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23 aprile 2012 / miglieruolo

Canto dell’Argonauta – 17

Riprendo dopo una assenza di oltre un meso la serie delle poesie di Fabrizio Vittorio. Riprendo con una tra le più semplice e gradevoli. Inutile che ne parli io. Ha già parlato abbastanza il poeta.


Mauro Antonio Miglieruolo
* * *
Canto dell’Argonauta – 17
Quarta Strofe – Sonetti

X
Nelle notti d’agosto, quando il vento
Leggero dell’estate il vago odore
Trasporta d’erbe e fiori, mentre il lento
Fluttuare delle nubi il bel nitore

Adombra della luna, allora sento
Un canto melodioso che ha il sapore
Di un flebile singhiozzo, d’un lamento,
come di chi piangesse un vano amore.

Tacciono i grilli. Quasi per incanto
Si spegne il ritornello della rana
Dispera per i campi: nel divino

Silenzio della notte, solo il canto
Risuona denso di mistero, arcana
Eco del cuore intatto d’un bambino.

VITTORIO FABRIZIO

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