orribile che avesse visto in tutta la sua vita». Il sacerdote alieno s’interroga sulla misteriosa figura  «torturata». Dopo lunghe ricerche, Toreg dà un nome – Gesù di Nazareth – al crocefisso ma senza scoprire altro. Nel martirio di quell’«alieno in croce» sembra esserci più forza che nelle credenze Keelong. Potrebbe trattarsi solamente del fascino di una religione nuova e densa di misteri… o forse no. Gli autori preferiscono lasciarci nel dubbio.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/guerraalgrandenullablish.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/guerraalgrandenullablish.jpg?w=192&#038;h=300" alt="" title="GuerraAlGrandeNullablish" width="192" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1598" /></a><br />
Il romanzo (del 1959) «Guerra al grande nulla» di James Blish ci propone un tecno-messia. Quattro scienziati terrestri, fra cui un gesuita peruviano, arrivano sul pianeta Lithia dove gli abitanti ignorano cosa sia il male. Se i lithiani non conoscono peccato e dunque mancano di Dio – si chiede il tormentato gesuita –  sono forse un’utopia di Satana? L’intreccio si complica assai: Egtverchi, «l’unico rettile dell’universo con genitori mammiferi», arrivato sulla Terra, mostra grande abilità nell’usare e/o scombussolare i mass media. «Commentatore ormai di notizie alla tv, Egtverchi era il primo oratore televisivo che avesse un pubblico composto per metà di intellettuali disingannati e per metà di bambini entusiasti. Era un fenomeno senza precedenti». Cominciate a preoccuparvi?</p>
<p>NOTA INFORMATIVA E RUFFIANA<br />
Il mio pezzullo su Dio è in rete o è la rete? è piaciuto (o “piaciato” come avrebbe detto Petrolini): così mi sono arrivate richieste del tipo «ancora» oppure «E la fantascienza?». Gongolando mi apprestavo a pubblicare l’apposito capitolo dell’antologia (o forse libro ornitorinco) «Di futuri ce n’è tanti» che Erremme Dibbì, ovvero Riccardo Mancini e Daniele Barbieri, hanno pubblicato dall’editrice Avverbi. Poi mi son detto: «sei un peeeeeessimo affarista Db; se invece spieghi alle mpib (masse popolari in blog) che il libro è ancora disponibile presso l’editore a soli 12 euri… ne venderai milioni di copie». Ho però recuperato il pezzullo qui sopra, (uscito sul settimanale «Diario» nel 2006) che affianca alcuni temi di quel capitolo e ve lo propongo. Naturalmente a scopo promozionale. Sulle cyber-religioni conto di tornare appena trovo tempo, modo e gesso. Nel frattempo potete recuperare L’ultimo Dick e la trilogia di Valis qui in blog dove vi indirizzo verso il libro più serio-pazzo fra i tanti nei quali Philip Dick “frulla” a modo suo le religioni. Siccome «Valis» lo trovate facilmente in biblioteca, l’accordo è questo: Dick a sbafo mentre Erremme Dibbì, cioè «Di futuri ce n’è tanti», lo pagate (“pacate” avrebbe ri-detto ri-Petrolini). E anche per oggi mi sono promosso. (dibbì)<br />
&#8212;-<br />
Macché promosso! Bocciato, invece! Come dove trovare il libro? A me lo hai promesso, vabbé, permetti agli altri di trovarlo&#8230; indirizzi dell&#8217;editore, link, dove sono? si vede propria che la pubblicità non è affare da uomini di sinistra!<br />
Mam </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1581/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1581&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Giulietto Chiesa: difendiamoci insieme</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 10:46:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo dalla pagina facebook e riproduco il seguente pezzo di Francesco Legrottaglie che ritengo di sicuro interesse.</p>
<p>Giulietto Chiesa: difendiamoci insieme, o ci fanno a pezzi<br />
pubblicata da Francesco Legrottaglie il giorno venerdì 10 febbraio 2012 alle ore 23.04 in<br />
<a href="http://www.facebook.com/notes/francesco-legrottaglie/giulietto-chiesa-difendiamoci-insieme-o-ci-fanno-a-pezzi/10150653744131798">http://www.facebook.com/notes/francesco-legrottaglie/giulietto-chiesa-difendiamoci-insieme-o-ci-fanno-a-pezzi/10150653744131798</a></p>
<blockquote><p>L’Italia sta male, e domani starà malissimo? Niente paura: il presidente americano applaude. Barack Obama, premio Nobel per la pace reduce della guerra in Libia e attualmente impegnato a preparare in Siria la prossima grande guerra, quella contro l’Iran, plaude allo stratega Mario Monti. E’ il suo uomo, ha le carte in regola: Goldman Sachs, Trilaterale, Bilderberg, Commissione Europea. Il popolo italiano è in buone mani: nessun pericolo che possa far pesare la propria volontà democratica.</p></blockquote>
<p><span id="more-2083"></span> Nel giugno 2011, coi referendum, avevamo votato per i beni comuni? Perfetto: con Mario Monti, si privatizzerà tutto. Gli italiani volevano la testa di Berlusconi? Be’, l’hanno avuta. E adesso, per favore, subiscano in silenzio il nuovo programma terminale: la fine della sovranità democratica, motivata ovviamente dall’emergenza del debito. Risultato già scritto: declino e crisi infinita.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/giulietto-chiesa_620x410.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/giulietto-chiesa_620x410.jpg?w=300&#038;h=198" alt="" title="giulietto-chiesa_620x410" width="300" height="198" class="alignleft size-medium wp-image-2084" /></a>Se il mainstream racconta favole quotidiane – il buon governo dei saggi che fa crollare lo spread, quasi che la finanza fosse un’entità incorporea e magica, e non un’orchestrazione criminale di poteri occulti che ammassano miliardi spennando popoli – sul web sono tutti bravissimi ad azzardare analisi documentate, smascherando l’impostura: quello che viene abilmente contrabbandato come “risanamento”, e accolto con quasi unanime sollievo dopo gli anni impresentabili del club di Arcore, è la vera punizione. Gli eccessi autocratici del piccolo satrapo milanese non erano niente, in confronto a quello che verrà. Semmai, il super-potere può ringraziare quello che Beppe Grillo chiamava lo “psico-nano”: senza il suo impareggiabile avanspettacolo, l’anonimo e grigio giustiziere Mario Monti non avrebbe mai potuto ottenere i pieni poteri, per conto dei signori delle banche. Obiettivo: fare piazza pulita, una volta per tutte, di cinquant’anni di democrazia italiana: malfunzionante, occupata militarmente dai partiti, ma pur sempre democrazia.<br />
Con la sola eccezione della Lega Nord, i partiti-fantasma – rassegnati all’inciucio “patriottico” officiato dal Quirinale – ora studiano una nuova legge elettorale meno indecente dell’attuale, ma comunque sufficiente a tenere lontani gli italiani dalla possibilità di eleggere davvero il Parlamento. Eppure sono ormai piccole manovre: dal 1° gennaio 2013, avverte Paolo Barnard, promotore del primo summit mondiale sulla Modern Money Theory, grazie al nuovo dispositivo europeo chiamato “Fiscal Compact”, la capacità autonoma di spesa di ogni Stato europeo sarà ridotta praticamente a zero: l’ente pubblico non potrà spendere per i cittadini più di quanto i cittadini non gli diano in tasse. Faremo bingo, profetizzò nel lontano 1943 il francese François Perroux, quando saremo riusciti a privare gli Stati della loro ragion d’essere, cioè la capacità di spesa.<br />
Ci raccontano che il problema è il debito? Mentono: il problema è la privatizzazione del debito pubblico, messo all’asta sul mercato finanziario mondiale, e non più negoziabile mediante una autonoma politica monetaria. Fino a quando uno Stato dispone di moneta sovrana, dicono gli economisti americani che hanno salvato l’Argentina dal default, mantiene capacità pressoché illimitate di copertura e di spesa strategica per favorire domanda e occupazione, generando quindi le risorse necessarie a rimediare a qualunque difficoltà. Nessuna speranza dunque per l’Europa, dominata dalla dittatura della Commissione, governo onnipotente di tecnocrati non eletti da nessuno, a servizio esclusivo dei poteri forti tramite il sistema-prigione dell’euro, moneta che gli Stati sono costretti a prendere a prestito (a caro prezzo) dalla Bce: con tanti saluti alla sovranità, e senza che i popoli abbiano mai avuto la minima possibilità di fermare, con un solo voto democratico, questa spirale neo-feudale.<br />
Se Barnard insiste sul problema cruciale della sovranità monetaria, da cui fa discendere ogni altra forma di cittadinanza democratica, non si può trascurare che la grande crisi non è solo finanziaria: sono in moltissimi a ripetere che il sistema industriale dell’Occidente, esteso al resto del mondo con la globalizzazione, ha ormai i giorni contati. Dietro l’angolo, prima ancora della crisi energetica destinata ad esplodere col superamento del picco del petrolio e l’esplosione demografica di paesi-continente come la Cina e l’India, c’è la crisi climatica che, secondo le Nazioni Unite, genererà migrazioni bibliche e catastrofi economiche a causa del progressivo inaridimento dei suoli a partire dall’emisfero meridionale della Terra. Questi, in teoria, sarebbero i problemi coi quali dovrebbe misurarsi la politica: perché in ogni più piccolo paese si riflettono le carenze e le speculazioni irresponsabili di chi dovrebbe affrontare con ben altra serietà la governance planetaria.<br />
Limiti fisiologici della crescita?  Sorridono, i super-potenti, di fronte alle obiezioni di un eco-economista come Latouche. E Mario Monti, sbiadito discepolo dell’oligarchia finanziaria mondiale, responsabile dell’attuale disastro, ripete come un disco rotto la sua triste barzelletta: massacrare gli italiani produrrà crescita. Non importa se a smentirlo è un premio Nobel per l’economia come Paul Krugman, secondo cui il rigore non può che debilitare il malato, fino ad ucciderlo. Krugman? Per Barack Obama e Mario Monti, evidentemente conta ancora meno di Latouche. E se questo è l’orizzonte internazionale, gli italiani sono completamente neutralizzati: possono infatti scegliere tra Bersani, che sorregge Monti, e gli eredi di Berlusconi, anch’essi sostenitori di Monti. Altra opzione: restare a casa, disertando le urne. Ipotesi che ormai, secondo i sondaggi, tenta seriamente quasi un italiano su due.<br />
Fra quanti non si rassegnano a questo sostanziale suicidio democratico c’è un valoroso giornalista come Giulietto Chiesa, le cui denunce internazionali – come quella sulle incredibili menzogne dell’11 Settembre – lo hanno spinto sul terreno diretto della politica, con una motivazione lacerante: l’enorme vuoto politico che minaccia l’Italia. Bersani e Berlusconi? Sono praticamente la stessa cosa, obbediscono ai medesimi poteri forti che – attraverso Napolitano – hanno messo in campo Monti. E se non ci sarà un risveglio democratico, il futuro nuovo governo non avrà scelta: dovrà obbedire a Bruxelles, rinunciando a governare direttamente l’Italia. Possiamo fare qualcosa? Ce lo meriteremmo, dice Giulietto Chiesa, perché a votare per i beni comuni, nel giugno 2011, è stata la maggioranza assoluta: il 53% del corpo elettorale. E dunque?<br />
Inutile illudersi che 50 milioni di persone riescano a mobilitarsi in modo permanente: occorre una struttura politica organizzata, che consenta a quei 50 milioni di tornare a partecipare alla vita democratica. Da sola, la democrazia diretta non è praticabile: serve «un intreccio fecondo tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta», grazie a «nuove forme di partecipazione». Per opporre resistenza allo sfacelo della democrazia, serve una massa critica sufficiente: «Non basta la sommatoria di mille esperienze separate: questo avremmo dovuto capirlo da tempo, in molti». Circoli, club, associazioni, movimenti: milioni di italiani, che non si riconoscono nell’attuale offerta politica. «Non mi stanco di ripeterlo: dobbiamo unirci», insiste Giulietto Chiesa, «perché la crisi sta arrivando a grandi falcate, con la sua lama tagliente che ci scarnificherà tutti, se non sapremo difenderci».<br />
E mentre l’Italia sta per crollare, giornali e televisioni tentano di raccontare che il peggio è passato: il radar è già praticamente oscurato. «I tempi non saranno molto lunghi: coloro che ci stanno portando al disastro ci stanno portando anche alla guerra, e dobbiamo sapere che possiamo trovarci, d’un tratto, in una situazione di gran lunga più grave di quella di adesso». Potrebbe mancarci il tempo di capire, il modo di organizzare un’autodifesa. L’unica cosa certa è che, restando in ordine sparso, la sconfitta sarà garantita. Vinceranno i poteri forti: quelli che ieri lucravano al riparo della “casta”, che oggi progettano grandi affari con Mario Monti e che domani chiuderanno il destino dell’Italia direttamente negli uffici di Bruxelles e Francoforte. Dobbiamo prepararci a difenderci da soli, avverte Giulietto Chiesa, perché nessuno verrà in nostro aiuto: «Siamo in tanti, ma siamo divisi: dobbiamo risolvere questo problema, per il nostro bene». Fin che ci resta la Costituzione democratica, abbiamo ancora una possibilità. Una sola, l’ultima.</p>
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		<title>Divinità immanente da e di Philomela997</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 07:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Mam]]></category>
		<category><![CDATA[Metamorfosi]]></category>
		<category><![CDATA[Ovidio]]></category>
		<category><![CDATA[Philomela997]]></category>

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		<description><![CDATA[Divinità immanente – Ovidio Philomela997 La natura in trasformazione, la natura vivente Le metamorfosi (Ovidio) Le Metamorfosi, che Ovidio iniziò a comporre intorno al 3 d.C., sono in 15 libri di esametri contenenti circa 250 miti uniti tra loro dal tema della trasformazione: uomini o creature del mito si mutano in parti della natura, animata [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1571&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Divinità immanente – Ovidio<br />
Philomela997</p>
<p>La natura in trasformazione, la natura vivente<br />
Le metamorfosi (Ovidio)</p>
<p>Le Metamorfosi, che Ovidio iniziò a comporre intorno al 3 d.C., sono in 15 libri di esametri contenenti circa 250 miti uniti tra loro dal tema della trasformazione:</p></blockquote>
<p><span id="more-1571"></span> uomini o creature del mito si mutano in parti della natura, animata e inanimata, in rocce, piante, animali.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/ovidio300px-tizian_012.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1573" title="Ovidio300px-Tizian_012" src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/ovidio300px-tizian_012.jpg?w=595" alt=""   /></a><br />
Opera in apparenza disorganica, le Metamorfosi rivelano la loro unità nella concezione di una natura animata, fatta di miti divenuti materia vivente, partecipe di un tutto che si trasforma: una natura intesa come archivio fremente di storie trascorse, ove è possibile avvertire la presenza di una creatura mitica in un albero, in una fonte, in un sasso. II poeta si dichiara convinto, già nei primi versi dell’opera, di comporre un poema profondamente unitario, anche dal punto di vista cronologico (dalle origini all’attuale gloria di Roma). Significativo, ai fini degli intenti unitari del poeta, è il discorso che, nel XV libro, Ovidio pone sulle labbra di Pitagora e che contiene una particolare concezione dell’universo, inteso come luogo di eterna trasformazione.<br />
Apollo e Dafne</p>
<p>Il primo amore di Febo fu Dafne, figlia di Peneo, e non fu dovuto al caso, ma all’ira implacabile di Cupido. Ancora<br />
insuperbito per aver vinto il serpente, il dio di Delo, vedendolo che piegava l’arco per tendere la corda: «Che vuoi<br />
fare, fanciullo arrogante, con armi così impegnative?» gli disse.<br />
«Questo è peso che s’addice alle mie spalle, a me che so assestare colpi infallibili alle fiere e ai nemici, a me<br />
che con un nugolo di frecce ho appena abbattuto Pitone, infossato col suo ventre gonfio e pestifero per tante miglia.<br />
Tu accontèntati di fomentare con la tua fiaccola, non so, qualche amore e non arrogarti le mie lodi». E il figlio di<br />
Venere: «Il tuo arco, Febo, tutto trafiggerà, ma il mio trafigge te, e quanto tutti i viventi a un dio sono inferiori, tanto minore è la tua gloria alla mia». Disse, e come un lampo solcò l’aria ad ali battenti, fermandosi nell’ombra sulla cima del Parnaso, e dalla faretra estrasse due frecce d’opposto potere: l’una scaccia, l’altra suscita amore. La seconda è dorata e la sua punta aguzza sfolgora, la prima è spuntata e il suo stelo ha l’anima di piombo.<br />
Con questa il dio trafisse la ninfa Penea, con l’altra colpì Apollo trapassandogli le ossa sino al midollo. Subito lui s’innamora, mentre lei nemmeno il nome d’amore vuol sentire e, come la vergine Diana, gode nella penombra dei boschi per le spoglie della selvaggina catturata: solo una benda raccoglie i suoi capelli scomposti.<br />
Molti la chiedono, ma lei respinge i pretendenti e, decisa a non subire un marito, vaga nel folto dei boschi indifferente a cosa siano nozze, amore e amplessi.<br />
Il padre le ripete: «Figliola, mi devi un genero»; le ripete: «Bambina mia, mi devi dei nipoti»; ma lei, odiando come una colpa la fiaccola nuziale, il bel volto soffuso da un rossore di vergogna, con tenerezza si aggrappa al collo del padre: «Concedimi, genitore carissimo, ch’io goda», dice, «di verginità perpetua: a Diana suo padre l’ha concesso».<br />
E in verità lui acconsentirebbe; ma la tua bellezza vieta che tu rimanga come vorresti, al voto s’oppone il tuo aspetto. E Febo l’ama; ha visto Dafne e vuole unirsi a lei, e in ciò che vuole spera, ma i suoi presagi l’ingannano. Come, mietute le spighe, bruciano in un soffio le stoppie, come s’incendiano le siepi se per ventura un viandante accosta troppo una torcia o la getta quando si fa luce, così il dio prende fuoco, così in tutto il petto divampa, e con la speranza nutre un impossibile amore. Contempla i capelli che le scendono scomposti sul collo, pensa: ‘Se poi li pettinasse?’; guarda gli occhi che sfavillano come stelle; guarda le labbra e mai si stanca di guardarle; decanta le dita, le mani, le braccia e la loro pelle in gran parte nuda; e ciò che è nascosto, l’immagina migliore. Ma lei fugge più rapida d’un alito di vento e non s’arresta al suo richiamo: «Ninfa Penea, férmati, ti prego: non t’insegue un nemico; férmati! Così davanti al lupo l’agnella, al leone la cerva, all’aquila le colombe fuggono in un turbinio d’ali, così tutte davanti al nemico; ma io t’inseguo per amore! Ahimè, che tu non cada distesa, che i rovi non ti graffino le gambe indifese, ch’io non sia causa del tuo male! Impervi sono i luoghi dove voli: corri più piano, ti prego, rallenta la tua fuga e anch’io t’inseguirò più piano. Ma sappi a chi piaci. Non sono un montanaro, non sono un pastore, io; non faccio la guardia a mandrie e greggi come uno zotico. Non sai, impudente, non sai chi fuggi, e per questo fuggi. Io regno sulla terra di Delfi, di Claro e Tènedo, sulla regale Pàtara. Giove è mio padre. Io sono colui che rivela futuro, passato e presente, colui che accorda il canto al suono della cetra. Infallibile è la mia freccia, ma più infallibile della mia è stata quella che m’ha ferito il cuore indifeso. La medicina l’ho inventata io, e in tutto il mondo guaritore mi chiamano, perché in mano mia è il potere delle erbe. Ma, ahimè, non c’è erba che guarisca l’amore, e l’arte che giova a tutti non giova al suo signore!».<br />
Di più avrebbe detto, ma lei continuò a fuggire impaurita, lasciandolo a metà del discorso. E sempre bella era: il vento le scopriva il corpo, spirandole contro gonfiava intorno la sua veste e con la sua brezza sottile le scompigliava i capelli rendendola in fuga più leggiadra. Ma il giovane divino non ha più pazienza di perdersi in lusinghe e, come amore lo sprona, l’incalza inseguendola di passo in passo. Come quando un cane di Gallia scorge in campo aperto una lepre, e scattano l’uno per ghermire, l’altra per salvarsi; questo, sul punto d’afferrarla e ormai convinto d’averla presa, che la stringe col muso proteso, quella che, nell’incertezza d’essere presa, sfugge ai morsi evitando la bocca che la sfiora: così il dio e la fanciulla, un fulmine lui per la voglia, lei per il timore.<br />
Ma lui che l’insegue, con le ali d’amore in aiuto, corre di più, non dà tregua e incombe alle spalle della fuggitiva, ansimandole sul collo fra i capelli al vento. Senza più forze, vinta dalla fatica di quella corsa allo spasimo, si rivolge alle correnti del Peneo e: «Aiutami, padre», dice. «Se voi fiumi avete qualche potere, dissolvi, mutandole, queste mie fattezze per cui troppo piacqui».<br />
Ancora prega, che un torpore profondo pervade le sue membra, il petto morbido si fascia di fibre sottili, i capelli si allungano in fronde, le braccia in rami; i piedi, così veloci un tempo, s’inchiodano in pigre radici, il volto svanisce in una chioma: solo il suo splendore conserva. Anche così Febo l’ama e, poggiata la mano sul tronco, sente ancora trepidare il petto sotto quella nuova corteccia e, stringendo fra le braccia i suoi rami come un corpo, ne bacia il legno, ma quello ai suoi baci ancora si sottrae.<br />
E allora il dio: «Se non puoi essere la sposa mia, sarai almeno la mia pianta. E di te sempre si orneranno, o alloro, i miei capelli, la mia cetra, la faretra; e il capo dei condottieri latini, quando una voce esultante intonerà il trionfo e il Campidoglio vedrà fluire i cortei. Fedelissimo custode della porta d’Augusto, starai appeso ai suoi battenti per difendere la quercia in mezzo. E come il mio capo si mantiene giovane con la chioma intonsa, anche tu porterai il vanto perpetuo delle fronde!».<br />
Qui Febo tacque; e l’alloro annuì con i suoi rami appena spuntati e agitò la cima, quasi assentisse col capo.</p>
<p>L&#8217;originale può essere visionato presso:<br />
<a href="http://philomela997.wordpress.com/2012/01/23/divinita-immanente-ovidio/">http://philomela997.wordpress.com/2012/01/23/divinita-immanente-ovidio/</a><br />
L&#8217;articolo è stato riportato tale e quale (non occorrono aggiunte), salvo che per l&#8217;immagine, che ho voluto cambiare. Tiziano val bene un rimprovero&#8230; Scusa Philomela!<br />
Mam</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1571/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1571/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1571/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1571/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1571/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1571/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1571/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1571/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1571/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1571/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1571/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1571/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1571/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1571/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1571&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Fornero peggio di Sacconi?</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 11:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[art 18]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani]]></category>
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		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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		<description><![CDATA[Fornero peggio di Sacconi? Molto peggio. Sembra impossibile, ma è così: il peggior ministro del lavoro della Repubblica. Sacconi lasciato dietro senza fatica. Lui cercava un po’ dissimulare, ambiva nascondersi, attenuava per poterci riuscire. Fornero no, va giù pesante, con tutta l’arroganza che la sicurezza dell’impunita gli fornisce. Impunità per avere alle spalle i “poteri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2414&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Fornero peggio di Sacconi?</p>
<p>Molto peggio.<br />
Sembra impossibile, ma è così: il peggior ministro del lavoro della Repubblica. Sacconi lasciato dietro senza fatica. Lui cercava un po’ dissimulare, ambiva nascondersi, attenuava per poterci riuscire. Fornero no, va giù pesante, con tutta l’arroganza che la sicurezza dell’impunita gli fornisce. Impunità per avere alle spalle i “poteri forti” della tecnocrazia europea, guardia pretoriana della speculazione mondiale; e i poteri deboli dei partiti italiani,</p>
<blockquote><p><span id="more-2414"></span> in prima fila il più asservito, il Partito Democratico. Senza la sudditanza politica, ideologica e psicologica di Bersani &amp; C questo governo non oserebbe tutto quello che osa.<br />
Leggevo sul Fatto Quotidiano, in fondo a un articolo sulle trattative, la stigmatizzazione dei comportamenti del governo. Non dovrebbe, secondo l’estensore, rompere con i lavoratori, suoi naturali alleati.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/forneroca45f9c.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/forneroca45f9c.jpg?w=300&#038;h=203" alt="" title="ForneroCA45F9C" width="300" height="203" class="alignleft size-medium wp-image-2415" /></a>Ma se questo governo non ha fatto altro che mazzolarli, sin dall’inizio! Se è nato proprio allo scopo: infliggere un duro colpo, un colpo epocale alla sinistra e preparare uno spostamento di tutto l’asse politico, tale da far diventare la destra arbitra per altri decenni ancora della vita pubblica italiana!<br />
La sfacciataggine degli attuali governanti è pari solo alla loro ipocrisia. Piangono e fottono. Piangono in pubblico e fottono in pubblico e privato. Non esiste uno straccio di ragione perché le protezioni contro gli abusi padronali fornita, per altro blandamente, dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori debbano essere ridotte o annullate, eppure proprio sull’articolo 18 il ministro è disposto a scatenare la sua battaglia contro le forze sociali. Sicuro com’è, probabilmente, che a parte la CGIL, gli altri si limiteranno a sollevare clamori, ma nulla di sostanziale intraprenderanno per fargli ringoiare la tracotanza.<br />
E pensare che il governo, sentina di menzogne, aveva esordito con il discorso del rigore ma anche dell’equità! È equità patrocinare gli ingiusti licenziamenti? È equità esitare su tutti i provvedimenti sgraditi alla destra? E non esitare su quelli che colpiscono il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati? Ma di quale governo dalla faccia pulita andate cianciando, venditori di fumo della stampa di regime! Quale miglioramento rispetto al governo Berlusconi riuscite a vedere voi che protestate per gli articoli indignati che non smetto di pubblicare contro il sempre più detestabile Monti? Più sporca di quella che hanno, facce toste senza pari, nascosti dietro i loro fasulli tecnicismi, sempre pronti a rinviare continuamente i provvedimenti per far pagare l’ICI anche al vaticano e non dare un’accelerata sugli accordi con la Svizzera! Accordi necessari per ottenere qualcosa dai speculatori che hanno messo al sicuro i loro capitali all’estero. No, davvero, peggio di questo governo non so immaginare. Uno dei colonnelli, ecco, questo sì potrebbe fare peggio…<br />
Il bello (il più brutto, quello che più fa indignare) sono le scuse puerili che oppongono ai loro continui rinvii delle misure che potrebbero nuocere ai padroni del vapore. Quella sui capitali in Svizzera farebbe ridere, non facesse subito, appena udita, piangere. Viene rinviata perché bisogna studiare, potrebbe sembrare un provvedimento a favore degli evasori. Far pagare per la prima volta a costoro “solo” un 20-25%, potrebbe dunque esporre alla critica di star varando un condono (certo, se non li si pagare nulla, invece condono non è: è suicidio)!  Ignorando (sono dunque ignoranti?) che in un paese abituato ai condoni del 10% questo sarebbe già un bel progresso, del quale ben pochi tra i lavoratori si dorrebbero.  Dunque, quando si tratta dei ceti abbienti ci si pensa cento volte (cosa aspettarsi altro da un governo di milionari?); quando invece si tratta di tagli alle pensioni (taglieggiate già numerose altre volte) e quelli ai diritti dei lavoratori ci si va giù pesante e senza esitare.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/maurizio_sacconi.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/maurizio_sacconi.jpg?w=595" alt="" title="Maurizio_Sacconi"   class="alignleft size-full wp-image-2416" /></a>Mi si dice costoro però non organizzano orge, non chiedono licenza di delinquere, non giocano allo sfascio delle istituzioni. E per questo io dovrei lasciarmi sfilare il portafogli? Veder abolito ogni diritto, ogni garanzia? Lasciarmi menare per il naso da questi parvenu della politica che molto rapidamente ne stanno assumendo i vizi e la vocazione antipopolare?<br />
Sono un pervertito, lo so. Penso che finita la cura del governo Monti, i ceti popolari (del quale armai fanno parte anche i ceti medi), saranno tanto stremati che non baderanno più alle leggi, all’etica o a quisquilie come la Costituzione.<br />
Non hanno avuto possibilità di difendere se stessi, i propri interessi materiali, i problemi della sopravvivenza giorno per giorno: come, dove troveranno le forze per difendere obiettivi prezioso, ma astratti rispetto i bisogni immediati come quelli inerenti la legalità e la democrazia?<br />
Cioè, quel che i poteri forti esattamente si propongono di ottenere.<br />
Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/2414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/2414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/2414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/2414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/2414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/2414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/2414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/2414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/2414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/2414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/2414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/2414/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/2414/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/2414/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2414&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">ForneroCA45F9C</media:title>
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			<media:title type="html">Maurizio_Sacconi</media:title>
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	</item>
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		<title>Circa (forse circo)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 08:38:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristina corner]]></category>
		<category><![CDATA[chapiteau]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Bove]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ho dislocata qui, non troppo vicina alla data di prima pubblicazione, per restituirla ai lettori pregressi e offrirla ai nuovi. Una poesia compatta nella quale il linguaggio controllato del profondo si dissolve, in prima lettura, nella chiarezza dei significati. Durante la seconda e poi la terza ben altro è il discorso. Durante la seconda e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1515&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L&#8217;ho dislocata qui, non troppo vicina alla data di prima pubblicazione, per restituirla ai lettori pregressi e offrirla ai nuovi. Una poesia compatta nella quale il linguaggio controllato del profondo si dissolve, in prima lettura, nella chiarezza dei significati. Durante la seconda e poi la terza ben altro è il discorso. Durante la seconda e la terza appare una sorta di disegno libero, ma a colori; un trittico antico senza cornice.</p></blockquote>
<p><span id="more-1515"></span><br />
Basta dunque con le ciance, gli elogi, le malversazioni dei commenti improvvisati. Solo cercare di capire. E spesso non capisco. O meglio, ci arrivo e non ci arrivo. Perché uso l&#8217;intelligenza e qui molto è questione di &#8220;sentire&#8221;. Di entrare in sintonia. Non una volta per tutte. Ogni volta. La poesia è donna, vuole essere corteggiata all&#8217;infinito, non essere data per scontata. Vuole il più della tua attenzione. Non le basta che tu le dica bella, vuole che di questa bellezza, che è sostanza d&#8217;umanità, tu ne faccia buon uso. Diventare partecipe delle creazione, insieme a lei, creato.<br />
Perciò mi concedo la licenza di aggiungere all&#8217;immagine scelta da Cristina una mia, come un fiore dato alla persona amata (e speriamo, come è capitato a un mio amico, non sia un crisantemo).<br />
Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/01/26febbcadenzato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1516" title="26febbcadenzato" src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/01/26febbcadenzato.jpg?w=300&#038;h=229" alt="" width="300" height="229" /></a><br />
<strong><em>Circa (forse circo)</em></strong><br />
<strong> <em> di cristina bove</em></strong></p>
<p><strong>Immagine</strong></p>
<p><strong>Ora di punte infisse</strong><br />
<strong> ballano topi zingari nel muro</strong><br />
<strong> in ore antelucane arricciano le frange</strong><br />
<strong> e certo non è facile resistere</strong><br />
<strong> allo squittire ossianico</strong><br />
<strong> monotonia che affabula e sconcerta</strong><br />
<strong> __perché le cose sfumano e si stingono__</strong><br />
<strong> <a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/filelist-55.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1519" title="FileList (55)" src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/filelist-55.jpg?w=300&#038;h=187" alt="" width="300" height="187" /></a></strong><br />
<strong> gli spiccioli raccolti per la strada</strong><br />
<strong> in mani sconosciute nel soqquadro</strong><br />
<strong> gemme di quarzo additano</strong><br />
<strong> a un’ospite affacciata – ormai lontana -</strong><br />
<strong> il tè fiorito d’ambra</strong><br />
<strong> consigli d’amnesie</strong><br />
<strong> __ma le cose taciute non si estinguono__</strong></p>
<p><strong>E c’è chi rischia il fiato</strong><br />
<strong> andando a meta</strong><br />
<strong> sotto uno chapiteau di scorza nera.</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1515/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1515&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">FileList (55)</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Io non so proprio 3</title>
		<link>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/22/io-non-so-proprio-3/</link>
		<comments>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/22/io-non-so-proprio-3/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 05:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunedì dell'Angelo]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Problemi del poetare – Parte Terza di Mauro Antonio Miglieruolo 3 NON PER QUESTO RINUNCIO A POETARE O A PRATICARE L&#8217;ESIGENZA DI FISSARE L&#8217;IDEA MIA INTORNO AI SENTIMENTI MAI AVVERRÀ, MAI NONOSTANTE OGNI INSUFFICIENZA CANTERÒ ALLORA COME SAPRÒ CANTARE COSÌ ALLA BUONA COME CANTA L’USIGNIOLO DEL MIO CUORE CHIUSO SGRAZIATO NELLA GABBIA DELLA PENA DOLORE [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1730&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Problemi del poetare – Parte Terza<br />
di Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<p>3<br />
NON PER QUESTO RINUNCIO A POETARE<br />
O A PRATICARE L&#8217;ESIGENZA DI FISSARE<br />
L&#8217;IDEA MIA INTORNO AI SENTIMENTI</p></blockquote>
<p><span id="more-1730"></span></p>
<p>MAI AVVERRÀ, MAI<br />
NONOSTANTE OGNI INSUFFICIENZA<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/5480_12075_n.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/5480_12075_n.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" title="5480_12075_n" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-1732" /></a><br />
CANTERÒ ALLORA COME SAPRÒ CANTARE<br />
COSÌ ALLA BUONA<br />
COME CANTA L’USIGNIOLO DEL MIO CUORE<br />
CHIUSO SGRAZIATO NELLA GABBIA DELLA PENA<br />
DOLORE INASCOLTATO<br />
ESSENTE</p>
<p>E DELL’ARMONIA MIA SIA MASSIMA SANZIONE<br />
QUELLA D’ASCOLTARLA IN QUESTI BALBETTII<br />
CHE DALLE LABBRA INVILUPPATE M’ESCONO<br />
IMPRIGIONATE (come sono)DAI VIGILI PENSIERI DEL PROFONDO.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/730.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/730.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" title="730" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-1733" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1730/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1730&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>

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		</media:content>

		<media:content url="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/730.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">730</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Io non so proprio 2</title>
		<link>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/21/1722/</link>
		<comments>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/21/1722/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 08:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunedì dell'Angelo]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://miglieruolo.wordpress.com/?p=1722</guid>
		<description><![CDATA[Problemi del poetare – Parte Seconda di Mauro Antonio Miglieruolo 2 OH POVERO POETA IN CERCA DI PAROLE! QUANDO AMMETTERAI QUANDO LA TREMENDA INADEGUATEZZA IL NESSUN BISOGNO LA PAURA E L’IRRISOLUZIONE? E LA POVERTA&#8217; DEI GIORNI LA PENA CHE TI VIENE INCONTRO EFFIMERE GIOIE ASSURDITA&#8217; INCONCLUSE E NONCURANZE ESTREME? E DOPO ANCORA I SOGNI SEMPRE [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1722&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Problemi del poetare – Parte Seconda<br />
di Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<p>2<br />
OH POVERO POETA IN CERCA DI PAROLE!<br />
QUANDO AMMETTERAI QUANDO<br />
LA TREMENDA INADEGUATEZZA<br />
IL NESSUN BISOGNO<br />
LA PAURA E L’IRRISOLUZIONE?</p></blockquote>
<p><span id="more-1722"></span></p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/649.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1727" title="649" src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/649.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
E LA POVERTA&#8217; DEI GIORNI<br />
LA PENA CHE TI VIENE INCONTRO<br />
EFFIMERE GIOIE<br />
ASSURDITA&#8217; INCONCLUSE<br />
E NONCURANZE ESTREME?</p>
<p>E DOPO ANCORA I SOGNI<br />
SEMPRE CHE SI DESTINO<br />
SOTTO LA LAPIDE<br />
DEL GRIGIO PENTIMENTO</p>
<p>NÉ VORRÒ SAPERE DELL&#8217;ESSENZA DEL MIO DIRE,<br />
COSA NASCONDA<br />
COSA MANIFESTI</p>
<p>O AVRO&#8217; RIGUARDI PER LA FORMA<br />
(CHE SIA BELLA AL COSPETTO<br />
DEL BELLO CHE SI DICE)</p>
<p>BASTERÀ CHE PARLI<br />
DAR LUOGO A SUONI<br />
AL COSTANTE LAMENTO CHE ININTERROTTAMENTE SORGE<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/651.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1728" title="651" src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/651.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
AVVERRÀ COSÌ QUEL CHE SEMPRE AVVIENE<br />
QUANDO SINCERITÀ È AMMESSA<br />
I VERSI MIEI TROVATI<br />
NONOSTANTE ME STESSO<br />
E LE MIE IMPOTENZE<br />
NON PIÙ DESOLATA AMARA SOLITUDINE</p>
<p>NON SON POETA QUESTO E&#8217; EVIDENTE<br />
O LO SONO COME LO E&#8217; OGNUNO<br />
SEMPLICEMENTE,<br />
NELLA SAPIENZA QUIETA<br />
CHE PRODUCE LA VITA NEL VIVENTE</p>
<p>(a domani per le terza e ultima parte)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1722/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1722&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">miglieruolo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/649.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">649</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">651</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Solidarietà alla Grecia</title>
		<link>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/20/solidarieta-alla-grecia/</link>
		<comments>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/20/solidarieta-alla-grecia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 10:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[governo greco]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Vittima di aguzzini cravattari dal cuore di ghiaccio. Banditi in doppiopetto. La destra Greca (non la nominano mai) ci ha messo del suo, ma molto più ci ha messo la destra europea nello spingerla al fallimento. Francia e Germania hanno costretto il governo greco a comprare armi da loro, bruciando miliardi che ora sarebbero essenziali [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2247&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Vittima di aguzzini cravattari dal cuore di ghiaccio. Banditi in doppiopetto. La destra Greca (non la nominano mai) ci ha messo del suo, ma molto più ci ha messo la destra europea nello spingerla al fallimento. Francia e Germania hanno costretto il governo greco a comprare armi da loro,</p></blockquote>
<p><span id="more-2247"></span> bruciando miliardi che ora sarebbero essenziali per non far morire la gente di fame.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/solidarietc3a0-alla-grecia_n.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/solidarietc3a0-alla-grecia_n.jpg?w=595" alt="" title="Solidarietà alla Grecia_n"   class="aligncenter size-full wp-image-2248" /></a>Hanno rimandato gli aiuti finché non è stato troppo tardi. Con meno del 5% che hanno dato alle banche, responsabili della crisi mondiale, avrebbero potuto salvare la Grecia, senza imporle sacrifici immani che è dubbio pure possano salvarla.<br />
Non è questa l&#8217;Europa che avevamo sognato. L&#8217;Europa del tecnocrati, di coloro che sanno solo rubare ai poveri per dare ai ricchi.<br />
Attenti. Non dimenticate. Potremmo essere noi i prossimi.<br />
Mauro Anonio Miglieruolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/2247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/2247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/2247/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2247&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Solidarietà alla Grecia_n</media:title>
		</media:content>
	</item>
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		<title>IO NON SO PROPRIO</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 06:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunedì dell'Angelo]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Problemi del poetare &#8211; Parte Prima di Mauro Antonio Miglieruolo 1 IO NON SO PROPRIO DI COSA VOLETE CHE VI PARLI SE DI RAGIONE O SENTIMENTI O D&#8217;ALTRO ANCORA A ME NON CONSENTITO NÈ SO SPIEGARMI LE PRETESE ESTREME, SILENZIOSE IMPERIOSITÀ CON CUI CHIEDETE SUONI NUOVI E ACCENTI SUBLIMI ARMONIE VALORI INTRINSECI RISPOSTE AI VOSTRI [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1715&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Problemi del poetare &#8211; Parte Prima<br />
di Mauro Antonio Miglieruolo</p></blockquote>
<p><span id="more-1715"></span></p>
<p>1<br />
IO NON SO PROPRIO<br />
DI COSA VOLETE CHE VI PARLI<br />
SE DI RAGIONE O SENTIMENTI<br />
O D&#8217;ALTRO ANCORA A ME NON CONSENTITO<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/428.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/428.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" title="428" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-1718" /></a><br />
NÈ SO SPIEGARMI LE PRETESE<br />
ESTREME, SILENZIOSE IMPERIOSITÀ<br />
CON CUI CHIEDETE SUONI NUOVI<br />
E ACCENTI<br />
SUBLIMI ARMONIE<br />
VALORI INTRINSECI<br />
RISPOSTE<br />
AI VOSTRI LABIRINTICI SILENZI</p>
<p>QUESTO HO PER VOI:<br />
IL MIO VOLERMI DIRE<br />
E D&#8217;IMPOSSIBILITÀ L&#8217;OSTACOLO</p>
<p>IL FRASTUONO DEI PENSIERI<br />
NELLA COSTANZA MUTA DELLE COSE</p>
<p>E LA LORO OPACITÀ<br />
LA SORDIDA INCOSCIENZA<br />
IRRIPETIBILMENTE AVVERSA ALLA RAGIONE</p>
<p>MA ANCHE LA VOLONTÀ D&#8217;AFFETTI<br />
IN CUI SON TIMIDO E SFACCIATO INSIEME<br />
ESIGENTE QUANTO MOLLE DISATTENTO<br />
TROVANDO METE, MA NON INIZI<br />
ESSENDOMI NEGATI (più) FORTI COMPIMENTI</p>
<p>INNAMORARSI DELL&#8217;AMORE QUALE FOLLIA!<br />
MA IN ESSA VIGE LA PIU&#8217; SAPIENZA ANTICA<br />
POICHE&#8217; VOLGE IN NOI STESSI<br />
QUEL CHE ALL&#8217;ESTERNO ANDIAM VOLGENDO<br />
PUR SENZA TOGLIERCI DALL’ELENCO DEI VIGENTI<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/621.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/621.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" title="621" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-1719" /></a><br />
COSÌ L&#8217;INDIFFERENZA CHE ESIBISCO<br />
NON È CHE ESPEDIENTE DI TIMORE<br />
PAURA FORTE<br />
INADEGUATEZZA<br />
IRRISOLUZIONE<br />
LA POSSIBILITÀ DI QUIETE CHE NEGO A ME STESSO<br />
POVERO POETA IN CERCA DI PAROLE</p>
<p>(a domani per la seconda parte; dopodomani la terza)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1715/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1715&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">428</media:title>
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			<media:title type="html">621</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Pompieri, Governo Tecnico e Grecia</title>
		<link>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/19/pompieri-o-governo-tecnico/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 06:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Governo tecnico]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>
		<category><![CDATA[pompieri]]></category>
		<category><![CDATA[strozzini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo va a fuoco e i pompieri pensano esclusivamente alle banche. Soltanto i loro edifici contano. I loro bilanci, i loro profitti, i loro abusi e le loro truffe. Il bilancio familiare, quello no, non conta. Così sono e si comportano i tecnici che ci governano. Pompieri strabici che pensano a dar soldi a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2234&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il mondo va a fuoco e i pompieri pensano esclusivamente alle banche.<br />
Soltanto i loro edifici contano. I loro bilanci, i loro profitti, i loro abusi e le loro truffe. Il bilancio familiare, quello no, non conta.</p></blockquote>
<p><span id="more-2234"></span></p>
<p>Così sono  e si comportano i tecnici che ci governano. Pompieri strabici che pensano a dar soldi a chi già ce li ha e a togliere diritti e potere d&#8217;acquisto che non ce li ha o ne ha pochi.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/pompieri-comeagisce-ilgoverno-tecnico_n.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/pompieri-comeagisce-ilgoverno-tecnico_n.jpg?w=595&#038;h=399" alt="" title="Pompieri-comeagisce ilgoverno tecnico_n" width="595" height="399" class="aligncenter size-full wp-image-2235" /></a><br />
Una pacchia da far finire al più presto, prima di far la fine della Grecia, consegnata con le mani legate agli strozzini.<br />
Francia e Germania non hanno avuto la faccia tosta di costringerla a comprare armi per miliardi di euro mentre già stava in procinto di fallire?<br />
Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/2234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/2234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/2234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/2234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/2234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/2234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/2234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/2234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/2234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/2234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/2234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/2234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/2234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/2234/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2234&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>

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			<media:title type="html">Pompieri-comeagisce ilgoverno tecnico_n</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>GESÙ SUPEREROE</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 23:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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		<description><![CDATA[GESÙ SUPEREROE di Mauro Antonio Miglieruolo L’articolo che segue avrebbe dovuto uscire originariamente sull’ultimo numero (il 301 del 19 maggio 1994) della Neue Reinische Zeitung. Gli speciosissimi provvedimenti di polizia presi per allontanare dall’Unione gli animatori del periodico (Santoro, Marx, Luttazzi, Engels e altri) ne avevano però imposto il rinvio. Occorreva rispondere e con immediatezza, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1737&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>GESÙ  SUPEREROE<br />
di Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<p>L’articolo che segue avrebbe dovuto uscire originariamente sull’ultimo numero (il 301 del 19 maggio 1994) della Neue Reinische Zeitung. Gli speciosissimi provvedimenti di polizia presi per allontanare dall’Unione gli animatori del periodico (Santoro, Marx, Luttazzi, Engels e altri)</p></blockquote>
<p><span id="more-1737"></span> ne avevano però imposto il rinvio. Occorreva rispondere e con immediatezza, utilizzando il massimo spazio editoriale disponibile, alla iniziativa del governo, la quale mirava in effetti a chiudere il periodico, contro il quale le autorità  si erano accanite invano con l’uso di mezzi legittimi. Ci si riusciva infine con quelli illegittimi. Cosicché il provvisorio rinvio dell’articolo aveva finito con il diventare, ahimé! definitivo. Il n. 301 (stampato in rosso)era stato infatti l’ultimo.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/bambino_con_gesu.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/bambino_con_gesu.jpg?w=300&#038;h=300" alt="" title="bambino_con_gesu" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1739" /></a><br />
L’involuzione politica successiva aveva reso non pubblicabile l’articolo. Nessun editore, nonostante i disperati tentativi dell’autore, si è più mostrato disponibile a affrontare i rischi inerenti la diffusione del suo contenuto.</p>
<p> A quasi diciotto anni di distanza, conclusa l’era berlusconiana, ravvisando in esso più di un motivo di interesse, ci sobbarchiamo noi l’onere di proporre al pubblico lo spinoso testo che segue; sicuri che, qualunque sia il giudizio che verrà formulato, gliene si vorrà riconoscere almeno l’audacia intellettuale.</p>
<p>(nota di redazione)</p>
<p>La necessità di entrare nel vivo di un dibattito sui gravi e convulsi avvenimenti dei nostri giorni, gravità sulla quale molti vorrebbero stendere un velo pietoso di silenzio, consiglierebbe forse di procrastinare, ancora una volta, la diffusione di una indagine incentrata su un personaggio del lontano passato e quindi tangenziale rispetto alle contingenze politiche del momento. Tuttavia, poiché ogni operazione culturale è già un entrare nel vivo del dibattito (la cultura costituisce lo sfondo d’elezione per ogni genere di dibattito); e considerate le recenti e insistite prese di posizioni di tanti accesi sostenitori della cosiddetta Civiltà Occidentale (i quali in realtà sostengono i residui, ampi aspetti di inciviltà perduranti tra noi); mi sento autorizzato a mia volta a un ritorno al passato onde fornire di esso una visione più fedele delle “radici” (in realtà solo una parte di esse) del nostro essere contemporaneo. Ripropongo a cuor leggero, pertanto, i contenuti elaborati un decennio fa e attuali tutt’oggi. Tanto più attuali in quanto, a sostegno delle nostre tesi, possiamo citare le caratteristiche del Papa immediatamente precedente il nostro, il più muscoloso, avvenente Papa degli ultimi secoli: Papa Godzilla.</p>
<p>Di tale Papa, le cui caratteristiche ho più diffusamente parlato altrove, si può dire sia solo l’ultimo tra i tanti Super Eroi presentati dalla Chiesa, dopo il primo e più grande: il Fondatore, Gesù di Nazareth. Su quest’ultimo personaggio, le cui multiformi facoltà, la cui pregnante attività di Dirigente Organico delle martoriate masse Palestinesi è stata sottolineata innumerevoli volte, intendo soffermarmi.</p>
<p>Inizio consigliando gli appassionati di fumetto e non, per meglio intendere le riflessioni qui esposte, di riguardarsi le tavole che in proposito ci ha lasciato il quasi sconosciuto designer che risponde (non più purtroppo, essendo nel frattempo defunto) al nome di Leonardo (tavole che troverete sul sito www.paradisi-virtuali.prg); oppure le strisce un po’ maliziose preparate dal ben più famoso Crexap per Metal Hurlant e “stranamente” mai editate (parimenti reperibili sul sito appena citato). Stante gli attuali rapporti Stato-Chiesa e l’inaspettato evolversi della situazione a favore di quest’ultima è prevedibile che non lo saranno per molti decenni ancora. Da un momento all’altro il sito potrebbe essere chiuso…</p>
<p>Lo consiglio inoltre alla Marvvell che da tali disegni e strisce (nonché dal presente modestissimo scritto) potrebbe prendere spunto per immettere sul mercato una serie dedicata integralmente alle straordinarie avventure di Gesù, sulla vita del quale tanto si è indagato, ma tanto poco si è capito; e ancor meno messo in luce (vedi l’ostracismo di cui ha sofferto non solo il presente articolo, ma gli stessi Leonardo e Crexap). Sono certo di un successo vasto e immediato; un successo che, oltre a un primato di vendite, riserverebbe guadagni accessori in quanto a gadget, spazi pubblicitari, passaggi televisivi e, soprattutto, operando la solita torsione nei contenuti, influenza ideologica di massa su persone di ogni età, credo e condizione. Essendo la Marvvell lontana dall’Unione è credibile che possa mandare in porto l’operazione senza eccessive difficoltà da parte delle autorità e degli integralisti predominanti in Europa. Vedremo se i pre-giudizi ideologici (e i compiti ideologici) che la Marvvell ha fatto propri le permetteranno di promuovere questo straordinario fumetto.</p>
<p>Gesù di Nazareth, dunque. Personaggio fascinoso e universale quale altri mai; ma anche un personaggio singolare, addirittura inedito nel panorama degli ordinari Super Eroi (forse è questa l’unica ravvisabile difficoltà, essendo il vasto pubblico ormai aduso agli stili e ai modi, decisamente pedestri e primitivi, della tradizione fumettistica). Niente banalità su ragni umani, in realtà ragazzini che si sbattono da un grattacielo all’altro appesi a un filo; o smilzi deliranti giovanotti in precario equilibrio su tavole volanti, che si effondono sulla propria infelice condizione esistenziale; o, ancora, verdi iracondi uomini roccia, i quali volentieri confondono mestiere della protesta e lamentela; o ancora insignificanti torce umane e quartetti stravaganti più che fantastici, atti a stupire prima ancora che a divertire. Niente clamori o sfacciata esibizione di ultravigore; niente contrapposizione violenta alla violenza, né uso “disinvolto” della legge per difendere la legge; ma qualcosa di nuovo, ancora oggi inusuale: la discrezione, i toni sommessi, la dolcezza e il tenere sempre presente sia l’umanità dell’interlocutore dialettico che il bene di tutti. In una parola: il contenimento dell’avversario ottenuto tramite l’esempio e l’ammaestramento piuttosto che attraverso il dispiegamento della superpotenza militare dell’unica superpotenza attualmente esistente. Gesù vince utilizzando uno stile suo proprio che contempla il disarmo dei supercattivi, non il loro abbattimento. Cambiare le teste, sembra volerci dire a ogni passo, invece di tagliarle. Ovverosia, una testa tagliata è una testa che non può più essere modificata.</p>
<p>Questo potrebbe far temere il venir meno della tensione narrativa e l’indebolirsi degli effetti drammatici; o peggio ancora una diminuzione del fascino del meraviglioso, elemento vitale, tipico del fumetto. Niente di tutto questo. Basterà ricordarsi delle caratteristiche specifiche di Gesù, al quale  possono e sono attribuite varie e interessanti superfacoltà, mentre i vari Hulk, Superman e Torce Umane ne possiedono una sola. Tale inedita particolarità dovrebbe essere sufficiente a sollecitare positivamente l’immaginario delle larghe masse: a conquistarne il cuore.</p>
<p>Soffermiamoci un istante su qualcuna di tali super facoltà. Gesù che cammina sulle acque, ad esempio. Un superpotere, apparentemente fine a se stesso, apparentemente neutro, disutile dal punto di vista sociale. Apparentemente privo di possibili sviluppi drammatici e narrativi. Niente di più falso. Le possibilità affabulatrici di tale tema infatti, per qualsiasi soggettista dotato di adeguata fantasia, sono praticamente infinite e fortemente coinvolgenti. Mi limito a citarne un paio: scivolando sulle acque gelide dei mari del Nord, Gesù salva centinaia di passeggeri del Titanic. Arriva, li trae fuori dall’acqua prima che il gelo ne arresti il cuore e li pone in salvo sulle scialuppe di salvataggio rimaste semivuote. Oppure: lui umile, si adatta al mestiere di bagnino, salvando tanti e tanti dall’annegamento e rendendo in questo modo meno tragica la sorte dei familiari ai quali, senza il suo intervento, non resterebbero altro che gli occhi per piangere (sempre che le tumultuose ammiratrici – Gesù era un gran bell’uomo – gli lascino sufficiente tempo libero per ottemperare ai nuovi doveri assunti).</p>
<p>Un discorso a parte merita poi la doppia attività di salvatore: salvatore delle balene dall’assalto genocida delle baleniere; e salvatore degli umani inghiottiti dalle balene. Con una mano Gesù neutralizzerebbe dunque i leggendari, crudeli fiocinieri; con l’altra trarrebbe dalle pance delle balene la congerie di creature aggiratesi nell’ancestrale interno di quei molli ventri (poveri! Poveri esseri! aggrediti dall’inesauribile esercito degli acidi gastrici, degli odori di decomposizione e dei sconvolgenti rutti, potenti come terremoti!).</p>
<p>Altro tema, foriero di sviluppi interminabili e capace di rinnovare persino le esauste sequel ospedaliere, è quello di Gesù terapeuta, un tema capace di aprire spazi impensabili all’inventiva e alla brama di avventure e disavventure del lettore medio. Esempio: intere popolazioni cimiteriali resuscitate da Gesù, ma trasformate in orribili Zombi dalle forze del male; vanificando in questo modo l’opera meritoria del supereroe e costringendolo a fatiche da Sisifo per salvare l’umanità minacciata dagli orridi putrescenti rifiuti della morte. Altro esempio: ciechi che, dopo aver recuperato la vista, si cavano da sé gli occhi per non vedere quel che il mondo nel frattempo è diventato nel corso degli anni del loro buio. Gesù li conforta e li riconduce alla speranza offrendo loro la possibilità di  emigrare in un pianeta senza luce, da colonizzare. Anzi, accompagnandoli addirittura in un lungo viaggio pieno di rocambolesche avventure, guasti ai motori dell’astronave, attacchi di pirati, sviluppo di nuovi sensi e consuete immani fatiche dei nuovi pionieri. Oppure: società farmaceutiche che organizzano attentati alla Sua vita per salvarsi da un inevitabile fallimento; conseguente rivolte dai suoi beneficiati; votazione plebiscitarie contro i governi che assistono inerti e Fondazione di un impossibile Stato Giusto e Buono (Buono almeno fino alla permanenza del Salvatore tra noi).<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/gesc3a0scherzosoimages.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/gesc3a0scherzosoimages.jpg?w=595" alt="" title="Gesàscherzosoimages"   class="alignleft size-full wp-image-1740" /></a><br />
Potrei continuare, ma considerate le esigenze di brevità invocate unanimemente da tutti gli editori, mi limito a citarne un terzo, più familiare a soggettisti e disegnatori: la trasmutazione della materia, nonché creazione di nuova materia; facoltà, che si è condensata, allora, nella trasformazione dell’acqua in vino e nella moltiplicazione dei pani e dei pesci[1]; ma che potrebbe oggi trovare più moderni, ampi spazi di applicazione. Un tema, quello della trasmutazione materica, oltre a essere Fantascientifico quanti altri mai, adattissimo a ideare superstorie e super intrecci con la partecipazione di straordinari supercattivi e relativo coinvolgimento di Governi, gerarchie militari, masse affamate del Primo, Secondo, Terzo e Quarto Mondo, Servizi Segreti e, soprattutto, le famigerate, crudeli, implacabili Sette Sorelle.</p>
<p>A tale proposito credo che a molti piacerebbe leggere d’una sfida titanica tra le società che godono del monopolio privato dell’acqua e l’indefessa attività di Gesù a favore delle popolazioni del Terzo Mondo alle quali si toglie il pane e si dà in cambio la sete (alzando a dismisura il costo dell’acqua). Servendosi delle sue inaudite facoltà Gesù trasforma le riserve mondiali di vino in acqua, mettendo in questo modo enormi quantità di liquido a disposizione degli assetati. Il Mercato insorge. Si indigna. Lancia accuse. La demenza, il crimine stanno sommergendo il mondo. All’agile, fecondo gioco della concorrenza si sottrae, pura follia, la possibilità di agire regolarmente in favore del più forte. Gesù se ne infischia di tutte queste proteste. Bada solo al bene del suo popolo. Utilizza la telecinesi per trasferire le ex-botti di vino, ora botti d’acqua, dove ce n’è bisogno. L’intera Africa è salva.</p>
<p>Anche nei confronti diretti con gli altri supereroi, tappa obbligata di ogni personaggio che si rispetti (Hulk contro Godzilla; Superman contro Cat Woman; l’Uomo Ragno contro l’Uomo Invisibile ecc. ecc.), è certo che Gesù farebbe la sua brava bella buona figura. O meglio, gli verrebbe imposto di farla. Anche Gesù infatti, come ogni altro Incredibile[2],  giunto a un certo grado di popolarità, per saziare l’inesauribile brama di avventure e meraviglie del largo pubblico, finirebbe con il venir messo a confronto con qualcuno degli altri Supereroi; scontro che, volente o nolente, sarebbe costretto a accettare.</p>
<p>Sì, certo, per divertire il pubblico, ma anche per edificarlo. Che si sappia chi è il migliore! Chi meglio esprima la capacità di svolgere i compiti relativi al proprio ruolo! Chi effettivamente sia dalla parte del bene e chi dalla parte del male!</p>
<p>Ora Gesù, per mezzo della facoltà di cui tutti già sanno e con le altre che potrebbero facilmente essergli attribuite (precognizione, telepatia, ubiquità, telecinesi ecc. ecc.) è indubbio che uscirebbe vincente negli scontri. O meglio, nei contraddittori. Poiché Gesù, a parte (in ordine decrescente di avversione) Politici, Pedofili, Sacerdoti e Farisei Falsi e Bugiardi, Mercanti del Tempio Catodico, Generali Golpisti e Papi, nei rapporti con il prossimo praticava costantemente la cordialità, la cortesia e il massimo di disponibilità. Era (e sarebbe ancora) dunque impossibile entrare in competizione con lui. Vincerebbe, ma su un altro piano, sconosciuto ai contemporanei: sul piano della destrezza, della rappresentatività, della sensibilità e dell’intelligenza. Non vincerebbe battendo il nemico, ma facendo sì che fosse il nemico a vincere se stesso… Ed è forse questo il limite che la Marvvell non osa rimproverargli e che però l’induce a esitare nell’assumerlo tra i suoi. La Marvvell fin’ora ha voluto stupire; con Gesù dovrebbe adattarsi anche a edificare[3]. La Marvvell ha difeso l’American Way of Life, con Gesù dovrebbe volgersi verso il cammino universale dell’emancipazione umana. La Marvvell ha fatto suo acriticamente l’assoluto della dittatura democratica americana; con Gesù non le rimarrebbe altra possibilità che alzare il vessillo della libertà d’essere e governarsi come aggrada ad ognuno.</p>
<p>Possiamo azzardare anche un seconda ipotesi intorno a questo inesplicabile rifiuto degli enormi guadagni che Gesù Supereroe apporterebbe nelle già pingui casse della Marvvell. Consideriamo un fatto: che da duemila anni, nelle parole e negli scritti e nelle predicazioni della Chiesa, Gesù è già un Super Eroe, il tema principale di una inesausta Grande Narrazione costruita sulla vita e soprattutto sulla morte del nostro personaggio. Come eroe sopporta le torture, da eroe sale sulla croce, da eroe muore (per poi addirittura risorgere!). Non ci sarebbe dunque da meravigliarsi se la Marvvell temesse il risentimento e la conseguente conflittualità con la Chiesa, padrona da sempre in pratica dei diritti d’autore per il Cinema, la TV e il Romanzo; diritti d’autore che sarebbero sicuramente rivendicati anche per quanto attiene al fumetto: fumetto che sicuramente pretenderebbe fosse redatto a sua esclusiva immagine e somiglianza e con contenuti apologetici certi sulla grandezza della Chiesa e sul di lei essere la Grande Benefattrice dell’Umanità.</p>
<p>Comunque sia, è arrivato il tempo che questo ostracismo editoriale sia fatto cessare. Che un indebito monopolio sia spezzato e ridimensionato. Che una figura qual è quella di Gesù assuma contorni nuovi e diversamente definiti. Che le potenzialità inespresse trovino gli spazi per, finalmente, manifestarsi. Confidiamo di iniziare a farlo con il presente articolo il quale non nasconde l’ambizione di dare impulso all’iniziativa di chiunque brami d’espandere la propria creatività affacciandosi sulle sconfinate distese di motivi affabulatori fornite dalla straordinaria figura di Gesù; nonché degli epigoni che ne hanno imitato e rinnovato le imprese (Papa Gregorio, il cui straordinario e intenso psichismo ha messo in fuga le sterminate crudeli orde di Unni; Francesco d’Assisi,  oscuro antesignano dell’immenso Tarzan, specializzatosi nel linguaggio degli uccelli e d’altri animali del bosco; Papa Godzilla, Dirigente Organico Mondiale, Controrivoluzionario di professione, Grande Comunicatore, nemico implacabile dei crudeli Burocrati del Cremlino, con i quali ha avviato e concluso vittoriosamente una lotta senza quartiere e senza esclusione di colpi; e il più speciale di tutti, Papa Luciani, al secolo Papa Sorridente, che ebbe a ingaggiare, con esito infausto, titaniche battaglie, teologiche e gestionali, con un’intera corte di Diavoli!).</p>
<p>Un auspicio azzardato, il nostro? Solo il tempo ce lo saprà dire.</p>
<p>Riportiamo qui sotto in sintesi gli episodi già elaborati da Leonardo e di cui abbiamo le tavole:</p>
<p>1) Gesù scaccia a nerbate i vampiri Euro-Yankee dal Biafra e salva dallo sterminio per fame  intere popolazioni.</p>
<p>2) Nella battaglia di Anghiari Gesù trasforma in steli di Agapantus le lance dei cavalieri e i cavalli in cavallucci a dondolo. Poi procura un orrendo attacco di diarrea ai contendenti, che sono costretti a abbandonare definitivamente la contesa.</p>
<p>3) Camminando sulle acque Gesù si intrufola nottetempo nelle navi della flotta Yankee in navigazione verso l’Iraq e ne sabota gli impianti elettrici e elettronici. L’invasione non può avere luogo e seicentocinquantamila persone, destinate a perire sotto i bombardamenti, sono salve.</p>
<p>4) Avventure di Gesù che soccorre i naufraghi delle carrette del Mare. Condanna unanime della Casa della Libertà e di parte della Bicocca del Progresso, a cui fa seguito quella della Magistratura. Gesù è arrestato e trasferito in un Carcere di Massima Sicurezza. Gli Stati Uniti ne chiedono l’estradizione. Gesù fugge e si rifugia sulle montagne dell’Afganistan, da dove anima una vasta azione di resistenza all’invasore.</p>
<p>5) Bin Laden Vs Gesù. Gesù sulle prime rifiuta il combattimento. Poi scopre per chi lavora effettivamente l’antagonista e lo scaccia dalla guerriglia a nerbate.</p>
<p>6) A Teano, prima che Garibaldi possa pronunciare la sua infausta frase storica, Gesù fa imbizzarrire il suo cavallo. Garibaldi cade, batte la testa e si riprende dal suo personale momento dello scemo. L’Italia non nasce monarchica, per cui neppure nasce Derlusconi e si estinguono Sacerdoti e Farisei Falsi e Bugiardi. Il Vaticano perde definitivamente ogni voce in capitolo nella politica nazionale.</p>
<p>Il Codice termina con la tavola iniziale del settimo episodio (naturalmente rimasto incompleto). La tavola mostra il Presidente Ushb che discorre con Bin Laden e gli dice: “Riprovaci, Bin. Dobbiamo assolutamente togliercelo dalle scatole questo stramaledetto figlio dei fiori&#8230;”</p>
<p>Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<p>[1] La cui realizzazione sollevò una intera popolazione dai tormenti della carestia.</p>
<p>[2] Vedi Hulk. L’incredibile per antonomasia: per autodefinizione.</p>
<p>[3] Cioè, dare a chiunque lo chieda la spinta opportuna per far sì ch’egli sappia e possa incamminarsi sulla diritta via.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1737/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1737&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Monti deve credere che siamo scemi</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 06:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[economisti di governo]]></category>
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		<description><![CDATA[dal blog di DB http://danielebarbieri.wordpress.com/2012/02/07/superflua/#more-7385 Superflua di Maria G. Di Rienzo E’ deciso, domani vado in banca. Ah, prima mi stampo un bel riassunto della mia vita professionale (libri scritti – nessun diritto d’autore; conferenze e seminari – in stragrande maggioranza forniti gratuitamente; collaborazioni giornalistiche – tutte non retribuite) e forte della potenzialità che esso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2000&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal blog di DB<br />
<a href="http://danielebarbieri.wordpress.com/2012/02/07/superflua/#more-7385">http://danielebarbieri.wordpress.com/2012/02/07/superflua/#more-7385</a></p>
<p>Superflua<br />
di Maria G. Di Rienzo</p>
<p>E’ deciso, domani vado in banca. Ah, prima mi stampo un bel riassunto della mia vita professionale (libri scritti – nessun diritto d’autore; conferenze e seminari – in stragrande maggioranza forniti gratuitamente; collaborazioni giornalistiche – tutte non retribuite) e forte della potenzialità che esso dimostra chiedo un prestito per mettere in piedi una casa editrice. Dite che 500.000 euro bastano? Vorrei fare le cose per bene.<br />
No, non sto dando i numeri. L’idea non è mia, ma del “professore” che sta mettendo a posto l’Italia dopo «decenni di buonismo» (parole sue) e di lotte insensate «fra Orazi e Curiazi» attorno alla «cittadella» simbolica della tutela dei lavoratori (articolo 18, sempre parole sue). Rispondendo online alle domande poste dai lettori di un quotidiano, il signor Monti – sapete, più leggo quel che dice più è difficile continuare a chiamarlo “professore” – si trova di fronte la seguente questione: se non ho un lavoro fisso come garanzia e nemmeno proprietà, come diavolo ottengo un mutuo da una banca per, poniamo, comprare la casa o intraprendere un’attività economica?<br />
<div id="attachment_2004" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/mario-monti2.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/mario-monti2.jpg?w=300&#038;h=180" alt="" title="Mario-Monti2" width="300" height="180" class="size-medium wp-image-2004" /></a><p class="wp-caption-text">Con uno così, sono cavoli</p></div>Immagino l’attimo di pausa riflessiva dell’economista (ma non prendetemi sul serio, è che fondamentalmente devo essere carogna): Che? Esistono italiani che non hanno proprietà? Ah già, Martone mi aveva detto qualcosa del genere, devono essere gli sfigati… Non è un problema, risponde quindi il signor Monti, «mano a mano che le banche si modernizzano» basterà loro il curriculum delle tue potenzialità: se hai trovato tanti lavori, per quanto non fissi, ciò dimostra che avrai la capacità di ripagare il mutuo.<br />
Sapete, il giornalista incaricato di sommarizzare l’esperienza di queste domande e risposte online non fa nessun commento. Forse non era previsto, ma mi sto ancora chiedendo come è riuscito a bersi un’idiozia del genere. Perché quando domani andrò in banca a chiedere un prestito, e non potrò esibire nè la garanzia del lavoro a tempo indeterminato nè la garanzia del possesso di qualcosa su cui la banca possa rivalersi se io non pago le rate del debito, ecco quale sarà la replica dell’impiegato allo sportello: «Signora, per cortesia, stiamo lavorando, non ci faccia perdere tempo».<br />
<div id="attachment_2006" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/governo-monti1.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/governo-monti1.jpg?w=300&#038;h=180" alt="" title="governo Monti" width="300" height="180" class="size-medium wp-image-2006" /></a><p class="wp-caption-text">Comincio a pensare sia il peggiore di tutti. Quantomeno quello che ci farà più male.</p></div>Al che io commenterò con aria saputa e vagamente disgustata: «Santo cielo, non siete ancora modernizzati? Monti non vi ha detto proprio niente?». Qualificata a questo punto come mentalmente instabile verrò – cortesemente – accompagnata alla porta e – cortesemente – minacciata di intervento di polizia o carabinieri se resisto.<br />
Che volete, ho passato il mezzo secolo e qualche acciacco di salute mi impedisce di provvedere il sostegno alla mia famiglia operaia monoreddito andando a lavare scale o facendo la badante. Per noi i “sacrifici” comportano lo scendere sotto il livello di povertà. Ma sono grata agli “economisti di governo” per avermi chiarito un concetto che faticavo a comprendere. Adesso so come un essere umano può diventare superfluo.<br />
&#8212;-<br />
Una piccola giunta: la faccia, questo Monti, l&#8217;avrà pure pulita. La mani no. Le mani sono sempre le stesse. Le mani di un erede di Berlusconi. Come quelle del predecessore unghiute, rapaci e prive di scrupoli. Per non parlare del pelo sullo stomaco&#8230;<br />
Mam<br />
Mam</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/2000/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/2000/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/2000/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/2000/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/2000/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/2000/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/2000/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/2000/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/2000/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/2000/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/2000/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/2000/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/2000/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/2000/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2000&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>MULTE AMERICANE</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 06:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[America]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricevo da Claudia marinelli un divertente resoconto tipo &#8220;avventure in città&#8221; e mi affretto a postarlo. Fretta per modo di dire. Fretta sul ritardo. Perché lo avevo salvato in una cartella dimenticata e ritrovata quando mi sono deciso a effettuare ricerche a tappeto. Chiedo vienia all&#8217;amica Claudia Marinelli. Mauro Antonio Miglieruolo MULTE AMERICANE Di Claudia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1746&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ricevo da Claudia marinelli un divertente resoconto tipo &#8220;avventure in città&#8221; e mi affretto a postarlo.<br />
Fretta per modo di dire. Fretta sul ritardo. Perché lo avevo salvato in una cartella dimenticata e ritrovata quando mi sono deciso a effettuare ricerche a tappeto.</p></blockquote>
<p><span id="more-1746"></span><br />
Chiedo vienia all&#8217;amica Claudia Marinelli.<br />
Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/multe-anericanebenjamin-mckenzie.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/multe-anericanebenjamin-mckenzie.jpg?w=210&#038;h=300" alt="" title="Multe anericanebenjamin-mckenzie" width="210" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1751" /></a><br />
MULTE AMERICANE<br />
Di  Claudia Marinelli</p>
<p>     &#8211; La pipìììììììììììììììììììììì! &#8211; piagnucolava la piccola Emma. &#8211; Ho seteeeeeeeeee! &#8211; frignava Mattia. &#8211; Ho fameeeeeeeeeeeee! &#8211; piangeva Gaia legata al seggiolino sul sedile posteriore della macchina.<br />
     &#8211; Ho fatto, tranquilli, adesso andiamo a casa! &#8211; esclamò Clara mentre parcheggiava in tutta fretta la macchina accanto a un tassametro sulla Prima Avenue, di fronte al grattacielo dove abitava. Avevano ragione i suoi bambini: erano quasi due ore che girava come una cretina alla ricerca di un parcheggio sotto il sole cocente di luglio per le strade di Manhattan. Aveva fatto il giro intorno al suo isolato e poi aveva perlustrato in su e in giù la Prima e la Seconda Avenue, la Quattordicesima Strada fino al fiume e tutte le strade laterali limitrofe almeno una ventina di volte, e poi si era liberato un posto sotto casa. Aveva traslocato da poco a Manhattan e mai avrebbe immaginato che spostare la macchina in sosta vietata per la  pulizia della strada, avrebbe significato vagare a vuoto per mezza mattinata. Però era l’unico modo per evitare ancora una multa sicura, e ne aveva pagate così tante durante i suoi quattro anni nella Grande Mela!<br />
	Clara si era sempre meravigliata di come fioccassero  le multe sui parabrezza in America. Bastavano due minuti di ritardo che dal nulla, quasi per magia appariva il noto foglietto bianco e rosso. I poliziotti di New York City guadagnano una percentuale sulle multe che fanno e dunque sono efficientissimi a scovare  le macchine in difetto, e sparire nel nulla. Eppure le strade a New York sono larghe, per sparire un po’ di tempo ci vuole! Come fanno? si era spesso domandata Clara. Si apposteranno, avranno dei radar speciali o forse il dono dell’invisibilità! Però non si lasciavano sfuggire neanche un minuto di divieto di parcheggio per riempire le casse del Motor Vehicle Department di New York, e  ingrassare le loro tasche.<br />
E bisognava stare attenti anche ai parcheggi vicino ai tassametri! Una volta Clara, “imbottigliata” nell’ascensore di un grattacielo, non era riuscita ad arrivare in tempo per aggiungere i quarti di dollaro al tassametro, ed ecco la multa per due, dico due, minuti di ritardo! Visto che doveva fare altre commissioni quel giorno, aveva avuto la brillante idea di lasciare la multa sul parabrezza, sicura che con il foglietto bianco e rosso ben in vista i famigerati poliziotti avrebbero rinunciato a perseguitare la sua macchina. Che illusione! Alla fine della giornata di multe ne trovò tre. Quei centoventi dollari regalati al Motor Vehicle Department, quando ci pensava, ancora le facevano bollire il sangue nelle vene. Meno male che era sparito il poliziotto che l’aveva multata, lei era così arrabbiata quel giorno che  sarebbe stata capace di saltargli addosso e avrebbe rischiato magari le manette e la prigione come nei film, con tanto di cauzione per uscirne!<br />
	Amava New York, città pentolone di razze, lingue e culture ma doveva ammetterlo: per i parcheggi e le multe era una città incubo.<br />
Eppure quando arriva dall’Europa il turista è sempre impressionato dalla larghezza delle strade e lo spazio della città.<br />
Tutta scena!<br />
Di spazio per parcheggiare ce n’è poco anche lungo le  chilometriche Avenue e Street di Manhattan. Tra divieti per pulizie della strada, idranti, posti riservati ai dipendenti degli ospedali, parcheggi riservati ai taxi, agli handicappati, quelli per lo scarico e carico merci, le chiese, le sinagoghe, le moschee, i musei, di posto ne rimane ben poco. E poi bisogna mettere in conto che le macchine americane sono dei transatlantici. Come rimpiangeva Clara la sua piccola e maneggevolissima  Panda Italiana!<br />
- Bimbi  andiamo. &#8211; Disse la mamma mentre apriva lo sportello posteriore e faceva scendere i suoi tre bambini madidi di sudore. &#8211; Tra un’ora però dobbiamo rispostare la macchina. &#8211; Concluse riempiendo di quarti il tassametro.<br />
	- Nooooooooo, noi vogliamo stare a casaaaaaaaaaaaa, fa caldoooooooooooo! &#8211;  piagnucolarono i suoi figli.<br />
	- Ma poi compriamo il gelato. &#8211; Promise Clara ed entrò nel portone seguita dai suoi tre bambini.<br />
	Dopo un’ora e svariate promesse di caramelle, gelati e leccornie varie ai suoi figli, armata di giocattoli e bibite fresche, Clara si preparò ad un’altra maratona del parcheggio. Fece sedere i suoi figli nel sedile posteriore, si accomodò al volante, girò la chiave e, rassegnata, si immise nel traffico della Prima Avenue. Prima di girare verso il fiume però notò che, dall’altro lato della strada, dove vigeva ancora il divieto, c’erano già diverse macchine parcheggiate con conducente al posto di guida. &#8211; Forse non fanno la multa se vedono qualcuno in macchina. &#8211; Pensò Clara. &#8211; Ci provo, se vedo arrivare un poliziotto mi sposto. &#8211;  E, rischiando quaranta dollari di multa, si parcheggiò sul lato sbagliato. Spense il motore.<br />
	- Mamma, ma che facciamo qui? &#8211; domandò suo figlio dopo un paio di minuti. &#8211; Io ho caldo! -<br />
	- Aspettiamo fino alle due e poi andiamo a casa. &#8211; Rispose.<br />
	Il bambino cominciò giocare con le sue macchinine, Emma con la sua Barbie preferita e Gaia dava segni di sonnolenza.<br />
	Il sole alto infuocava la scocca della macchina spenta e Clara aprì le porte sul lato del marciapiede e tutti i finestrini. Quindici minuti passano in fretta.<br />
	Alle due meno sette il signore che aveva parcheggiato davanti a lei scese, chiuse a chiave la sua macchina e se ne andò pensando, probabilmente, che non gli avrebbero affibbiato una  multa, visto che anche il camion della pulizia della strada era già passato. Appena si allontanò dalla macchina, ecco apparire come per incanto una poliziotta in uniforme blu, blocchetto delle multe in mano, berretto in testa, e cinturone in vita con attaccati talkie walkie e pistola.<br />
	Clara si guardò intorno: niente macchine o pulmini della polizia.<br />
	Ma, da dove era uscita?<br />
	Mistero!<br />
	<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/multe-amervigile-multa-352.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/multe-amervigile-multa-352.jpg?w=300&#038;h=245" alt="" title="Multe Amervigile-multa-352" width="300" height="245" class="alignleft size-medium wp-image-1752" /></a>In meno di tre secondi aveva già piazzato una multa sul parabrezza della macchina vuota.<br />
	- Oh, mamma! &#8211; sospirò Clara. &#8211; Devo scappare, bimbi chiudete le porte. &#8211; E veloce accese il motore ma … tempo di spostare lo sguardo dalla strada al quadrante dell’auto e di nuovo alla strada ecco che  la poliziotta era giù sparita.<br />
	Sparita, volatilizzata!<br />
	- Ma dov’è finita? &#8211; si domandò Clara perlustrando con lo sguardo la Prima Avenue dove il traffico scorreva regolare, e il marciapiede di fronte a lei. Niente di niente, neanche un capello della poliziotta. &#8211; Come ha fatto? Non è normale. &#8211; Pensò scuotendo la testa.  &#8211; Che fosse un’extraterrestre con il dono di sparire e  apparire dal nulla? -<br />
	Ma certo! I poliziotti di Manhattan erano tutti alieni con la capacità di apparire solo per fare le multe alle persone che avevano lasciato la macchina in posti sbagliati per pochi minuti. Ecco perché lei non li aveva mai visti e non era mai riuscita a litigarci: erano extra terrestri con poteri paranormali. Con tutte le orde di immigrati clandestini che entrano a New York ogni giorno, l’ufficio immigrazione non poteva andare  per il sottile. Sicuramente gli impiegati non riuscivano a discernere tra immigrati terrestri ed extraterrestri visto che  in tutto e per tutto somigliavano a degli esseri umani. E poi questi extraterrestri usavano i loro poteri paranormali per ottenere permessi di soggiorno in tutta regola. Anche se, ipotesi assai remota, qualche poliziotto dell’F.B.I. un qualche tipo simile al Tenente Dana Skelly  o Fox Molder di “X Files”, avesse avuto dei dubbi, sarebbe convenuto al Governo americano smascherare i poliziotti alieni? Il loro lavoro lo facevano così bene! In fondo perché perseguire o scacciare alieni che fanno ingrassare le casse del famigerato Motor Vehicle Department?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1746/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1746&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Celentano e Sanremo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[Celentano]]></category>
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		<category><![CDATA[Famiglia Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Parisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Non avrei voluto inquinare il giorno di cristina Bove, della quale stamattina avete letto una bella poesia, con le solite beghe della quotidianità. Purtroppo mi vedo costretto a farlo, per dire alcune utili parole sul caso Celentano. Utili ho detto, non irrinunciabili. Del quale Celentano anticipo subito mi è umanamente simpatico, simpatia che è andata [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2179&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Non avrei voluto inquinare il giorno di cristina Bove, della quale stamattina avete letto una bella poesia, con le solite beghe della quotidianità. Purtroppo mi vedo costretto a farlo, per dire alcune utili parole sul caso Celentano. Utili ho detto, non irrinunciabili.</p></blockquote>
<p><span id="more-2179"></span><br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/celentanosanremo2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2181" title="CelentanoSanremo2" src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/celentanosanremo2.jpg?w=595" alt=""   /></a>Del quale Celentano anticipo subito mi è umanamente simpatico, simpatia che è andata crescendo negli ultimi tempi, dopo che per tanto non l&#8217;ho avuto in gran considerazione. Ma ciò che mi spinge a intervenire non è l&#8217;impulso a prendere posizione in suo favore; è stata la la reazione forsennata che &#8220;uomini di pace&#8221; (in questo modo amano definirsi) hanno avuto nei confronti del suo monologo della serata inaugurale di Sanremo; in una con le parole adoperate, il mobilitarsi dell&#8217;apparato di potere schieratosi subito a difesa dell&#8217;intoccabilità vaticana.<br />
A quasi un secole e mezzo da Porta Pia, presa Roma, l&#8217;Italia sembra ancora essere soggetta al governo dei preti!<br />
E&#8217; successa una mezza fine mondo. Sanremo commissariato, Celentano trattato come un discolo, probabilmente bandito dagli schermi per chissà quanto. Nessun tentaivo di capire, di confrontarsi, di aprire un dialogo e porsi interrogativi: se nel popolo italiano riaffiorano sentimenti di ostilità nei confronti di tanti atteggiamenti d&#8217;Oltre Tevere, un motivo ci sarà. Forse è proprio di questi motivi che si tratta. Dello sbarramento preventivo atto a impedire di andare a scoperchiare tombe. Esempi: di non guardare nei conti dell&#8217;IOR; o delle penosa questione dell&#8217;ICI, nella quale vescovi e cardinali non fanno miglior figura del siur Brambilla che si sottrae con ogni mezzo all&#8217;obbligo di restituire alla collettività parte di ciò che la collettività lo ha messo in grado di guadagnare. Probabilmente più d&#8217;uno si è posto l&#8217;interrogativo: questi cominciano prendensola con Avvenire e Famiglia cristiana, finiranno dove?<br />
Ma torniamo a Celentano.<br />
Che cosa ha pronunciato di tanto straordinario &#8220;il Molleggiato&#8221; da suscitare un vero e proprio vespaio?<br />
Frasi come queste:</p>
<p>Quello che non sopporto è che non parlano mai della cosa più importante e cioè del motivo per cui siamo nati. Quel motivo nel quale è insito il cammino verso il traguardo che segna non la fine dell&#8217;esistenza, ma l&#8217;inizio di una nuova vita. Preti e frati non parlano mai del Paradiso come se l&#8217;uomo fosse nato soltanto per morire ma non è così. Siamo nati per vivere. Preti, siete obbligati a parlare del Paradiso se no vuol dire che abbiamo solo questa vita&#8221;<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/celentanosanremo2012-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2184" title="Celentanosanremo2012-1" src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/celentanosanremo2012-1.jpg?w=300&#038;h=208" alt="" width="300" height="208" /></a><br />
<strong><em>“Avvenire” e “Famiglia Cristiana” andrebbero chiusi, si occupano delle beghe della politica e non parlano del Paradiso</em></strong></p>
<p><strong><em>&#8230;testate ipocrite come le critiche che fanno a don Gallo che ha dedicato la vita ad aiutare gli ultimi&#8230;</em></strong></p>
<p><strong><em>&#8230;di ultimi ce ne sono tanti, come gli operai che dall&#8217;8 dicembre stazionano giorno e notte al freddo e al gelo alla stazione centrale di Milano per protestare contro la cancellazione dei vagoni letto&#8230;</em></strong></p>
<p>(Questa ultima deve proprio aver dato fastidio!)</p>
<p><em><strong>Di Pietro, Parisi, Segni hanno raccolto un milione duecentomila firme che la Consulta ha buttato nel cestino. C&#8217;è qualcosa che non va: o è la Consulta che sbaglia o bisogna cambiare vocabolario.</strong></em></p>
<p>A parte l&#8217;accenno a chiudere testate, un infortunio, non vedo lo scandalo.<br />
Ma forse non c&#8217;è scandalo. Ma l&#8217;ennesima manifestazione di intolleranza di una classe dirigente che, di qua e di là dal Tevere, non sopporta critiche, non sopporta pensieri liberi, non sopporta che chiunque, il primo o l&#8217;ultimo degli uomini, dimostri di essere più degno e più saggio di loro nel governare.</p>
<p>Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/2179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/2179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/2179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/2179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/2179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/2179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/2179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/2179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/2179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/2179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/2179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/2179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/2179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/2179/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2179&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Celentanosanremo2012-1</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Sembravano vele</title>
		<link>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/16/sembravano-vele/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 06:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristina corner]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Bove]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>

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		<description><![CDATA[In appendice ripeto il commento sommario inserito nel blog di Cristina Bove all&#8217;atto della prima pubblicazione della poesia. Mauro Antonio Miglieruolo &#8212;&#8212; Sembravano vele (erano panni stesi) di cristinabove Inverno ondoso nella tazza del tè_____ limone o latte mescolanze di luci è l’ora degli inglesi petit beurre i biscotti francesi pomodorini appesi alla finestra sud [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1624&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In appendice ripeto il commento sommario inserito nel blog di Cristina Bove all&#8217;atto della prima pubblicazione della poesia.<br />
Mauro Antonio Miglieruolo<br />
&#8212;&#8212;</p>
<blockquote><p><em>Sembravano vele (erano panni stesi)</em><br />
<em> di cristinabove</em></p>
<p><strong>Inverno ondoso nella tazza</strong><br />
<strong> del tè_____ limone o latte</strong><br />
<strong> mescolanze di luci è l’ora degli inglesi</strong><br />
<strong> petit beurre i biscotti francesi</strong><br />
<strong> pomodorini appesi alla finestra sud</strong><br />
<strong> quasi è meglio il caffè</strong><br />
<strong> per me che sono fiore di vesuvio</strong><br />
<strong> una bevuta lava</strong><br />
<strong> si metta pure comoda signora__lì</strong><br />
<strong> di spalle alla grammatica</strong></p></blockquote>
<p><span id="more-1624"></span><br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/vele-cristina-bove1.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/vele-cristina-bove1.jpg?w=300&#038;h=192" alt="" title="vele-cristina-bove1" width="300" height="192" class="alignright size-medium wp-image-1627" /></a><strong> dovessero sortire lemmi nuovi o</strong><br />
<strong> tentativi di scrivere stempiati di</strong><br />
<strong> capelli fossili</strong><br />
<strong> stacchi da manovrare con circospezione</strong><br />
<strong> la mia poesia fa sobbalzare</strong><br />
<strong> lo so</strong><br />
<strong> ma non s’inclina né</strong><br />
<strong> s’inchina</strong><br />
<strong> scrivo da centinaia di anni e ancora</strong><br />
<strong> non avendo studiato altri poeti</strong><br />
<strong> faccio cin cin all’ignoranza che</strong><br />
<strong> mi salverà</strong><br />
<strong> anzi mi ha già salvata da</strong><br />
<strong> contagi</strong><br />
<strong> bevo alla mia salute acqua di mare</strong><br />
<strong> nella mia tazza preferita blu baviera</strong><br />
<strong> e preferisco il sale</strong><br />
<strong> mio</strong><br />
<strong> al sal_____gemma di monti inospitali.</strong></p>
<p>&#8212;&#8211;<br />
&#8212;&#8211;</p>
<p>Scarti e accostamenti, ecco le altre due parole sulle quali meditare. Scarti di lato senza spostarsi, perché subito continua il filo del discorso; e accostamenti, necessari ad ampliarlo e completarlo.<br />
Come un amante che tenta sempre nuove strade per avvicinarsi all’obiettivo.<br />
Cosicché abbiamo:</p>
<p><em>la mia poesia fa sobbalzare</em><br />
<em> lo so</em><br />
<em> ma non s’inclina né</em><br />
<em> s’inchina</em></p>
<p>e subito dopo</p>
<p><em>scrivo da centinaia di anni e ancora</em><br />
<em> non avendo studiato altri poeti</em><br />
<em> faccio cin cin all’ignoranza che</em><br />
<em> mi salverà</em><br />
<em> anzi mi ha già salvata da</em><br />
<em> contagi</em></p>
<p>accostamento di due discorsi diversi (<strong>caratteristiche della propria poesia</strong> – e – <strong>antichità della poetessa</strong>) più il doppio scarto del tema dell’ignoranza e della salvezza.<br />
In una prosa, all’interno di un ragionamento ci troveremmo di fronte a ciò che viene definito “salto di logica” e sembrerebbe forzato, se non gratuito; sfido chiunque a trovare interruzioni e incongruenze nella trama delle parole le quali, senza stridori, ci portano dove il poeta vuole (credo che non sempre lei stessa lo sappia. Lo sa dopo. Dopo aver raggiunto la meta. nello stesso modo in cui lo sappiamo noi, dopo aver letto).<br />
Come diavolo faccia, con questi suoi sussurri che provocano sobbalzi, solo lei lo sa.<br />
Una ultima cosa: non credo che Cristina Bove abbia frequentato scuole di recitazione. Ma forse mi sbaglio. Per cui mi sento di attrarre l’attenzione sul modo sommesso con cui recita le poesie. Lo stesso tono con cui gli escono. Qualcosa di analogo, anche se alla lontana, trovo nelle foto, in stile sommesso anche queste. Ma che si fanno sentire, Come le poesie. Creando sobbalzi.<br />
Adesso la pianto qui, non vorrei essere linciato.<br />
Chiedo venia per gli spropositi enunciati, mi si dia l’attenuante delle difficoltà che comporta la difficile poesia, facile in Cristina Bove. Facile per lei scriverne, facile per noi intenderle. Sopra sopra facile. Io ho praticato l’ambizione, che forse è presunzione, di scalfire il sopra per iniziare a occhieggiare nel sotto.<br />
Mauro Antonio Miglieruolo</p>
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		<title>Pazza 3</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 17:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Robot]]></category>
		<category><![CDATA[Pazza]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>
		<category><![CDATA[manichini]]></category>

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		<description><![CDATA[(fine) LA PAZZA 3 - Che ne dici, quale sarà l&#8217;umore di Ma&#8217;, stasera? - La solita. Isteria assoluta. Ti gonfierà di botte. - No, stasera no, me lo sento. - Ti mena di sicuro. - Assì? Perché proprio me? - Lo sai che fa una volta per uno. Ieri è stato il mio turno, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2039&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                          (fine)</p>
<blockquote><p>LA PAZZA 3</p>
<p>- Che ne dici, quale sarà l&#8217;umore di Ma&#8217;, stasera?<br />
- La solita. Isteria assoluta. Ti gonfierà di botte.<br />
- No, stasera no, me lo sento.<br />
- Ti mena di sicuro.<br />
- Assì? Perché proprio me?<br />
- Lo sai che fa una volta per uno. Ieri è stato il mio turno,  oggi dovrebbe essere il tuo. Gli si drizzeranno  i  capelli, gli  occhi rossi, e comincerà a menare.<br />
- La troveremo di buona, invece.<br />
-  Se non ha litigato con Pa&#8217;, probabile. Ma loro  litigano sempre. SEMPRE.</p></blockquote>
<p><span id="more-2039"></span><br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15febb-spirali_09.gif"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15febb-spirali_09.gif?w=300&#038;h=300" alt="" title="15febb-Spirali_09" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-7426" /></a>- La troveremo di buona, ti dico.<br />
- Allora sarà per la prossima volta. Ricorda che tocca a te prenderle, non tentare di defilarti.<br />
Sono davanti alla loro porta. Suonano.<br />
- Ma&#8217;, o Ma&#8217;, apri, &#8211; chiama forte quello a cui toccherebbe prenderle.<br />
La  porta si apre. Appare una bella Signora  in  ghingheri, una sui trenta. I Bambini rinculano.<br />
- Ci scusi, &#8211; balbettano. &#8211; Abbiamo sbagliato posto.<br />
- Dentro! &#8211; ordina seccamente la donna. Il dito autoritario indica con decisione l&#8217;interno dell&#8217;appartamento. &#8211; Dentro,  piccole pesti!<br />
I bambini la fissano a bocca aperta. La riconoscono, ma non riescono  a credere a quello che vedono. Lei è proprio  Ma&#8217;,  gli somiglia moltissimo, almeno. Però sembra incredibile, impossibile che sia lei.<br />
Seguendo l&#8217;indicazione del dito scivolano dentro  tenendosi stretti l&#8217;uno all&#8217;altro. Manifestano timore della donna che stanno scoprendo. Si tengono lontani da lei. Non si tratta della  solita  paura di prenderle, ma paura della madre, di quello  che  è diventata,  e non riescono a comprendere. La studiano con  soggezione.<br />
- Che ti succede, Ma&#8217;. Chi ti ha conciata così?<br />
La casa è pulita, lustra, tutto è in ordine. Niente  mozziconi di sigarette in giro, cocci, carta bruciacchiata, fazzoletti di carta sporchi, stracci, polvere, niente di niente, solo ordine e lindore. L&#8217;atmosfera che regna inoltre è distesa, non la solita a cui sono abituati. Si sentono un poco spaesati.<br />
Il Robot entra nella stanza. Lo sconosciuto attira immediatamente la loro attenzione. Lo inquadrano al volo.<br />
- Ma&#8217;, chi è questo? E&#8217; stato lui, vero?<br />
- Vostra madre è una gran donna, &#8211; risponde Marta  pavoneggiandosi mediante un frammento di specchio. &#8211; Insomma, sono  bella, no?<br />
- Non ci piaci come sei, Ma&#8217;. Sembri una puttana.<br />
La madre si rivolta come una vipera.<br />
-  Piccoli delinquenti! Stronzetti! &#8211; sibila. &#8211;  VI  FACCIO VEDERE IO!<br />
Li minaccia col pugno.<br />
- Lasciali dire, &#8211; interviene il Robot. &#8211; Che ti importa?<br />
Marta si rilassa immediatamente. Sorride e annuisce.<br />
- Dove hai trovato quegli abiti? &#8211; insistono i piccoli. Chi te li ha regalati?<br />
- Sì, è stato lui, &#8211; ammette la donna toccandosi i  capelli ben pettinati. Tutta un&#8217;altra cosa. &#8211; E&#8217; un bravo sarto. Ha adattato quelli che avevo.<br />
Ai ragazzi, superata la sorpresa, non sembra più tanto  diversa.  Non è particolarmente giovane, né bella. I suoi  quaranta suonati nessuno glieli può togliere, e neppure i decenni di avvilimento e disordine. Occorre molto di più che una lavatina, un&#8217;aggiustatina  per mandare a posto quei capelli, quel corpo,  quella faccia,  devastati da anni di abbandoni sbraitanti e  furori.  In ogni caso la trasformazione è notevole. Non è donna che possa essere ignorata, Marta.<br />
- Gliel&#8217;hai dovuta dare, Mami?<br />
Mami a un nuovo scatto viperino.<br />
- Dagli tempo, Marta. Non ti arrabbiare. Non ne vale la pena.<br />
- Sissignore, &#8211; dice Marta. &#8211; E&#8217; pazzo di me. Non lo vedete come mi guarda? Mi ama, lui. Ho anche io le mie cartucce da  sparare, cosa credete. Non si è mica vecchi a quarantanni.<br />
- Non ci piaci, Ma&#8217;, non ci piaci per niente, &#8211; ribadiscono i  piccoli. &#8211; Non piacerai neppure a Mario. Saranno  guai  quando tornerà.<br />
- Mario! &#8211; esclama sprezzante la donna. &#8211; Il mio amico  qui lo  farà a pezzi, se solo oserà aprire bocca. Vero che lo  polverizzerai se tenterà qualcosa contro di me?<br />
- Se necessario interverrò, &#8211; afferma il Robot  placidissimo, senza compromettersi.<br />
I ragazzi lo guardano con rancore.<br />
- Gliel&#8217;hai data a quello. Ti sei fatta fare!<br />
-  Di che vi impicciate, voi? Faccio quello che voglio  con la roba mia!<br />
- Non avresti dovuto. Sarà la guerra qui fra poco.<br />
- Marta non è proprietà di Mario, &#8211; si intromette il Robot. &#8211; E neppure vostra. Neppure voi siete proprietà di qualcuno&#8230;<br />
I piccoli replicano con una smorfia di disprezzo. Ora sanno di aver inquadrato bene il tipo. E&#8217; un dannato intellettuale,  un poco  di buono. Uno di quei tipi disumani che a scuola,  o  dagli schermi  televisivi, esibiscono una grande prosopopea per  quello che sanno, sottolineando la differenza che intercorre con  quelli come loro, lì in basso, stupidi, ignoranti e cattivi soggetti. Ne hanno  fin sopra i capelli, di quei tipi. Ce n&#8217;è anche in  classe tra i ragazzi, e come capita l&#8217;occasione, li pestano.<br />
- Mario farà polpette di te, &#8211; dicono in tono cattivo.<br />
Mario sceglie proprio quel momento per rientrare.<br />
- Guarda, guarda! &#8211; esclama. &#8211; Tutta la famigliola riunita!<br />
Ha un grosso sigaro acceso tra i denti. Lo porge a Marta.<br />
-  Tiè!  E&#8217; un regalo di Roberto. Ne ha tutta  una  scatola piena sulla scrivania, un&#8217;intera scatola di sigari di prima  qualità! Prendi, uomo, mi ha detto. Li tengo apposta per gli amici!<br />
Marta dà una tirata. Tossisce.<br />
- Troppo forte per me, &#8211; commenta.<br />
Solo in quel momento Mario sembra accorgersi di come è conciata.<br />
- Ehi! &#8211; fa. &#8211; Che ti è successo?<br />
- E&#8217; proprio Ma&#8217;, &#8211; intervengono i piccoli, come a rassicurarlo.<br />
Un largo sorriso si disegna sulla bocca di Mario. Un sorriso che non piace a Marta.<br />
-  Incredibile!  Sei uguale a quando ti ho  conosciuta.  La sciccheria che eri! Ma Cristo! sembri nuovamente una donna!<br />
Marta lo fissa duro, dritto negli occhi e pronuncia  lentamente, con intenzione:<br />
- Vai a farti fottere, Mario. Vai a dare via il culo.<br />
Mario  ghigna. Alza di scatto un braccio e  Marta  sussulta spaventata. Arretra di una passo.<br />
-  Tranquillizzati, &#8211; gli fa Mario, sempre ghignando.  &#8211;  A una  pollastra così si possono perdonare parecchie cose.  Per  un po&#8217;,  almeno. E, comunque, sono di buona, puoi dirmi  quello  che vuoi, non mi arrabbio. Ho venduto quel fantoccio che gira per casa, e credo proprio di aver fatto un buon affare.<br />
-  Sta tentando di montare la testa a Mami,  Pa&#8217;.  Dovresti menarlo. Non vedi come l&#8217;ha conciata?<br />
- Piccoli bastardi! &#8211; sibila Marta verso di loro.<br />
-  Non  ci badare, sono piccoli, non  possono  capire&#8230;  &#8211; l&#8217;esorta il Robot.<br />
Marta s&#8217;acqueta.<br />
- Lo senti? &#8211; riprendono i due. &#8211; Comanda lui ora qui. Buttalo fuori, Pa&#8217;. Spaccagli il culo. Buttalo fuori, prima che  sia troppo tardi.<br />
- Non mi dite quel che devo fare, va bene? &#8211; li redarguisce Mario in tono non troppo aspro. I piccoli non sanno, non lo conoscono.  Ignorano di quel che è capace. Sono  innocenti,  ignorano che lui, Mario, ha già sistemato tutto. Però, fra poco,  vedranno quel che sa fare e allora si persuaderanno che è il migliore,  il più  in gamba, e che stando al suo fianco non hanno nulla di  che temere. &#8211; Tu, però, coglione di metallo, chiudi quella specie  di cloaca che hai per bocca, altrimenti ti smonto pezzo per pezzo.<br />
- Ben detto, Pa&#8217;. Fagli vedere chi sei!<br />
Pa&#8217;  mostra il pugno chiuso. Un pugno gigantesco e  peloso. Una  specie di maglio che terrorizzerebbe chiunque. Non  scompone il Robot.<br />
-  Non con le mani, Pa&#8217;, &#8211; raccomandano i piccoli. &#8211; E&#8217;  di metallo. Puoi prendere la nostra mazza da baseball, se vuoi.<br />
- Non ho bisogno della vostra fottuta mazza. Non la  userò, non  su aggeggio che vale alcuni testoni. Due me ne  ha  promesso Roberto, due!<br />
-  Potrai  ricomprare il servizio di piatti a  Marta.  Sarà contenta di poter tentare di romperteli sulla testa.<br />
I maschi ridono.<br />
-  Tranquilli, bimbi. Tra poco sarà qui Roberto con i  suoi uomini, impacchetteranno questo coso e se lo porteranno via.<br />
Marta, che fino a quel momento se n&#8217;era rimasta  tranquilla ad osservare i maschi di casa, nell&#8217;udire quelle parole si  scuote. Lo fissa preoccupata.<br />
-  Cosa? &#8211; dice piano. E poi più forte, in tono  inquisitorio: &#8211; Cosa fai tu?<br />
- Ho dato via quell&#8217;affare di metallo.<br />
Marta  lancia un urlo soffocato, metà d&#8217;angoscia,  metà  di indignazione.<br />
-  No! Macché, non farai niente del genere. IO NON LO  PERMETTERO&#8217;.<br />
Mario accenna a dargli una sberla. Il Robot, senza  parere, inizia a muoversi verso di lui. Il gesto viene interrotto e  trasformato in qualcosa d&#8217;altro. Mario finge di voler solo grattarsi la testa.<br />
-  Non lascerai che ti portino via, vero? &#8211; chiede  ansiosa Marta, rivolta al Robot che gli si è schierato al fianco.<br />
- No, Marta, tranquilla. Non mi porteranno via.<br />
La  donna  lo fissa titubante, felice per la  risposta,  ma dubbiosa sul suo reale contenuto.<br />
-  E&#8217; una promessa, no? E vuol significare che  non  andrai MAI via, vero?<br />
- No, non andrò via.<br />
- Mai?<br />
- Mai.<br />
Marta  diviene  raggiante. Drizza la figura e  fissa  tutti dall&#8217;alto in basso.<br />
-  Avete sentito? Il mio amico qui dice che vuole  restare. Anche io voglio che resti. Perciò è andata, resterà.<br />
- Sciocchezze, &#8211; fa Mario. &#8211; Fra poco vedrai. Vedrai se resta o va via!<br />
-  Non vedrò proprio niente, invece. Roberto o non  Roberto il mio amico non si muove, e tu non potrai farci proprio  niente. Non ne hai la forza, non ti bastano i pugni contro di lui.<br />
- Aspetta di vedere i tipi che porterà Roberto, poi parla.<br />
Il labbro inferiore di Marta comincia a tremare. Conosce la gente che lavora per Roberto. Degli armadi sono, non degli  uomini.  In genere vengono reclutati tra gli ex sollevatori di  peso, pugili falliti e simili. Se ne dovesse portare un quattro o  cinque con sé, il suo amico non avrebbe alcuna possibilità.  Volente o nolente dovrebbe fare come dicono loro.<br />
Anche  le mani di Marta sono scosse da un leggero  tremito. Improvvisamente  non sembra più tanto ben pettinata. Neppure  più tanto giovane, sembra.<br />
- Marta&#8230; &#8211; sussurra il Robot. E&#8217; un&#8217;esortazione e un  avvertimento nello stesso tempo. E un po&#8217; anche un rimprovero.<br />
Ma  Marta è andata. Difficile frenarla non appena entra  in quello  stato. Si separa dalla realtà e non comprende più  nulla. Le  parole,  gli avvertimenti le scivolano sopra  senza  lasciare traccia.  Resta sola con il suo dolore e quella spinta  micidiale che la costringe ad andargli incontro.<br />
-  Chiamo la polizia, &#8211; piagnucola in tono  patetico.  Risa sguaiate accolgono l&#8217;avvertimento.<br />
-  Non  potete far questo, &#8211; riprende Marta. &#8211;  Non  potete portarlo via. Questo è&#8230; è rapimento!<br />
- No, cara. Qui siamo in casa mia, e chi non piace a me, lo butto  fuori  quando  e come mi pare. Nessuno  avrà  qualcosa  da obiettare. Quello che poi gli faranno gli amici, una volta  fuori di qui, se vorranno portarlo in qualche altro posto o dargli  una ripassatina,  a me non riguarda. Riguarda lui. E poi  questo  qui non è un uomo, è una macchina, un accidenti di UFO, qualcosa scesa dal cielo. Un invasore, in pratica. UNO STRANIERO. NON HA VERI DIRITTI.<br />
- Mannò, Pa&#8217;, non è sceso dal cielo, &#8211; l&#8217;informano i figli. &#8211; Se è una macchina, è stata fabbricata in Germania, o negli Stati Uniti. Stanno riempiendo il mondo di loro, ne sfornano  decine al giorno&#8230;<br />
- Sono un modello sperimentale della Olivetti, &#8211; li corregge il Robot. &#8211; Ideato e costruito in Italia.<br />
Nessuno  bada a quel che dice. Neppure Marta, che  non  osa più gettare occhiate verso il frammento di specchio.<br />
Si stabilisce un (per Marta) periodo di penoso silenzio. Il silenzio si prolunga. Roberto si fa aspettare.<br />
- Ma quanto ci mette? &#8211; esplode Mario innervosito.<br />
Roberto arriva proprio in quel momento, al seguito di quattro  armadi in forma umana. Non bussano sul battente  spalancato, non salutano, non badano ad altro che a quello che devono  prelevare. Entrano, si guardano intorno e chiedono:<br />
- Dov&#8217;è la macchina?<br />
Entra anche Roberto. Identifica immediatamente il Robot. Lo fissa un istante.<br />
- Cristo! &#8211; esclama. E poi: &#8211; Andiamocene, ragazzi.<br />
- Eh! Eh! Eheee! &#8211; fa Mario.<br />
I ragazzi escono.<br />
- Eheee! &#8211; insiste Mario. &#8211; Cosa succede, Roberto?<br />
Roberto neppure si volta.<br />
- Succede che sei un idiota, ecco cosa.<br />
Esce. Mario gli si precipita dietro. Marta, nel suo angolo, riprende a sorridere. Continua a sorridere anche quando il marito ricompare. La faccia dell&#8217;uomo è a titoli cubitali. Addio due milioni sembra strillare. Addio! Addio! gli fa eco mentalmente Marta.<br />
- Afferma che è impossibile, &#8211; mormora Mario affranto.- Che neppure con un bulldozer si riuscirebbe a spostare quel tipo.<br />
Marta reagisce saltellando festosa. Batte le mani. Le tette le  vanno su e giù, però nessuno tra i presenti manifesta  voglia di guardargliele. Neppure il Robot, sovranamente  disinteressato, che però lo stesso gliele guarda. Questo a Marta piace. Salta con più energia per mostrargliele bene.<br />
Mario  si  lascia cadere su una sedia. E&#8217;  nero,  pronto  a prendersela con il mondo. Aveva già dei progetti di spesa  parecchio interessanti che deve accantonare, e ciò lo manda in bestia. Esempio. Una visitina alla bionda dell&#8217;appartamento di sotto (con un  regalino, naturale). Oppure una capatina al Bar  vicino,  per tentare  di entrare nella stanza sul retro, dove si gioca  forte. Quel  nuovo VHS, completo di effetto moviola, che dicono sia  una favola per le partite di pallone. Cose così, semplici, alla mano, tanto  per  svagarsi un po&#8217;, nulla di  veramente  trascendentale. Purtroppo  però deve accantonare tutto. Pare che la  fortuna  non tenga con lui, ultimamente.<br />
Guarda in cagnesco la moglie che continua a far ballonzolare le tette.<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15febbc-01704579329.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15febbc-01704579329.jpg?w=300&#038;h=199" alt="" title="15febbc-01704579329" width="300" height="199" class="alignright size-medium wp-image-7428" /></a>- Ti rinchiudo, una volta o l&#8217;altra, &#8211; minaccia urlando.  &#8211; Stai diventando insopportabile!<br />
Avrebbe  dovuto averci già pensato, ma è sempre  in  tempo, una visita dal dottore e via, via dalle balle!<br />
Marta smette di saltellare. Si rannuvola. Appare preoccupata. Anche i gemelli sembrano preoccupati. Si fanno piccoli piccoli,  e si rifugiano in un angolo, cercando di non  farsi  notare. Non  smettono però di lanciare occhiate astiose in direzione  del Robot.<br />
Marta se ne accorge e ha un gesto di dispetto. Poi  scrolla le  spalle e torna a porsi davanti il frammento di specchio.  Riprende a pavoneggiarsi.<br />
- Che noia questa casa, &#8211; commenta. &#8211; Proprio una pizza!<br />
- Esci, allora, &#8211; propone il Robot.<br />
- Mi accompagni?<br />
- Ma certo!<br />
- Allora subito, mi metto addosso qualcosa e andiamo. Anche tu però, mettiti addosso qualcosa. Non puoi mica uscire combinato come sei, sembreresti strano. Adopera uno dei vestiti di Mario.<br />
Mario salta su dalla sedia.<br />
- La mia roba non si tocca!<br />
Allunga fulmineo un pugno. Il Robot lo blocca senza  sforzo apparente; afferra il pugno teso e spinge. Spinge. Mario arretra. Il Robot continua a spingere e Mario ad arretrare. Lo blocca contro un muro.<br />
Il  Robot, comunque, sembra infastidito. O  meglio,  sembra contrariato.  Non fa volentieri quello che sta facendo, anche  se sa di doverlo fare. E questo è singolare, perché i Robot sono ligi, non si ribellano ai doveri; e neppure si contrariano, operano e basta. Sono così i Robot: non si innamorano e non si infastidiscono. Ma Matricola 12 è proprio particolare.<br />
La pressione del Robot muta angolo d&#8217;incidenza. Mario  scivola lungo il muro finché finisce a ridosso della sedia da cui si è appena alzato. Vi viene gettato sopra. La sedia si spacca.<br />
- La riparerò al ritorno, &#8211; annuncia il Robot in tono  neutro. Esce. Marta, sveltissima, dietro di lui.<br />
Mario e i ragazzini restano soli. I gemelli aiutano il  padre a liberarsi dai rottami della sedia.<br />
- Ho un&#8217;idea, Pa&#8217;, &#8211; dice uno di loro.<br />
Parla svelto, molto più svelto del solito.<br />
Svelto,  prima che Mario si inalberi definitivamente e  cominci a menare.</p>
<p>*     *     *     *     *</p>
<p>Molto più tardi, quando Marta e il Robot rientrano, trovano le luci nell&#8217;ingresso accese. La porta è socchiusa. Marta si ferma un attimo sul pianerottolo e sbircia attraverso la fessura.<br />
- Salve Marta, &#8211; la saluta da dentro il marito in tono  oltraggioso. Ci sono cinque uomini, oltre Mario e i ragazzini,  uomini  la cui espressione melliflua dà parecchio  sul  ributtante. Quelle  facce non promettono niente di buono. Neppure  gli  abiti grigi promettono bene, i doppiopetto, e le gambe accavallate.<br />
Marta  spalanca la porta e entra. I nuovi venuti si  alzano di scatto e accennano a un inchino.<br />
- Buonasera, &#8211; saluta compito quello in doppiopetto blu, il capo banda probabilmente.<br />
Marta  si sente stringere il cuore. Pone una mano con  fare possessivo sul braccio dell&#8217;uomo di metallo, e:<br />
-  Che volete? Che fate qui? &#8211; chiede allarmata.  &#8211;  Mario, chi sono questi uomini?<br />
- Sono venuti a portarselo via, &#8211; la informa Mario con  voluta indifferenza. &#8211; Sembra che i suoi padroni si siano sbagliati nel mandarlo da noi&#8230;<br />
-  Si è trattato di un equivoco imperdonabile,  Signora,  &#8211; dice l&#8217;uomo in doppiopetto blu. &#8211; Un banale caso di omonimia.  Ci siamo già scusati con suo marito per questo e, se permette,  vorremmo farlo con lei.<br />
- Vai a farti fottere, stronzo. Li conosco i tipi come  te. Venderebbero pure la madre se trovassero qualcuno disposto a comprarla.<br />
- Bada, &#8211; minaccia Mario. &#8211; Sono miei amici.<br />
Sa bene che non lo sono. Quelli neppure si degnerebbero  di salutarlo, ove capitasse loro di incontrarlo per strada. E se invece osasse salutarli lui, si affretterebbero a chiamare un poliziotto. Gli piace però presentarli come tali. In una qualche  misura si fa grande della loro grandezza.<br />
-  Amici! &#8211; commenta Marta sprezzante. &#8211; Solo  i  quattrini sono tuoi amici!<br />
Doppiopetto prende la palla al balzo.<br />
- Abbiamo concordato un equo indennizzo, Signora&#8230;<br />
Marta  è nuovamente afferrata da una sensazione di  panico. Per sfuggirla si aggrappa al Robot, e gli chiede aiuto.<br />
- Cosa sta dicendo quest&#8217;uomo? Tu lo capisci?<br />
Il Robot non risponde. Non ha risposte da dare, non ne esistono. Risponde Mario per lui.<br />
- Sta dicendo che già da stasera non avremo più il tuo  damerino qui intorno a romperci le palle.<br />
L&#8217;uomo in doppiopetto sussulta. Si schiarisce la gola imbarazzato. Non è abituato al linguaggio crudo. Lui le cose  spiacevoli le fa senza dirle, e fingendo di non averle fatte, nonché di non saperle fare. Sentirsi sbattere la verità in faccia lo  mette in una certa difficoltà.<br />
-  Mi sembra di capire, &#8211; dice schiarendosi la gola, &#8211;  che il nostro articolo si sia fissato su di lei&#8230;<br />
- Questa donna ha bisogna di me, &#8211; interviene il Robot, che come  tutti gli esseri elementari, e gli innocenti, ama,  come  i pulcini,  le oche e i cuccioli in genere, il primo essere in  cui si imbatte all&#8217;inizio della vita. &#8211; E ora anche io di lei&#8230;<br />
-  Non ti preoccupare Matricola 12, ristruttureremo la  tua impronta psichica. La dimenticherai completamente.<br />
-  Non  mi preoccupo di me, ma di LEI. Fa parte  della  mia programmazione di base avere a cuore il benessere delle persone a cui sono stato affidato.<br />
- Non sei stato affidato a questa donna, Matricola 12.  C&#8217;è stato un errore, capisci?<br />
Matricola 12 capisce, ma se ne infischia. Anche i Robot conoscono limiti oltre il quale non si sentono di andare. Anche per loro la misura a volte si colma. Cosicché, capita, iniziano a dare i numeri e a combinarne di cotte e di crude. Cominciano a guastarsi,  a dare fuori con la testa, e a ribellarsi. Proprio  come gli uomini. I Robot non sono altro che l&#8217;immagine naïf  dell&#8217;umanità. E più li migliorano, peggio è.<br />
- Insomma, Matricola 12, non vorrai darci filo da  torcere, spero!  Su, da bravo, non ci costringere a ripulire le tue  memorie.<br />
Marta  ha una risatina nervosa. Ha compreso solo una  parte di  quel che è stato detto, le è chiaro però che glielo  vogliono portare via. Che glielo vogliono rubare, CHE E&#8217; IN PERICOLO!<br />
- Cosa vogliono farti? &#8211; chiede con voce tremante.<br />
Silenzio. Un silenzio pesante, minaccioso. Un silenzio cattivo, che incombe su Marta come una promessa di morte.  Tre/quattro secondi, non più. Ma sono sufficienti ad annientare la donna.<br />
Il  Robot si schiarisce la voce. Se è nelle  facoltà  delle macchine  provare  disperazione,  lui la prova.  Non  per  altro. Aprendo  gli occhi si è fissato su Marta e ora vorrebbe  seguirla dappertutto. Ma sa di non potere, e in quell&#8217;impotenza conosce la prima sensazione di dolore.<br />
- Devo andare via, Marta, &#8211; afferma in tono neutro.<br />
Non serve a calmare Marta. Serve anzi ad acuire il suo spavento.<br />
- Non puoi andare via, non puoi! Me l&#8217;avevi promesso!<br />
Nonostante il trucco non è più bella. Né conserva  consapevolezza della possibilità di essere bella. Conosce solo la  forza di  quegli uomini, più forti della sua bellezza, e  di  qualunque sentimento. E questo è tutto, tutto quel che conta.<br />
- Devo, Marta. NON POSSO OPPORMI.<br />
- L&#8217;avevi promesso! L&#8217;avevi promesso!<br />
- Ascolta, Marta. Non hai veramente bisogno di me, lo credi soltanto. Puoi fare benissimo senza. Basterà che ricordi le  cose che  ti ho detto. Che tu faccia attenzione a te stessa. E che  ti dia un&#8217;occhiatina, di tanto in tanto, nello specchio. Vedrai  che ti andrà bene ugualmente.<br />
Va al sodo, matricola 12. In questo è in perfetta  sintonia con  i propri simili: concreto, essenziale.  Parte  avvantaggiato rispetto al resto dell&#8217;umanità. Come l&#8217;uomo è partito dall&#8217;animale  per costruire l&#8217;umano, Matricola 12 parte dall&#8217;inanimato  per costruire il superumano. Il razionale. Per cui all&#8217;ultimo,  piuttosto che baci ed abbracci, e spiegazioni, e rimbrotti, rimpianti lacrime   e  lamenti,  offre  consigli  (Gesù!  per  quello   che valgono!); USA AL MEGLIO IL TEMPO DISPONIBILE. E&#8217; poco, ma non ha altro. Non ha, in particolare, quello di cui Marta ha bisogno.  E cioè  qualcuno che si occupi di lei, che l&#8217;aiuti, che  la  tratti come essere umano, e le impedisca di continuare a giocare con  la sua propria follia.<br />
- Tutto quello che hai realizzato oggi, puoi rifarlo  ancora: è sufficiente che tu lo voglia.<br />
Forse  ha  ragione,  Marta può. Ma Marta non è  più  lì  ad ascoltarlo. Incalzata da innumerevoli fantasmi, è tornata ad isolarsi dal mondo. Sembra di nuovo spettinata. Un rictus le deforma la bocca.<br />
Succede. Quello che costruisci in un&#8217;ora, si dissolve in un minuto.  Soprattutto quando la fatina buona manca  l&#8217;appuntamento con il lieto fine; quando scopri che il sostegno su cui  contavi, non  ha nulla che lo sostenga a sua volta; che egli condivide  la tua medesima debolezza, e fors&#8217;anche la medesima viltà.<br />
- Bastardo! &#8211; inveisce. &#8211; Imbroglione! Lo sapevo che eri un frocio violentatore. Un assassino, un porco! L&#8217;ho sempre  saputo, sempre! Sempre sempre!<br />
Marta non ha più nulla della Signora, della gran donna.<br />
Gli uomini si alzano. Anche i ragazzini si alzano.<br />
- Non verrò con voi, &#8211; li blocca il Robot.<br />
Stando  le cose come stanno è obbligato a  rifiutarsi.  Non può dire, né fare altro. Anche i Robot hanno una dignità da  salvare,  e forse anche un cuore.<br />
Deve  averlo, un cuore, per pronunciare un&#8217;assurdità  simile.  Poiché è vero che non può andare, e lasciare  incompiuta  la sua opera; ma è più vero ancora che NON può restare e sottrarsi a chi lo ha fabbricato.<br />
Comunque,  che possa o meno, dice di no. E prova  soddisfazione nel dirlo, si sente rappacificato. Vale la pena, una  volta tanto, dire NO a brutto muso!<br />
Loro però dei suoi NO se ne infischiano. Sono i più forti e lo  sanno. Mettono in evidenza un aggeggio elettronico  e  glielo puntano contro. Dall&#8217;aggeggio esce una luce che avvolge  l&#8217;intera sagoma del Robot. Il Robot si immobilizza. Anche Mario e figli si immobilizzano. Marta stessa smette di vaneggiare.<br />
Del fumo esce dalla testa di Matricola 12.<br />
Ma non è più Matricola 12, è un&#8217;altra cosa. E&#8217; un involucro in cui fra poco immetteranno un altro nome, un&#8217;altra volontà,  un essere differente. Proprio uguale a quello che accade agli  uomini, tale e quale. Gli uomini vengono svuotati e riempiti a piacere. Vengono imprigionati, torturati, annichiliti. Ferri  roventi, elettrodi, psicofarmaci, allucinogeni, prescrizioni, ordini,  disciplina,  raggiri, insulti e terrori. Di tutto. Tutto il  peggio offerto con abbondanza e a prezzi stracciati.<br />
Brutti tempi, i nostri,  per chi ha testa, cuore e  fegato; brutti  anche per chi ha memorie di massa, programmi e  microprocessori  (è sempre impressionante constatare quanto siano  simili uomini e Robot).<br />
Matricola 12 se ne sta immobile, normalizzato.<br />
Viene afferrato, sollevato e portato fuori. Mario inizia  a contare un fascio di biglietti di banca che è rimasto sul tavolo. Sorride felice.<br />
- Ci deve uscire il motorino per noi, &#8211; gli ricordano i gemelli, in tono avido.<br />
Marta afferra uno di loro per i capelli e inizia a  suonargliele.<br />
- Piccolo Giuda! &#8211; urla. &#8211; Ti faccio vedere io!<br />
- Pa&#8217;, o Pa&#8217;! &#8211; grida il piccolo invocando soccorso.<br />
- Lascialo stare! &#8211; ordina Mario.<br />
Marta non lo sta a sentire. Sgrulla il piccolo e lo  chiama brutto  figlio di puttana!. Mario posa il fascio di  biglietti  e sferra  un pugno alla moglie. Marta è proiettata contro il  muro. Sbatte  la testa e resta appiattita contro la parete, immobile  e frastornata. Lentamente scivola in terra.<br />
Resta lì con le gambe stese e la schiena ancorata alla  parete. Impiega un certo tempo a riprendersi.<br />
Quando riapre gli occhi, tutto è tornato alla normalità. Il silenzio.  Lo squallore. Il disordine incipiente. Loro di là  che dormono. Tutto è come sempre, come deve essere.<br />
Il  pavimento è freddo, le natiche protestano.  Chiude  gli occhi. Li riapre. E&#8217; sempre lì, nella sua prigione.<br />
Dalla  stanza da letto giunge il ronfare pesante di  Mario. Un  ronfare massiccio, uguale ai suoi pugni, uguale al  muro,  al freddo pavimento, corroso e indifferente.<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15febb-simil31.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15febb-simil31.jpg?w=595" alt="" title="15febb-simil3"   class="aligncenter size-full wp-image-7429" /></a>- Pazza! Sono pazza! Pazza pazza pazza!<br />
E&#8217; quello che pensano di lei. Soprattutto quando i  capelli le diventano dritti e gli occhi si tingono di rosso. Allora hanno persino paura di guardarla, anche Mario, tutti la temono.<br />
Non  per questo smettono di tormentarla. Ma  insomma,  cosa vogliono  da lei? Cosa si aspettano? Che guardi in uno  specchio? Cosa c&#8217;è da guardare in uno specchio? Vecchie ciabatte che nessuno  più desidera? di cui non si tiene alcun conto? a cui  nessuno chiede nulla, salvo che di recitare una certa parte?<br />
- Bastardi!<br />
- Bastardi! &#8211; esclama a voce alta.<br />
IL russare si interrompe. Silenzio. Marta tace. Il  russare riprende.<br />
La  donna è sempre in terra. Non trova motivo per  alzarsi, forse teme di non averne le forze. D&#8217;altra parte sarebbe inutile, tutto intorno è duro e freddo e ostile, un posto vale l&#8217;altro.<br />
Il freddo aumenta. Il freddo dell&#8217;alba che si approssima.<br />
- Vostra madre è una gran donna, UNA SIGNORA&#8230;<br />
Ha una risata isterica. Di là smettono di russare. Mossa da un indefinibile senso di prudenza si azzittisce. Vuol bene al silenzio.  IL silenzio è suo amico. Culla bene i suoi aguzzini,  li tiene immobili, incapaci di far del male. Bisogna che il silenzio continui, affinché continui la pace.<br />
Marta si alza. Va in bagno a liberare la vescica. E&#8217; cupa e lieta nello stesso tempo.<br />
C&#8217;è  un flacone di alcool nello stipetto. Con  l&#8217;alcool  in mano  torna di là. Passa davanti a un frammento di  specchio,  ma non si degna di un&#8217;occhiata. Ha ragione di non guardarsi. Vedrebbe un volto a pezzi, tumefatto dai colpi del destino, dalle  mani dell&#8217;uomo. Perciò, evita di guardare.<br />
Inumidisce i letti con l&#8217;alcool.<br />
C&#8217;è  del cherosene nella stufa. La vuota. Sparge il  combustibile in terra, sui mobili, tutt&#8217;intorno. Prende ciò che  resta degli elenchi telefonici e ne fa tante pallottole. Accende i fornelli della macchina del gas. IL fuoco sospira, sembra vento  che fischia, natura che geme. Fruscia carezzevole. Pallottole di carta infuocate volano intorno.<br />
Marta improvvisamente esplode in una delle sue feroci risate. Sa ridere bene quando vuole. La risata monopolizza la serenità estesa della notte.<br />
Non dura molto però la sua risata.<br />
Dopo  qualche istante è sovrastata e interrotta da un  coro discorde di urla di dolore.</p>
<p>Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/2039/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2039&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Già le mani dall&#8217;acqua!</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 12:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è giunta la seguente lettera da inviare alla Commissione industria del Senato. Subito dopo aver provveduto a inviare la mia personale richiesta la pubblico sul blog per dare a chiunque la possibilità di fare lo stesso. In calce, dopo l&#8217;asterisco, gli indirizzi a cui mandare, oggi o domani, la propria lettera. Ecco il testo: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2174&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è giunta la seguente lettera da inviare alla Commissione industria del Senato. Subito dopo aver provveduto a inviare la mia personale richiesta la pubblico sul blog per dare a chiunque la possibilità di fare lo stesso.<br />
In calce, dopo l&#8217;asterisco, gli indirizzi a cui mandare, oggi o domani, la propria lettera. Ecco il testo:</p>
<p>Oggetto: Senatori, giù le mani dall&#8217;acqua e dalla democrazia!</p>
<p>Gentile Senatrice, gentile Senatore,</p>
<p>Le scrivo per denunciare il tentativo di cancellazione dell&#8217;esito referendario del 12 e 13 giugno scorsi in atto presso la 10ª Commissione (Industria, Commercio, Turismo) del Senato di cui Lei fa parte.</p>
<p>Infatti diversi emendamenti presentati al c.d. decreto sulle liberalizzazioni, modificandone l&#8217;art. 25, tendono ad intervenire riproponendo di fatto l&#8217;obbligo alla privatizzazione della gestione del servizio idrico integrato. In particolare vorrei attirare la Sua attenzione su quegli emendamenti che cancellano l&#8217;esclusione del servizio idrico integrato dall&#8217;art. 4 del decreto legge 13/08/2011 n. 138, o che puntano ad escludere dal patto di stabilità interno le sole società c.d. “in house”, mantenendo invece sotto i vincoli sanciti da tale patto l&#8217;unica vera forma di gestione pubblica, quella esercitata tramite aziende speciali e consortili.</p>
<p>Il 12 e 13 giugno scorsi oltre 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto. </p>
<p>Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione. </p>
<p>Con la presente intendo ribadirLe che a questo nuovo e grave attacco agli esiti referendari, </p>
<p>io non ci sto!</p>
<p>Nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano. Un atto simile, fortemente lesivo dei principi fondamentali della democrazia, metterebbe ulteriormente in crisi il rapporto tra l’elettorato e i suoi rappresentanti, già molto deteriorato in questa fase storica: intervenire per salvaguardare l’espressione del voto popolare potrebbe invece cominciare a restituire quella fiducia che ormai troppi cittadini non sono più disposti a concedere ai propri rappresentanti politici.</p>
<p>Alla luce di queste considerazioni, che confido Lei condivida,</p>
<p>- chiedo con determinazione a tutte le Senatrici e i Senatori della Commissione Industria, Commercio, Turismo di non approvare quegli emendamenti che ripropongono la privatizzazione del servizio idrico integrato;</p>
<p>- chiedo a tutte le Senatrici e tutti i Senatori della Commissione Industria, Commercio, Turismo di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano;</p>
<p>- chiedo a tutte le Senatrici e tutti i Senatori della Commissione Industria, Commercio, Turismo di approvare solo quegli emendamenti che, escludendo dal patto di stabilità interno le aziende speciali, rendono più agevole una gestione pubblica e partecipativa dell&#8217;acqua, dando seguito alla volontà popolare chiaramente espressa con i referendum.</p>
<p>Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.</p>
<p>…&#8230;&#8230;.., &#8230;&#8230; Febbraio 2012</p>
<p>(Firma del Comitato o firma del singolo cittadino aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua)</p>
<p>*</p>
<p>cursi_c@posta.senato.it, garraffa_c@posta.senato.it, ciarrapico_g@posta.senato.it, bugnano_p@posta.senato.it, paravia_a@posta.senato.it, armato_t@posta.senato.it, bubbico_f@posta.senato.it, cagnin_l@posta.senato.it, caselli_e@posta.senato.it, casoli_f@posta.senato.it, dalia_g@posta.senato.it, desena_l@posta.senato.it, fioroni_a@posta.senato.it, germontani_m@posta.senato.it, izzo_c@posta.senato.it,<br />
latorre_n@posta.senato.it, maraventano_a@posta.senato.it, ghigo_e@posta.senato.it, messina_a@posta.senato.it, musso_e@posta.senato.it, piccone_f@posta.senato.it, piscitelli_s@posta.senato.it, rossi_n@posta.senato.it, sangalli_g@posta.senato.it, tomaselli_s@posta.senato.it, vicari_s@posta.senato.it </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/2174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/2174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/2174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/2174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/2174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/2174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/2174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/2174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/2174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/2174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/2174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/2174/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/2174/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/2174/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2174&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pazza 2</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 10:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Robot]]></category>
		<category><![CDATA[Pazza]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>
		<category><![CDATA[manichino]]></category>

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		<description><![CDATA[(segue dalle ore otto) LA PAZZA 2 di Mauro Antonio Miglieruolo - E&#8217; una pazza, vi dico. Ha già cercato di dar fuoco alla casa parecchie volte. E&#8217; capace di qualsiasi cosa&#8230; Mario entra. La prima cosa che vede è il manichino seduto sull&#8217;unica poltrona di casa. - Cazzo! &#8211; esclama arrestandosi a metà oltre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2034&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                         (segue dalle ore otto)</p>
<blockquote><p>LA PAZZA 2<br />
di Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<p>-  E&#8217; una pazza, vi dico. Ha già cercato di dar fuoco  alla casa parecchie volte. E&#8217; capace di qualsiasi cosa&#8230;<br />
Mario  entra. La prima cosa che vede è il manichino  seduto sull&#8217;unica poltrona di casa.<br />
- Cazzo! &#8211; esclama arrestandosi a metà oltre la soglia. Non ha ancora sfilato la chiave dalla serratura.<br />
- Buttalo fuori! &#8211; l&#8217;invita prontamente Marta indicando  in direzione della poltrona. &#8211; Me le ha suonate.</p></blockquote>
<p><span id="more-2034"></span><br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15-4febbc-spirali_14.gif"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15-4febbc-spirali_14.gif?w=300&#038;h=300" alt="" title="15-4febbc-Spirali_14" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-7420" /></a>Mario,  svelto come un gatto, chiude il battente  alle  sue spalle. La porta sbatte in faccia agli amici che gli sono dietro. Vagabondi come lui, peggio di lui. Gente che mastica gomma americana, grugnisce e dice in continuazione,  con queste cazzo di mogli, non se ne può proprio più!<br />
- Ehee! Mario, che ti prende? &#8211; si sente da dietro la  porta. Mario la riapre.<br />
- Sparite! &#8211; ringhia rivolto agli amici. Non ama avere gente  non  fidata attorno, quando sente puzza di  quattrini.  Molti quattrini. Gli amici borbottano, ma se ne vanno. Conoscono  Mario e sanno che quando fa così e meglio lasciarlo perdere.<br />
- Che è quello? &#8211; chiede Mario circospetto. &#8211; Chi l&#8217;ha messo lì?<br />
- Ci si è messo da solo. E&#8217; il manichino di stamattina, ricordi? Dentro c&#8217;è qualcuno che lo muove. E&#8217; un figlio di puttana, Mario. Dagliele sode.<br />
- Si muove da solo?<br />
- Picchialo, Mario.<br />
- Zitta, stupida. Lasciami pensare.<br />
Mario s&#8217;accosta al Robot. Ne sfiora la superficie esterna.<br />
- Non è un manichino. E&#8217; uno di quei cosi che si vedono  in televisione. Varrà sicuramente un cento o duecentomila lire.<br />
- Valgo esattamente centotrentasettemilionisettecentoventicinquemila  lire, &#8211; lo informa pronto il Robot.  L&#8217;espressione  è serafica,  e un poco compunta. Bravo ragazzo, quel robot,  buono, serio e volenteroso.<br />
Mario  annuisce.  Ha riconosciuto, dalla parola  forbita  e dall&#8217;inflessione priva di accenti, di che razza è quel tipo. Sono tutti  più o meno uguali (parlano che sembra  stiano  discorrendo col Signore). Fingono che non sia così, ma sono convinti di sapere tutto. In realtà sanno quel poco che hanno trovato scritto sui libri;  e i libri, da parte loro, insegnano a saperla lunga  solo su  come si possono infinocchiare i poveracci. Non valgono  nulla anche  se possiedono una capacità importante: quella  di  leggere parecchi libri senza farsi venire il mal di testa.<br />
L&#8217;aggeggio  in  questione deve averne  letti  parecchi.  Ha l&#8217;aria  saputa, l&#8217;aspetto del damerino, ben pulito e  in  ordine, l&#8217;aspetto di uno che non ha mai avuto a che fare con la vita.  LA VERA  VITA,  QUELLA CHE TI STRITOLA, TI LASCIA  SENZA  LAVORO,  E QUANDO TE LO DA&#8217; E&#8217; SOLO PER DARTI ANCHE IL TORMENTO.<br />
Nonostante  l&#8217;allettante pensiero dei cento o  duecentomila che  valuta di guadagnarci, non può evitare di  rivolgere  un&#8217;occhiata di antipatia alla ferraglia assisa sulla poltrona. Schifo! è solo uno stronzissimo pezzo di merda, eppure probabilmente vale più di ogni essere umano che conosca!<br />
- Non gli dar retta, Mario, &#8211; riprende Marta in tono  insinuante. &#8211; Non ti fidare. E&#8217; uno losco, cercherà senz&#8217;altro di imbrogliarci. Ha qualcosa in testa, lo so.<br />
Mario risponde con un gesto seccato del braccio.<br />
-  Non ti far prendere dall&#8217;avidità, &#8211; insiste la donna.  &#8211; Non  può valere quanto dice. Niente può esistere che  valga  così tanto.  E&#8217; un bluff, credimi. Un Cavallo di Troia. Guardalo  dentro, guardalo, vedrai che c&#8217;è un uomo!<br />
- Ti ho detto di star zitta, cretina.<br />
-  Mandalo via! Mandalo via! Ci metterà nei guai!  Ci  farà del  male!  E&#8217; venuto a derubarci! Ci assassinerà nel  sonno,  ci porterà via tutto.<br />
- Smettila di dire cacchiate!<br />
Marta apre la bocca per pronunciare qualche altra frase,  o per lanciare un urlo, uno dei suoi soliti. Mario l&#8217;afferra per  i capelli e la schiaffeggia. Un solo schiaffo, in verità.  Qualcosa l&#8217;afferra per i polsi, lo blocca, ed esercita una pressione irresistibile per indurlo ad allontanarsi dalla donna.<br />
Mario bestemmia e scalcia. La presa si fa più forte.  Mario sbianca in volto. Geme. Gli sembra di essere tenuto da una morsa.<br />
Con decisione il Robot lo trascina via. Lo poggia contro un mobile e lo lascia andare.<br />
Mario è livido. Si stropiccia i polsi. Non osa aprire  bocca.  Ha  avuto prova della forza del Robot e della  sveltezza  ed agilità  con cui sa muoversi. Brutto affare aver a che  dire  con uno come lui.<br />
Marta invece si concede una delle sua scomposte risatacce.<br />
- Ti sta bene, ti sta! Spero proprio che te le suoni!  Sono proprio contenta!<br />
-  Zitta,  puttana! Vecchia strega! Vedrai che  ti  succede quando se ne andrà.<br />
-  Dovresti darti una pettinata, &#8211; pronuncia invece il  Robot, in tono mite, rivolgendosi a Marta.<br />
Mario tenta uno sghignazzo. Gli esce un ringhio pietoso. E&#8217; ancora scosso.<br />
- Dai, menalo! Adesso che hai cominciato, finisci il  lavoro.  Perché non lo meni? Ehi, tu, dentro quel vestito  di  latta, non avrai mica paura?<br />
- Vecchia troia impestata!<br />
- Senti come mi parla? Dai, insegnagli come ci si  comporta con una Signora. Se sei un uomo, dagli una lezione!<br />
-  Perché siete così aggressivi? &#8211; li interrompe il  Robot, sempre in tono tranquillo e mite.<br />
Marta e Mario magicamente si calmano.<br />
Avesse  pronunciato  un  altro le  medesime  parole,  Mario l&#8217;avrebbe fatto a pezzi, e Marta sommerso di scherni. Ma la  scatola semovente non può essere fatta a pezzi, e degli scherni sembra infischiarsene. E poi, quella calma,  quell&#8217;imperturbabilità, la convinzione con cui recita le sue frasi assurde, li  disorientano non poco.<br />
Mario, con mani ancora tremanti, si accende una  sigaretta. A  quel punto non solo sa cosa siano quei cosi, ma pure  come  si chiamano e a quale sottospecie appartengano. Sono UFO-ROBOT. JET-ROBOT.  E simili. Esseri pericolosi, infidi. Arnesi da  prendersi con  le molle. Troppo duri per lui. Occorre andarci piano,  molto piano, per non rimetterci le penne.<br />
Comunque  devono  valere un sacco di soldi,  molti  più  di quanto  ha valutato all&#8217;inizio. Un milione? dieci milioni?  CENTO MILIONI? No, nonostante le sparata dell&#8217;UFO, non deve  illudersi. Sarebbe  da  stupidi lasciarsi rimbambire  dall&#8217;avidità.  Bisogna mettersi calmi e riflettere, calcolare bene quanto può ricavarne, e come e da chi.<br />
Per il momento quella specie di cassetta di sicurezza,  imbottita  di valori, sta nelle sue mani; deve trovare il  modo  di passarle a quelle di un altro in cambio di contante.<br />
Due milioni dovrebbero andar bene. Forse anche un milione e mezzo. Meglio pochi e subito. Meglio togliersi dalle scatole quel maledetto impiccione stravagante e non pensarci più.<br />
Il  pensiero dei soldi, dei tanti soldi, gli fa passare  il tremito alle mani.<br />
- Potremmo tentare di venderlo, &#8211; mormora.<br />
- Cosa?<br />
-  Dammi ventiquattr&#8217;ore e vedrai che troverò  l&#8217;acquirente adatto.<br />
- Sei pazzo, Mario. Non si vendono gli uomini. Apri  quella dannata  scatola di metallo e vedrai cosa c&#8217;è dentro.  Un  finocchio, sicuramente, o qualcosa del genere. A giudicare da come  si comporta, e come parla, non può che essere una miserabile checca.<br />
-  Non è un uomo, stupida. E&#8217; un UFO, un fetentissimo  UFO. Se fosse un uomo l&#8217;avrei già fatto a pezzi.<br />
Il  Robot si alza e va in bagno. Lo sentono rovistare.  Ritorna.<br />
- Non c&#8217;è un pettine in questa casa? &#8211; chiede.<br />
I due restano ammutoliti dallo stupore.<br />
-  Te l&#8217;ho detto che è una checca, &#8211; afferma Marta dopo  un po&#8217;, riprendendosi. &#8211; Sta sempre lì a leccarsi e pavoneggiarsi in giro&#8230; e una persona, credi. Non però una normale. Non pretenderai che un tipo simile stia con noi, spero!<br />
- Certo, Marta, che resterà con noi. Uno o due giorni  soltanto, però. Uno o due giorni, non di più.<br />
- Neanche un minuto deve stare. Ci taglierà la gola a tutti stanotte. Ci porterà via tutto.<br />
- Non credo lo farà. Questi aggeggi devono essere relativamente  innocui. Non li manderebbero in giro, altrimenti,  per  le case  della  gente, come fanno, per poterne poi parlare in  TV  e vantarsene;  perciò stai sicura che li hanno costruiti a  dovere, per  fare il loro bel figurone. Io, però, dal loro gioco  tenterò di trarre un qualche profitto. Loro mi usano, ed io uso loro!  Me l&#8217;hanno consegnato senza che lo chiedessi? ed io me lo vendo!<br />
Improvvisamente  è colpito dall&#8217;implicazione contenuta  nel suo ragionamento.<br />
- Cristo! &#8211; esclama. &#8211; Se è come dico lo rivorranno  indietro. Verranno a riprenderselo per portarlo da qualcun altro!  Bisogna  che mi affretti, allora. Devo trovare subito qualcuno  che se lo compri.<br />
Pressato dalla preoccupazione Mario individua  sull&#8217;istante il  tipo giusto. E&#8217; Roberto il Mobiliere il suo uomo. Conosce  un mucchio di gente, sicuramente avrà sottomano il tipo adatto.  Anzi,  è  possibile che decida di operare  l&#8217;acquisto  lui  stesso. Niente  di più facile. Roberto possiede un magazzino, e avere  al proprio  servizio un tipo robusto come l&#8217;UFO potrebbe  senz&#8217;altro fargli comodo.<br />
L&#8217;urgenza che intravede nei suoi affari lo induce a muoversi sull&#8217;istante. Deve anticipare quelli che vengono in doppiopetto, muniti di carta bollata e, se necessario, coi microfoni  dietro. Cominciano quelli in doppiopetto, sciorinando i loro  diritti,  e finiscono quelli col microfono, facendoti un sacco di  domande.  A Mario, come a ogni tipo dotato di senno, non piace  rispondere  alle domande; specialmente quelle riguardanti  la  roba NON SUA!<br />
- Vado a trovare un amico, &#8211; dice. Si avvicina alla porta e la apre.<br />
- Non lasciarmi sola con questo pervertito! &#8211; strilla  Marta.<br />
- Di che hai paura? Non dicevi che era un frocio?<br />
- Mi sono sbagliata. E&#8217; un bruto e un assassino. Mi violenterà e mi farà a pezzi. Non può avere che qualche scopo  malevolo per starsene rintanato dentro quella scatola d&#8217;acciaio!<br />
Mario ghigna.<br />
- Sarebbe un ottima occasione per liberarmi di te. Un  buon modo  pulito, senza conseguenze. Sai che ti dico?  Spero  proprio che lo faccia.<br />
Non  ritiene  però che lo farà. Non ha di  queste  fortune, lui. Essere liberata da una vecchia ciabatta un po&#8217; pazza, da una bocca in più da sfamare, ma quando mai?<br />
- Non è detto però che non lo faccia io, &#8211; continua  ridacchiando. &#8211; Un giorno o l&#8217;altro lo farò certamente. Senza la prima parte, però. SENZA VIOLENTARTI, INTENDO.<br />
La porta si richiude rapida, con fragore. Un piatto la raggiunge, e riproduce l&#8217;eco di quel fragore.<br />
Marta è furibonda. Digrigna i denti. Non ha nessuno con cui prendersela.  Nessuno con cui valga la pena, s&#8217;intende.  Ha  quel cavolo di tipo dentro il manichino, ma con lui non c&#8217;è  soddisfazione. Beh, si dovrà contentare. Si contenta, in effetti. Lo punta con decisione. Un secondo piatto vola e si infrange sulla  testa del Robot. Il piatto si rompe. Va in diecimila pezzi.<br />
I frammenti, questa volta, sono particolarmente piccoli.</p>
<p>*     *     *     *     *</p>
<p>-  Esci fuori da lì, &#8211; ordina Marta. &#8211; Esci fuori.  Non  mi infinocchi, amico. Meglio che ti fai vedere.<br />
Il Robot l&#8217;ignora e continua a rovistare in mezzo alle loro cose. Lei lo segue berciando, e continuando a cercare di colpirlo con ogni oggetto possibile. Il Robot impassibile continua a  cercare. Non reagisce alle molestie. Quando però Marta si fa  avanti con le mani lui, con gentilezza, la blocca.<br />
- Potresti farti male, &#8211; avvisa sorridendo. La lascia andare e riprende le ricerche.<br />
Marta,  al  suo seguito, alternativamente si infuria  e  si calma.  Si infuria quando lui le dice &#8220;potresti farti  male&#8221;.  Si calma  avvertendo la calma olimpica dell&#8217;uomo. Lo trova  affascinante e insopportabile. Un essere misterioso, strano come non  ne ha mai conosciuti. Più di tutto la irrita il fatto di non riuscire a litigare con lui.<br />
- Ma si può sapere cosa cerchi?<br />
Il  Robot apre l&#8217;armadio. Non ci sono bei  vestiti  dentro. Solo stracci. Lo richiude in fretta.<br />
- Senti, si può sapere almeno chi sei?<br />
-  Robot di Servizio e Intrattenimento matricola  12,  agli ordini!<br />
&#8220;Agli ordini&#8221; però lo pronuncia ridendo. Perché lui  ottempera ai desideri, non agli ordini. E&#8217; un Robot strano,  Matricola 12. Ha senso dell&#8217;umorismo, e voglia di manifestarlo. Più di tutto però ha capacità di provare compassione e una inesauribile capacità di sopportare.<br />
Marta non sa cosa chiedere ancora.<br />
-  Sei  un vizioso, vero? Te ne vai in giro  dentro  quella scatola  per poter violentare impunemente le donne, senza  essere riconosciuto. Scommetto che sotto sotto, stai meditando di  darmi una sistematina.<br />
- Non ci penso per niente, &#8211; replica soavemente il Robot.<br />
- Sei bello, almeno? Hai una bella faccia?<br />
- Tu che ne dici?<br />
- Sì, la tua maschera mi piace. Ma dietro, dietro cosa c&#8217;è?<br />
- Sono esattamente quel che vedi, credimi.<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15febb-294835__n.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15febb-294835__n.jpg?w=595" alt="" title="15febb-294835__n"   class="alignright size-full wp-image-7421" /></a>- Uhm! Ma che fissato! non vuoi proprio ammetterlo che  sei un  uomo! Comincio a pensare che ti sia necessario questo  travestimento. Probabilmente, a farne senza, neppure ti si rizza. Questo è il tuo problema: sei mezzo impotente, e solo con la  commedia del manichino riesci a farlo. Massì, è così!<br />
Non è una domanda e il Robot non replica.<br />
- Sai, &#8211; riprende Marta in tono discorsivo, a un certo punto. &#8211; Con Mario non è che funzioni tanto!<br />
Silenzio.<br />
- Ma cosa cerchi con tanta ostinazione?<br />
- La scatola del trucco.<br />
-  Ahaaa! Eccoti! Lo sapevo. Sei una miserabile checca.  Un culo disgustoso. Ecco quello che sei.<br />
- Dov&#8217;è, allora?<br />
Marta apre un cassetto e gli porge la scatola del trucco.<br />
- Siediti, &#8211; l&#8217;invita il Robot, indicando dove desidera che si sieda.<br />
Marta siede. Comincia a tremare.<br />
-  Cosa vuoi fare? Cosa MI vuoi fare! SEI  SICURO  DI NON VOLER FOTTERE?<br />
Il  Robot, da dietro, gli poggia una mano sulla spalla  destra, l&#8217;altra sulla sinistra.<br />
- Giù le mani!<br />
Il Robot non mette giù le mani. Le fa scivolare su verso il collo. Marta sgrana gli occhi.<br />
- Madonna! &#8211; sussurra. &#8211; Lo sapevo. Sei di quelli che godono ammazzando la gente.<br />
Le mani restano ferme sul collo.<br />
- Non farò storie, lo giuro. Anzi, ne ho voglia pure io, ci starò volentieri. Vedrai, ti farò divertire. Sono sicura di  questo,  sicurissima di fartelo rizzare. Prova, prova con me,  dammi una possibilità, una sola, e starai benissimo, come mai sei  stato.<br />
Le mani lasciano la gola e Marta respira, un poco  sollevata. Le sente scendere, giù lungo gli avambracci, finché  arrivano alle sue di mani e gliele carezzano. Marta si tranquillizza ulteriormente.  Probabilmente quel tipo non è così  pericoloso,  come paventava. Forse ha la possibilità di ammansirlo.<br />
-  Com&#8217;è che ce l&#8217;hai? &#8211; riprende con inflessione  trucida, in quel tono particolare che piace tanto agli uomini (che  almeno piace tanto a Mario). &#8211; Devi averlo molto grosso e lungo, a  giudicare dalla stazza.<br />
Spera di lusingarlo, e farselo amico. I maschi sono  particolarmente sensibili su quel punto.<br />
-  A me, comunque, i maschi sembrano tutti molto dotati,  &#8211; riprende  cauta,  non si sa mai, potrebbe aver toccato  il  tasto sbagliato.  &#8211; Anche quelli che hanno problemi con le  altre  donne&#8230;<br />
Il Robot le lascia le mani.<br />
- Non ce l&#8217;ho, &#8211; dice ridacchiando. &#8211; Non ce l&#8217;ho per niente.<br />
- Come?<br />
-  Non sono dotato d&#8217;attrezzatura sessuale. Per quelli  che sono i miei compiti, non mi serve.<br />
- Ohoo! Capisco. Allora mi ammazzerai.<br />
- No. Nooo!<br />
- Dici così, ma alla fine mi ammazzerai. E&#8217; così che godono i tipi come te.<br />
- Non ti ammazzerò. Non una creatura graziosa come te.<br />
- Aha! Sei pazzo, sei pazzo! Creatura graziosa! Ma come  ti viene in mente? Sei solo un povero malato!<br />
- Sono un Robot di Servizio e Intrattenimento, non un  pazzo. Neppure un sadico, sono. Non devi avere paura di me, io aiuto la gente, non la danneggio. Mi hanno costruito apposta, per elargire servizi e gentilezza.<br />
- No, tu sei un uomo travestito, ammettilo.<br />
- Tutti quanti sono uomini travestiti: travestiti da animali.<br />
- Tu sei diverso. Sei pericoloso, non è possibile capirti.<br />
- Se ti fa piacere pensarla così&#8230;<br />
- Dentro di te c&#8217;è un uomo.<br />
- In ogni maschio c&#8217;è un uomo. Anche dentro Mario.<br />
-  No, dentro Mario c&#8217;è solo una puzzola. Una  fetentissima puzzola. Mario è una bestia&#8230; &#8211; conclude aspra. Ci pensa un  po&#8217; su e aggiunge: &#8211; Massì, un poveretto!<br />
Restano in silenzio. Il Robot riporta le mani in alto e  le massaggia delicatamente il collo. Marta chiude gli occhi e si affida a quelle piccole, soffici carezze. Si rilassa. Una sensazione nuova di benessere l&#8217;invade. No, decisamente quel tipo non deve essere tanto male. Potrebbe persino essere una brava  persona. Non è certamente come Mario. Mario non le ha mai fatto nulla  del genere. Il pensiero del marito le accende una luce sinistra negli occhi.<br />
-  Abbandonati, &#8211; l&#8217;esorta il Robot. &#8211; Manda via  i  brutti pensieri.<br />
- E&#8217; vero che NON ce l&#8217;hai? E&#8217; proprio vero?<br />
- E&#8217; vero, non ce l&#8217;ho.<br />
La mani continuano a massaggiare con delicatezza. Producono voglia  di perdersi nella rilassatezza, di chiudere gli  occhi  e sospirare.  Sente  che potrebbe  persino  addormentarsi.  Sarebbe splendido  per  lei, che quasi non chiude occhio la notte,  e  la trascorre avvolta nei pensieri, negli assilli, nel niente di  cui è piena la vita. Resta lì, supina sul letto immobile, con gli occhi  che non sanno chiudersi, ponendosi domande fino ai  bagliori acquietanti delle prime luci dell&#8217;alba, accompagnato dal  ronfare pesante di Mario, meravigliandosi di come possa lui invece, notte dopo  notte, prendere puntualmente sonno; quasi che  nulla  fosse successo, come se lo squallore del giorno gli fosse passato sopra senza  lasciare alcuna traccia. Ma una qualche traccia  deve  pur averla lasciata! Non può essere tanto insensibile, tanto incapace di rendersi conto. Non può, non può&#8230;<br />
Mario, già Mario&#8230;<br />
MARIO!<br />
La donna si libera bruscamente dalle mani del Robot e salta su rigida e vibrante di indignazione.<br />
- Cosa credi di fare con quelle tua manacce da  sporcaccione? &#8211; sbraita. &#8211; Come ti permetti?<br />
- Tentavo di farti rilassare un pochino.<br />
- Lo so io quello che volevi fare. Ci stavi provando,  ecco quello che volevi fare!<br />
Il  Robot  allarga rassegnato le braccia, un gesto  che  la donna  interpreta come mossa di esasperazione, e  si  inviperisce ulteriormente.<br />
- Ora mi metto a urlare, &#8211; minaccia. Ma non minaccia  invano.  Lo dice e lo fa. La voce, già sulla parola &#8220;urlare&#8221; sale  di tono,  sale ancora, finché diventa uno stridio  lacerante.  Altre strida seguono. Quattro, cinque grida. Non le bastano però.  Continua a gridare, gonfiandosi, esaltandosi, diventando rossa, grida dieci volte, sempre più convinta di dover gridare, e rabbiosa, molto fuori di sé, vogliosa d&#8217;urlo, attraversata dal bisogno  essenziale di sentirsi, di affrettarsi verso qualcosa, qualcosa  di cui neppure lei conosce la natura e perché la vuole.<br />
Non  succede niente. Il Robot non muove un dito. La  lascia urlare.  Neppure  si mostra risentito. Non le chiede:  cosa  c&#8217;è, amica, perché cerchi di attirare l&#8217;attenzione? Non chiede niente. Si limita ad aspettare e basta.<br />
Succede  però  che i vicini si innervosiscano e  inizino  a darsi da fare sui muri, battendo e trapestando.<br />
- LA FINITE VOI DUE LASSOPRA? LADDENTRO? LISSOTTO? &#8211; e  altre simili amenità.<br />
Una vociaccia invece grida:<br />
- Finitela! o chiamo la Polizia!<br />
Non sia mai, la Polizia! Marta cessa immediatamente di gridare. Non smette però di prendersela con il Robot.<br />
- Ora vengono e ti arrestano, &#8211; comincia. &#8211; Glielo farò sapere io, a quelli, cosa hai tentato di fare. E come mi hai insultato.  CHE ASPETTO DA STRACCIONA! E anche: VECCHIA CIABATTA,  MIO DIO!  FAI  SCHIFO, PETTINATI! Credi davvero di  potertene  andare dentro le case e dire impunemente alla gente tutto quello che  ti salta  in testa? Ennò, signorino, non si può fare! Ah,  vedo  che sorridi. Eggià, immagino come ti difenderai, la conosco la canzone. Glielo assicuro, Signor Agente, è lei che mi ha adescato.  E&#8217; una poco di buono, anche se finge di essere per bene. Ti andrebbe di fottermi? mi ha detto. Sono un uomo, no? Cosa dovevo fare? Loro ti crederanno, lo so già che ti crederanno. Ti crederanno  anche dopo che avrò mostrato i segni sul collo. Esuberanza  maschile,  commenteranno, ghignandomi in faccia. Poi mi fisseranno  disgustati,  chiedendosi che tipo di svergognata io sia,  e  perché diavolo voglia mettere nei guai un tipo simpatico come te. Ma non te  la caverai lo stesso, amico. Quelli, i poliziotti,  non  solo pensano  che le donne siano tutte puttane, ma anche che i  maschi siano tutti ladri e assassini. Per cui se ne stanno con le  orecchie appizzate nella speranza di beccarti sul fatto e mettere tra te  e loro delle belle robuste sbarre attraverso cui  conversare. Stai  certo, so come incastrarti. Gli dirò: credete che se  fosse una personcina come si deve se ne andrebbe in giro mascherato  in quel  modo?  Loro ti fisseranno duro e  decideranno  di  portarti dritto dritto in prigione. Già, già, in prigione! E&#8217; così che andranno le cose, me le figuro. Ti metteranno le manette e se  protesterai  di daranno una bella ripassatina coi  manganelli.  Anzi quella te la daranno di certo (ti romperanno il culo,  altroché), nella speranza di farti confessare. Io intanto me ne starò qui  a ridermela. Ah! Ah! Ah! farò e mi gratterò la pancia dalla  gioia. Ah! Ah! Ah! Me la rido già da adesso. Di&#8217;, lo senti come rido? Lo senti? LO SENTI? MA NON SENTI NIENTE TU? SEI SORDO? O CHE? NON TI VA DI CAPIRE? INSOMMA, VUOI DARMI RETTA? RIDO BENE, O NO? SENTI, SENTI, COME RIDO: Ah! Ah! Ah! Ah!<br />
Segue il solito scroscio di risate agghiaccianti.<br />
La  voce di Marta, sulle ultime frasi, è tornata un po&#8217;  su di tono. I vicini bussano ripetutamente alle pareti. Si odono lunghi &#8220;ohooo!&#8221; di protesta e dei sonori &#8220;ma che ciavete in  corpo?&#8221; Il  Robot porta un dito alle labbra e l&#8217;esorta a  tacere.  Sssst! Silenzio! impone.<br />
Questa  volta  Marta non s&#8217;acqueta. Continua a  ripetere  i suoi sgangherati &#8220;lo senti come rido?&#8221;; e ridendo, accende i fornelli del gas. Arrotola alcuni fogli di giornale e, sempre  sghignazzando  e chiedendo attenzione alla sua risata, li sparge  dovunque nella stanza. Il Robot li raccoglie paziente ad uno ad uno e li spegne. La carta finisce e Marta, obbligata dalla  necessità di trovare qualcosa d&#8217;altro da bruciare, smette di  sghignazzare. Si  guarda intorno ansiosa, ma non c&#8217;è più nulla di  adatto,  che sia a portata di mano.<br />
Si  precipita in bagno e ritorna con una  boccettina  d&#8217;alcool.<br />
-  No, &#8211; dice suadente il Robot prendendole la boccetta.  &#8211; Questo non si può. E&#8217; pericoloso, capisci? NON SI DEVE FARE!<br />
Sembra  che stia parlando a una bambina, il tono è  proprio quello. La bambina non vuole intendere ragioni e lui la fa ragionare. Ma niente, la bambina insiste, lo colpisce al petto coi pugni. Il Robot l&#8217;afferra per i polsi e la trattiene.<br />
- Ti farai male, se continui, &#8211; dice.<br />
- Toglimi le mani di dosso, sporco negro!<br />
Marta si agita, smania, si divincola. Il Robot è  costretto a lasciare la presa. La donna allora, non potendo prendersela con altro,  afferra il tavolo. Lo solleva d&#8217;un lato e riesce a  rovesciarlo. Il clamoroso fragore e l&#8217;ulteriore furia dei vicini riescono  nuovamente a calmarla. Definitivamente questa volta. Si  è sfogata, alla fin fine.<br />
Si siede e fissa lo sguardo nel vuoto. Non sta vedendo nulla. Appena pare rendersi conto di avere occhi. La vista è  buona, ma  è incapace di trasmettere qualcosa di utilizzabile a ciò  che sta dietro. Occhi che vedono davanti a un cervello cieco. Un cervello muto, al limite della capacità di intendere e di volere.<br />
Marta  inizia a dondolarsi avanti e indietro. Emette  versi gutturali, animaleschi, in tono basso, al limite  dell&#8217;udibilità. Il Robot le pone nuovamente le mani sulle spalle. Marta sussulta.<br />
- Come faccio! Come faccio! &#8211; mormora. &#8211; Sono pazza, vero?<br />
- Tu che ne dici?<br />
- Sono pazza! Pazza pazza!<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15bfebb-fantasy_magic_fire_018311_.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15bfebb-fantasy_magic_fire_018311_.jpg?w=595" alt="" title="15bfebb-Fantasy_Magic_fire_018311_"   class="aligncenter size-full wp-image-7422" /></a>La presa sulle spalle diventa più forte.<br />
- Basta, su! Basta, ora può bastare.<br />
Ma  Marta  è tutta una vita che fa così, non  può  fermarsi proprio  adesso, soltanto perché sarebbe necessario, o in  quanto qualcuno glielo chiede. Non può nell&#8217;immediato, almeno. Forse più tardi, domani, dopodomani, un giorno o l&#8217;altro, quando il destino gli  offrirà una leva su cui poggiare la sua anima di seta e  innalzarla verso il cielo, verso la speranza o verso la morte;  per intanto  è condannata al giogo della sua infelicità. Intanto  non può che contemplarsi nella sua follia e confidare di provare della pietà per se stessa.<br />
La  prova.  D&#8217;improvviso, senza che se ne renda  conto,  la prova. Lo sguardo gli si riempie di qualcosa, un miscuglio di dolore,  angoscia, smarrimento, mescolato ad un singolare senso  di sollievo. Non saprebbe dire perché, ma inizia a sentirsi più leggera,  come riposata, quasi che si fosse appena svegliata  da  un sogno ristoratore.<br />
- Non è nulla di grave, &#8211; prosegue il Robot. &#8211; Ti sei  solo perduta per strada. Basta che ti guardi intorno e ti ritrovi.  Se lo desideri puoi tornare indietro, prenderti per mano e  guidarti su una strada migliore.<br />
Marta lo fissa con espressione stolida. Non comprende.  Non può. Lei ha sempre guardato davanti a sé nel buio del suo avvenire;  ha sempre ignorato il conforto che può fornire  il  ricordo; mai  ha saputo della necessità di fermarsi un momento per  raccogliere le fila degli avvenimenti, prima di andare avanti.<br />
- Adesso ti dirò una cosa, &#8211; riprende il Robot, &#8211; e desidero che tu l&#8217;ascolti con molta attenzione. Potrebbe essere  importante per te. Vedi, le persone non soltanto sono create, ma  contribuiscono  pure a crearsi. Esse costruiscono se  stesse  giorno dopo giorno, instancabili, finché diventano troppo stanche per il lavoro  svolto, e muoiono. A volte svolgono questo lavoro  volentieri,  per cui sono felici; altre lo fanno solo perché sono  costrette,  e allora stanno abbastanza male. Ma poiché smettono  di farlo, cadono preda degli eventi, e ne sono sovrastati, trascinati,  travolti. Allora impazziscono, si confondono e ne  combinano di tutti i colori, non sapendo più a che santo votarsi. Credo che a te sia successo qualcosa del genere. Tu, a un certo punto della tua vita, hai smesso di porre attenzione a te stessa, e di conseguenza  ti  sei smarrita. Ora ascoltami (o meglio,  sentimi).  E&#8217; possibile  recuperare tutto. Quello che non hai fatto  ieri  puoi iniziare a farlo adesso. Tu ti osservi allo specchio e ti  ritrovi. Vedi la tua figura riflessa e le dici: desidero essere così e cosà,  posso essere questo e quello. Comunque, voglio tenermi  un poco  su.  Mica per niente, tanto per aver parte nella  faccenda, poter dire di aver contribuito anch&#8217;io. Altrimenti cosa valgo per me stessa? Cosa conto? Sono un&#8217;estranea? Una conoscente  occasionale?  O non sono invece la parente più stretta che posso  avere? Una  cosa è certa, che non sono il notaio di quello che mi  fanno gli altri. Nossignore, ho anche io il mio da mettere nel mucchio, son donna, cavolo! Quantomeno so curare il mio aspetto, so aggiustarmi  il volto e il corpo in modo che sia anche mio. Le  donne, in  fondo, creano poco perché sono troppo occupate a  tentare  di fare di se stesse un&#8217;opera d&#8217;arte. Si dipingono, si scrivono,  si recitano, si drammatizzano in continuazione; dopodiché si sobbarcano anche l&#8217;onere di creare la vita quotidiana. Genitori,  mariti, figli, divieti ed obblighi, una montagna di catene psicologiche! Ma tu dimentica tutto questo. Guardati allo specchio e  controlla.  Vedi che la terra è buona, anche se si è  inaridita.  La lavorerai  un poco e tornerà ricca come prima. Ripulisci  un  po&#8217; tutto, dentro, sopra, sotto, da ogni parte e vedrai che andrà subito meglio!<br />
Marta scuote la testa. Non ha capito, non tutto almeno. Solo qualcosa. Gli è sufficiente però per rievocare i tempi,  ormai remoti, in cui era ragazza e trascorreva mezze mattinate a  truccarsi. Che vanesia che era! Sospetta però non sia esattamente alla vanità che l&#8217;uomo intende appellarsi.<br />
- Cosa devo fare? &#8211; mormora ancora in tono dolente. &#8211; Cosa? cosa?<br />
- Te l&#8217;ho detto. Guardati in un specchio e cerca di  vedere quello  che puoi essere. Potrebbe capitare di  piacerti!<br />
Marta si china a fissare il dorso delle mani abbandonate in grembo. Un tempo quelle mani erano state belle. Ora sono soltanto delle  mani, un poco rattrappite e prive di grazia. Le rigira.  I palmi screpolati nascondono un complessa storia di resa  incondizionata di fronte all&#8217;incalzare del destino. Però le guarda, presta  loro una qualche attenzione. E&#8217; già qualcosa. Un inizio  che può portare lontano.<br />
Continua  a rigirare le mani e ad esaminarle. Non  capisce. Neppure  è consapevole della necessità di capire; è il Robot  che ve la spinge. Ritiene ci sia ben poco da capire. C&#8217;è solo da  lasciare  le cose come vanno, come ha sempre fatto.  Non  intravede pericoli  nel suo comportamento. NON VERI PERICOLI.  Una  persona permanentemente travolta, non teme di poter essere travolta dagli eventi.<br />
E questo per lei rappresenta l&#8217;unico sollievo concepibile.</p>
<p>*     *     *     *     *</p>
<p>                                  (la conclusione alle ore 18)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/2034/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/2034/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/2034/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/2034/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/2034/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/2034/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/2034/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/2034/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/2034/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/2034/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/2034/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/2034/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/2034/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/2034/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2034&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>PAZZA</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 07:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Robot]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>
		<category><![CDATA[manichni]]></category>

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		<description><![CDATA[LA PAZZA di Mauro Antonio Miglieruolo - E&#8217; pazza! &#8211; esclama Mario in tono enfatico, un po&#8217; divertito, un poco indifferente. &#8211; Non gli date retta&#8230; Apre tossendo il suo secondo pacchetto di sigarette. Sospira. Quelle sigarette sono una rovina. Non dovrebbe fumarle, ma le fuma, gli è impossibile farne a meno. Come gli è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2030&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>LA PAZZA<br />
di Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<p>- E&#8217; pazza! &#8211; esclama Mario in tono enfatico, un po&#8217; divertito, un poco indifferente. &#8211; Non gli date retta&#8230;<br />
Apre tossendo il suo secondo pacchetto di sigarette. Sospira. Quelle sigarette sono una rovina. Non dovrebbe fumarle, ma le fuma, gli è impossibile farne a meno. Come gli è impossibile fare a  meno  del peggio di se stesso, del vizio,  della  brutalità  e dell&#8217;indifferenza. E&#8217; fatto così Mario, e non può fare a meno  di esserlo.  Neppure vuole. Non è che non capisca: se  ne  infischia proprio!  E&#8217; un rappresentante esemplare di questo povero,  disastrato mondo: il peggiore dei mondi possibili.</p></blockquote>
<p><span id="more-2030"></span><br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15bb-spirali_20.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15bb-spirali_20.jpg?w=300&#038;h=300" alt="" title="15bb-Spirali_20" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-7413" /></a>Accende una sigaretta e l&#8217;aspira, con espressione nauseata, come se stesse facendo qualcosa di ripugnante. Il disgusto non  è originato  dalla sigaretta: è rivolto alla realtà, alle cose  che lo circondano. Alla casa, al disordine che vi regna, alla povertà che ne traspira. E&#8217; RIVOLTO ALLA MOGLIE. Cosa diavolo può farsene di una squinternata simile?<br />
Gli amici posano le carte sul tavolo.<br />
- Mannò! &#8211; fa Mario allarmato. &#8211; Non le badate. Si sfoga un po&#8217; e poi le passa.<br />
Gli strepiti di Marta salgono di tono. E&#8217; improbo  ignorarla.<br />
Il disagio degli amici aumenta.<br />
Marta afferra un pentolino e comincia a pestarlo sul  tavolo. Fa un gran fracasso.<br />
- Cristo! &#8211; mormora piano Toni, osservandola. Il tono non è abbastanza  piano da sfuggire all&#8217;attenzione di Mario.  Mario  si altera e mordicchia feroce il filtro della sigaretta.<br />
La  moglie lo ignora. Continua a pestare finché  il  manico non le resta in mano. Guarda confusa il manico inerme del  pentolino e non sa cosa fare. Lo scopre subito dopo. Si piazza davanti ai fornelli e, con gesti automatici, li accende tutti insieme.<br />
Li spegne.<br />
Li riaccende.<br />
Li spegne, li riaccende.<br />
Dà fuoco a pezzi di carta appallottolati e li getta in giro per la stanza.<br />
- Piantala! &#8211; urla il marito.<br />
La  donna  non  l&#8217;ascolta. Gli occhi gli  si  accendono  di gioia.  Il marito si inalbera e lei si diverte. Questo è  il  suo gioco, la sua rivalsa nei confronti di ciò che la stringe d&#8217;assedio. Esasperare tutto affinché tutti possano rendersi conto della sua  esistenza, e la morsa si allenti. Getta in giro altri  pezzi di giornale accesi.<br />
L&#8217;uomo  si alza e l&#8217;afferra per i capelli. Marta  strepita, grida  di  essere lasciata. L&#8217;uomo allora la colpisce  al  volto, seccamente, un paio di volte. Marta reagisce e lui peggio,  altre botte. Si picchiano. Mario riesce a immobilizzarla contro il muro e ci dà dentro con passione.<br />
Fortuna  che i ragazzi sono fuori, pensano Gianni e Toni  e Guglielmo. Il loro disagio aumenta.<br />
Marta smette di gridare e Mario di colpire. La lascia e lei scivola in terra gemendo.<br />
Quando si rialza non ha più voglia di dare fuoco alla casa. Si  chiude nel cesso sbattendo forte la porta. Si sente un  colpo tremendo  e il rumore di qualcosa che va in pezzi. Una voce  piagnucolante impreca.<br />
Mario torna a sedersi.<br />
-  E&#8217; la terza volta in un mese che ci prova col  suo  giochetto,  &#8211; afferma, tirando la sedia verso il tavolo,  dopo  aver inserito  un  braccio in mezzo alle coscie. &#8211; Sta  diventando  un chiodo fisso per lei, una mania, e peggiora di giorno in  giorno. Temo proprio che dovrò farla rinchiudere.<br />
Uno degli amici, Toni, si alza.<br />
- Ci vediamo, &#8211; fa un po&#8217; scuro in volto.<br />
Anche Gianni e Guglielmo si alzano.<br />
Mario impreca, assume un&#8217;espressione esasperata.<br />
- Che cazzo! Per le smanie di una isterica, voi&#8230; &#8211; inizia a protestare. Si interrompe. Decide di lasciar perdere. Non  servirebbe  a  niente insistere. Il pokerino ormai non  sarebbe  più procedre tranquillo e sfizioso come era iniziato.<br />
Affanculo! capace di rovinargli ogni genere di  divertimento, la stronza di là! CHE LA TIENE A FARE? Non gli stira  neppure le camicie. Le brucia, invece di stirarle. Brucia di tutto, rompe tutto,  non è capace di combinare niente. Sembra una impedita,  a volte. Cosa farsene di un carretto simile?<br />
- Hai visto cosa hai combinato? &#8211; grida non appena gli amici sono usciti. &#8211; Sei contenta ora?<br />
Marta risponde con un verso di minaccia, lo stesso che usano i gatti, drizzando il pelo, quando vogliono significarti: amico, stattene alla larga, è meglio per tutti! Mario ridacchia, divertito.  Ha un caratterino la moglie! Tutto pepe! Gli tiene  testa, gli tiene! Quando non rompe le balle risulta persino  divertente.<br />
Bussano.<br />
- Va ad aprire, Marta!<br />
Marta  spalanca la porta del bagno, si piazza con  le  mani sui fianchi e sbraita:<br />
- E tu, non ce le hai le mani?<br />
-  Esci da quel fottutissimo buco di culo e vai ad  aprire. Non fartelo dire una seconda volta!<br />
Marta  fa la faccia feroce, ma va ad aprire. Ha  un  labbro spaccato e i capelli in disordine.  Anche nel vestire è trasandata. Sporca e trasandata. Sembra una strega. Guarda fisso il mondo e sembra sempre lì in procinto di mandarlo al diavolo.<br />
Il labbro si è gonfiato in modo vistoso. La ferita, mal rimarginata, riprende a sanguinare non appena la si sfiora.<br />
Apre. Gli uomini fuori la fissano spaventati.<br />
- Che volete, &#8211; chiede in tono sgarbato.<br />
-  Gorini? &#8211; chiedono a loro volta i tipi, un  poco  circospetti.<br />
- Non compriamo niente, &#8211; replica Marta dura, in modo automatico.<br />
- Abbiamo un pacco da consegnare, &#8211; spiegano loro.<br />
-  C&#8217;è da pagare? &#8211; interviene Mario  avvicinandosi.  Tiene gli occhi socchiusi, la fronte corrugata, per proteggersi dal fumo  da lui stesso emanato, mentre tira nervoso a più  riprese  da una sigaretta appena accesa.<br />
-  No, Signore, &#8211; rispondono. &#8211; La fattura  risulta  saldata&#8230;<br />
- Allora portate dentro&#8230;<br />
I  facchini si scambiano occhiate perplesse. Chi  avrà  mai potuto  fare un regalo tanto costoso a una famiglia  tanto  disastrata?  a dei pitocchi che neppure sapranno cosa farsene?  Soldi buttati dalla finestra, ecco.<br />
Salutano,  dicono di aspettare, torneranno da lì a un  paio di minuti, e se ne vanno.<br />
Ricompaiono  dopo un po, sbuffando e  sudando,  incitandosi reciprocamente,  e spingi! solleva! attenzione! mannaggia  quanto pesa questo accidenti! tutti imbracati attorno a una cassa di notevoli dimensioni.<br />
- Dove la mettiamo? &#8211; chiedono.<br />
Marta indica dove col mento. Un gesto scostante con cui manifesta la sua insofferenza. Non gli piacciono quei tipi, i corpi massicci,  le espressioni stolide, da sconfitti. Si fida poco  di chi le somiglia e, dopo averne subite tante, non è capace d&#8217;altro che di concepirsi nelle mortificazioni che subisce. Non puoi  mai prevedere cosa siano in grado di combinare costoro (non può  prevedere neppure cosa sia in grado di combinare lei stessa). Possono  esplodere  d&#8217;improvviso, senza alcuna ragione  apparente;  e, saltandogliene  il ticchio, decidere di infliggerti  qualcosa  di spiacevole: minimo tentare di rosicarti il cranio fino alla  cervice. Per la verità non ama nessuno che cammini su due zampe. Mai ha avuto alcunché di buono dagli uomini. Non si aspetta di averne nel prossimo futuro. Per cui, meno ha a che fare con loro, meglio si sente.<br />
Gli uomini sistemano la cassa.<br />
- Firmi qui, &#8211; invitano tendendo una carta.<br />
Marta firma senza guardare. Con un nuovo gesto del mento li sollecita ad andarsene. Via, sciò, toglietevi dalle palle!  fuori di  casa mia! Gli uomini ottemperano, se ne  vanno.  Borbottando, però.  Non hanno avuto la mancia! In che manica di pezzenti  sono incocciati! Mario intercetta il significato di quei borbottii  e, da dietro la porta, rivolge loro un gesto osceno.<br />
-  Cristo,  se pesa! &#8211; dice saggiando la  resistenza  della cassa. &#8211; Che ci sarà dentro?<br />
- Non è roba che hai ordinato tu?<br />
- Chi, io? Son mica Morgan, io! Con quello che ho in  tasca non potrei pagarmi neppure il trasporto di questa roba,  figuriamoci comprarla!<br />
Ambedue fissano speranzosi la cassa. Cominciano a realizzare che può avere un valore.<br />
-  Aprila, &#8211; propone Marta in tono urgente. &#8211; Non  vogliamo vedere cosa c&#8217;è dentro?<br />
Mario prende un martello e comincia a schiodare le assi. Il contenuto non appare. E&#8217; tutto avvoltolato nell&#8217;argilla  espansa. Mario  spazza  via il materiale protettivo e impreca.  Poggia  il martello  sul  tavolo. Si concede  un&#8217;espressione  esageratamente schifata.  Sputa di lato, storcendo la bocca. Cristo! ha  perduto tempo e fatica!<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15-2febbc.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15-2febbc.jpg?w=300&#038;h=201" alt="" title="15-2febbc" width="300" height="201" class="alignright size-medium wp-image-7414" /></a>- E&#8217; solo un manichino, &#8211; afferma. &#8211; Un fottutissimo  manichino.<br />
Marta però non l&#8217;ascolta. Non bada alla cassa. Guarda affascinata il martello. Si avvicina quatta quatta al tavolo. Il  marito finge di non accorgersene. Non appena però la donna  allunga la mano per afferrare il martello, la colpisce al polso. La donna grida di dolore. Poi grida di rabbia. E ancora di  esasperazione. Si stropiccia il polso.<br />
La  faccenda non finisce lì. Marta non è tipo da  prenderle senza reagire. Afferra delle suppellettili e le fa volare per  la stanza, insieme a valanghe di insulti.<br />
Al  riparo d&#8217;una sedia, acquattato in terra, il marito,  se la  ride.  Quella stupida non vuole proprio capire chi è  il  più forte,  e il più furbo, e il più svelto, in casa. Ci penserà  lui ad insegnarglielo.<br />
Marte  smette di lanciargli roba addosso. Mario si  solleva da dietro la sedia e infila la giacca.<br />
-  Che  schifo di vita, &#8211; commenta. Ma è  soddisfatto.  Gli piace dimostrare a se stesso che è in grado di farsi  rispettare. Se  non è proprio necessario, evita di mettersi al livello  delle meschinerie della moglie.<br />
- Non verrò per l&#8217;ora di pranzo, &#8211; avvisa, mentre tira a sé il battente.<br />
Marta risponde fottiti! e gli volta la schiena. Vedi di non tornare per niente, pensa. Cosa potrà mai farsene di un vagabondo suo pari?<br />
Non lo pensa sul serio, naturalmente. Le donne non sono mai serie quando discettano di questi argomenti, anche quando lo  ripetono  in continuazione. Anzi, tanto meno lo pensano quanto  più lo  ripetono. Il peggio della vita è il niente. E qualsiasi  pena non potrà mai uguagliare il niente. In realtà esprimono solo  ciò che  sarebbe bello fosse, non quello che effettivamente  vogliono che sia.<br />
Be&#8217;, ognuno si difende come può dalla vita.</p>
<p>*     *     *     *     *</p>
<p>Marta è sola. Staziona davanti al manichino. Rapidamente la curiosità  si esaurisce. Non c&#8217;è molto di cui essere curiose.  Un coso lucido dalla bella faccia e nient&#8217;altro, nulla che valga  la pena di osservare.<br />
- Chissà che non possa servire a quelli del negozio di confezioni all&#8217;incrocio? &#8211; mormora.<br />
Potrebbe riuscire a scucirgli qualche migliaio di lire.  E&#8217; un bel manichino. Robusto. Espressivo. Varrebbe la pena venirselo a prendere. Sì, perché lei non sarebbe certo in grado di portarlo a destinazione, con quello che pesa.<br />
Non deve essere fatto col solito materiale plastico che  si usa per i manichini. E&#8217; grigio, satinato. Sembra di metallo. Forse può rendere davvero qualcosa!<br />
Allunga una mano per toccarlo. Sussulta. Altro che  plastica! quell&#8217;aggeggio è di metallo. Meglio trattare col ferrivecchi, riflette. Comprano a peso, loro. Può ricavarne molto di più.  Magari un diecimila.<br />
Torna a sfiorare il manichino. Strano, sembra caldo.  Incuriosita da quel tepore inaspettato, riprende a palparlo con ambedue  le mani. La sensazione è piacevole. Sembra quasi di  toccare pelle viva, pelle umana.<br />
Improvvisamente  ode  un  clik  in  pianissimo,  al  limite dell&#8217;udibilità. Il manichino apre gli occhi. Marta urla.<br />
-  Robot  di  Servizio e Intrattenimento  matricola  12  in funzione, &#8211; annuncia.<br />
Nuovo urlo di Marta. Non più di sorpresa, questa volta,  ma di paura. C&#8217;è un uomo lì dentro, dentro il coso, IL MANICHINO. Si allontana veloce dalla cassa.<br />
- Che razza di trucco è questo?<br />
- Non è un trucco, &#8211; replica il manichino alzandosi e  iniziando a passeggiare. Muove le braccia, flette il corpo, come  se stesse  cercando di sgranchire i muscoli. &#8211; Manifesto la più  importante  delle mie facoltà di serie, quella di conversare.  Possiedo anche l&#8217;optional della sensibilità e buoni sentimenti&#8230;<br />
- Cosa vuoi? Perché ti sei introdotto qui? Ti avverto, vattene, Mario sarà qui a momenti, e allora te la vedrai brutta.  Tu non conosci il mio Mario!<br />
-  E&#8217;  evidente! Non conosco nessuno al mondo!  Sarò  lieto pertanto di stringergli la mano, quando me lo presenterai.<br />
Il robot si inchina.<br />
- Tu che? Stringere la mano? Macchedici! Mario ti schiaccerà come una pulce!<br />
Il robot risponde con un cenno cortese del capo. Sarà  quel che deve essere, sembra voler dire.<br />
Marta, come farà a muoversi tanto agilmente, sotto quel peso? pensa, con tutta quella latta addosso? Deve essere forte quel tipo.<br />
- Esci fuori di lì, amico, finiscila di fare il pagliaccio. Fatti vedere in faccia.<br />
Chissà se è altrettanto bello della maschera che porta  sul viso?<br />
Il robot l&#8217;ignora. Sorride. Osserva incuriosito l&#8217;ambiente. Lo trova veramente notevole. Sporcizia, disordine, squallore.  E&#8217; decisamente nuovo per lui. Nonostante stia frugando da  parecchio nelle memorie di massa, non trova norme sufficienti a qualificarlo. E&#8217; costretto allora a definirlo sul momento, lavorando  sulle poche istruzioni che possiede. Marta lo osserva con acrimonia. Si aspetta un commento poco lusinghiero, tipo: ve la passate proprio male  da  queste parti, eh? Invece niente, il  Robot  continua  a guardarsi intorno e a sorridere.<br />
Forse  non ha cattive intenzioni. Forse non è una  canaglia come tanti. O forse è di buona, non gli va di scalmanarsi. Comunque  sia, non le è saltato addosso, per immobilizzarla e  violentarla,  quando gli ha detto di Mario, che è fuori, e non può  difenderla. Forse però è un veramente un farabutto, uno di quei sadici  a cui piace tenere la vittima sulle spine, per poi  manifestare  all&#8217;improvviso le sue vere intenzioni. D&#8217;altronde in  casa c&#8217;è ben poco che possa valere la pena di portar via. Dunque,  non può che essere a lei che mira. Marta non ha un grande aspetto  ma è pur sempre una donna, no?<br />
Il Robot indica, con un gesto largo del braccio, tutto  ciò che ha visto.<br />
- Se permetti, do una pulitina, &#8211; dice.<br />
Marta  è troppo sorpresa per commentare, o anche  solo  per rispondere con un cenno. Sbatte gli occhi e osserva il robot  che inizia a darsi da fare. E&#8217; efficientissimo, rapido, bene organizzato. Si impadronisce di una scopa e tempo un paio di minuti,  la stanza è spazzata a puntino. Un altro paio di minuti per la stanza accanto, poi entra in gabinetto e completa le pulizie (la casa è tutta lì).<br />
Quando ritorna trova Marta stravaccata su una sedia che  si scompiscia dal ridere. Il manichino ha in mano una grossa scatola di cartone piena di detriti.<br />
-  Peccato non ci sia Mario a vederti, &#8211; commenta la  donna con voce agonizzante, e spruzzando saliva, tra una crisi di  riso e l&#8217;altra.<br />
Il Robot si sbarazza dei detriti. Si volta verso Marta.  La fissa a lungo, imperturbabile. Bastano pochi secondi di quel  suo sguardo attento e profondo a costringere Marta a non ridere più.<br />
-  Che hai da guardare? &#8211; chiede battagliera, pensando  nel frattempo:  ecco, è arrivato il momento. Ora le taglierà la gola. Oppure la picchierà e glielo farà per bene. Una sistematina svelta, senza troppo accanimento. Così, tanto per poter sostenere  di averlo fatto e non farsi ridere dietro dagli amici.<br />
Ma  lei strillerà, cazzarola! Oh, se  strillerà!  Strillerà tanto da far accorrere l&#8217;intera città! Lui il servizio però glielo farà ugualmente. Le metterà una mano sulla bocca e via!<br />
Dopo, se non è troppo carogna, dirà: non sei male, sai, per una  di cinquantanni proprio niente male! Certo che no!  A  parte che di anni ne ha quaranta (be&#8217;, sì, quarantaquattro), vale ancora qualcosa, lei, non è mica da buttare via. Insomma, gli  uomini le  ronzavano  parecchio intorno, ancora non molto  tempo  fa.  E qualcuno,  a volte, ci prova anche oggi, allunga la manina, e  se non  sta attenta, si prendono dei bei passaggi! Ma Marta  ci  sta attenta,  altroché. Ha imparato a difendersi. E&#8217; capace  di  dare certe ginocchiate sui coglioni!<br />
Chissà  che  anche questo non riesca a colpirlo  nel  punto giusto e lo faccia finire in terra, le mani tra le coscie, a  imprecare  e  gemere, e invocare faticosamente &#8220;Gesù!&#8221;  e  &#8220;Madonna mia!&#8221;<br />
Il Manichino non allunga le mani, come teme. Scrolla il capo.<br />
-  Penso che dovresti darti una pettinata, &#8211;  risponde.  Il tono è amichevole, quasi confidenziale.<br />
Marta &#8220;eh?&#8221; fa, e apre la bocca. E così rimane, con la bocca aperta.<br />
Che cavolo! deve trattarsi di un principiante, o di un  timido, uno che non sa destreggiarsi con le donne. Forse ha qualche speranza, può riuscire a cavarsela.<br />
Il Robot continua a guardarla. Anche Marta guarda il Robot. Se  ne stanno quieti per un pezzo, in silenzio.  Ognuno  rimugina pensieri propri, che crede esclusivi. In realtà ambedue si pongono  il problema di spezzare il silenzio, che temono, che  li  inquieta, che allude a una solitudine che potrebbe diventare permanente. Non conoscono però il modo giusto per capire l&#8217;altro.  Non esiste in realtà un modo ragionevole per farlo. Ne esiste uno irragionevole,  che nasce dal cuore. La possibilità  di  conoscersi tramite la parola è pura illusione. La parola è solo un pretesto, al massimo un mezzo. Quando si parla ci si è già capiti e il  silenzio comunque non fa più paura.<br />
Se  ne stanno lì, muti, a lambiccarsi il  cervello,  accerchiati dal disagio, finché il televisore vicino, nel corso di una delle innumerevoli dissolvenze, non emette un disturbo che risuona molto simile a un rumore scurrile.<br />
Il Robot si volta. L&#8217;immagine sullo schermo appare  disturbata. Altri grrr! beffardi si susseguono. Allunga la mano verso i pulsanti di sintonizzazione.<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15-3bfebb-fantasy_encountering_sailors_018312_.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/15-3bfebb-fantasy_encountering_sailors_018312_.jpg?w=595" alt="" title="15-3bfebb-Fantasy_Encountering_sailors_018312_"   class="aligncenter size-full wp-image-7416" /></a>-  LASCIA STARE IL MIO TELEVISORE! &#8211; urla  Marta  alzandosi con atteggiamento minaccioso. &#8211; Via di lì!<br />
Non  vorrà  attaccarsi proprio alla TV, spera!  Ah,  questo proprio  non  lo sopporterebbe! E&#8217; l&#8217;unico oggetto che  abbia  un qualche valore, e ci tiene moltissimo, ci tengono tutti quanti in casa. Senza il televisore la vita in comune sarebbe un  mortorio, più litigi e privazioni.<br />
- Intendevo dargli un&#8217;occhiatina, &#8211; si giustifica il Robot. &#8211;  Lo vedi anche tu che non funziona bene, no? Vorrei tentare  di aggiustarlo.<br />
Marta si rimette quieta.<br />
- Beh, cosa aspetti, allora? Fallo, se ne sei capace.<br />
Il Robot si china sul televisore. Marta afferra un piatto e glielo  rompe sulla nuca. Il gesto è violento, inferto con  tutta la forza. Si tratta di piatti infrangibili, occorre dare una bella botta per romperli al primo colpo, e devono fare un male d&#8217;inferno a prenderli sulla cuticagna.  Il piatto si sbriciola e Marta ride sguaiatamente.<br />
- Ah! Ah! Ah! Ci sono riuscita, ti ho colpito!<br />
Il Robot si raddrizza lentamente. Pare sconcertato. Si muove verso Marta, e Marta va a rifugiarsi dietro il tavolo. Ode  il vetro  sbriciolarsi ulteriormente sotto le scarpe metalliche  del manichino  e rabbrividisce. Ora lui si vendicherà, le farà  molto male.  Forse le spezzerà un braccio, come una volta è riuscito  a Mario.  Oppure la riempirà di lividi. Spera solo che  non  gliene dia troppe in faccia, le spiace andare in giro con vistosi  segni bluastri sul volto.<br />
Il Robot però non va verso Marta. Si dirige verso il  ripostiglio alla ricerca della scopa e una paletta. Poi si dà da fare per raccogliere i cocci. Mentre è chinato la donna ne  approfitta per dargli una spinta. Il Robot cade rovinosamente. L&#8217;appartamento ne rimbomba.<br />
Un  pioggia di suppellettili si riversa sul corpo  disteso. La  donna lancia con precisione e senza risparmiarsi.  Scoppi  di risate agghiaccianti accompagnano i lanci.<br />
Gli oggetti a portata di mano si esauriscono e Marta rimane disarmata  ansimante in attesa degli eventi. Non succede  niente. Non ode né una parola, né vede alcun gesto. Improvvisamente torna a sedere. Guarda fisso davanti a sé, lo sguardo vuoto e  biascica sommessa alcune parole indecifrabili.<br />
Non ha veri pensieri. E&#8217; solo in attesa delle percosse.<br />
La cosa in terra non ha emesso un lamento. Continua a starsene  zitta, immobile. Ha gli occhi aperti, l&#8217;espressione  calma, tranquilla.  Strano. L&#8217;ha colpito più volte, è  sicura,  dovrebbe almeno aver provato dolore.<br />
Il  tempo passa, e la cosa si muove. Si solleva.  E&#8217;  alta, massiccia, fosca. Si avvicina.<br />
-  Non mi picchiare in testa, &#8211; implora Marta. &#8211;  In  testa no.<br />
Spera  proprio di non essere colpita in testa. Lo  sa  solo lei quanto è delicata in quel punto! Lei sola lo sa!<br />
La massa di metallo si avvicina. Alza una mano. Marta  continua  a guardare fisso davanti a sé. Meglio non tirarla a  lungo con quelle faccende. Se ne prendono di meno. Tanto, evitarle  non si  può. Però ha paura (lo dimostra il lieve tic sulla  guancia). Questo è più grosso di Mario, picchierà più forte.<br />
La  mano si avvicina, ma piano, senza furia alcuna.  Sfiora il labbro di Marta.<br />
- Dovresti disinfettarti, &#8211; afferma placido il Robot. &#8211; Non c&#8217;è nulla di adatto in casa?</p>
<p>*     *     *     *     *</p>
<p>MAURO ANTONIO MIGLIERUOLO</p>
<p>                                (vedi il seguito alle ore 11.20)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/2030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/2030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/2030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/2030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/2030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/2030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/2030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/2030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/2030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/2030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/2030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/2030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/2030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/2030/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2030&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Italiani voltagabbana?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 07:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nota: ho scritto il pezzo che segue prima dell’esplosione del movimento dei forconi. Lo ripropongo introducendo pochi e piccolissimi ritocchi. Ognuno giudichi se è valsa la pena conservarlo fino a oggi. Non mi chiedete però il numero dal quale ho preso spunto. Non lo ricordo più. Giusta punizione per i distratti disordinati che dislocano l’attenzione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1709&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Nota: ho scritto il pezzo che segue prima dell’esplosione del movimento dei forconi. Lo ripropongo introducendo pochi e piccolissimi ritocchi. Ognuno giudichi se è valsa la pena conservarlo fino a oggi.</p></blockquote>
<p><span id="more-1709"></span><br />
Non mi chiedete però il numero dal quale ho preso spunto. Non lo ricordo più. Giusta punizione per i distratti disordinati che dislocano l’attenzione su dieci staffe.<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/travaglio.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/travaglio.jpg?w=300&#038;h=204" alt="" title="Marco Travaglio" width="300" height="204" class="alignleft size-medium wp-image-7281" /></a><br />
Leggo sulla prima pagina del “Fatto Quotidiano” Marco Travaglio che se la prende con un certo tipo di italiano colpevole di avere nei confronti del potere un atteggiamento volubile, da perfetto voltagabbana. Temo che questa volta il giornalista del Fatto Quotidiano e di Servizio Pubblico, in genere brillante e spesso condivisibile, in questa occasione si sia lasciato fuorviare dal combinato disposto di una analogia (le analogie sono spesso traditrici) e di un luogo comune. L’analogia con gli osanna del recente passato e il luogo comune degli italiani osannanti sotto i balconi dei vincitori e pronti a appiccare per i piedi gli sconfitti.<br />
In tutti i paesi vi sono strati consistenti di popolazione facilmente strumentalizzabili dai demagoghi, strati pronti a rivoltarsi quando la realtà finisce con il leggere il bluff sul quale si basano le seduzioni degli uomini della provvidenza. Non c’è nulla di strano in questo, nulla da stigmatizzare: al massimo sottolineare l’estrema ingenuità di chi ha voluto credere nell’incredibile; ma fino a un certo punto è ammissibile enfatizzare la sottolineatura. Gli uomini tutti (non solo gli italiani) sono spinti da molteplici istituzioni e dalla stessa condizione reale a fare propria la forma mentale adatta a produrre questa apertura di credulità.  Lo sono dalla religione, dalla scuola, dalla stessa famiglia… educati a volte dallo stesso interesse che scaturisce dalla condizione materiale che vivono: nulla di cui meravigliarsi, allora, nulla di che recriminare. Su questo tema anzi si è ricamato sin troppo. Specialmente in Italia, dove il il predominio della Chiesa di Roma, con il suo accentuato fideismo religioso, ha reso più forte e più visibile la tendenza. È giunto il momento di caldeggiare l’opportunità di non insistere su tali banalità fuorvianti, le quali ostacolano la comprensione e impediscono di individuare le misure da prendere.<br />
Inutile ricorrere a analogie storiche e fare sfoggio di malumori. Quel che è utile invece è individuare le caratteristiche della particolare congiuntura che stiamo attraversando.<br />
Anzitutto a me sembra perfettamente naturale l’entusiasmo che ha circondato, e circonda, l’operazione Monti. Non se ne poteva proprio più del governo Berlusconi. Di lui e del personale impolitico (persone arroganti, aggressive, avide, menzognere e succubi del capo) da cui si era circondato. Naturale quindi che un forte alleluia si sia sollevato subito dopo le dimissioni di quell’infausta compagine governativa. Alleluia rafforzati dalla constatazione dell’assoluta diversità di stile dei nuovi rispetto ai predecessori, tra i quali aprire un contenzioso con la giustizia sembrava un viatico, una raccomandazione, una garanzia, non un impedimento per essere ammesso a gestire la cosa pubblica. La sobrietà dell’uomo e la serietà del professionista hanno inoltre indotto le persone a prendere forse un po’ troppo sul serio gli slogan con i quali il nuovo Primo Ministro si era presentato: rigore, equità, crescita. Come non esaltarsi allora? Io stesso che pure ho sollevato dubbi ben prima dell’insediamento ho dovuto ricorrere a petizioni di principio per articolare questi dubbi. Esempio: il suo essere un tecnico, mai i tecnici essendo al servizio delle masse; ed essere palesemente di destra; l’esistenza di oscure forze politiche che avevano manovrato per il suo avvento ecc. ecc. (Noto di passaggio che queste forze sono le medesime che domani, in assenza di una seria opposizione di massa, non riuscisse  a Monti o chi per quest’ultimo, a domare le masse, non esiterebbe un istante a ritentare l’avventura nazista. Con nuovi nomi, nuove forme, ma quello si arriverà se non si riuscirà a smascherare il ruolo reazionario svolto da quasi tutte le organizzazioni presenti, PD incluso).<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/il-fatto-quotidiano-logo.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/il-fatto-quotidiano-logo.jpg?w=300&#038;h=116" alt="" title="il-fatto-quotidiano-logo" width="300" height="116" class="alignright size-medium wp-image-7282" /></a>Dunque, un’apertura di credito. Dopodiché però arrivano le solite stangate. Arrivano le bastonate sui soliti gropponi, risparmiando quelle dei soliti ricconi. Lasciando indenne Sua Maestà la Finanza, Sua Maestà il capitale, La Santa Chiesa, I Santi Evasori, le Sacratissime Spese Militari. Manco a parlare poi di rovistare tra gli sprechi. Come dire, gettare un’occhiata nei clienti e nei patron dei politici.<br />
Contro una tale sfacciata riproposizione dei sacrifici a senso unico, unita alla solita beffa dei due tempi, nei quali il secondo non arriva mai (son qui per augurarmi il contrario: che arrivi una patrimoniale seria, il dimezzamento del costo della politica e delle spese militari, la guerra ai grandi evasori ecc.), non è sorprendente che si sia levata la protesta di tanti. Non sorprendente che l’immagine di Monti, agli occhi di strati consistenti di popolazione, si sia rapidamente appannata. E si notino i segni di una ancora embrionale offensiva di massa. Non segno di ritardo, dunque, di opportunismo o dabbenaggine. Anzi è segno positivo di intelligenza, di una reattività che fa sperare bene.<br />
Segno che la misura è colma. Che basterà un niente se non si fa niente per abbassare la tensione, a vedere il vaso traboccare.<br />
					Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1709/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1709&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cecco Angiolieri &#8211; S’I FOSSI FOCO</title>
		<link>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/13/cecco-angiolieri-si-fossi-foco/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 10:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Propongo per la delizia di tutti un famosissimo sonetto di Cecco Angiolieri. Modificato per scherzo, per ridere, ma ognuno potrà valutare la modifica come meglio gradisce. Per farmi perdonare aggiungo il link della versione che ne ha dato Fabrizio de André, una garanzia. &#8212;- http://www.youtube.com/watch?v=KTGAgIkgIY8 È possibile ascoltare la canzone anche al successivo indirizzo, dove [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1695&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Propongo per la delizia di tutti un famosissimo sonetto di Cecco Angiolieri. Modificato per scherzo, per ridere, ma ognuno potrà valutare la modifica come meglio gradisce.<br />
Per farmi perdonare aggiungo il link della versione che ne ha dato Fabrizio de André, una garanzia.</p></blockquote>
<p>&#8212;-<br />
<span id="more-1695"></span><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=KTGAgIkgIY8">http://www.youtube.com/watch?v=KTGAgIkgIY8</a><br />
È possibile ascoltare la canzone anche al successivo indirizzo, dove è data senza introduzione e commento alcuno.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=sORi7EH-2Jk&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=sORi7EH-2Jk&amp;feature=related</a><br />
Seguono il testo apocrifo e alcune brevi note biografiche sul poeta.<br />
Mauro Antonio Miglieruolo<br />
&#8212;-<br />
S’I FOSSI FOCO<br />
Di Cecco Angiolieri<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/img61.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/img61.jpg?w=203&#038;h=300" alt="" title="img61" width="203" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-7270" /></a><br />
S&#8217;i fosse fuoco, arderei &#8216;l mondo;<br />
s&#8217;i fosse vento, lo tempestarei;<br />
s&#8217;i fosse acqua, i&#8217; l&#8217;annegherei;<br />
s&#8217;i fosse Dio, mandereil&#8217; en profondo;</p>
<p>s&#8217;i fosse papa, allor serei giocondo,<br />
ché tutti cristiani imbrigarei;<br />
s&#8217;i fosse &#8216;mperator, ben ordinerei<br />
tagliarme  lo capo a tondo  a tondo.</p>
<p>S&#8217;i fosse morte, andarei a mi&#8217; padre;<br />
s&#8217;i fosse vita, non starei con lui;<br />
similemente faria da mi&#8217; madre.</p>
<p>Si fosse Miglieruol com&#8217;i&#8217; sono e fui,<br />
torrei le donne giovani e leggiadre:<br />
e vecchie e laide lasserei altrui.<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/2679611968_f8ab74f1cc.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/2679611968_f8ab74f1cc.jpg?w=300&#038;h=291" alt="" title="2679611968_f8ab74f1cc" width="300" height="291" class="alignright size-medium wp-image-7271" /></a></p>
<p>Cecco Angiolieri nasce a Siena attorno al 1260, da una ricca famiglia di banchieri; si hanno poche notizie sulla sua vita, che comunque fu piuttosto movimentata e violenta.<br />
Sua madre fu monna Lisa de&#8217; Salimbeni, appartenente dunque a una delle più nobili, cospicue e potenti famiglie del Comune; suo padre Angioliero, a sua volta figlio di quell&#8217;Angioliero detto Solàfica (cioè Serafica) che fu per alcuni anni banchiere di Gregorio IX, era fra le personalità più in vista della vita politica ed economica di Siena. Entrambi entrarono nell&#8217;ordine dei Cavalieri di Santa Maria (indicati poi col satirico nome di Frati Gaudenti), del quale potevano far parte anche i coniugati.<br />
In un ambiente così fatto Cecco crebbe e si formò secondo i modi d&#8217;allora e volto a impossessarsi della cultura vigente (in particolar modo le arti del trivio e del quadrivio), come rivela e documenta la sua produzione poetica. Milita come alleato dei Fiorentini contro Arezzo nel 1288, e qui probabilmente conosce Dante, che sfida a una tenzone di sonetti. Nel 1281 era fra i senesi che militavano contro i ghibellini asserragliati nel castello di Turri di Maremma, e fu più di una volta multato per essersi allontanato dal campo senza la dovuta licenza. Lo troviamo ancora colpito da multe in città l&#8217;anno successivo (1282), ed esattamente l&#8217;11 luglio, per essere stato trovato ancora in giro di notte dopo il terzo suono della campana del Comune. Altra multa gli fu comminata nel 1291 in circostanze analoghe.<br />
Sono questi gli anni ai quali risale pressoché per intero la sua produzione poetica, almeno quella che ci è pervenuta. Dovrebbe esser questo anche il periodo in cui un oscuro rimatore, un certo Simone, si volge a lui come a maestro (son. 112) e in cui fiorisce l&#8217;amicizia (che poi doveva dimostrarsi assurda) con Dante Alighieri. Non è improbabile che i due si fossero conosciuti anche di persona in occasione della guerra contro Arezzo, anzi documento probante ne potrebbe essere il son. 109 (Lassar vo&#8217; lo trovare di Becchina), inviato da Cecco a Dante fra il 1289 e il 1294, nel quale si parla d&#8217;un vanesio e vile &#8221; mariscalco &#8221; certamente noto a entrambi e di entrambi oggetto di riso (Amerigo di Narbona, anch&#8217;egli fra i combattenti della guerra d&#8217;Arezzo). Anteriore al 1293-1294 sarà anche da tenere il secondo episodio di questa amicizia (son. 110), riguardante certe troppo sottili e compiaciute accuse di incoerenza rivolte da Cecco al sonetto dantesco Oltre la spera prima che questo fosse incluso nell&#8217;ordito della Vita Nuova (al cap. XLI); mentre il terzo episodio, che denuncia inequivocabilmente la violenta frattura fra i due e che è documentato dal son. 111 (Dante Alighier, s&#8217;i&#8217; so&#8217; bon begolardo) nella sua tessitura prorompente di sarcastiche contumelie, va fissato al 1303-1304, come risulta dal v. 8: &#8220;S&#8217;eo so&#8217; fatto romano, e tu lombardo &#8220;. Si allude certo qui al primo esilio di Dante a Verona presso Bartolomeo della Scala (&#8220;e tu lombardo&#8221;); ma se ne ricava analoga notizia per Cecco, che doveva essere esule a Roma (o s&#8217;eo so&#8217; fatto romano), dov&#8217;egli secondo una notizia di Celso Cittadini, per altro poco attendibile, sarebbe dimorato in casa del cardinale senese Riccardo Petroni. Purtroppo non ci sono giunti i tre sonetti che Dante verosimilmente avrà scritti in tenzone con quelli ora ricordati dell&#8217;Angiolieri. Anche un&#8217;altra volta Cecco fu lontano da Siena, e probabilmente per ragioni politiche, dacché egli, per indicare il desiderio di ritornarvi, usa la parola &#8221; ribandito &#8220;, termine tecnico per significare il richiamo in città di chi ne era stato bandito: &#8220;,s&#8217;i&#8217; veggia &#8216;i dì sia &#8216;n Siena ribandito&#8221; (son. 32, 2); ma nulla di più se ne sa. Intanto nel 1302 l&#8217;Angiolieri vendeva a un tal Neri Perini del popolo di Sant&#8217;Andrea una sua vigna per settecento lire; ed è <a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/cecco-angiolieri.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/02/cecco-angiolieri.jpg?w=300&#038;h=283" alt="" title="CECCO ANGIOLIERI" width="300" height="283" class="alignleft size-medium wp-image-7272" /></a>questo l&#8217;ultimo documento d&#8217;archivio nel quale Cecco è nominato ancor vivo, perché nel successivo documento che lo riguarda e che è del 25 febbraio del 1313, egli compare come già morto. In esso i numerosi figli di lui, che dunque si era sposato e aveva messo su famiglia, Meo, Deo, Angioliero, Arbolina e Sinione (un&#8217;altra figlia, Tessa, era già emancipata), rifiutano l&#8217;eredità paterna perché eccessivamente gravata di debiti. Se ne deduce che l&#8217;Agiolieri doveva esser morto poco innanzi.<br />
Uomo frivolo e spensierato, disordinato e dissipatore, ebbe come ideale di vita tre cose solamente, la donna, la taverna e il dado (sono parole dello stesso Angiolieri); tuttavia ci ha lasciato un ricco canzoniere, dal quale risalta moltissimo anche il suo romanticismo di vita nell&#8217;amore per una Becchina, figlia di un cuoiaio. Nelle sue rime frequente è il motivo dell&#8217;odio verso i suoi genitori, velato da un profondo senso di malinconia. Cecco è sicuramente il più noto, e forse anche il più efficace, felice e fortunato rappresentante fra il Due e Trecento di quel genere di poesia, alla quale, con accezione rigorosamente scientifica, dovrebbe essere attribuita la denominazione di giocosa, o più comprensivamente di comico-giocosa, conforme alla mentalità retorica dell&#8217;ultimo Medioevo e all&#8217;insegnamento delle Poetrie. Una poesia cioè d&#8217;argomento e di linguaggio realisticamente quotidiano e dialettale (&#8221; comico &#8220;) in toni scherzosi e burleschi (&#8221; giocoso &#8220;; di sernio iocosus, di materia iocosa discettavano i trattati di retorica). Siffatta poesia, pur nei suoi modi e aspetti municipalistici, non è soltanto comunale e toscana, ma, configurata tecnicamente com&#8217;essa era e cristallizzata scolasticamente, ricopre tutto il territorio delle letterature romanze, dal francese Rustebeuf allo spagnolo Bernardo Ruiz, dai Carmina burana a tanti aspetti dei Fabliaux, delle Fratasies, delle Cantigas d&#8217;escarnho et de maldizer, ecc. fìno a certe punte addirittura della poesia provenzale. Essa rappresenta il fastidio e la sazietà dei modi aulici assai poveri del senso e del gusto della realtà; si richiama alla vivace varietà della vita in contrapposizione.<br />
Più che autentica poesia, la critica moderna scorge nell&#8217;Angiolieri arte, genialità, brio, sbrigliata caricatura.<br />
&#8212;-<br />
Le Opere<br />
Le Rime. Raccolta, ordinata, dei componimenti poetici che Angiolieri scrive nel corso della sua vita e che sono legati alle varie esperienze di vita del poeta.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1695/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1695&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La vendetta di Alemanno</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 08:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[autobus]]></category>
		<category><![CDATA[catene]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Santarelli]]></category>
		<category><![CDATA[ghiaccio]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo e volentieri publico la seguente osservazione dell&#8217;ex collega integerrimo Ispetore di Vigilanza Claudio Santarelli. Il quale, a differenza di me, di casa esce e fa anche (o faceva) un po&#8217; di vita notturna, oltre che diurna. Mauro Antonio Miglieruolo Alemanno ha toppato nella prima settimana di neve. e allora si vendica su di noi, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2122&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ricevo e volentieri publico la seguente osservazione dell&#8217;ex collega integerrimo Ispetore di Vigilanza Claudio Santarelli. Il quale, a differenza di me, di casa esce e fa anche (o faceva) un po&#8217; di vita notturna, oltre che diurna.<br />
Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<p>Alemanno ha toppato nella prima settimana di neve. e allora si vendica su di noi,</p></blockquote>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/phto0330.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/phto0330.jpg?w=595&#038;h=446" alt="" title="PHTO0330" width="595" height="446" class="aligncenter size-full wp-image-2125" /></a><br />
<span id="more-2122"></span> obbligandoci &#8220;a non circolare con l&#8217;auto&#8221; per ben 4 giorni. il tutto, tranne il venerdì, senza alcun giustificato motivo. o ci compriamo le catene (fino a 400 €!) o andiamo a piedi. abolite decine e decine di autobus. un solo autobus , l&#8217;85 su vie dei fori imperiali! così lui si para il culo. ma noi siamo costretti ad andare a piedi su marciapiedi pieni di neve GHIACCIATA. mentre le strade, libere da neve e ghiaccio, si possono percorrere solo con auto munite di catene (nel portabagaglio). in pratica, andare a far la spesa al mercato con l&#8217;auto, il tempo di un&#8217;ora o due, è impossibile (a meno di rischiare la contravvenzione). anche se le strade sono sgombre e c&#8217;è il sole.<br />
Claudio Santarelli</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/2122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/2122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/2122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/2122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/2122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/2122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/2122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/2122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/2122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/2122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/2122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/2122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/2122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/2122/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=2122&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">PHTO0330</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Canto dell’Argonauta – 13</title>
		<link>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/13/canto-dellargonauta-12/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 05:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunedì dell'Angelo]]></category>

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		<description><![CDATA[Si conclude con la poesia numero sette della serie RIME, la selezione operata su Seconda Strofe. Il prossimo lunedì un assaggio della Quarta Strofe. Accantono per il momento la Terza Strofe &#8211; INNI a causa della notevole lunghezza delle poesie. La presente è una delle sue più belle e anche una delle più antiche. Avrà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1474&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Si conclude con la poesia numero sette della serie RIME, la selezione operata su Seconda Strofe. Il prossimo lunedì un assaggio della Quarta Strofe. Accantono per il momento la Terza Strofe &#8211; INNI a causa della notevole lunghezza delle poesie.<br />
La presente è una delle sue più belle e anche una delle più antiche.</p></blockquote>
<p><span id="more-1474"></span> Avrà forse una trentina d&#8217;anni. Quando la udii recitare non credevo che mi avrebbe atteso al varco per così tanti anni. Spero di rincontrarla tra altri trenta. Ma dipende da me si torneremo a incontrarci o meno. Lei continuerà a esserci, di questo son certo. Ignoro se sarò in grado io di rispettare l&#8217;ambizioso appuntamento. O dovrò scontarlo sul piano puramente astrale.</p>
<p>Seconda Strofe &#8211; RIME<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/01/ilunghi-amori1.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/01/ilunghi-amori1.jpg?w=300&#038;h=182" alt="" title="ilunghi amori1" width="300" height="182" class="alignright size-medium wp-image-1475" /></a><br />
VII<br />
I lunghi amori vivono appartati,<br />
in paesi lontani, fra inviolati<br />
monti di quarzo, d&#8217;onice e ametista.<br />
Il dolce vento è come un organista<br />
che fa vibrare canne melodiose;<br />
i muri delle case sono rose<br />
mai appassite, e nelle pure fonti<br />
penetra lieve il fuoco dei tramonti.<br />
I lunghi amori vivono felici<br />
fra geni solidali e volti amici:<br />
danzano lieti su infiniti prati<br />
di anemoni e di gigli trapuntati.<br />
In calici splendenti hanno versato<br />
il succo d&#8217;Ebe, e bevono d&#8217;un fiato<br />
il liquore incredibile che spezza<br />
tutti i nodi del tempo, e la pienezza<br />
eternamente serba della vita.<br />
I lunghi amori han forse incanutita<br />
la chioma, ma negli occhi loro brilla<br />
del fuoco universale la favilla:<br />
sempre quegli occhi hanno fissato il cielo<br />
come corolle su gentile stelo.<br />
<a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/ilunghiamori2velierimages.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/ilunghiamori2velierimages.jpg?w=595" alt="" title="ilunghiamori2velierimages"   class="alignright size-full wp-image-1477" /></a><br />
I lunghi amori vanno, a due a due,<br />
come antichi velieri dalle prue<br />
intagliate d&#8217;avorio, sopra le onde<br />
delle gioie più limpide e profonde.<br />
I lunghi amori sono vecchi quanto<br />
può esser vecchio lo splendor d&#8217;un canto:<br />
due mani che si intrecciano non sanno<br />
la vera età di quello che esse danno.<br />
I lunghi amori sono questo, è certo:<br />
un uomo ed una donna. Ed il concerto<br />
dei loro sentimenti. E la freschezza<br />
dell&#8217;ideale eterna giovinezza.</p>
<p>Vittorio Fabrizio</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1474/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1474&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>

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			<media:title type="html">ilunghi amori1</media:title>
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			<media:title type="html">ilunghiamori2velierimages</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Vaticano con neve? Queste sono meglio… 5</title>
		<link>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/12/vaticano-con-neve-queste-sono-meglio-5/</link>
		<comments>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/12/vaticano-con-neve-queste-sono-meglio-5/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 11:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Non posso citare gli autori dei quadri perché li ho avuti da un utente russo, che li descriveva in cirillico. La descrizione l&#8217;ho incautamente cancellata, ma rimane il quadro. Se qualcuno riconoscesse gli autori mi farebbe cosa grata, a me e ai lettori, se ne scrivesse in commento il nome. 1 2 3<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1921&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Non posso citare gli autori dei quadri perché li ho avuti da un utente russo, che li descriveva in cirillico. La descrizione l&#8217;ho incautamente cancellata, ma rimane il quadro. Se qualcuno riconoscesse gli autori mi farebbe cosa grata, a me e ai lettori, se ne scrivesse in commento il nome.</p></blockquote>
<p><span id="more-1921"></span></p>
<p>1</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1325.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1325.jpg?w=595&#038;h=434" alt="" title="1325" width="595" height="434" class="aligncenter size-full wp-image-1922" /></a></p>
<p>2</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1325b.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1325b.jpg?w=595&#038;h=397" alt="" title="1325b" width="595" height="397" class="aligncenter size-full wp-image-1923" /></a></p>
<p>3</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1384.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1384.jpg?w=595&#038;h=375" alt="" title="0 T UMAX     PowerLook 3000   V1.5 [5]" width="595" height="375" class="aligncenter size-full wp-image-1924" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1921/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1921/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1921/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1921/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1921/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1921/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1921/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1921/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1921/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1921/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1921/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1921/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1921/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1921/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1921&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Usa: zero tolleranza per i minori</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 07:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Usa: zero tolleranza per i minori (da DB, il Grande) Dopo la vicenda di Cristian Rodriguez, un bambino di 13 anni che rischia l’ergastolo in Florida, un viaggio tra i “bambini cattivi” degli Stati uniti, arrestati e processati come adulti. di Marco Cinque Cosa può mai succedere a una ragazzina di 12 anni che sgranocchia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1660&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Usa: zero tolleranza per i minori (da DB, il Grande)</p>
<p>Dopo la vicenda di Cristian Rodriguez, un bambino di 13 anni che rischia l’ergastolo in Florida, un viaggio tra i “bambini cattivi” degli Stati uniti, arrestati e processati come adulti.<br />
di Marco Cinque</p></blockquote>
<p><span id="more-1660"></span></p>
<p>Cosa può mai succedere a una ragazzina di 12 anni che sgranocchia una patatina fritta nella stazione metropolitana di un qualunque Paese democratico?  In Italia, Francia o Germania nulla di  male, ma se ci si trova a Washington, negli Stati uniti,  è un gesto che può costare molto caro e non  a causa di qualche malintenzionato o poco di buono, ma per mano degli stessi tutori dell’ordine. Quel che successe alcuni anni fa  ad Ansche  Hedgepeth è surreale e grottesco. Ansche  Hedgepeth venne arrestata quand’era dodicenne proprio per aver mangiato una patatina mentre aspettava una compagna di scuola, grazie a un rigurgito repressivo del Distretto di Columbia che prevedeva la cosiddetta “tolleranza zero” per reati anche di piccola entità, tra cui, era previsto anche il divieto di consumare cibo all’interno delle stazioni della metropolitana.<br />
La bambina dovette subire tutte le degradanti procedure dell’arresto: ammanettata, perquisita, umiliata, privata dei lacci delle scarpe ed anche dell’inviolabilità di quella dignità umana che dovrebbe essere garantita a tutte le persone, soprattutto ai bambini. Terrorizzata, Ansche pianse per tutto il tempo. Fu poi fatta sedere nella vettura della polizia, in uno scompartimento chiuso, condotta in un centro di detenzione per minorenni dove le vennero prese le impronte digitali e scattate foto segnaletiche come a un qualsiasi criminale. Ma la cosa più assurda sta nel fatto che, per lo stesso identico “reato”, un adulto è punibile con una semplice multa, a differenza dei minorenni che sono raramente in possesso di documenti d’identità e sembra siano inclini a mentire sulle loro generalità. Alla faccia del  Quarto e Quinto Emendamento della Costituzione dove si afferma che nessun cittadino può essere discriminato!<br />
In questo caso invece è accaduto l’inconcepibile. Oggi Ansche ha la vita rovinata da quella dolorosa vicenda e dalla sua fedina penale che, secondo la recente decisione presa dopo 4 anni di inutili ricorsi dal Giudice Federale John Roberts (ora Capo della Corte Suprema USA), dovrà restare sporca per sempre, semplicemente per aver mangiato una maledetta patatina.<br />
Oltre ai casi di Ansche e di Cristian Rodriguez (un tredicenne che rischia la galera a vita), divulgati dal Comitato Paul Rougeau, le vicende giudiziarie e poliziesche statunitensi sono piene di  bambini dai 5 ai 13 anni perquisiti, ammanettati, arrestati e processati alla stregua dei furfanti più incalliti.<br />
Sono molti gli arresti, spesso frutto di abusi di potere, consumati nelle scuole americane: nel 2007, nella Cavaliere High School californiana di Palmdale, le guardie della sicurezza hanno aggredito, rompendole un braccio, una studentessa sedicenne che aveva fatto cadere in terra le briciole di una torta e non le aveva raccolte, assaltando poi con brutalità anche un altro studente che riprendeva la scena con un telefonino. Per coprire l’aggressione, condita persino da insulti razzisti, gli agenti hanno fabbricato prove false per incriminare i minori, facendoli arrestare il giorno successivo.<br />
Nel 2010, a  New York, la dodicenne Alexa Gonzalez è stata ammanettata e trasferita nella stazione di polizia per aver scarabocchiato con dei pennarelli sul suo banco scolastico frasi innominabili come: «Io amo i miei amici Abby e Fede». L’organizzazione New York Civil Liberties Union ha intentato una causa relativa a più di 20 casi di arresti illegali e abusi fatti dai funzionari della sicurezza nelle scuole dello Stato di New York.<br />
Persino le scuole d’infanzia non sono immuni dagli interventi di zelanti poliziotti, totalmente estranei al senso della misura e anche del ridicolo, come quelli che l’anno scorso hanno ammanettato e arrestato Michael Davis, un bimbo di appena 5 anni, nella scuola di Stockton, in California. E Michael non è l’unico cui è toccata questa sorte, anche ad un’altra vivace bimbetta della stessa età, in una scuola materna di St. Petersburg, in Florida, è stato riservato lo stesso inqualificabile trattamento.<br />
Evelyn Towry, una bambina autistica di 8 anni, è stata prima maltrattata dal personale della scuola elementare di Kootenai, riportando segni e lividi sul corpo, poi ammanettata e arrestata dalla polizia; ma pure qui la scena si è ripetuta, con  un altro bimbo disabile di 8 anni afflitto da autismo, arrestato dagli agenti della polizia di Denver.<br />
Una bambina di 10 anni, Reagan Green, è stata arrestata  e incriminata di aggressione a Flower Mound, in Texas, a seguito di una baruffa avuta con la sua sorella maggiore.<br />
Il 29 aprile del 2010 il giudice Duane Huffer di un tribunale per Minori dell’Indiana, decretò che il dodicenne Paul Gingerich venisse processato come un adulto per aver ucciso con un’arma da fuoco il patrigno di un suo amico.<br />
L’elenco sarebbe ancora piuttosto lungo e potrebbe sembrare uno scherzo di cattivo gusto, se non il tentativo di offuscare la credibilità di una nazione troppo generosamente accreditata di elevati livelli di rispetto dei diritti civili e umani, ma in verità questa vuole essere semplicemente una presa d’atto dell’amara realtà che si consuma con inquietante regolarità negli Stati uniti, dove ben 70 ragazzini di 13 e 14 anni sono stati condannati all’ergastolo senza la possibilità di liberazione (come documentato dall’organizzazione Equal Justice Initiative) e dove  attualmente ci sono oltre 2000 giovani condannati a morire in carcere.<br />
Tutti gli studi neurologici, psicologici e sociologici confermano che i bambini di 12 e 13 anni hanno spesso un senso di responsabilità non sufficientemente sviluppato. Proprio per questo sono considerati immaturi per votare, guidare, sposarsi senza il consenso dei genitori, bere alcolici e hanno ancora l’obbligo della frequenza scolastica. Ma sono incomprensibilmente considerati maturi per essere arrestati, processati e spediti in gattabuia come qualsiasi adulto.<br />
La maggioranza dei ragazzini condannati a morire in prigione per reati commessi nella fase adolescenziale provengono da ambienti di degrado ed emarginazione. Hanno vissuto situazioni di abbandono, povertà, violenza, abusi fisici e sessuali. Inoltre, i minori destinati nelle carceri per adulti rischiano di essere aggrediti e violentati cinque volte di più che se si trovassero in carceri minorili ma, in ogni caso, per loro andare in galera è esattamente come finire nell’ultimo girone del peggiore inferno.<br />
Per fortuna di molti degli attuali galeotti in braghe corte, il 1 marzo del 2005 la Corte Suprema votò, a stretta maggioranza, la sospensione della pena di morte per i minorenni, altrimenti una parte di loro avrebbe seriamente rischiato di essere affidata alle mani del boia. Il patibolo persiste purtroppo per i malati mentali, che probabilmente ispirano meno compassione dei pur temibili furfanti in erba.<br />
Alla luce dei casi riportati, che sono solo la punta di un iceberg ben più vasto e profondo, verrebbe da pensare, al di là degli abusi e dei diritti violati,  che la pedagogia stessa sia una materia totalmente sconosciuta a molti legislatori, insegnanti, giudici e poliziotti americani. La caccia ai bambini cattivi è aperta ormai da troppo tempo, sarebbe bene che i governi dei paesi alleati aiutassero i “cacciatori” a chiuderla al più presto.</p>
<p>* Per il Comitato Paul Rougeau ha collaborato Grazia Guaschino</p>
<p>SCHEDA – Breve menù degli orrori</p>
<p>Segnaliamo altre tristi vicende, molte delle quali sono reperibili in video a dir poco shoccanti, per lo più pubblicati su youtube.</p>
<p>-  Kevin, un bambino di 7 anni, è accusato di aver rubato una bicicletta e arrestato da una solerte agente che gli legge i suoi diritti mentre lo priva di un diritto elementare infinitamente più grande. Nelle immagini il bambino non trattiene le lacrime e piange a dirotto.<br />
<div id="attachment_1664" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/gulagusabambini1.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/gulagusabambini1.jpg?w=595" alt="" title="GulagUsaBambini1"   class="size-full wp-image-1664" /></a><p class="wp-caption-text">Guardate anche il filmato</p></div><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=idO07rk5YVY">http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=idO07rk5YVY</a></p>
<p>- Due ragazzini fermati nei pressi di un supermercato, interrogati, perquisiti e ammanettati da un agente. Nelle immagini è evidente il trauma emotivo cui i due minori sono sottoposti.<br />
<div id="attachment_1668" class="wp-caption aligncenter" style="width: 526px"><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/gulagusabambini-2.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/gulagusabambini-2.jpg?w=595" alt="" title="GulagUsaBambini-2"   class="size-full wp-image-1668" /></a><p class="wp-caption-text">Il link del filmato è riportato qui sotto; guardatevelo, se vi regge lo stomaco.</p></div><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=JPbu68OfGok&amp;feature=player_embedded">http://www.youtube.com/watch?v=JPbu68OfGok&amp;feature=player_embedded</a></p>
<p>- Una bimba di appena 5 anni denunciata da un’insegnante, mentre viene circondata da tre poliziotti e ammanettata nella scuola d’infanzia dove è stata prelevata. Questo videoclip è stato visto da oltre mezzo milione di persone.<br />
<div id="attachment_1670" class="wp-caption aligncenter" style="width: 508px"><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/gulagusabambini-3c.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/gulagusabambini-3c.jpg?w=595" alt="" title="GulagUsaBambini-3c"   class="size-full wp-image-1670" /></a><p class="wp-caption-text">Tre poliziotti per arrestare una bambina di cinque anni. Dove sarebbe stata superflua una psicoterapeuta.</p></div><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=r_Ig34hQQXo&amp;feature=player_embedded">http://www.youtube.com/watch?v=r_Ig34hQQXo&amp;feature=player_embedded</a></p>
<p>- Le immagini di una brillante operazione di polizia culminata nell’arresto di un pericoloso gangster di ben 13 anni.<br />
<div id="attachment_1673" class="wp-caption aligncenter" style="width: 498px"><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/gulagusabambini-4.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/gulagusabambini-4.jpg?w=595" alt="" title="GulagUsaBambini-4"   class="size-full wp-image-1673" /></a><p class="wp-caption-text">Poveri noi, povera America...</p></div><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=we756RUZ2tQ&amp;feature=player_embedded">http://www.youtube.com/watch?v=we756RUZ2tQ&amp;feature=player_embedde</a>d</p>
<p>- Una dodicenne arrestata per uno dei crimini più odiosi: imbrattare un banco scolastico con  qualche scarabocchio.<br />
<a href="www.youtube.com/watch?v=Ev6A7pd5Ni4">www.youtube.com/watch?v=Ev6A7pd5Ni4</a><br />
- Un altro poco raccomandabile dodicenne ammanettato a Palm Bay<br />
<a href="//">www.youtube.com/watch?v=L75A5tBARb4</a><br />
- Sembra che le scuole d’infanzia siano dei covi di piccoli e violenti malfattori: qui l’arresto di un altro bimbo di soli 5 anni accusato di aver dato un calcio a un poliziotto. Da notare che la scuola aveva chiamato l’agente pensando fosse un metodo correttivo che potesse “educare” un bambino troppo vivace.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZWLAPYwDUh8">http://www.youtube.com/watch?v=ZWLAPYwDUh8</a></p>
<p>-  Un incallito afroamericano dedito al crimine che, alla veneranda età di 8 anni, ha già subito il record di 5 (cinque) arresti.<br />
<a href="www.youtube.com/watch?v=UMEk07y2Qf8">www.youtube.com/watch?v=UMEk07y2Qf8</a><br />
- Alcuni video di bambini processati e trattati come pericolosi serial killer, vestiti con le classiche tute da detenuti e avvolti di catene e manette davanti alle Corti che li hanno giudicati.<br />
<a href="www.youtube.com/watch?v=XnqNroEafTE">www.youtube.com/watch?v=XnqNroEafTE</a><br />
<a href="www.youtube.com/watch?v=jzbgXvWc1HI">www.youtube.com/watch?v=jzbgXvWc1HI</a><br />
<a href="www.youtube.com/watch?v=dZIUzGDc2S4">www.youtube.com/watch?v=dZIUzGDc2S4</a></p>
<p>UNA BREVISSIMA NOTA<br />
Articolo e scheda sono stati pubblicati su “Il manifesto”; sempre sul Blog di Daniele Barbieri <a href="http://danielebarbieri.wordpress.com/2012/01/11/12-anni-condannato-allergastolo/">http://danielebarbieri.wordpress.com/2012/01/11/12-anni-condannato-allergastolo/</a> (e sempre a firma Marco Cinque) trovverete la storia di Cristian Rodriguez. (Mam da DB)</p>
<p>UNA NOTA UN PO&#8217; MENO BREVE, MA NECESSARIA<br />
Confesso mi è costato molto lavorare sull&#8217;articolo di denuncia, estratto dal blog di Daniele Baribieri, che presento. Volente o nolente mi sono deciso a diffonderlo per contribuire a una operazione di denuncia e di verità. Può non piacere, ma è lo sterco che produciamo noi uomini, o permettiamo che altri produca, e con il quale ci insozziamo: contenuti e immagini che gridano vendetta.<br />
L&#8217;umanità meriterà il suo proprio altissimo nome solo quando smetterà di permettere che nel suo seno fioriscano simili piante velenose. IL RISPETTO DEI BAMBINI E&#8217; PRINCIPIO DI OGNI ALTRO RISPETTO.<br />
Le donne, diceva il grande profeta, non si picchiano neanche con un fiore; i bambini, aggiungo io, indegno emulo, si carezzano con freschi petali di rose.<br />
Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1660/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1660/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1660/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1660&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Vaticano con neve? Queste sono meglio… 4 &#8211; Con racconto</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 11:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Altre super. Ne ho ancora, se però dite basta, io basto&#8230; per temperare aggiungo anche un raccontino venato da striature di ricordi. 1 Tornai a casa dopo solo quattro anni, ma era come ne fossero passati quaranta, Ciò che nei miei ricordi viveva ancora, era morto da tempo. I volti non erano più uguali a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1914&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Altre super. Ne ho ancora, se però dite basta, io basto&#8230; per temperare aggiungo anche un raccontino venato da striature di ricordi.</p></blockquote>
<p><span id="more-1914"></span></p>
<p>1</p>
<p>Tornai a casa dopo solo quattro anni, ma era come ne fossero passati quaranta, Ciò che nei miei ricordi viveva ancora, era morto da tempo. I volti non erano più uguali a se stessi, non l&#8217;indole, i convincimenti.  Per di più il paesaggio, coperto dalla neve, presentava una uniformità alla quale non ero più abituato.</p>
<p>Scesi dalla troica circondato da braccia che si allargavano per preannunciare la volontà di abbracciarmi. Non tante, una decina circa. C&#8217;erano tutte quelle gradite, mancava quella che mi sarebbe stata necessaria.</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1281.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1915" title="»ë;" src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1281.jpg?w=595&#038;h=431" alt="" width="595" height="431" /></a></p>
<p>2</p>
<p>Era giorno di festa in paese, una festa delle tante. Niente a che vedere con il mio arrivo. In nessun cuore ne ero la causa. A parte mia madre, inferma a letto, a nessun altro importava del mio arrivo. Curiosità, simpatia, non altro.</p>
<p>- Che strana festa, &#8211; obiettai, senza neppure io sapere cosa intendessi. Un velo di tristezza sembra rendere opachi gli atti di gioia obbligatori per quei giorni.</p>
<p>Quel che più mi colpiva era non udir riecheggiare nel paese l&#8217;insistente suono di migliaia di fischietti, la merce più economica presente nella fiera, l&#8217;unica che i genitori potessero permettersi, dono che si mutava in loro ingiusta punizione. Il fischiare collettivo diventava tanto forte e tanto a lungo ripetuto (ore e ore) che tutti ne erano infastiditi. Ricordavo distintamente una donna, ossessionata da quel fischiare continuo, mettersi i palmi sugli orecchi e gridare ripetutamente, basta! basta!</p>
<p>Approfittai del silenzio che era seguito alla mia risposta per porre la più forte domanda. L&#8217;unica informazione che mi interessasse riceve. Chiesi di lei, della mia amata.</p>
<p>Il perdurare del silenzio con cui mi si rispose mi condannò. Non occorse altro in più del silenzio.</p>
<p>- Dite a mia madre che tarderò, &#8211; dissi. E poiché loro accennavano a sbandarsi, sbigottiti, ripetei con maggior forza: &#8211; Dite a mia madre che tarderò.</p>
<p>Il tono non concedeva possibilità di obiettare e nessuno obiettò. Solo una mia lontana cugina, c&#8217;eravamo voluti tanto bene, impallidì. Si voltò accennando a voler lacrimare. L&#8217;abbraccia, forte. Mi abbracciò, molle.</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1282.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1916" title="" src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1282.jpg?w=595&#038;h=440" alt="" width="595" height="440" /></a></p>
<p>3</p>
<p>Poi, non so neppure come, con quali passi e mediante quali convincimenti, fui solo al cospetto della campagna innevata. Nel silenzio. In un vasto vuoto di desolazione.</p>
<p>Invocai il suo nome.</p>
<p>Non rispose. Non volevo lo facesse e non rispose. Neppure nella lontananza dei pensieri.</p>
<p>Meglio il silenzio, mi dissi. Meglio che sentir enunciare la realtà dei mille rifiuti che meritavo. Gli stessi che mi aveva dedicato quattro anni prima. Meglio che vederla con un bambino non mio tra le braccia. Meglio che pronunciasse quel che era inevitabile pronunciare. La denuncia delle viltà, la vane ambizioni, la distrazione immensa dalla vita, i continui tentennamenti.</p>
<p>- Non è stata colpa mia, &#8211; sussurrai, ricordando la leggerezza dei miei tanti comportamenti. La gelosia sua giustificata, l&#8217;incoscienza estrema, gli anni indifferenti e molteplici non accompagnati da adeguata maturità.</p>
<p>Camminai forse per un&#8217;ora, ripetendo quel concetto, sempre più debolmente, finché non potei più, ripeterlo. Era colpa mia, sì, quel che avevo voluto, che avevo scelto. E ottenuto.</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1324.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1917" title="1324" src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1324.jpg?w=595&#038;h=425" alt="" width="595" height="425" /></a></p>
<p>4</p>
<p>Bastò quell&#8217;ora di tormenti a indurmi a ritornare.</p>
<p>Prima però volli saggiare quanto fosse consistente la crosta dura che copriva il fiume. Posai il piede sopra. Resse. Mi addentrai, allontanando la riva, calcando con i piedi, scientificamente inetto a sperimentare, ma ostinato.  Resse. Vi saltai sopra, persino. Il fiume rispose alle sollecitazione dicendo a chiare lettere che non mi voleva, che andassi altrove a disturbare.</p>
<p>Niente avrebbe potuto rompere la sua ostinazione, neanche la mia. Non l&#8217;avevo un piccone con cui aiutarmi, per cui ripresi lemme lemme la strada di casa.</p>
<p>C&#8217;era lì mia madre, bisognosa del mio corpo, l&#8217;anima se n&#8217;era andata, per poter continuare.</p>
<p>Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1914/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1914/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1914/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1914&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Governo Monti: Rischia di Non Durare</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 07:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Irpef]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Antonio Miglieruolo]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[PDL.Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Ministro]]></category>

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		<description><![CDATA[Rischia di non durare Neppure l’uomo più avvertito può giurare sul proprio destino. Poiché esistono snodi e bivi e obblighi e contraddizioni ai quali non gli è dato sottrarsi; anzitutto non è dato sottrarsi a se stessi, a ciò che si è, o meglio a ciò che ognuno ha contribuito a diventare. Prendiamo il caso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1700&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Rischia di non durare<br />
Neppure l’uomo più avvertito può giurare sul proprio destino. Poiché esistono snodi e bivi e obblighi e contraddizioni ai quali non gli è dato sottrarsi; anzitutto non è dato sottrarsi a se stessi, a ciò che si è, o meglio a ciò che ognuno ha contribuito a diventare.<br />
Prendiamo il caso del nuovo Primo Ministro, Professor Monti (io avrei detto Signor Monti, ma so che molti preferiscono la diminuzione del titolo professionale, e mi adeguo).</p></blockquote>
<p><span id="more-1700"></span> Nato per rimettere in piedi l’Italia ed imprimere un nuovo corso alla politica italiana, perciò nato per durare, a neppure tre mesi dall’insediamento mostra i primi segni di usura. Pur essendo partito col piede giusto (slogan: rigore, equità, crescita); pur avendo avuto il compito facilitato dal sostegno dei poteri immensi che stanno dietro l’attuale destra mondiale e dall’appoggio esplicito dello stesso Presidente della Repubblica, unico uomo politico italiano a non essersi completamente discreditato, si sta incagliando negli scogli della dissennata torchiatura a cui ha sottoposto i meno abbienti<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/01/mario-monti-111113120520_medium.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/01/mario-monti-111113120520_medium.jpg?w=300&#038;h=211" alt="" title="mario-monti-111113120520_medium" width="300" height="211" class="alignleft size-medium wp-image-7275" /></a><br />
Non perché lo voglia (il discredito, intendo; perché la torchiatura, essendo uomo di destra, è parte della sua vocazione, di cioè che nella vita ha scelto di vedere, dopo aver scelto di non vedere); ma perché discreditato dalle ragioni stesse che lo hanno sollevato alla dignità di Primo Ministro, incarico fin’ora esercitato dai predecessori, specialmente l’ultimo, molto indegnamente: infliggere una sconfitta storica alle masse popolari, obiettivo di fondo della borghesia mondiale. Dovendo scontare, tra l’altro, la diffidenza enorme accumulatasi negli ultimi venti anni nei confronti  del personale politico. La gente sta lì, con il fucile puntato, disposta a concedere tempo al nuovo governo, non a concedergli franchigia alcuna sui provvedimenti che porrà in essere.<br />
Il problema è che se ottempera a questo incarico con i tempi e nei modi che si è dato (e gli sono stati affidati), nella congiuntura politica in cui si trova a agire, rischia di andare dritto incontro al fallimento. Con complicazioni delle quali non è dato precisare la natura, ma che comporteranno sommovimenti grandissimi.<br />
La contraddizione che pesa sul futuro del governo Monti potrebbe essere attenuata e in prospettiva superata dall’attivazione dell’intelligenza politica della compagine governativa. Della sua specifica intelligenza, non certo della mia o quella che ritengo essere dei lettori, che si muove su altri piani, altre logiche. Intendo l’intelligenza di un uomo di destra incaricato di realizzare un programma di destra, all’interno di una decente prospettiva di destra, che richiede le sue specifiche modalità di applicazione per passare indenne sotto le forche caudine del predecessore. Modalità della quali non sembra Monti abbia adeguatamente esaminato e approfondito. Alcuni dei provvedimenti che ha la responsabilità di attuare o li assume subito, ora, nella fase in cui sarebbe rovinoso per il PDL “staccare la spina”; oppure, passato il più dello sdegno di massa nei confronti di Berlusconi, con gli errori del nuovo Primo Ministro che fanno dimenticare quelli del vecchio, diventerà molto difficile assumerli.<br />
Per convincersene basterà esaminare le manovre finora portate a compimento nell’ottica appena enunciata. In essa è incluso tutto l’ammissibile per il Signore dell’Immobilismo, ex “Premier”, Cavalier Berlusconi e nulla invece di ciò che potrebbe spiacergli. E quello che gli spiace non sono altro che i contenuti essenziali che potrebbero salvare l’anima della moderatissima sinistra parlamentare. Con questa manovra Monti infatti ha badato a coprirsi a destra, consapevole che dalla destra vengono i pericoli immediati per lui. Dalla destra, che ha fatto subito comprendere i limiti che non dovevano essere superati, pena il passaggio del PDL all’opposizione; al contrario della “sinistra” che, lo ha fatto ampiamente capire, difficilmente gli farà mancare l’appoggio. Per tacitare quest’ultima appare evidente che basterà apporre qualche ritocco alla manovra, ritocchi probabilmente già previsti e gli ineffabili  sodali di Bersani (una seconda “B” fatale) ingoieranno il rospo e, ancora una volta, si allontaneranno da una vittoria elettorale che sembrava cosa fatta.<br />
Stante la situazione, con Berlusconi che ricatta e Bersani che garantisce, nessuna sorpresa se le manovre abbiano assunto il carattere che ha assunto. Non si da molto retta a chi non costituisce un pericolo, esperienza che tre anni fa ha portato all’evaporazione della “sinistra radicale” (cioè la sinistra comunista) e oggi probabilmente alla disgregazione di quella moderata; mentre se ne da moltissima a chi invece fa immediatamente capire che basterà un niente per indurlo a fingere di essersi fatto saltare i nervi. D’altronde per il PDL è preferibile una sconfitta oggi che un completo disastro domani. Disastro che maturerebbe inevitabilmente se l’attuale governo osasse completare il suo compito mettendo mano alla tanto aborrita riforma elettorale, a una patrimoniale seria, un serio attacco alla corruzione e all’evasione, un ridimensionamento delle spese militari e alla fine delle esenzione della Chiesa di Roma (vi sono altri provvedimenti che possono far uscire l’Italia dalle strettoie del debito, espongo solo quelli più citati)<br />
Non a caso è bastata una telefona di Berlusconi a Monti (così si dice) per indurlo a cancellare dal testo elaborato il già previsto aumento delle aliquote IRPEF.<br />
Il problema che si pone a questo punto è come continuare nell’opera di risanamento, considerato che da ora in poi ogni possibile iniziativa del governo riguarderà proprio ciò che più spiace al riottosissimo Berlusconi. Monti dunque e vicinissimo a ritrovarsi in un vicolo cieco. Perché o va a uno scontro diretto con la destra, segnando in questo modo la sua fine; oppure dovrà rinunciare agli aspetti più qualificanti del programma, il che lo indebolirà esponendolo alle possibili impazienze e cinici calcoli elettori del PDL.<br />
Certo, è ancor in tempo a provvedere. Oggi. Domani. Affrettandosi a inserire subito i bocconi indigesti nella manovra, obbligando la parte che lo tiene sotto tiro a votarli. Ma, ripeto, oggi, forse anche domani. Dopodomani già potrebbe risultare impossibile.<br />
Riuscirà Monti a superare la propria visione “tecnica” delle cose per accedere a una più alta e per lui proficua visione da statista?<br />
Io propenderei per il no. Non saprei però vaticinare quanto durerà e le circostanze che lo porteranno alla caduta. Le masse popolari intanto, avendo perduto con le speranze anche le illusioni, iniza a muoversi. La risposta è quella di sempre: parlare d’altro, lamentare le “strumentalizzazioni” (sai che può fregargliene a un affamato), la repressione, sotto i più svariati pretesti, degli oppositori. Mi domando allora, per domandarlo a tutti, se di rispetto della legge si deve parlare, perché cominciare da quelli della Val di Susa, lasciando che tutto il resto proceda indisturbato?<br />
No, perché il problema non è dell’intelligenza maggiore o minore di chi i potenti chiamano a governarci. Ma del come imbrigliare la volontà di questi potenti nell’interesso stesso del sistema nel suo complesso. Non vedo uomini di questa tempra all’orizzonte. Vedo piuttosto segni di tempesta, una disponibilità nuova delle masse a passare all’azione.<br />
Ma prive di guida come sono, fin dove possono arrivare?<br />
					Mauro Antonio Miglieruolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1700/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1700&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Vaticano con neve? Queste sono meglio… 3</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci ho preso gusto. Spero i tre capolavori che presento (tema consolidato: la neve) incontrino anche il vostro. 1 2 3<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1907&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ci ho preso gusto. Spero i tre capolavori che presento (tema consolidato: la neve) incontrino anche il vostro.</p></blockquote>
<p><span id="more-1907"></span></p>
<p>1</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1208.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1208.jpg?w=595&#038;h=935" alt="" title="1208" width="595" height="935" class="aligncenter size-full wp-image-1908" /></a></p>
<p>2</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1209.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1209.jpg?w=595&#038;h=791" alt="" title="4 T" width="595" height="791" class="aligncenter size-full wp-image-1909" /></a></p>
<p>3</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1224.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1224.jpg?w=595&#038;h=597" alt="" title="1224" width="595" height="597" class="aligncenter size-full wp-image-1911" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1907/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1907/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1907/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1907/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1907/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1907/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1907/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1907/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1907/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1907/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1907/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1907/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1907/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1907/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1907&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Eurogendfor, polizia da Fantascienza</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 06:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Eurogendfor]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[A proposito di democrazia e del tramonto della democrazia in Italia. Nonché in Europa, dove non c&#8217;è mai stata e probabilmente non ci sarà. E&#8217; stato già notato la progressiva noncuranza in cui si tengono le manifestazioni della volontà popolare. Non più solo quando si manifesta attraverso petizioni, agitazioni, manifestazioni: anche quando assume gli aspetti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1615&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di democrazia e del tramonto della democrazia in Italia. Nonché in Europa, dove non c&#8217;è mai stata e probabilmente non ci sarà.<br />
E&#8217; stato già notato la progressiva noncuranza in cui si tengono le manifestazioni della volontà popolare. Non più solo quando si manifesta attraverso petizioni, agitazioni, manifestazioni: anche quando assume gli aspetti formali, quali ad esempio le richieste di svolgere referendum (prima quello Greco sulle misure da tassa sul macinato imposta dall&#8217;Europa e dall&#8217;Europa bloccato; poi dalla bocciatura dei referendum elettorali da parte della Corte Costituzionale, bocciatura della quale si è saputo PRIMA che la decisione formale venisse assunta. Cioé si è trattato di una decisione derivata da considerazioni non attinenti all&#8217;attività propria a quella corte); oppure il non tenere in alcun conto l&#8217;esito di referendum appena svolti (acqua).<br />
Per quanto da sempre scettico dunque sulle istituzioni europee, questo scetticismo è mutato in aperta ripulsa dopo aver letto ieri su internet ciò che qui sotto riporto. Inutile dire che sul momento non ho creduto: ho dovuto ricredermi.<br />
<a href="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/01/eurogendfor.jpg"><img src="http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2012/01/eurogendfor.jpg?w=595" alt="" title="eurogendfor"   class="alignleft size-full wp-image-7205" /></a>La notizia comincia nel seguente modo: &#8220;Si chiama Eugendfor&#8221; e prosegue annuncioando l&#8217;imminente approvazione (riporto testualmente) &#8220;della proposta di legge di ratifica del trattato, datato 18 ottobre 2007, che istituisce questa strana gendarmeria: una forza militare sub-europea indipendente.&#8221;<br />
Su un diverso sito (<a href="http://www.senzasoste.it/istituzioni-totali/eurogendfor-la-nuova-polizia-europea-con-poteri-illimitati">http://www.senzasoste.it/istituzioni-totali/eurogendfor-la-nuova-polizia-europea-con-poteri-illimitati </a>) leggo invece che la proposta è stata approvata (14 maggio 2010). Praticamente all&#8217;unanimità. Senza che alla circostanza sia data alcun rilievo da parte dei mass media, nonostante la gravità del provvedimento (sottolineo: votato da tutti, escluso un astenuto alla camera e nessuno al senato).<br />
La nuova norma è grave sotto due aspetti:</p>
<p>perché affida al controllo di una potenza straniera (non l&#8217;Europa: gli USA) forze militari alle quali la legge attribuisce esplicitamente anche compiti di polizia</p>
<p>perché questo nuovo corpo risponde solo all&#8217;Esecutivo, scavalcando magistratura e parlamento.</p>
<p>Ecco i poteri di cui gode:</p>
<p>a) la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi;</p>
<p>b) la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa;</p>
<p>c) il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari.</p>
<p>d) la totale immunità del nuovo corpo: 1) inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); 2) le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); 3) i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); 4) i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). </p>
<p>Mi chiedo, per chiederlo a tutti: che fine ha fatto lo stato di diritto?<br />
C&#8217;è differenza nella gestione dell&#8217;ordine pubblico tra uno Stato di Polizia dichiarato e questo strano Stato di Democrazia del Manganello che aspira a diventarlo?<br />
No, perché già lo è, in pratica.<br />
Mam</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1615/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1615&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Vaticano con neve? Queste sono meglio… 2</title>
		<link>http://miglieruolo.wordpress.com/2012/02/09/vaticano-con-neve-queste-sono-meglio-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>miglieruolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;occasione è la neve. Lo scopo, l&#8217;arte. Molto più che una bella foto, pur suggestiva, come quella del Vaticano imbiancato. Ne presento tre, ammiratele. 1 2 3<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1899&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L&#8217;occasione è la neve. Lo scopo, l&#8217;arte. Molto più che una bella foto, pur suggestiva, come quella del Vaticano imbiancato.<br />
Ne presento tre, ammiratele.</p></blockquote>
<p><span id="more-1899"></span></p>
<p>1</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1200.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1200.jpg?w=595&#038;h=787" alt="" title="1200" width="595" height="787" class="aligncenter size-full wp-image-1900" /></a></p>
<p>2</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1202.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1202.jpg?w=595&#038;h=363" alt="" title="1202" width="595" height="363" class="aligncenter size-full wp-image-1901" /></a></p>
<p>3</p>
<p><a href="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1207.jpg"><img src="http://miglieruolo.files.wordpress.com/2012/02/1207.jpg?w=595&#038;h=808" alt="" title="1207" width="595" height="808" class="aligncenter size-full wp-image-1902" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miglieruolo.wordpress.com/1899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miglieruolo.wordpress.com/1899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miglieruolo.wordpress.com/1899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miglieruolo.wordpress.com/1899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miglieruolo.wordpress.com/1899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miglieruolo.wordpress.com/1899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miglieruolo.wordpress.com/1899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miglieruolo.wordpress.com/1899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miglieruolo.wordpress.com/1899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miglieruolo.wordpress.com/1899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miglieruolo.wordpress.com/1899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miglieruolo.wordpress.com/1899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miglieruolo.wordpress.com/1899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miglieruolo.wordpress.com/1899/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miglieruolo.wordpress.com&amp;blog=21257747&amp;post=1899&amp;subd=miglieruolo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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