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20 novembre 2012 / miglieruolo

Extrabanca, solo buone notizie?

preso da “Corrieredellinformazione)
http://www.corriereimmigrazione.it/ci/2012/11/extrabanca-solo-buone-notizie/
Autore dell’articolo: Daniele Barbieri

***

Luci e ombre su Extrabanca, l’istituto di credito nato per gli immigrati e condannato per “condotta discriminatoria”.

In un panorama di cattive notizie quando arriva quella buona suscita entusiasmi. E poi, si sa, Report è una trasmissione autorevole. Così molte persone, soprattutto straniere, si passano parola e vanno a vedere la puntata del 4 novembre a firma Giuliano Marrucci e intitolata «Extrabanca»

.
Il servizio dura circa 8 minuti (più una manciata di pubblicità) ed è la classica inchiesta tecnicamente ben fatta. Guardatela anche voi se vi è sfuggita ma – mi raccomando – poi tornate qui.
Tutto bene? Forse no. Una trasmissione attenta come Report avrebbe dovuto, per dovere di cronaca, accennare al fatto che Extrabanca ha ricevuto una condanna “per razzismo” o meglio per «condotta discriminatoria» come si legge nella sentenza (datata 22 marzo 2012) del giudice milanese Fabrizio Scarzella.
Sono sorpreso da questa omissione.

Così scrivo a Report un messaggio:«Buondì, vedo che avete dedicato una puntata di Report a Extrabanca, il 4 novembre, e sul vostro sito la presentate così: “A pochi mesi dal crollo di Lehman Brothers, Andrea Orlandini ha avuto il fegato di investire tutti i suoi risparmi in una banca nuova di zecca. E i risultati gli hanno dato ragione. Si chiama Extrabanca, ed è la prima dedicata ai migranti. Perché non esiste crisi di mercato per le buone idee”. Bene. Ma sapevate che è stata condannata per razzismo? Mi potete spiegare? Grazie».

Preciso subito che nell’articolo citato (del 26 marzo 2012 a firma Elvio Pasca) c’è anche il link alla sentenza, così ogni persona può farsi un’idea. Nel giro di pochi minuti ricevo da Marrucci, l’autore del servizio, una gentilissima risposta che sintetizzo: «Effettivamente Extrabanca è stata condannata in primo grado per alcuni episodi di razzismo. La banca è ricorsa in appello e prima di arrivare a una sentenza definitiva le parti hanno trovato un accordo extragiudiziale. Quindi, tecnicamente, la banca ne è uscita pulita. Come puoi immaginare, noi non siamo persone che si accontentano di questi tecnicismi, allora ho a lungo cercato di capire nel merito di cosa si trattasse. La mia conclusione è che quelle accuse fossero del tutto inconsistenti, nate da alcuni dissapori interni (…) Alla fine credo di poter sostenere che la realtà sia esattamente quella che appare, cioè che è inverosimile si siano svolti gli episodi addebitati alla banca e al suo presidente in una banca dove quotidianamente convivono 30 persone di 15 nazionalità diverse e che ha come unico scopo, oltre al profitto, quello di servire la clientela straniera. Spero di essere stato esauriente».

Rimango perplesso soprattutto per quello che ho letto nella sentenza: esistono fatti precisi che fanno dubitare che in quella banca «con persone di 15 nazionalità» la convivenza fosse serena. Anche perché Extrabanca (d’ora in poi Eb) dopo aver giudicato «assurda» la sentenza ha deciso di ritirare l’appello e ha cercato un accordo extra-giudiziale.
Degni di interesse, in questo contesto, altri fatti accaduti successivamente: per esempio il co-fondatore di Eb e vice presidente, Otto Bitjoka, noto economista, ha dato le sue dimissioni ma i media non se ne sono interessati e non hanno collegato questo episodio con il precedente.

E ancora: se avete letto il link sopra, sapete già che il protagonista del processo si chiama Cheikh Tidiane Gaye. Essendo parte in causa non l’ho sentito per questo articolo (vale comunque, sino a prova contraria, la sentenza a suo favore) ma è interessante notare che ci sarà un processo per falsa testimonianza contro Giorgio Bono, un funzionario di Eb. Al processo infatti Bono aveva decisamente negato di aver detto a Tidiane Gaye frasi del tipo «vi abbiamo tolto dalla strada a voi stranieri» ma si era beccato una denuncia… visto che Gaye aveva portato in tribunale la registrazione (fatta con il cellulare).

Ci sono stati altri licenziamenti in Eb: cose che capitano, a volte, ma è curioso che un paio di persone fossero testimoni a favore di Tidiane Gaye. Il clima a Eb non sembra serenissimo neppure rispetto a italiani con più antica anagrafe (anche Gaye è italiano ma non “doc” essendo nato in Senegal): a esempio Simona Ettorre, entrata come Direttore Commerciale, se n’è andata dalla banca e anche il citato Bono è stato licenziato da Eb, insieme a un dipendente cinese, all’improvviso.

Infine la questione dei tassi differenziati dentro Eb: la banca ha siglato una convenzione con una società di intermediazione che commercializza prodotti a tassi differenziati, più bassi per italiani e più alti per stranieri. Si può obiettare che gli italiani presentano meno rischi (bancari): è tutto da dimostrare e soprattutto dipende dai casi ma a ogni modo il messaggio comunicativo (o pubblicitario se preferite) di Eb sostiene che vuole operare a favore degli “extra”: non sembrerebbe a vedere quei tassi.

Insomma la questione Eb meritava approfondimenti. Spiace che Report non abbia ritenuto di dover fare ulteriori verifiche.

Daniele Barbieri

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