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1 marzo 2012 / miglieruolo

Ricordo d’inverno di Cristina Bove

Ricordo d’inverno

Il freddo e la neve di questi giorni mi hanno riportata indietro di circa vent’anni, quando abitavo in una delle ville di un consorzio alle falde di Roccapriora.
La casa era piuttosto malandata, il proprietario ce l’aveva affittata così e avremmo dovuto pensarci noi a renderla vivibile.
Facemmo tutto quanto rientrasse nelle nostre possibilità per ovviare ai tanti problemi che di volta in volta ci obbligavano a correre ai ripari, tubature dell’acqua, caldaia da sostituire, pareti da imbiancare, ecc.



Anche il giardino diede molto da fare, alti pini circondavano la casa e abbracciavano l’immenso terrazzo di lunghi rami che dovemmo potare.
Di fronte c’era una villa pretenziosa i cui proprietari venivano solo nel fine settimana, ma restavano fissi per tutta l’estate.
La signora, una bella donna sulla sessantina, mi aveva offerto un paio di volte della frutta e mi aveva invitata a raccoglierne dell’altra dai suoi alberi stracolmi. Si mostrava benevola e comprensiva, mi lodava per come avessi ridato vita al giardino, perfino la vasca con le anatre e i pesci rossi, e di come riuscissi a portare avanti una famiglia numerosa come la mia, quattro figli, signora, e sempre puliti e ordinati, educati, come ero brava e chissà quante economie dovevo fare per tirare avanti. Però tutti quei cani, eh, mia cara, forse sono un po’ troppi, immagino le spese. Ah, credevo che l’aveste comprata, la casa! Che bravi a curarvene così anche se non è vostra.

Un giorno d’agosto, come facevamo di tanto in tanto, con figli e amici organizzammo una cena festosa. Lo spiazzo tra gli alberi e le aiuole si riempì di tavolini e sedie, furono accesi lampioncini colorati tra i rami, e lampade sui tavoli.
Le amiche avrebbero portato ciascuna qualche specialità.
Io avevo affrescato un’intera parete sotto il grande portico con una scena che pareva la continuazione del giardino.
Sul cancello principale avevo affisso un bel cartello: “Festeggiamo un giorno qualunque perché siamo felici di viverlo insieme”.
In piena serata, ricordando la gentilezza della signora di fronte, vado a invitarla.
Lei, con fare seccato mi ringrazia e aggiunge: ma come vi permettete di fare feste, invece di risparmiare e comprarvi una casa?

L’inverno successivo nevicò a lungo, tutto era immerso nel biancore ovattato e scintillante, spalammo la neve dal viale, mio marito riuscì a mettere in moto la nostra multipla e portare i figli a scuola.
Nella tarda mattinata uscii attorniata dai miei sette cani, bardata di piumone e pantaloni imbottiti da sembrare la réclame michelin.
Sulla stradina principale ormai sgombra di neve, vedo arrivare l’auto dei vicini.
Mi fanno cenno con la mano, si fermano. Dalle portiere aperte in contemporanea scendono padre, madre, figlia e figlio, tutti impellicciati, passamontagna e scarponi doposci.
Fanno una specie di sfilata, con la scusa di abbracciarmi a turno.
Tutto questo squadrando il mio abbigliamento molto, ma molto casual.
Stentai a trattenere il riso, mentre ripartivano.
Raccolsi un po’ di neve dai lati della strada e cominciai a tirare palle che i miei cani facevano a gara ad acchiappare al volo.

Tornati a casa, accaldati e scodinzolanti, mentre riempivo ciotole di croccantini, suona la campanella del cancello.
È la vicina, sempre impellicciata dalla testa ai piedi.
Senta- mi dice- questa è un’occasione da non perdere, per lei e per la sua famiglia, sono un po’ fuori moda, è vero, però sempre pellicce.
Aggiunge che se ci fossi andata a nome suo mi avrebbero fatto un ulteriore sconto.
Le rispondo con garbo che per scelta personale non ne indosserò mai. E che sono anche vegetariana.
Stavolta mi guarda con disprezzo e se ne va scuotendo la testa nel colbacco.
Da allora niente più frutta. E nemmeno il saluto.

11 commenti

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  1. miglieruolo / Mar 1 2012 08:01

    Oggi ho tradito l’intento di ospitare ogni giovedì una poesia di Cristina (Bove). La parentesi intorno al cognome è data perché mi viene sempre più facile chiamarla semplicemente Cristina, come una vecchia amica. Che tale considero, anche si di fresca data.
    La offro perché qui, in quanto in fondo (ma anche in superficie) non siamo molto lontani dalla poesia. Cioé il raccontare molto, raccontando poco.
    Niente avventure, intrecci, tragedie, drammi, ambizioni, passioni o inseguimenti. La descrizione placida dei giorni, di quel che agli uomini accade giorno dopo giorno. Ma dal quale traspare un volontà, ampiamente condivisa, di viverli “in un certo modo”, di non lasciarli sopraffare da altri e diversi orientamenti. Di non diventare vittime di se stessi, dall’avidità, dell’aridità e dall’avvilimento.
    La gioia di stare insieme… ci può essere poesia migliore? INVITO migliore? Sì, quello di stare in pace con se stessi e con il resto che ci circonda.
    Un recupero importante, del quale oggi il mondo ha particolarmente bisogno.

  2. miglieruolo / Mar 1 2012 08:05

    Una seconda considerazione. Accetto l’invito a risparmiare per acquistare casa. Di questi tempi avere un tetto sulla testa è più importante che in altri. Non a però a prezzo della vita, di doverla vivere espungendo da essa i tentativi di renderla migliore.
    Per ritrovarsi al termine proprietari ma sconfitti e avviliti, senza ricchezza alcuna, a parte poche tegole, da tramettere a quelli che verranno dopo.
    Povertà estrema verso cui tutti noi corriamo a precipizio.

  3. cristina bove / Mar 1 2012 09:31

    graze, Mam
    anche di questo inverno
    e per le fotografie bellissime con le quali lo hai corredato.
    Sei uno scrittore dalla vena inesaurbile, perfino nei commenti, e un gentile amico a cui sta a cuore la parola, il significato, il senso del comunicare e della vita.
    ciao
    cri

  4. Domenica Luise / Mar 1 2012 09:48

    Una scrittura bellissima, corredata da fotografie superbe. Complimenti affettuosi.

    • miglieruolo / Mar 1 2012 11:33

      Contraccambio. Complimenti affettusissimi. Ho molto apprezzato il tuo commento alla poesia di Cristina. Me la sono trascritta. Intendo meditarci sopra.

    • cristina bove / Mar 1 2012 19:16

      grazie, Mimma.

  5. Claudia Marinelli / Mar 1 2012 11:10

    Che simpatico questo piccolo racconto! L’autrice si guarda dapo tanti anni con sguardo sereno, tenero ma anche ironico…
    Complimenti!

    • miglieruolo / Mar 1 2012 11:31

      grazie Claudia. E’ importante sapere di avere efftuato scelte condivise, un incoraggiamento…

      • cristina bove / Mar 1 2012 19:23

        🙂

    • cristina bove / Mar 1 2012 19:22

      Claudia, l’ronia mi ha sempre aiutata molto.
      grazie dell’apprezzamento

      cri

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