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18 ottobre 2012 / miglieruolo

sdrucciola quasi squamosa poesia

Oggi doppia proposta. A mezzanotte e un secondo la prima. Alle ore otto la seconda. Con ancora in bocca il sapore del cornetto e cappuccino.
Non perché quella qui sotto presentata non basti. Ma per inveterata incontinenza del blogger. Io vorrei moltiplicare ma Cristina mi invita a temperarmi. Una tantum faccio a modo mio.
Incorrerò nelle ire, ma quelle di un’amica mite e affettuosa qual’è Cristina si possono facilemente sopportare.
Mauro Antonio Miglieruolo
***
sdrucciola quasi squamosa poesia
di Cristina Bove

liscata a lutto
sincopata ogni forma di memoria
scrive la coda bilobata foglia
di stupefatta acquisizione acquatica
la rete strascica di mute
alghe
le lacrime dei pesci
chi le vede?
fa tanto mare agli occhi

3 commenti

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  1. frantzisca / Ott 18 2012 08:58

    e come non capirti mam? Di Cris si può fare il pieno senza incorrere nel rischio di “rigetto” Anzi al contrario s’ingloba nelle molecole e diventa un tutt’uno con chi legge…

  2. domenica luise / Ott 18 2012 14:55

    Le lacrime dei pesci, chi le vede?
    Anche alle poetesse sirene piace nasconderle nel mare sterminato.
    E così le lacrime diventano poesia in poesia della poesia.

Trackbacks

  1. Giovedì « cristina bove

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