Vai al contenuto
31 marzo 2011 / miglieruolo

Festeggiare il 17 marzo 2011?

Io si’, l’ho festeggiato.
Esponendo con orgoglio il simbolo che rappresenta l’unita’ che non abbiamo ancora finito di costruire. E che qualcuno aspira invece a distruggere. Ma anche simbolo di un’Italia che mi piace sempre meno e alla quale, naufrago privo di salvagente, mi attacco sempre piu’. Pur sapendo che rischio di affondare con lei.


Un tempo, pur essendo fervido amante delle mie radici (mi dichiaro infatti Grotterese orgoglioso, Calabrese che non ha dimenticato la Calabria, e Italiano che si vanta di esserlo), questo simbolo lo tenevo in ben poco conto. Non per se stesso, ma perche’ era stato caricato di “valori” che a me apparivano disvalori, disgustose ideologizzazioni della volonta’ di offendere, sopraffare, discriminare, opprimere e violentare. Violentare sia i propri concittadini (e non solo con manganelli e olio di ricino), che le patrie e le persone altrui. Per me l’amore per la propria terra e’ sempre stato la base per esercitare la capacita’ di essere partecipe dei sentimenti altrui. O quantomeno di rispettarli. Amare la propria terra e’ funzione e parte dell’amore per la terra e di tutte le terre; altrimenti si tratta di un amore finto, basso, mero desiderio di possesso. Amo la mia terra nello stesso modo in cui amo la mia donna, amandola di un amore che mi permette, attraverso di lei, di amare tutte: cioe’ di rispettare tutte. Altrimenti il mio amore sarebbe non per la concreta femminilita’ di qualcuna, ma esaltazione per un’immagine, un corpo, un sesso, mascherato da un ideale che mi condurrebbe lontano da quell’omaggio, da quell’apprezzamento che ogni amore ispira.

Oggi quella finta esaltazione (ogni esaltazione e’ finta, nasconde il vero interesse che muove l’individuo) si e’ trasformata, a opera di nuovi soggetti che, in ultima analisi, sono eredi de primi, in aperta denigrazione. Fino all’estremo dell’offesa gratuita. La bandiera viene messa sotto i piedi. Con la bandiera ci si pulisce il sedere (la fonte e’ stata meno delicata nell’esprimersi). Il tricolore sembra non essere piu’ di tutti. E tuttavia non per ragioni nobili, ma per le medesime ragioni, e a volte con le medesime parole, che avevano ispirato (o disgustato) i nostri nonni.

Cosi’ quel simbolo che era mio per non essendo fino in fondo il mio, con lenta quasi inavvertita conversione, e con insospettato rovesciamento di prospettiva, e’ diventato o e’ tornato a essere mio. Lo e’ diventato con convinzione. E sarei quasi per dire, con disperazione. Nonostante i difetti che riconoscevo e riconosco nella terra che abito. Nonostante il carattere deteriore della sua classe dirigente, mai all’altezza dei suoi compiti, credo che o ci salveremo tutti insieme, trovando la strada, il modo, la maniera. Ci salveremo per necessita’. Essendo l’alternativa non mero episodio di fallimento, ma l’affogare collettivo nel gran mare della storia.

Sono ottimista. Ritengo che una via d’uscita riusciremo a trovarla. Nonostante noi stessi, sia chiaro. Perche’ il mio orgoglio di Italiano non mi impedisce di vedere che i difetti che lamento in quelli che stanno sopra di noi e dovrebbero guidarci al giusto approdo, sono i nostri stessi difetti, ingigantiti e esasperati. Essi pero’ sono compensati da molte qualita’ (solidarieta’ umana, inventiva, consapevolezza della necessita’ di cavarsela da soli, che quelli che stanno sopra non hanno) che in altri momenti ci hanno tirato fuori dai guai e forse ci tireranno fuori dall’incubo del presente. Abbiamo saputo creare il male, sapremo creare il nostro bene. Ne abbiamo dato dimostrazione sempre, in svariate occasioni. Anche nel nostro piccolo, la Fantascienza. Chi avrebbe potuto scommettere, negli anni settanta, esauritasi l’ondata dei primi Maggiori (gli Aldani, i Sandrelli, i Leveghi) che quella italiana avrebbe avuto un ruolo nel ridare fiato alla morente Fantascienza?
Capisco che queste parole possono sembrare un estremo tentativo di salvare il salvabile. In parte lo sono. Forse sono anche l’eco di un lontano passato di impegno politico, anche se mai per una specifica bandiera di partito (sono un “cane sciolto” per definizione: un militante di me stesso). Ma sono anche frutto di una reale preoccupazione. Contro l’Italia si e’ mobilitato il potente, apparen-temente inarrestabile, “nuovo che avanza”. Cioe’ il peggio del peggio del passato. La volgarita’, il razzismo, l’ingratitudine (dove sarebbe Milano senza il lavoro dei cafoni meridionali che l’hanno edificata?), l’egoismo e la peggiore tradizione del localismo nostrano. Possiamo lasciare campo libro a tutto questo? Permettere a questo peggio di sommergerci, annullando tutti i sacrifici fatti volontariamente in nome degli ulteriori sacrifici che ci verranno imposti?
Non possiamo. Non noi affezionati, fervidi cultori della Fantascienza (dunque, parlo anche in nome di quest’ultima). Perche’ e’ in essa che mi sono (in parte) formato. e’ da essa che ho tratto, o quantomeno rinforzato, i valori che attualmente mi muovono.

Parlo della Fantascienza che vagheggiava il superamento degli stati nazionali, lo Stato Mondiale che avrebbe dovuto por fine alle guerre; della Fantascienza che concepiva il rispetto dei diversi, anche del Mutante piu’ orribile, dell’alieno piu’ diverso da noi; della Fantascienza che auspicava un futuro di pace e di liberta’, in un mondo in cui tutti erano liberi di muoversi, perche’ di tutti, non di un popolo solo. Parlo di quella Fantascienza che stigmatizzava gli uomini in quanto sospettava (quando non accusava) fossero incapaci di realizzarlo.
Come stigmatizzo oggi i miei concittadini che non sanno mettersi dietro questa bandiera per, unica via al momento, ergersi contro tutti i nostri mali e risolutamente finirli.
Mauro Antonio Miglieruolo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: