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22 marzo 2011 / miglieruolo

La Fantascienza

La Fantascienza è il primo tentativo di rifondazione radicale della letteratura, tentativo caratterizzato dal ritorno all’epico e al romanzesco di cui il Novecento aveva ritenuto di dover fare a meno. Si differenzia dalle altre forme di lettura popolare, nonché dalla letteratura accademica, per i suoi reiterati tentativi di rinnovare e reinventare il mito per adeguarlo alle esigenze della modernità. L’essenza di tali tentativi è fondata utilizzando le suggestioni


tecnologiche che, da vari decenni, la scienza presentava, suggestioni che diventano gli elementi costitutivi della nuova narrativa.
Per comprendere il senso di questa “riforma” letteraria occorre considerare gli ostacoli che occorreva superassero i primi “sognatori” fantascientifici. Per ottenere legittimità alle proprie fantasticherie era necessario abbattessero due muri: l’ostilità all’innovazione tecnologica e la convinzione che la realtà fosse immutabile. Accanto a tale interesse stava quello, ben più vitale, della società nel suo insieme, per la quale era indispensabile abituare le masse di nuova urbanizzazione alla realtà del continuo cambiamento e continuo avanzamento tecnico-scientifico. Dall’incontro tra il bisogno delle masse (interpretato dai fantascientisti) di ottenere chiarimenti sul proprio destino e quello generale di orientarne la mentalità, nasce la Fantascienza, risposta “ludica” agli interrogativi sull’avvento del Macchinismo che da già da alcuni secoli gli uomini si ponevano (a volte reagendo vigorosamente: vedi Luddismo). Una risposta, insomma, fondata più sul sogno e sulla fantasticheria che sull’oggettiva coerenza scientifica delle vicende narrate.
Questa nuova visione del mondo di cui la Fantascienza si fa portatrice è efficace per la compattezza e consequenzialità del suo messaggio. Se infatti la Fantascienza, come è stato constatato, può essere molte cose e può servirsi di ogni materiale ai suoi propri fini; se può vantare una nutrita schiera di grandi autori ognuno dei quali porta avanti una interpretazione personale della Fantascienza (Dick, Van Vogt, Heinlein, Sturgeon, Pohl, Simak, Ten, Sheckley ecc. ecc. personaggi la cui ispirazione in nessun caso può essere ridotta o assimilata a quella dell’altro, cosa invece fattibile sia nella narrativa western che in quella poliziesca); su un elemento si può affermare vi sia concordanza completa tra tutti: sulla certezza che l’indomani sarà radicalmente diverso dall’oggi; e che nel bene e nel male, attraverso avventure e disavventure, gioie e dolori, l’avvenire ci riserva innumerevoli sorprese e che nostro compito è prepararci a esse. Accanto a questo, che è stato definito senso del futuro, quale ulteriore caratterizzazione, c’è da collocare la consapevolezza dell’immensità e complessità del mondo, della varietà infinita di occasioni e meraviglie che l’esplorazione dello Spazio ci riserverà. Cioè quello che è stato definito senso del meraviglioso. Questo senso del meraviglioso è il condimento di cui la Fantascienza si è servito e si serve per rendere meglio digeribile il messaggio di cui si fa portatrice (Ariosto).
Nel senso del futuro e nel senso del meraviglioso possiamo dunque riassumere l’essenza della Fantascienza. Per comprendere il vero valore di questa accoppiata occorre però ricordare che la Fantascienza è nata in tempi in cui, nonostante i gravi avvenimenti che li caratterizzavano, ciò che guidava gli uomini era la speranza. Se la Fantascienza ordinariamente non l’ha alimentata dati i suoi frequenti paesaggi di orrore, le ha offerto quantomeno la certezza di un domani diverso nel quale poter operare per realizzare a suo proprio favore e a quello dell’umanità un destino migliore.
Mauro Antonio Miglieruolo

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2 commenti

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  1. torrentmokino / Feb 28 2012 22:59

    Cuccimokino sottoscrive tutto!

    • miglieruolo / Feb 28 2012 23:31

      grazie, spero di poterla avere di nuovo come ospite.
      L’apprezzamento è particolarmente gradito perché relativo a uno dei primissimi post di questo blog. Un post praticamente dimenticato.

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