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8 dicembre 2011 / miglieruolo

Come Ladro di Notte

Concedetemi questa piccola vanità di riprendere dal blog amico di Daniele Barbieri una delle tante recensioni che si è meritato il mio primo romanzo: Come Ladro di Notte. La vanità è parte dell’attività dello scrittore, incontinenza sua.

Un obbligo, quasi. A meno che lo scrittore non si rassegni a recitare la parte del finto schivo superbo che pur avendo di che dire, aristocraticamente evita di farlo in faccia ai propri simili, preferendo alle loro quella piatta di un muro. Nel qual caso allora, volendo tenere a freno l’ipocrisia, dovrebbe tenersi a debita distanza da Case Editrici e Editori, contentandosi della soddisfazione che offre l’atto stesso di scrivere (garantisco che la offre), leggendosi in proprio e rinunciando al valore aggiunto della attenzione altrui.
Poiché però questo non è il caso affronto sereno le possibili riserve mentali e le critiche esplicite che potrebbe produrre la riproposizione della (ormai antica) recensione barbieriana.

Ripropongo inoltre la bella copertina della prima edizione del romanzo in questione.

Mauro Antonio Miglieruolo

———

Ladro di notte
3 giugno 2009 di DB

L’ultima volta vi ho parlato di Giuliano Bugani, scrittore italiano [«noir» e politico più che fantascientifico ] secondo me notevole ma che finora ha trovato solo piccoli editori. Stavolta tocca a un altro italiano, fantascienza pura, che solo dopo 40 anni approda su Urania e che nonostante i riconoscimenti di stima fatica trovare un editore per un suo inedito… del 1980. Ma in che merda di Pese viviamo?

Confesso che, nonostante ami la fantascienza da piccino-picciò, finora mi era sfuggito questo «Ladro di notte» di Mauro Antonio Miglieruolo, scritto nel 1966 ma pubblicato solo nel ‘72. Lo trovate in edicola, nella collezione Urania [320 pagine per 5,50 euri] ma affrettatevi prima che sia scalzato dal successivo, il piacevolissimo «Il mondo degli showboat» di Jack Vance.

La frase chiave del romanzo di Miglieruolo – notevolissimo e neanche un filino invecchiato – è questa: «sognare non solo è legittimo ma è persino necessario, anzi obbligatorio». In realtà, così formulata, la trovate nella post-fazione ma è come se questa esigenza attraversasse ogni pagina e, se ben intendo, anche l’intera vita dell’autore e la sua articolata esperienza politica.

Buttatevi a leggere. Non fatevi spaventare dal glossario iniziale e dalle prime pagine. Superato lo choc di uno scenario complesso, il ritmo non si interrompe un attimo e i personaggi sono vivi da far tenerezza o paura: se a volte il contrabbasso va più leggero è solo perché così il sax entra meglio. Miglieruolo va giù deciso: per un solo esperimento occorrono 2milioni e 700mila astronavi. E per il finale solo 5 parole ma non le dimenticherete.

Trama appassionante su scrittura raffinata. Butta lì «falsità di belato in lupo affamato» e subito dopo «contegno civile di animale tormentato che non sbava, quindi ironia». C’è a pagina 90 un duello commentato inanellando gatti e topi: chissà quanti ci hanno provato ma a Miglieruolo è venuta così perfetta che sembra l’abbia trovata tatuata sull’ombelico.

Non vorrei davvero parlarvi di ciò che succede e capirete il perchè solo leggendolo. Terminato il libro, dedicate 5 minuti alla bella intervista a Miglieruolo che, fra l’altro, spiega il marxismo non-marxista. E il mio cuore, la mia testa, le mie gambe iper-iper-iper-iper-manifestanti gridano che ha ragione. Anzi, visto che si parla della rivolta degli anni 60-’70 ruberò la parola ad Abbie Hoffman che, come me e Miglieruolo, era lì: «Certo eravamo giovani, eravamo arroganti, eravamo ridicoli, eravamo eccessivi, eravamo avventati, eravamo sciocchi, ma avevamo ragione noi». D’altronde io, proprio qualche giorno, fa ho incontrato un Marx giovanissimo su una panchina, stava leggendo due libri del suo e nostro futuro, Rosa Luxemburg e Vandana Shiva. Voi mi direte che è proibito leggere sulle panchine: appunto, per quello sono sicuro che era Marx, ha capito che era il momento giusto per rifarsi vivo. Perse pure le panchine… restano solo le catene, vi pare?

Ah, se la frase «come ladro di notte» non vi suona nuova, la colpa è di un certo San Paolo: tipo che indubbiamente scriveva benino ma al suo tempo era una sorta di Khomeini – forse peggio – dei cristiani.

Infine, visto che alcune/i vanno in vacanza, cosa ci riserva Urania per l’estate? Buttate nel cesso (o quasi, nel suo genere cappa-e-laser, si fa leggere) «La flotta dei mondi», leggete o rileggete Jack Vance, date un’occhiata a «L’altra faccia della realtà» [478 pagine per 5.50 euri]: come per tutte le antologie, c’è dell’ottimo – per esempio Rudy Rucker e Ted Chiang – del buonino o discreto con un po’ di schifezzuole. Se proprio state «a rota» di buona fantascienza, meglio recuperare la trilogia di Robert Sawyer. Non sapete di cosa parlo? Ma allora siete novizi di questa rubrica: recuperate le puntate precedenti e buona estate.

Questa intervista-recensione andò in onda (nel 2009) – con il titolo «Torna (al momento giusto?) la fantascienza marxista di Miglieruolo» – su Radio Città Fujiko di Bologna, poi fu postata sul sito di Carta nella sezione Futuri (dedicata alla memoria di Riccardo Mancini). Nel frattempo ho scoperto, con gioia, che Perseo Libri ha pubblicato «Assurdo virtuale» di Miglieruolo che mi accingo a leggere. Ripropongo questa vecchia recensione anche su codesto blog perchè ho ingaggiato Miglieruolo e presto lo vedrete qui. (db)

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2 commenti

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  1. Max Boschini (@boskizzi) / Feb 26 2012 19:32

    Recuperato in versione Galassia, confermo che le prime 100 pagine siano un autentico dedalo, che scoraggerebbero chiunque. Poi la burrasca passa e il libro lascia di che pensare. E’ un tomo insolito, per genere, stile e scrittura. Probebilmente andrebbe riletto, per capire meglio il tutto. Al momento lo lascio decantare, vediamo che succede…

    • miglieruolo / Feb 26 2012 19:45

      Grazie dell’attenzione prestata. Per alcuni scrittori i lettori come lei sono un autentico flagello. Per me un pur aspro colpo di fortuna. Non si cresce con gli elogi, ma con l’onesta indicazioni dei punti critici. Come Ladro di Notte ne presenta parecchi. Spero che lei, alla prossima lettura, possa entrare nel merito e indicarmene qualcuno.
      Grazie nuovamente.

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