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2 marzo 2012 / miglieruolo

Omaggio a Dick – Fiori blu drogati e fritti

Ricorre oggi 2 marzo 2012 il 30esimo anniversario della morte di Philip Kindred Dick(Chicago, 16 dicembre 1928/Santa Ana, 2 marzo 1982), forse il più grande tra i grandi della fantascienza. Uno dei pochi il cui valore lo ha portato a affermarsi oltre i confini del genere.
Autore di numerosi romanzi di successo


(ne cito solo alcuni: La svastica sul sole, I giocatori di Titano, I simulacri, Le tre Stimmate di Palmer Eldrich, Il Cacciatore d’Androidi, Mr. Lars, sognatore d’armi, Labirinto di morte, Ubik, Un oscuro scrutare, Divina Invasione, Valis ecc.), ha ispirato la prduzione di alcuni ottimi film, tra i quali sono da citare almeno Blade Runner, Minority Report e Atto di forza.

Pescando nel catalogo della casa Editrice Fanucci, che ne ha acquistato l’esclusiva, ci si potrà procurare i romanzi di cui sopra, nonché le raccolte dei numerosi racconti nella produzione dei quali Dick si è parimenti distinto.
Non ho il tempo ora, né forse la ricorrenza lo richiede, di entrare nel merito della complessa poetica di Dick (prometto di farlo più avanti). La visionaria visione del mondo che traspira dai suoi testi, di là dal loro valore letterario, lo colloca tra gli autori che, per intendere non solo la fantascienza, ma l’intero Novecento, occorre leggere. Le tematiche di Dick io credo anzi che in gran parte siano ancora in anticipo sui tempi; che molto altro cammino l’umanità dovrà fare per intenderle. L’esame dell’inestricabile intreccio tra coscienza e oggettività, che delimita le nostre possibilità di descrizione del mondo, costituisce il necessario asse portante del pensiero del XXI secolo.

Completo il ricordo di Dick con una buona poesia di Fabrizio “Astrofilosofo” Melodia, presa dal blog di Daniele Barbieri, il cui link riporto qui sotto:
http://danielebarbieri.wordpress.com/2012/02/28/fiori-blu-drogati-e-fritti/#more-7643

Mauro Antonio Miglieruolo

* * *

Fiori blu drogati e fritti

di Fabrizio “Astrofilosofo” Melodia
Scruto
questa vecchia
logora
tuta
mimetica
cangiante
ogni istante
in frammenti
di pazzia

scruto
dentro
allo specchio
della mia non anima
frammentata
da mille dosi
di saccarosio

scruto
la mia non immagine
drogata
da mille dosi
d’immeritata
non ilarità

scruto
drogati
per sbatterli
in gattabuia
ma sono loro
alla fine
a scrutare
me

chi sono
frammento di saccarosio
perduto
nelle cellule morte
di serotonina stantia

troppa droga
ma non ero un poliziotto?

No
sono
un giardiniere
tra queste foglie
di blu oltremare

non possono
essere droga
sono troppo belle
le coltiva il governo
poi le rivende
inondando
il popolo
di tutta la serotonina
che gli serve

quando sono troppo felici
arrivo io
a sbatterli dentro
vivendo tra loro
drogato come loro

no
sono un padre di famiglia
ho due figli piccoli
coltiverò per loro
droga e giochi

darò loro
ciò che la realtà
vuole

frammenti di pazzia
in salsa ketchup.

COSI’ LA PRESENTA L’AUTORE

Nel 30esimo anniversario della morte (il 2 marzo 1982) di Philip K. Dick, mio indiscusso maestro di quotidiana e tecnologica follia. E a Richard Linklater per un capolavoro anche troppo sottovalutato)

One Comment

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  1. Claudia Marinelli / Mar 2 2012 11:29

    Il mio auotre di fantascienza preferito, anche se non ho letto tutto!

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