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5 Mag 2011 / miglieruolo

Merda

Avete mai provato a calcolare la quantità di merda che gli uomini producono giornalmente? Io sì. A occhio è croce credo si possa tranquillamente parlare di un sei milioni di tonnellate quotidiani. SEI MILIONI, tonnellata più, tonnellata meno. Non sbalordite. Non sbuffate. Né fate uhuuu, per esprimere scetticismo. Non sto esagerando, giuro. È quel che ci tocca. Sei milioni di tonnellate di buona, calda fumante cacca umana. È facile effettuare il calcolo.

Siamo sei miliardi su questa nostra, bella, maltrattata terra; sei miliardi di disgraziati cagoni, tutti impegnati a produrne quanta più possibile. Un chilo a testa di media, calcolando anche gli stitici, i colitici e gli americani, che di merda ne producono e gettano in faccia ai loro simili a iosa, ed ecco i nostri bei (si fa per dire) sei milioni di tonnellate di nobile, nobilissimo residuo della digestione. Ergo, in un anno circa di indefessa attività defecatoria, tenendosi stretti, molto sul prudente, possiamo tranquillamente parlare di ben duemila milioni di tonnellate di cacca a gogò. Mamma mia! DUEMILA MILIONI DI TONNELLATE di puzza raccapricciante sfornata senza interruzione e senza risparmio, anno dopo anno, per migliaia di anni, in un crescendo orrendo che ci ha condotti all’attuale imponente, generosa, profumata, esageratissima dovizia fecale! da svenirci al solo pensiero! Da decidere all’istante di cambiare piano di esistenza! Da suicidio immediato tenendosi stretti per il naso! E mai che si sgarri un giorno, eh! mai che si perda un appuntamento col cesso! Mai che si dia requie all’insigne trono di tutti i mortali! Ove capitasse, una sola defaillance mattutina, stai a vedere i pensieri, le preoccupazioni, cosa mi starà succedendo, come diavolo faccio adesso, un giorno due, tre, al quarto via di corsa dal medico e sono altri imbarazzi, imbarazzi a non finire. Non basta quella di tenerla tutta dentro, bisogna pure confessarsi e trovare la faccia di mormorare tra i denti al tipo in camice dal quale sei andato: “dottore, non ce la faccio più, ho la sensazione di scoppiare!”. Dottore finge di interessarsi alle tue budella, ti ascolta attento e mellifluo, mamma mia quanto sa essere comprensivo (non gliene frega niente), è quanto scocciato è in realtà! tanto scocciato che ti caccerebbe via volentieri dallo studio, ma non può, per cui si limita a pensare torvo “ma guarda cosa mi deve capitare! Che idiota! Non se lo sa prendere da solo un bel purgante?” e mentre lo pensa sorride e dice “si scopra il braccio per favore”. Cosicché invece di trattarti male o di riderti in faccia il tizio ti misura la pressione (il che è quasi lo stesso), tasta il polso, se sei una bella figa gratifica se stesso con un’occhiata fugace alle tette di te paziente impaziente di cagare e una più insistita alle cosce, ed è tutto, puoi andare, e tu-lei-lui va infatti, va via con in tasca una bella ricetta sulla quale stanno scritte cose strane del genere:
……. microlax! magnesia b.! clairo tè! miscela d’oriente! Olio di ricino! supercacabudella!………..
non ci manca altro che … supercacabudella… chili in più che si assommano alle tonnellate previste… come fossero poche! sei milioni, ricordate? Sei blasfemi milioni di tonnellate di merda! Aggiunte ai liquidi rilasciati in contemporanea ce n’è a abbastanza da formare una palude maleodorante pestifera assassina tale da coprire Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi e, dato che ci siamo, pure il Quirinale!
Che goduria, eh? Uno spasso immaginare questa brava gente (si fa per dire) impegnata a litigare tutto il santo giorno a nostro danno, sommersa all’improvviso da un’ondata di piena mostruosa, una dilagante marea di puzzolentissima supermerda, chi scappa di qua, chi scappa di là, il presidente del Consiglio che gridando “mi consenta” cerca di montare sulla testa di Trevalli per tenersi a galla; il capo dell’opposizione che, speranzoso di ottenere un analogo risultato, cerca di montare sulla testa del Capo del Governo, ma accorgendosi che è troppo basso per servire alla bisogna rinuncia, aspetta che salga sulla testa di Trevalli per salire a sua volta; T’Alema, furbacchione, che adopera ambedue, Capo del Governo e Capo dell’Opposizione, per farsi grande, grande… alto abbastanza da cavarsela… e sale su, su su, più su di tutti… per non parlare dei poenes che si dilaniano a vicenda, ognuno che cerca scampo dalla merda avanzante a scapito del più vicino collega di partito… una bagarre infernale, insomma… strepiti a non finire… urla, maledizioni, mozioni d’ordine… c’è chi propone di fare una leggina ponte in merito, chi si appella all’America, ché faccia una bella ripulita a suon di bombe intelligenti; chi invoca l’intervento dei bersaglieri! Salvare la Patria bisogna! Salvare il salvabile (quasi niente). Salvare noi (cioè, loro)! Ci si aspetta da un momento all’altro l’entrata in ballo dei marines e invece arrivano solo le camice verdi, quattro gatti schiamazzanti. I parlamentari si strappano i capelli dalla disperazione. Siamo fatti, pensano. Infatti la puzza immediatamente aumenta, aumenta… le camicie verdi spargono ovunque ampolle di acqua del Po, la superinquinata acqua del Po e la puzza peggio, aumenta ancora e ancora… non rimane che un’ultima chance, questo sostengono le camice verdi, salire tutti su una Torre e sventolare la bandiera della Padania Libera…
…intanto il livello della merda sale, sale…
Niente da fare, l’alluvione di liquame ha reso tutti quanti scivolosi e non ce la fanno a arrampicarsi. Scivolano come tanti babbei che tentano di salire sull’albero della cuccagna. Sono veramente fatti, i gaglioffi, fra poco il livello sarà tale che o nuotare o affogare…
Per loro somma sfortuna da quella parti si trova a passare qualche migliaio di beneficiati della globalizzazione, aficionados sfegatati del libero mercato, tipo precari, flessibili, cococo, lavoratori socialmente utili (ma lo stesso disoccupati), lavoratori in nero, e sottopagati e bistrattati e beffati e oltraggiati, per non parlare dei cassaintegrati, pensionati, vessati e simili (cioè, quasi tutti). Quei tipi vedono quel che sta succedendo e decidono di approfittarne per farsi due risate alle spalle di quei bricconi ladri assassini, mandati su per fare gli interessi di tutti e che invece fanno i loro propri, riempiendosi le tasche e riempiendole a coloro che le hanno già strapiene.
Si procurano un palo per uno e dai tetti mezzo sfondati degli edifici, sghignazzando da far paura, spingono giù nella melma la manica di furfanti che, alla vista dei loro fedeli ma incazzatissimi elettori, smettono di aver voglia di furfanteggiare e tentano di assumere un aspetto pio, da fedeli della domenica.
Quelli sui tetti naturalmente non si lasciano incantare, non più da quando la merda ha iniziato a crescere dalla parte giusta e non più dalla loro e tenendosi la pancia con ambedue le mani dal gran ridere ululano a perdifiato “smettetela di fare i buffoni. Stiamo già ridendo più che abbastanza!”.
La cosa più divertente per il gruppo di esilarati elettori è vedere Cosoduro che dopo anni di satiriasi non c’è l’ha più di ferro, ma moscio, moscissimo che corre su è giù alla ricerca di Caroni per vedere, caso mai… ha sempre funzionato… Gassino invece seduto, gambe accavallate, aplomb da perfetto gentleman inglese, continua a sostenere che non c’è niente di cui preoccuparsi, com’è salita la merda scenderà, il nostro non è un regime, e comunque siamo sotto l’ombrello della NATO, alias americani e gli americani ci hanno sempre aiutato, qualche errorino lo commettono, ma è certo che questa volta non mobiliteranno l’ONU per spianare Roma, ci penseranno quelli della Lega, dopo la secessione… Tini invece ha immantinente ripreso a parlare di Patria, chiama tutti a coorte, cavolo la Patria è in pericolo, e la Patria in quel momento sono loro. Agitando il tricolore si scontra con Cosoduro, che lo manda immediatamente a cagare, il che, considerata la situazione, sa un pochino di cattivo gusto, ma Tini all’ultimo, proprio all’ultimo, quando è ormai troppo tardi, si scompone, non obbedisce, come ha sempre fatto. Manda a sua volta Cosoduro a cagare.
La folla di disperati si disgusta presto dello spettacolo, disgustato più degli infingardi che li dovrebbero rappresentare che dalla robaccia ribollente che s’espande per le lussuose stanze del potere, gorgogliando, melmaggiando, sprofumando… si disgusta e decide di tagliare corto. Giù nella cacca, tutti, chi già c’è e chi non ci è ancora finito.
T’Alema è il primo a essere gettato nel calderone ribollente. È colui che più degli altri merita di farsi un bel bagno nel liquame. Lui, che si è sempre proclamato amico della povera gente; lui che un tempo era di sinistra; lui che ha la sfacciataggine di pretendere ancora di farne parte…
Giù da quelle testacce dure! Gli ulula contro la folla imbestialita. Un leggero colpo di palo e T’Alema, perde contatto con il cranio moquettato di Ciurloni e con quello capelluto di Rotella e finisce dove gli compete. Splash! nella merda! (Veramente c’era anche prima, ma non lo sapeva… essì, ignaro, proprio lui, l’intelligente, intelligentissimo T’Alema, tanto intelligente da lasciarsi infinocchiare da uno come Ciurloni, ché neppure un bambino comprerebbe una macchina usata da lui! Ma T’Alema sì, eh! Troppo intelligente per non cascarci! T’Alema è una di quei stupidi molto intelligenti che credono che esserlo significa fare i furbi! Non sapendo, poverino, che i furbi sono solo dei gran coglioni che hanno imparato a memoria la lezione, quei tre o quattro trucchetti da niente utili a infinocchiare il prossimo, e per infinocchiarsi tra loro. Ci riesce, si sa, il primo che rovescia il tavolo da gioco! Povero, povero T’Alema!). Poi tocca a Cosoduro. Cosoduro strilla a non finire, inveisce, scandisce slogan, rivolge gesti osceni alla gente sui tetti… giù anche lui, giù nella palude, a nuotare, se ne è capace. E se osa mettere in funzione il vocione da vecchio gufo teppista per continuare a rompere, ancora più giù, coperto del tutto! un minuto buono di apnea! E poi, zitto! Zitto e nuota! Se gliela fa a starsene in silenzio e uscire dal mare di liquame in formazione, bene, è perdonato… altrimenti, condannato a vivere col minimo della pensione sociale, in Terronia, voglio vederlo, lui, se poi ha tanta voglia di sbraitare!
Intanto il lago diventa un vero mare. Il mare della merda. Mare Merdorum, invece che Mare Nostrum. Mare Parlamentarum. Piccolo ancora, ma che promette di diventare negli anni una distesa sconfinata del concentrato dell’umana attività. Un mare utile, come abbiamo appena visto. Utile a che, direte voi? Utile, utile! Utile un po’ a tutto. Non sto pensando solo all’agricoltura e alla fine della nefasta industria dei fertilizzanti; penso che, oltre a mettere a bagnomaria i politici fautori di Guerre Umanitarie e Pulizie Etniche Legittime (quelle a danno dei nemici del momento), i quali in questo modo possono farsi un’idea precisa del buon cibo che propinano quotidianamente a noi elettori; potremmo portarci, in quotidiane visite guidate, i vomita-parole-a-tradimento che pullulano quotidianamente in TV. Per dirla fuori dai denti si tratta della congerie di giornalisti, tuttologi ed economisti che ciurlano nel manico in favore dei galantuomini di cui sopra. Li fotograferemmo per poi esporre i risultati in una mostra d’arte dal titolo “senza soluzione di continuità”. Dal produttore al consumatore. La corsa a chi è peggio! Mira popolo, da chi ti sei lasciato abbindolare! Ci crederesti che qui in mezzo ci sono persino premi nobel?
Non basta. Ce ne potremmo servire per scopi più profondi e puliti (maneggiare la materia “politicanti”, sporca anche chi lo fa con le migliori intenzioni), tipo mettere le birbe alla berlina. Oppure per trarne profondissime considerazioni filosofiche, alias pippe mentali, sul perché per come del mondo, su chi siamo e dove andiamo, sui risultati di quello che già facciamo non-facciamo; e sul perché sto qui a fare il coglione invidioso, pronto a prosternarsi davanti a un portafogli troppo pieno che promette di svuotarsi un pochino a mio personale beneficio, e non invece nei Mari del Sud a crogiolarmi al sole accanto a una magnifica manza dalle tette a mongolfiera per poter effettuare, con la di lei collaborazione, un’ascensione al settimo cielo del paradiso dei mortali, contentandosi di quello e di un po’ di pane e noci di cocco, oppure solo di noci di cocco e qualche dattero, che tanto quello la natura lo dispensa gratis e non devi dar retta a nessuno per averlo; oppure anche sul perché ci tocca patire tanto a questo mondo, e che diavolo abbiamo combinato nelle altre vite per meritarci in questa un T’Alema, un Cespuglio, un Puttinone, un Brail e un Ciruloni, sia benedetta la mamma che li ha cacati, e maledetto il diavolo che li ha concepiti; perché dall’inferno sicuramente provengono, dato sì che tanto bene hanno avuto potere di fare e tanto male fanno!

Voi vi chiederete perché racconto tutto questo, questo immondo insieme di baggianate (questo penseranno i ligi sostenitori impenitenti ex democristiani di Padella, il gran partito della Libertà di Delinquere – conoscete la razza, no? Si tratta degli stessi che al tempo di Mani Pulite, se ne andavo in giro a testa bassa per la vergogna, sussurrando piano “ma noi non sapevamo, non potevamo immaginare!” – Ma come potevate non sapere! se erano decenni che non si parlava d’altro! Ma se lo sapevano anche i sassi che stavano portando l’Italia allo sfascio! MA SE PURE I BARZELLETTIERI SI ERANO STANCATI DI INVENTARE BATTUTTE SU QUEL CHE SUCCEDEVA NELLE SEGRETE STANZE! Tangheri! Ipocritoni! Inutile le scuse. Sappiamo bene che lo sapevate! La verità è che non lo volevate sapere! Tant’è che alla prima occasione, al primo manigoldo che ha avuto il coraggio di rimettere il suo nome sulla lista elettorale, tutti stretti a coorte! Via a calpestarsi l’un l’altro per arrivare primi a metterci la croce sopra! E dopo tutti a congratularsi l’un l’altro dicendosi: c’è l’abbiamo fatta ancora una volta, e questa la meglio del mazzo: bella ganga di malfattori abbiamo saputo portare in alto!). Perché ve lo racconto? Semplice. Perché non si tratta di baggianate, ma di un preciso progetto che ho in mente. Progetto Futuro, propongo di chiamarlo. Oppure Progetto Pulizia Duratura. Oppure Progetto Dire Pane al Pane e Vino al Vino. Oppure Progetto Utopia Totale! O qualsiasi altra boiata governativa possa venire in mente di inventare.
Tutto si fonda (e tutto è già pronto) sulla tecnologia cyber-combo-wireless di 14° generazione; nonché sugli studi di telecinesi effettuati nei laboratori segreti della Russia Sovietica (i risultati di quei brillantissimi studi sono nelle mie mani, li ho comprati per pochi euro da un professorone mezzo morto di fame, cacciato via a calci dal sotterraneo dove aveva sempre vissuto di bocconi amari e perciò inabile a vagolare nel duro mondo della democrazia occidentale e libera concorrenza dei prodotti americani; il quale professorone alla semplice vista di quei pochi quattrini che gli ho offerto è letteralmente andato in estasi, si è inginocchiato per ringraziare non so quale Dio della sua insperata fortuna e poi ha finito col baciarmi le mani, quasi io fossi un benefattore e non lui il salvatore dell’Italia). Da quei progetti è nato un gigantesco Mainframe e un Teletrasportattore in tempo reale. Si tratta di produrre ora un semplice chip personalizzato, ognuno sintonizzato sul DNA specifico dei singoli abitanti della terra e orientato su una parte specifica del corpo. Il chip dovrebbe segnalare al Mainframe ogni singolo atto di estromissione fecale compiuto dai suddetti abitanti. Il Mainframe invierebbe le coordinate al Teletrasportatore, e l’intero carico di deiezioni umane, secondo per secondo, verrebbe catturato e inviato in un unico luogo ideale di concentrazione. Sapete quale.
Tutto è già pronto. I prototipi sono stati ampiamente collaudati. Gli apparecchi necessari costruiti e posti al sicuro in uno dei tanti ripostigli delle Belle Arti, dove vengono messi a giacere preziose opere in attesa non si sa di quale occasione per riesumarle. Lì è sicuro che nessuno entrerà mai a rovistare. Meglio che nel bunker di Fort Knox. Manca soltanto di realizzare la titanica impresa di fabbricare non solo i sei miliardi di chip necessari, ma anche di sintonizzarli sulle coordinate individuali e sul DNA d’ogni componente la banda di pazzoidi che si è impadronito di questa povera, derelitta Terra. Il compito è immenso e richiederà anni di sforzi, il lavoro di migliaia di disoccupati, forse decine di migliaia (attualmente siamo in tre a lavorarci sopra: Lino, Vic e IO) e perciò anche un bel po’ di soldi per pagarli e pagare le strutture di servizio atte a contenerli. Soldi in più di quelli già da me personalmente erogati, si capisce.
Non piangerò sulle vostre spalle. Non dirò che mi sono venduto anche la camicia, oltre che, si capisce, la casa, per arrivare al punto in cui sono arrivato. Dirò soltanto che l’impresa è bene avviata e che niente, a parte un agente della Cia armato di pallottole umanitarie, può fermarla. Pertanto, chi fosse interessato, al fine di un rapido completamento, non dovrà fare altro che inviare 10 (dicansi dieci) miserabili euro al mio personale indirizzo e avrà garantita la realizzazione dei suoi sogni più segreti.
Garantito, al limone.
Clausola soddisfatti o rimborsati.
E che Grillo ce la mandi buona. Solo lui può, o quantomeno vuole (augurarlo). Ché almeno ci fa ridere…
Amen.

P.S. Queste scarne pagine, delle quali NON mi assumo la responsabilità, esprimono mere opinioni dell’Autore e pertanto non cadono (non dovrebbero) sotto il rigore delle leggi antiterrorismo, le quali è detto che dovrebbero colpire reati, ma si sospetta servono a tutt’altro. Ugualmente può far cadere rovinosamente il sottoscritto dalle scale, caduta che inevitabilmente verrebbe rubricata come, anche in presenza di filmati esplicativi, “suicidio”. Oppure farmi sparire nel NON Campo di Concentramento di Guantanamo, dove NON si tortura, e NON vengono violati i Diritti Umani di chicchessia (bisogna esseri umani per subire la violazione dei Diritti Umani, e chi è chiuso a Guantanamo per definizione NON è umano!). Affrettatevi pertanto a inviare i soldi richiesti, altrimenti anche se li inviaste il tutto finirebbe in un buco nell’acqua; poiché è mia ferma intenzione, fiducioso come sono nella Casa della Libertà e nella Bicocca del Progresso, avviarmi al più presto, a piedi se necessario, verso Katmandu; e se trovo un passaggio come mozzo in un carretta del mare, meglio se per la Papuasia, di imbarcarmi immantinente. Sono pure disposto a rifugiarmi presso qualche sperduta residua tribù di cannibali. Rischierei senz’altro una brutta fine, ma avrei comunque una possibilità di essere risparmiato e la mia eventuali dipartita sarebbe comunque più dolce e veloce di quella che possono riservarmi i civilissimi, democraticissimi umani potentati della somma Civiltà Occidentale.
Non mi firmo
—————–
Sproloquio anonimo telepatizzato nella cervice di Mauro Antonio Miglieruolo e dello stesso postato a edificazione dell’intera Umanità.

3 commenti

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  1. Selene / Mag 5 2011 10:58

    Se aspettiamo ottobre siamo 7 miliardi, risultati extra!

  2. miglieruolo / Mag 5 2011 12:00

    sei riuscita a farmi ridere. grazie

  3. Selene / Mag 5 2011 12:14

    Allora siamo pari 🙂

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