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15 settembre 2012 / miglieruolo

Dossier FS 27 – I Romanzi di Urania 4-5-6

L’operazione nostalgia continua. Presentando tre copertine di tre romanzi tra i più belli mai pubblicati. Tre testi molto diversi uno dall’altro, che suscitarono un fascino che perdura: mi emoziono ancora guardando quelle copertine che richiamano le ripetute letture con le quale alimentavo la mia fame di straordinario. Più la mia vita si incanalava nel banale e scontato quotidiano, una vita di insignificanze e enormi delusioni, più moltiplicava il mio bisogno di evasione e di senso. Il Figlio della Notte aveva senso, anche se era un poco inquietante (e volutato da me eretico dal punto di vista fantascientifico); avevano un senso gli orrendi invasori Heinleiniani (Il Terrore della Sesta Luna), ottimo innesto tra spy story e fantascienza ortodossa;

ma l’aveva sopratutto La Legione dello Spazio, cavalcata galattica che restituiva me stesso gli spazi aperti, sconfinati, momtagne su montagne da esplorare, dei quali avevo goduto nella prima fanciullezza. Ora solo palazzi, il grigiore di una casa in cui ero a malapena tollerato e l’irrigidirsi della vita in un tran tran che garantiva l’oggi e il domani, colazione pranzo cena, non però cibo per il cuore, cibo per la mente, possibilità all’essere di estrinsecarsi.
La fantasia era solo nei libri. Nelle illustrazioni. Nella mia capacità di lascirami influenzare, trasformarlo in nutrirmento, nutrirmene.
Me ne sono nutrito.
Mauro Antonio Miglieruolo

***

Il romanzo letto oggi non restituisce il medesimno fascino di allora. Ma considerando il pattume che regna sovrano consiglio a chi non lo ha letto di andarselo a cercare. L’edizione originale costa un occhio della testa, ma esitono buone ristampe alle quali rifarsi.

***

Segue un Heinlein d’eccezione…

Heinlein politicamente è un conservatore. Ma non un conservatore (reazionario?) che si vergogna, che cerca nascondersi. E’ uno tutto di fuori, senza infingimenti e senza ripensamenti. Però sa scrivere. Penso anche di poter dire che alcuni aspetti nei suoi racconti travalicano gli stessi limiti dell’uomo.
Spero che nessuno equivochi il senso di questa nota: sto solo dicendo che Heinlein è uno scrittore. Un vero scrittore va sempre oltre se stesso. Non si tratta del solo fascino dell’affabulazione, del romanzesco e dell’esotico spaziofuturale. Si tratta della capacità di penetrare nel senso dei propri tempi, di là dalle proprie mere opinioni e punti di vista. Per cui lo sguardo dello scrittore va oltre giudizi e pregiudizi. Va all’intima essenza delle cose.
Non forse nel Terrore dell Sesta Luna, ma spesso Heinlein, nonostante se stesso, riesce a compiere questa apparentemente impossibile operazione.

***

Di nuovo Williamson. Lo merita. I testi sono molto diversi,la capacità di spaziare negli infiniti del conscio e dell’inconscio uguale. La stessa enormità rappresentata come norma. Cioè, l’ineffabile.

Non oso commentare. Oso bene però consigliare a tutti di leggere questo testo, appartenente alla fantascienza degli esordi, la cosidetta Space Opera. Chiunque l’avvicini con spirito innocente ne verrà conquistato. Il romanzo ha avuto due seguiti. Contrariamente al solito quasi all’altezza del primo.
Williamson è veramente un grande.

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