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22 dicembre 2011 / miglieruolo

Buon Natale?

COLPO DI FULMINE

“Si confezionano cessi per il Santo Natale…” leggo distrattamente procedendo al galoppo verso la fermata del metrò. Non è propriamente un colpo di fulmine, ma un colpo al cuore, sì.

Il mio iracondo andare, svelto svelto, quasi ne dipenda la vita, si arresta. Do alcuni passi indietro e occhieggio dentro la vetrina che espone l’assurdo cartello. In effetti… per un attimo mi sembra di avere la conferma di quanto letto. Si confezionano cessi… Poi mi accorgo della correzione, una pessima correzione, appena visibile, operata sulla seconda S della parola cessi e leggo correttamente: CESTI. E tutto torna a scorrere agevolmente sui tranquilli binari della normalità.
Niente, un refuso redazionale…
Ma dato appena alcuni passi sul mio sentiero di vita, un dubbio inizia a rodermi. E mi chiedo il senso di quel lapsus (della penna, non della lingua); e soprattutto perché l’oscuro estensore del cartello l’abbia con tanta sciatteria corretto e non provveduto, come sarebbe stato opportuno, a sostituirlo con un altro più ben fatto e integro.
Mi guardo intorno e guardo me stesso, parte del panorama. Pongo attenzione a come mi affanno e come raramente mi concentro su quello che faccio. Vedo i tanti volti chiusi, i corpi che procedono con altrettanta fretta della mia, la vita che scorre monotona, fredda di per sé, più fredda del freddo di dicembre; ed ecco che in me si insinua il sospetto che la verità del cartello appena letto non risieda nella correzione, ma nella sua stesura originale. Nessun errore, ma l’irrompere nella coscienza dell’estensore di un fuggevole, probabilmente inavvertito, barlume di consapevolezza dell’orrore.
L’orrore delle feste di fine anno. Orrore per l’orgia di insegne e di acquisti, di sorrisi spenti, dei saluti stereotipati, dei cenoni in cui ci si ingozza come oche e la bontà di maniera.
Aveva ragione l’impulso che ha guidato la mano ignota nell’estendere una versione veritiera del cartello. Sì, certo, si confezionano cessi. Cessi di superfluità, d’esteriorità e buonismo.


Mauro Antonio Miglieruolo

2 commenti

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  1. grandeclaudios / Dic 22 2011 14:07

    AIUTOOO!!!! sta arrivando il natale, santo stefano ma soprattutto, il più terribile: SYLVESTER, come lo chiamano i tedeschi, ossia l’ultimo dell’anno.
    ma vi è mai capitato di stare fuori roma, magari, perché no?, in vacanza, e di voler “cenare”? si, cenare la sera dell’ultimo dell’anno!
    VERBOTEN. “qui si fa solo il cenone”.
    e allora dai a telefonare a tutte le centinaia, migliaia di ristoranti, trattorie agriturismi di zona e dintorni. solo due risposte: 1) chiuso 2) solo cenone.
    certo, è triste andare a letto senza cena, perdipiù il giorno di fine anno. magari alle 11 di sera, che poi ti svegliano a mezzanotte…
    e qui viene il bello, anzi, il brutto.
    c’è gente che spende un patrimonio per botti, fuochi d’artificio e altre schifezze (la bomba maradona!). tutto questo per procurarsi un po’ di botti, dita rotte, un “occhio perso”, un piede rotto e anche qualche morto.
    allora prendiamolo questo cenone organizzato (carissimo)! ma ci siete mai andati? ti mettono in testa un cappelletto colorato. in bocca un fischietto (al sud, provincia di lecce) e poi ti ammollano decine di antipastini con tonnellate di maionese (in piemonte, ad alba, provincia di cuneo) o decine di salametti, olive, taralli, lampasciuni (alberobello. in puglia). e poi assaggini di risotti, pasta, zuppe, grigliate miste.
    e poi? ce ne siamo sempre scappati via prima dei contorni, del dolce, del panettone, del pandoro, del torrone, bianco e nero, dello spumante e del liquorino. e tutti che si fanno gli auguri…di che? con l’aria che tira.
    con l’occasione un pensiero grato all’unica trattoria di siracusa, che in un fine d’anno ormai lontano ci somministrò una “cena normale” con prezzo regolare. altrove, impossibile.
    anche a senigallia trovammo un ristorante con “cena normale” ma poi ci voleva far pagare il prezzo del cenone, dicendo che avevamo “equivocato” (anche se avevamo preso solo un primo e un contorno a testa). così anche nel sulcis, in sardegna: accettarono la cena normale, ma poi. arrivati, ci volevano ammollare la cena/cenone…
    PS: all’estero questo “squallore” non c’è così diffuso come in italia. cenato normale in tanti fine anno in portogallo, spagna, francia, belgio, germania, inghilterra, grecia e turchia…

  2. miglieruolo / Dic 22 2011 14:45

    L’Italia è il paese più bello del mondo, ma anche quello con la classe dominante più rozza e imbrogliona del mondo. Il paese con più alta vocazione artistica e più alta propensione agli atteggiamenti mafiosi.
    Che ci vogliamo fare? se non sono gli italiani a farlo?

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