Vai al contenuto
24 gennaio 2012 / miglieruolo

Favola ad personam?

Favola ad personam?
Di Mauro Antonio Miglieruolo

Protagonista Amanda Hocking, giovane donna della provincia americana che, da un giorno all’altro in pratica, si ritrova nell’occhio del ciclone del successo e dentro le bonacce della ricchezza.


Amanda è un lettrice, e scrittrice, “compulsiva”. Legge di tutto. Da King a Shakespeare, da Keruac a Vannegut. A dodici anni ha già scritto un racconto, a diciassette un romanzo. Figlia di separati, probabilmente trova compenso alla mancata presenza dei due genitori nella lettura e nella scrittura. Qualcuno, forse per ulteriormente giustificare le sue preferenze, la definisce bruttina, ma le foto di lei reperibili su Internet contraddicono la definizione. È sovrappeso, questo sì, ma basterebbe una buona cura dimagrante per renderla pari alla stragrande maggioranza delle donne. Una giovane donna e basta. In una foto tra quelle che presento sembra un po’ triste, forse depressa (nonostante il successo) questo sì, ma non bruttina. Anzi. Se dunque posso credere alla storia del “compenso” quale conseguenza di un eventuale squilibrio nella vita familiare, non sono disposto a andare oltre. Aggiungere motivazione a motivazione (e che falsa motivazione!) mi sembra solo un modo per negare alle donne la possibilità di diventare intellettuali. Normali e intellettuali. Non necessariamente brutte e intellettuali. Come ogni uomo di questa nostra benedetta e pure stramaledetta umanità.
Preoccupati i genitori chiedono la consulenza di una psicologa che sproloquia: la ragazza è preda di un’aberrazione, bisogna farla smettere di scrivere. Per fortuna i genitori non l’ascoltano e Amanda può continuare nella sua incessante attività di scrittrice. Con il corollario-calvario di invii di opere che gli editori implacabilmente bocciano.

Il 15 aprile 2010, stanca di tutti questi rifiuti Amanda si rivolge all’editoria online e inserisce il suo primo ebook in rete. Il successo è immediato. Nel giro di venti mesi, a soli 26 anni, vende un milione e mezzo di copie e accumula due milioni e mezzo di dollari sul suo conto corrente. Un caso che sorprende per prima la ragazza, ma avrebbe sorpreso chiunque; e che lascia interdetti anche gli esperti del settore editoria.
Come lei, pochi altri casi. John Locke, a esempio, o lo spagnolo Eloy Moreno. Gli “esperti” si chiedono se si tratti di possibilità reali per coloro che optano per l’editoria online. Personalmente ne dubito, anche se già più di una decina di anni fa avevo, in una racconto di fantascienza, profetizzato qualcosa del genere (facile profezia). I problemi per gli aspiranti scrittori non sono rappresentati dal veicolo (libro o ebook), ma dagli squinternati orientamenti degli addetti al settore. Dalle loro scelte, dai loro limiti, dalle loro cecità, dalle esigenza complessive del sistema editoria. Una vera iattura per l’editoria stessa, che si sta trasformando in una sorta di passivo librificio.

Le opportunità invece sono tutte affidate al caso, ovvero la “fortuna” del Machiavelli. Temo pertanto che il caso di Amanda, alla quale, nonostante l’invidia, auguro ogni bene, sia legato a circostanze fortuite. Non nego validità ai suoi testi, che non ho avuto la fortuna di legge, ma che mi riservo di leggere. È che so non basta scrivere testi validi per essere letti, e letti con entusiasmo. Occorre dell’altro. Intervenire con il libro giusto nel momenti giusto, a esempio. Oppure ottenere imprevedibile risonanza da fattori esterni al libro ma a esso accessori. O ottenere, ma non sempre basta, recensioni positive sui mass media. E altro imponderabile di cui non saprei dire. Pertanto il mio verdetto è che si tratti di un successo ad personam, difficilmente ripetibile.
Dato però che inserire i propri lavori in Internet non costa nulla (nemmeno la pena di un rifiuto) perché non intraprendere quella strada? Io personalmente, sapessi come formattare i miei testi in modo da renderli leggibili in più formati e avessi un indirizzo serio a cui inviarli, non esiterei un istante. Almeno non sarei costretto a subire i lunghi silenzi degli editori e le deprimenti lettere di rifiuto che qualche volta mi è capitato di ricevere. Specialmente per i lavori, che a mio parere, meno di altri pubblicati, meritavano di ricevere.

2 commenti

Lascia un commento
  1. Claudia Marinelli / Gen 24 2012 08:06

    Beh è un settore da indagare, c’è da leggere bene come fare io sonomolto ignorante, ma gli e-book andranno moltiplicandosi nei prossimi anni.
    Indaghiamo meglio!

  2. philomela997 / Gen 24 2012 08:30

    Temo che in lingua italiana un successo del genere non sia possibile nemmeno per un fortunato tra un milione ^^ Comunque autopubblicare è facile (su Lulù è completamente gratuito) ma non molto efficace. Devo testare Amazon ^^
    Va bene il formato word ^^ magari con la dimensione delle pagine in A5

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: