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19 Mag 2012 / miglieruolo

Verso le Stelle di Joe Haldeman

Haldeman e gli incomprensibili Altri
di Daniele Barbieri
(vedi: http://danielebarbieri.wordpress.com/2012/05/15/haldeman-e-gli-incomprensibili-altri/;
ma anche: http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/?s=verso+le+stelle;
e, dove sarà possibile consultare una biografia di Haldeman, oltre che la recensione del notevole “Guerra eterna”: http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2011/11/10/joe-haldeman-4/
)

recensione a «Verso le stelle» (ma occhio anche al ps)



«Gli umani hanno detto che devo tenere un diario scritto della spedizione. Ho protestato che è ridicolo, perché io stesso sono un diario vivente»: così si lamenta, in data 1 maggio 2088, il “marziano” (solo leggendo il romanzo capirete il perché delle virgolette) denominato Mosca nell’Ambra. I suoi compagni di viaggio sono Quaglia Artica, altro nativo di Marte; Namir Zahari, generale del Mossad, e altri due “spioni”- Dustin ed Elza – «entrambi sposati» con lui; e quattro umani di cittadinanza marziana fra cui Carmen Dula, la prima terrestre che ha incontrato i “marziani”.

Un viaggio assai particolare. Intanto per la durata: l’arrivo è previsto per il 13 agosto 2091 «ma sulla Terra sarà il 2 luglio 2100» per effetto della relatività generale. In secondo luogo si tratta di un progetto dispendioso quanto ambiguo, per usare le parole di Namir. Ma soprattutto il viaggio dovrebbe condurre i terrestri più marziani – non invitati – a casa degli Altri, potenti quanto minacciosi.

«Verso le stelle» arriva in edicola come Urania 1582 (256 pagine per 4,50 euri): era uscito nel 2010 come «Starbound» (traduzione di Dario Rivarossa). E’ l’ennesimo Joe Haldeman nelle varie collane di Urania ed è il seguito – ma assai più articolato come trama – del «Dula di Marte» pubblicato un anno fa: non preoccupatevi però se non lo avete letto perché Haldeman riassume l’essenziale.

Le voci narranti sono tre: Carmen, Mosca nell’Ambra e Namir. Egualmente tre le parti (seme, pianticella, fiore) nelle quali il romanzo si divide. Le prine due decisamente più lente – però mai noiose – con parentesi psicologiche, erotiche, militari e qualche flashback sia sul versante dei terrestri che dei “marziani”. Nella terza invece colpi di scena a go-go che lasciano chi legge in uno scenario… completamente nuovo per un terzo atto (ignoro se Haldeman lo abbia scritto o annunciato).

Se in qualche passaggio la trama vi sembra frullata in base a complicazioni non necessarie, tenete presente che due dei protagonisti per rilassarsi (?) giocano la variante degli scacchi «chiamata Kriegspieler in cui i due contendenti non possono guardare la scacchiera: la posizione dei pezzi va ricordata a memoria». Se i terrestri sono complicati (e a volte impazziscono) soprattutto gli Alieni risultano del tutto indecifrabili. Haldeman è davvero bravo nel… non fornire a chi legge una chiave di comprensione sulle intenzioni e la logica degli Altri, senza per questo dire o sottintendere che i terrestri sono meglio. E quando arriverete alla frase «non siete gente che ascolta granché» davvero non saprete con chi schierarvi.

Un buon romanzo, classicamente haldemaniano cioè avventuroso e tecnologico, progressista e ben scritto.

Ah, la quarta di copertina a mio avviso rivela troppo ma tanto… c’è un errore, dunque ignoratela del tutto.

Ps non trascurabile. Nelle ultime pagine il “capo” di Urania cioè Giuseppe Lippi annuncia novità in edicola per ottobre ma intanto fa sapere che i libri saranno presto disponibili anche in e-book (però «protetti da un Drm, cioè il meccanismo che impedisce di farne copie»). Già che ci sono annuncio alle galassie riunite che il prossimo Urania – a giugno – sarà «WWW2: in guardia», cioè il seguito di ««WWW 1: risveglio», uscito su Urania un anno fa (vedi la recensione in blog del 6 giugno 2011) di Robert Sawyer, autore qui moooooolto amato. Mentre la parallela Collezione Urania riproporrà l’ormai introvabile «Maestro del passato» dello scoppiettante, pazzesco e inimitabile Raphael Lafferty. Piatto ricco – si sa – mi ci ficco.

PS personale: Su Sawyer concordo in parte. Ammiro la capacità di innovazione dell’autore, il quale riesce a dimostrare che a tutt’oggi, dopo decine di migliaia di singoli prodotti fantascientifici, è possibile dire qualcosa di radicalmente nuovo, in grado di aprire prospettive affascinanti; tuttavia una certa “pigrizia narrativa” nella seconda parte del romanzo mi induce a avanzare una qualche riserva.
Concordo invece pienamente sul “pazzesco e inimitabile” riferito a Lafferty, certamente uno dei più originali e sconcertanti autore del periodo “classico”.
Ambedue i volumi annunciatis ono da considerare imperdibili. Per verificare il Sawyer e godere delle fantasmagorie di Lafferty.
Conto di procurarmeli ambedue.
Mauro Antonio Miglieruolo

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