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16 febbraio 2012 / miglieruolo

Celentano e Sanremo

Non avrei voluto inquinare il giorno di cristina Bove, della quale stamattina avete letto una bella poesia, con le solite beghe della quotidianità. Purtroppo mi vedo costretto a farlo, per dire alcune utili parole sul caso Celentano. Utili ho detto, non irrinunciabili.


Del quale Celentano anticipo subito mi è umanamente simpatico, simpatia che è andata crescendo negli ultimi tempi, dopo che per tanto non l’ho avuto in gran considerazione. Ma ciò che mi spinge a intervenire non è l’impulso a prendere posizione in suo favore; è stata la la reazione forsennata che “uomini di pace” (in questo modo amano definirsi) hanno avuto nei confronti del suo monologo della serata inaugurale di Sanremo; in una con le parole adoperate, il mobilitarsi dell’apparato di potere schieratosi subito a difesa dell’intoccabilità vaticana.
A quasi un secole e mezzo da Porta Pia, presa Roma, l’Italia sembra ancora essere soggetta al governo dei preti!
E’ successa una mezza fine mondo. Sanremo commissariato, Celentano trattato come un discolo, probabilmente bandito dagli schermi per chissà quanto. Nessun tentaivo di capire, di confrontarsi, di aprire un dialogo e porsi interrogativi: se nel popolo italiano riaffiorano sentimenti di ostilità nei confronti di tanti atteggiamenti d’Oltre Tevere, un motivo ci sarà. Forse è proprio di questi motivi che si tratta. Dello sbarramento preventivo atto a impedire di andare a scoperchiare tombe. Esempi: di non guardare nei conti dell’IOR; o delle penosa questione dell’ICI, nella quale vescovi e cardinali non fanno miglior figura del siur Brambilla che si sottrae con ogni mezzo all’obbligo di restituire alla collettività parte di ciò che la collettività lo ha messo in grado di guadagnare. Probabilmente più d’uno si è posto l’interrogativo: questi cominciano prendensola con Avvenire e Famiglia cristiana, finiranno dove?
Ma torniamo a Celentano.
Che cosa ha pronunciato di tanto straordinario “il Molleggiato” da suscitare un vero e proprio vespaio?
Frasi come queste:

Quello che non sopporto è che non parlano mai della cosa più importante e cioè del motivo per cui siamo nati. Quel motivo nel quale è insito il cammino verso il traguardo che segna non la fine dell’esistenza, ma l’inizio di una nuova vita. Preti e frati non parlano mai del Paradiso come se l’uomo fosse nato soltanto per morire ma non è così. Siamo nati per vivere. Preti, siete obbligati a parlare del Paradiso se no vuol dire che abbiamo solo questa vita”

“Avvenire” e “Famiglia Cristiana” andrebbero chiusi, si occupano delle beghe della politica e non parlano del Paradiso

…testate ipocrite come le critiche che fanno a don Gallo che ha dedicato la vita ad aiutare gli ultimi…

…di ultimi ce ne sono tanti, come gli operai che dall’8 dicembre stazionano giorno e notte al freddo e al gelo alla stazione centrale di Milano per protestare contro la cancellazione dei vagoni letto…

(Questa ultima deve proprio aver dato fastidio!)

Di Pietro, Parisi, Segni hanno raccolto un milione duecentomila firme che la Consulta ha buttato nel cestino. C’è qualcosa che non va: o è la Consulta che sbaglia o bisogna cambiare vocabolario.

A parte l’accenno a chiudere testate, un infortunio, non vedo lo scandalo.
Ma forse non c’è scandalo. Ma l’ennesima manifestazione di intolleranza di una classe dirigente che, di qua e di là dal Tevere, non sopporta critiche, non sopporta pensieri liberi, non sopporta che chiunque, il primo o l’ultimo degli uomini, dimostri di essere più degno e più saggio di loro nel governare.

Mauro Antonio Miglieruolo

5 commenti

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  1. grandeclaudios / Feb 16 2012 13:45

    Ahinoi! Ahinoi! Ahinoi!
    ma davvero dobbiamo prendere per oro colato le farneticazioni “DA BAR” di celentano? tipo, “che i preti mettono male il microfono e si sente male” o che “non parlano del paradiso”. 4 stronzate da bar e in mezzo “basta con la guerra”. altre 4 stronzate e poi “il vaticano deve pagare l’ICI”. ancora 4 stronzate e poi “chiudiamo due giornali cattolici perché non parlano del paradiso”.
    ho avuto la “sventura” di ascoltare celentano e poi “me ne sono andato”.
    vedo che anche le “migliori menti” lo apprezzano….
    Ahinoi! Ahinoi! Ahinoi!
    certo, non sono al fianco dei censori, ma difendere le stronzate poi…

    • miglieruolo / Feb 16 2012 17:31

      Non capisco il motivo dei tuoi lamenti. Hai letto l’articolo? Io ho solo parlato di simpatia per il personaggio, nonché di non riuscire a vedere lo scandalo. Non altro.
      Se poi qualcuno vede lo scandalo e me lo indica, sarò felice di stigmatizzare insieme a lui.

    • miglieruolo / Feb 16 2012 22:21

      farneticazioni da bar di Celentano? forse
      ma Celentano è anche l’unico personaggio di rilievo, del quale sappia, che abbia avuto il coraggio di denunciare Francia e Germania, austeri implacabili giudici ed esecutori, quali corresponsabili del disastro Greco avendo imposto a quel goveno l’acquisto di enormi quantità d’armi. Decine di miliardi gettati al vento!
      farneticazioni da bar? non mi sembra
      Questo si chiama scoprire gli altarini, non farneticare!

  2. franco / Feb 17 2012 21:24

    Piccola curiosità: uNo dei pochi che ha difeso Celentano, sottolineando il fatto che, in buona sostanza, ha difeso i principi che dovrebbero valere per ogni buon cristiano (ha parlato di aldilà e di vita eterna, cosa che in televisione non accade mai) è stato… Sandro BONDI.
    Sul Corriere della Sera.
    E adesso come la mettiamo?

  3. miglieruolo / Feb 17 2012 23:14

    Ciao, Franco. Grazie del commento.
    Ma perché dovremmo metterla? Non me lo sogno neanche! Come non mi sogno di difendere Celentano. Maggiorenne e molleggiato. Si difende da solo.
    Anche io mi difendo da solo. Prendo dalla realtà ciò che mi interessa e lo metto in evidenza. Delle alleanze spurie che si stabiliscono tra militanti di religioni simili ma diverse, invece mi cale poco. Se una persona dice qualcosa che condivido, a mia volta lo dico. Se non lo condivido, uguale, fornisco le ragioni. Nella vicenda mi ha colpito la tempesta in bicchier d’acqua che si è scatenata e l’ho detto. Che poi il mondo non sia d’accordo con me, non può che dispiacermi. Non è la prima volta, non sarà l’ultima. Ormai sono rassegnato. Rassegnato non che i più la pensino diversamente, questa è una bella cosa. Rassegnato a che nessuno mi fornisca fondamenti razionali in grado di farmi cambiare opinione.
    Io comunque aspetto, aspetto sempre.

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