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17 giugno 2011 / miglieruolo

Non credo l’abbiano capita

Non credo l’abbiano capita

Di Mauro Antonio Miglieruolo

Ieri abbiamo assistito all’ennesimo indecente manifestazione di sé del ceto politico che ci governa (che noi permettiamo ci governi). Manifestazione che costituisce un insieme velenoso di insensibilità, arroganza, protervia e ferocia contro chi lavora. La ferocia che nasce del senso di colpa atavico degli sfruttatori verso gli sfruttati. Dal timore degli aguzzini, timore che rivestono di disprezzo, nei confronti delle loro vittime.
Un ministro della Repubblica che non solo rifiuta il confronto con la parte della popolazione che più ha dato al paese in questi anni (ricevendo meno), ma la insulta pure, definendola “la peggiore Italia”!
Non rimbecco il Ministro che, invece di chiedere scusa, ma non sarebbero state accettate, rincara la dose tramite Internet. Il soggetto non è includibile nella lista degli avversari con i quali sia possibile discutere (e tantomeno utile discutere). Di cosa parlare con un uomo che, smentito ripetutamente in TV reagisce definendo fazioso chi argomenta con dati materiali alle fumosità con le quali giustificava la sua dissennata politica di sola calunnia nei confronti dei lavoratori?
Poiché però la possibilità di sottovalutare l’avversario è sempre in agguato, mi attardo opportunamente a considerare se queste siano solo ordinarie manifestazioni di mediocre intelligenza, oppure espedienti posti in essere per spingere i fin troppo tartassati alla disperazione. Tanto più che non è il solo a prendersela, con la solita volgarità della destra estrema, con i precari. A rincarare la dose ci pensa Stracquadanio con una dichiarazione che non riporto, ma che ben si accorda con quella del Signor Ministro.
Semplici colpi di coda di uno schieramento politico giunto alla frutta?
Non saprei cosa dire. Se non altro che, com’era prevedibile, la maggioranza che ci sgoverna non sembra abbia capito la lezione (non l’ha capita neppure il PD! male intenzionato a riproporre, a urne appena chiuse, la sua altrettanto dissennata politica di privatizzazioni: anche quella sull’acqua!). Oppure se l’hanno capita, l’hanno capita a modo loro. Rincarando la dose. Apprestandosi a varare una riforma fiscale a tutto vantaggio dei ceti abbienti e tutto danno delle masse popolari. Che porterà, con l’aumento dell’IVA, a un generalizzato aumento dei prezzi in grado di divorare lo sconto fiscale delle fasce più basse e finirà con l’affossare definitivamente chi già le tasse non le paga non avendo reddito sulle quali pagarle. E quindi non otterrà nessuno sconto. Togliere ai poveri per dare ai ricchi, questo sembra tutto quello che l’attuale governo è in grado di concepire e fare.
Pertanto non resta che raccomandare cautela. Lo stare attenti necessario di quando si avvicina a un animale ferito. Non si sa mai come può reagire. O cosa nella sua limitata testa selvaggia, nei trucchi dell’istinto, possa riserbare. Perciò meditare ogni passo, pur senza esitare nel darlo. Sarebbe pernicioso fermarsi in questo momento. Ma pernicioso anche non meditare bene sulle conseguenze di ogni proprio atto.
Agire sì, ma stando attenti a NON cadere nella trappola di reagire.

One Comment

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  1. donato / Giu 17 2011 12:28

    Caro Mauro al tuo scritto a proposito di manovre economiche e fiscali governative vorrei aggiungere un detto di Ettore Petrolini:
    Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti!

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