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9 aprile 2012 / miglieruolo

IL GHOSTBUSTER, LE COCKROACHES E IL GESSO CINESE 2

IL GHOSTBUSTER, LE COCKROACHES E IL GESSO CINESE
Due raccontini Di Claudia Marinelli

Due

Dal libro “Grattacieli e carrozzelle” che ancora non ha trovato un editore. Qui la protagonista abita a Manhattan, al ventiduesimo piano di un grattacielo all’incrocio della Diciassettesima Strada con la Prima Avenue. Siamo nel 1991.

Non ho mai capito da dove vengano le cockroaches di New York. Stanno dentro ai muri e escono fuori da qualsiasi piccola fessura soprattutto in cucina e nel bagno, attirate dagli odori del cibo. Non annegano, bisogna schiacciarle per ammazzarle. Durante i miei primi quattro anni a New York avevo imparato a dare una caccia spietata alle cockroaches, ma era una guerra senza fine, perché le cockroaches sono più forti e più resistenti delle persone! Ma, sono creature terrestri? Questi scarafaggi, lunghi come delle grosse formiche, con antenne e molteplici zampe, non saranno mica delle creature aliene? Si autoimmunizzano a tutto! Gli insetticidi all’inizio funzionano poi, piano piano… non funzionano più. Allora si cambia insetticida… stessa storia e se poi si ripassa al primo insetticida è come se il ricordo dell’immunizzazione fosse passata nel DNA dei discendenti di questi maledettissimi insetti: non muoiono più!
Ma ad un certo punto avevo scoperto qualcosa di fantastico: il gesso cinese. Sì, proprio così! Si trattava di una stecca bianca che si comprava in una confezione con una scritta in cinese, e che somigliava proprio al gesso per forma e colore. Si tracciavano delle righe nei pensili della cucina, per terra, intorno ai mobili e le cockroaches, quando ci passavano sopra morivano all’istante. Una manna!
Ben sapendo dell’infestazione di cockroaches a New York, appena entrai nel mio nuovo appartamento, comprai il gesso cinese e feci dei bei disegni un po’ dappertutto. Risultato: sterminai i maledettissimi insetti! Una liberazione!
L’appartamento accanto al nostro era una monocamera abitata da uno specializzando indiano al primo anno di Psichiatria: una persona affabile, dalla pelle scura e dai modi eleganti degli orientali. Parlava inglese con l’accento tipico degli indiani e ci salutavamo sempre cortesemente.
Un pomeriggio, mentre tornavo con tutti i miei figli da scuola, lo incontrai nella hall del palazzo. Ci salutammo ed entrammo in ascensore insieme chiacchierando un po’ del più e del meno. Quando arrivammo al nostro piano i miei figli uscirono dall’ascensore correndo verso la porta di casa e noi adulti li seguimmo al passo. Il mio vicino guardava i bambini con indulgenza e simpatia, era veramente una persona a modo.
Ma ecco che, mentre aprivamo le nostre rispettive porte di casa… le vidi! Un piccolo esercito di cockroaches usciva dalla porta del mio vicino mentre lui entrava in casa. Mi sentii gelare!
– Ciao allora, – disse il mio vicino mentre chiudeva la porta, con un sorriso affabile. – Buona serata.
– C… ciao. – Risposi, guardando le quattro o cinque cockroaches che si avviavano tutte arzille verso casa mia.
– Ci vediamo. – Aggiunse lui.
– Sì, d’accordo. – Risposi, mentre ponderavo la strategia di lotta contro l’invasore! Decisi in un batter d’occhio: pestai a morte gli animali prima che raggiungessero il mio ingresso. Poi entrai a casa, presi scopa e paletta e raccolsi le mie vittime. Ma… che cosa dovevo fare? Se il mio vicino era infestato, prima o poi avrebbe infestato pure me! Già mi immaginavo file di scarafaggi alieni invadere segretamente di notte il mio appartamento!
No, no e no!
Pensai un momento al da farsi: il mio vicino era un uomo che viveva da solo, lavorava sicuramente a ritmi serrati perché frequentava il primo anno di specializzazione, di sicuro non aveva molto tempo per pulire! E poi… questo lo avevo sperimentato io stessa, anche se si pulisce in modo maniacale, questi maledettissimi scarafaggi americani, o extraterrestri, non spariscono.
E se avessi regalato al mio vicino il gesso cinese?
Che idea geniale! Non ci pensai due volte: andai in cucina, presi una scatoletta di gesso e suonai alla porta del mio vicino.
– Chi è? – chiese lui prima di aprirmi.
– La tua vicina di casa. – Risposi.
Lui aprì la porta e mi guardò interrogativo.
– Sai, – dissi io – ho visto che hai delle cockroaches. – Mi sentivo un po’ imbarazzata per la verità, ma continuai decisa. – Allora ti volevo dare questo. – E gli porsi la scatoletta di gesso.
– E che è? – chiese lui prendendo la scatoletta e girandosela tra le dita.
– È gesso cinese. Provalo! Devi tracciare delle righe o per terra o vicino ai pensili e le roaches muoiono. Io le ho eliminate.
– Davvero! – Esclamò stupito e forse un po’ incredulo. – Ce ne ho così tante! Non riesco a eliminarle.
– Lo so, lo so… ma ti assicuro, questo funziona! – Poi aggiunsi subito, immaginandomi la potenziale fila di scarafaggi che si sarebbe potuta avviare da casa sua a casa mia quella stessa notte: – Provalo subito, te lo consiglio.
– Certo! – rispose con un sorriso.
– Ciao allora! Buona serata, poi mi dici come ha funzionato il mio gesso.
– Ok. Buona serata anche a te!
Tornai a casa
– Ma davvero gli hai regalato il gesso cinese? – Chiese Umberto divertito quella sera quando gli raccontai la scenetta. – E lui che ha fatto?
– L’ha preso. – Risposi. – Speriamo che lo usi!
Speriamo che lo usi, speriamo che lo usi, continuai a ripetermi quella sera.
La mattina seguente mentre aspettavo l’ascensore ecco che il mio vicino esce da casa sua. Mentre chiude la porta si scioglie in un gran bel sorriso e mi fa cenno di aspettarlo, perché l’ascensore era arrivato proprio in quel momento.
– L’ha usato! L’ha usato! – pensai contenta.
– È fantastico quel prodotto che mi hai dato! – esclamò mentre l’ascensore scendeva lento fermandosi ai piani intermedi per far salire altre persone. – Ma che cos’è?
– È gesso cinese, non so esattamente che cosa sia. – Gli spiegai.
– Le mie roaches son sterminate! Incredibile ! Neanche una è rimasta viva. – Disse il mio vicino.
Altre persone che erano entrate in ascensore ci ascoltavano interessate. Quando fummo al piano terra, un medico mi chiese: – Ma che prodotto è?
Ed io gli spiegai che cosa era e dove lo compravo, gliene avrei dato volentieri una scatola, ma lo avevo finito! E così si sparse nel palazzo la voce che il gesso cinese sterminava le cockroaches meglio dello sterminatore stesso. Chissà quanti accidenti mi hanno tirato gli sterminatori di New York! Ma forse… visto i presumibili miliardi di miliardi di scarafaggi che appestano gli appartamenti di Manhattan, una grattacielo in più o in meno da disinfestare non fa grande differenza! Perché al giorno d’oggi, nel terzo millennio, il mestiere dello sterminatore esiste ancora a New York, ne sono più che sicura!

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