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8 Mag 2011 / miglieruolo

Discutere di Politica di Orazio Barrese

Ricevo e pubblico volentieri il seguente commento su un mio post da parte di Orazio Barrese.

Orazio Barrese è stato  redattore di politica estera di “Paese Sera”,   per sei anni inviato speciale e capo redattore del quotidiano “L’Ora” di Palermo. Ha scritto, tra l’altro, “La Guerra dei Sette Anni. Dossier sul Bandito Giuliano” (Rubettino, 1997) e, insieme a Massimo Caprara, “L’Anonima DC” (Feltrinelli, 1997). Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo “Il Pianoro delle Quaglie” (Rubettino) , che Andrea Camilleri in prefazione ha definito «un romanzo ma, insieme, un saggio storico, un poema in prosa, un racconto epico». Avendo letto il testo non posso esimermi dal confermare quanto espresso da Camilleri.

Per discutere oggi di politica, per ragionare sul pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà, credo che la migliore guida sia il post “Tra l’incudine e il martello” di Antonio Mauro Miglieruolo.
Da tempo, al di là di inconsistenti esercitazioni demagogiche, manca un dibattito serio e veritiero sulla politica. La faziosità dell’informazione televisiva, i giornalisti in livrea di famigli, le squallide sortite del premier , la Camera dei deputati che col mercato dei parlamentari è divenuta una sorta di “Parco buoi, e che già ci aveva ridicolizzati in tutto il mondo col famigerato voto su “Ruby nipote di Mubarak”, l’oscenità della legge elettorale che persino uno dei suoi “padri”, Roberto Calderoli, ha definito una “porcata”, l’inconcludenza e la litigiosità dell’ opposizione di sinistra, anziché indignare hanno finito per narcotizzare l’elettorato, compreso quello che si richiamava a valori progressisti e internazionalisti o semplicemente solidaristici. La politica è stata affossata , e ciò ha consentito alla prepotenza del “capo” e ai suoi servitori non solo di stravolgere le norme basilari della democrazia ma persino, come denuncia Miglieruolo, di svilire assieme ai valori costituzionali quelle date – in particolare il 25 aprile e il Primo maggio – che hanno connotato la nascita e la crescita della Repubblica.
L’analisi prende le mosse dal disastroso avvento del craxismo, e dall’ingigantirsi del debito pubblico. Lo sfondamento di un bilancio o l’aggravamento di un passivo non sono necessariamente indici di cattiva amministrazione, o di irresponsabile gestione politica. Bisogna vedere se quelle risorse vengono destinate alla crescita del paese ( scuola,, salute, pensioni, trasporti, servizi, ecc., come pur tra luci ed ombre, si è fatto per alcuni decenni) o verso obiettivi meno commendevoli , come è accaduto soprattutto nel periodo craxista che è servito pure da apripista, sui quali v’è stata talora una colpevole “disattenzione” delle forze di opposizione
Il vigore e il valore della nostra guida stanno nel fatto che l’autore non fa sconti a nessuno, neppure a se stesso. Uno spietato esempio è un’introspezione – ovviamente virtuale – sulle reazioni che egli stesso avrebbe qualora la geoeconomia dovesse subire modifiche tali da cambiare il suo attuale tenore di vita. Fino qual punto, in caso di crisi, potrebbe spingersi la solidarietà di un cittadino del prospero occidente, aperto, sensibile, attento ad esempio ai problemi del terzo mondo? La conclusione è devastante: ampia fino a quando non viene intaccato il suo benessere, molto ridotta o nulla in caso contrario. Generosamente disposto a condividere le prosperità, giammai le carestie.
L’imbattibilità degli egoismi è nel nostro DNA. E gli egoismi, piccoli o grandi che siano, costituiscono una forte arma per il capitalismo, selvaggio e non, bieco o dal volto umano, tanto più che anche i suoi avversari cercano di tenerli sotto traccia. Ne consegue che i nostri orizzonti possono apparire chiusi e il futuro senza speranza. O, meglio , non ci sarebbe speranza se non si combattessero i pericoli insiti in queste sconvolgenti verità e se si accettasse acriticamente l’idea che al fondo, e al di là delle apparenze, siamo tutti spregevolmente uguali. Sarebbe la resa senza condizioni ai detentori del potere politico, economico, religioso i quali ricorrono al ogni mezzo per ampliare il loro turpe predominio.
È evidente che Miglieruolo non pensa alla resa. Credo che la sua ricerca voglia essere di stimolo per farci uscire dall’indifferenza, per spronare le coscienze , per ridare alla politica il ruolo che ha perduto. In altri termini, come s’ è detto, l’ottimismo della volontà opposto al pessimismo della ragione.
Da grande scrittore di fantascienza Miglieruolo ha spesso trovato sul proprio cammino degli alieni, e da studioso sa bene che la storia dell’uomo è stata costruita anche da “alieni” che hanno sacrificato le proprie comodità, i propri agi, la propria libertà o addirittura la vita per non venir meno ad ideali di giustizia e di verità.. Le citazioni sono facili: da Giordano Bruno, a Gandhi, Mandela, Li Causi, Pertini, ai combattenti delle brigate internazionali in Spagna o ai partigiani italiani che hanno riscattato un paese umiliato e offeso dal fascismo.
Per fortuna anche oggi vi sono alieni in circolazione. E per giunta vi sono in noi dei germi capaci di generarne altri, capaci di sconfiggere la prepotenza, l’ipocrisia, l’egoismo. Si tratta di alimentarli, di renderli operativi, di caricarli di coscienza e di indignazione. Non è facile, ma non è stato facile neppure il percorso dell’umanità, che comunque è uscita dallo schiavismo e dal feudalesimo, ha scoperto i propri diritti e con essi la dignità, il valore della convivenza , la laicità, la tolleranza. Non dovunque, purtroppo, ma quel che c’è stato, poco o molto che sia, dimostra che quei germi in certi momenti hanno saputo svolgere egregiamente il loro compito. Concludo con un sospetto. Che sotto lo pseudonimo di Antonio Mauro Miglieruolo non si nasconda proprio un nuovo alieno?
Orazio Barrese

One Comment

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  1. cristina bove / Mag 8 2011 22:51

    Anestetizzare le coscienze si può, e il mezzo televisivo è il non plus ultra come erogatore di narcotico.
    Questo articolo è di una lucidità sorprendente. Mette in chiaro le molteplici ragioni che hanno portato il nostro paese allo s_fascio.
    Ringrazio Orazio Barrese anche per avermi dato modo di ampliare la conoscenza di Miglieruolo,
    Alieno? Forse, e menomale!
    Per fortuna ce ne sono, e scrivono in esperanto dello spirito.

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