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7 febbraio 2013 / miglieruolo

Dance of the Blessed Spirits di cristina bove

No, questa volta rifiuto commentare la poesia. Per quanto meriti e anzi presenti spunti molto propri alla sensibilità di Cristina Bove,

nonché parecchio seducenti (tipo: giù per strada a negoziare un quarto d’ora/di rimozione da qui), è sull’immagine a corredo che intendo soffermarmi. CHE AVREI VOLUTO e dovuto SOFFERMARMI.
Ma anche glissare.
Che dire, infatti? L’illustrazione toglie il fiato, necessario alle parole. Chissà quali e quanti rimaneggiamenti, le immense risorse tecniche e invenzioni… Pensa e ripensa, non se ne viene a capo. Si può solo ammirare.
Per cui mi limito saggiamente a ripiegare su un dilemma che, pur ugualmente difficile da risolvere, mi permette di cavarmela con un SI’ o un NO.
Meglio la poesia o la grafica?
SI’ e NO.
Mauro Antonio Miglieruolo

********

“Dance of the Blessed Spirits” *
di cristina bove

Come faccio a rapirti
se ti adagi nel limbo del letto se
non permetti alla furia del pianto
di scioglierti a morte
prima d’un qualunque modo d’esser vivo
soffiarti il naso spremerti un foruncolo
andare al bagno – eufemisticamente –
o giù per strada a negoziare un quarto d’ora
di rimozione dal qui

come faccio a spiegarti che ruggisce
la parola
che prima di farsi lembo taciturno e scritto
è rombo
talmente gorgo e vertigine
da rasentare smembramento

e ci dilanierebbe in maniera perfetta
da non poterci più distinguere
tu ed io
un colosso di marmo
fuso a una bouganville

* Gluck – Orfeo ed Euridice –

11 commenti

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  1. cristina bove / Feb 7 2013 03:43

    grazie, sono soltanto miei tentativi di rimozione dal qui…

  2. miglieruolo / Feb 7 2013 08:26

    tentativi riusciti? non so, mi intendo pochissimo di grafica. Di effetti però sì, in quanto li provo e sono in grado di constatarli (succedono in me!): gradevolezza, suggestività, incanto, sogno… poesia, insomma!

  3. miglieruolo / Feb 7 2013 08:41

    Ho riletto ascoltando il brano musicale di Gluck che hai suggerito. Tutta un’altra cosa. Suggerisco a tutti di farlo. I due componimenti si valorizzano a vicenda.
    Il senso della poesia prende proprio corpo attraverso le note di Cluck, alle quali conferisce pure maggior pathos.
    La riduzione delle parole al loro essenziale, costituisce il proposito maggiore dalla poesia del Novecento, raramente raggiunto (e tu spesso sì): pure sensazioni.

  4. miglieruolo / Feb 7 2013 17:39

    Stranezze della vita e scarsa aderenza alla realtà delle personali opinioni. Mi aspettavo un flusso speciale di ammiratori, invece sono meno del solito. Questa di oggi mi sembrava speciale tra le speciali, invece no, i più non sono stati d’accordo.
    Chi può dire con certezza del riscontro che potrà avere questa o quella opera?
    Io no di certo!

  5. cristina bove / Feb 7 2013 22:00

    io invece non mi stupisco più di niente, viviamo tempi in cui alla lettura viene data sempre meno importanza.
    ci stiamo incamminando forse verso tempi di comunicazione virtuale, e chissà dove porterà tutto ciò…

  6. domenica luise / Feb 8 2013 09:32

    Allora: che splendore.
    Che bella l’immagine, che bella la poesia, che belli Orfeo ed Euridice e questo nostro storico e perpetuo tentare la fuga dagli inferi, non voltarti, Cristina, non voltarti, Miglieruolo. Non voltarti, Domenica Luise.
    La poesia è.
    La parola è.
    Ci lascia a chi ci vuole e se nessuno ci vuole e non saremo ricordati come Dante la nostra poesia sarà. Nessuno può togliercela e nessuno potrà dimenticarla, come non so, in quale vita non so, ma la sento dono divino alla povertà umana.
    Qui l’immagine è tanto claustrofobica quanto le parole. Se sia meglio la poesia o la grafica non conta e nemmeno quale tra le poesia di Cristina stessa sia la più bella. Togliamo i paragoni e abbandoniamoci all’umanità incalzante di un’autrice vera.

    • cristina bove / Feb 9 2013 22:20

      Bellissime e profonde cosiderazioni, Mimma!
      Forse ci sono dimensioni in cui veniamo scansionati noi e la nostra poesia…
      Il senso che perseguiamo nel mistero di questa esistenza che avvertiamo parziale, ma che sappiamo in qualche modo essere invece infinita.
      L’umanità incalzante mi piace assai. Grazie

  7. miglieruolo / Feb 8 2013 18:38

    Come faccio a rapirti? rapire quella tua bella espressione intensa e tradurla sul foglio? tradurla in parole?
    Ogni cosa che scriviamo, qualunque sia il livello della scrittura, non è altro che sintesi del rapimento continuo con cui trafughiamo le cose per inserirle nella nostra perenne narrazione. Nella nostra vita prima (nell’inconscio, specialmente) e sul foglio poi.
    Questo per intrudurre la seguente mia ammissione-confessione: non importa, sì, poesia o grafica sono complementari, funzione della medesima azione: quella con cui ci impadroniamo del mondo e che poi restituiremo quando il mondo si sarà impadronito di noi.

    • cristina bove / Feb 9 2013 22:21

      “Ogni cosa che scriviamo, qualunque sia il livello della scrittura, non è altro che sintesi del rapimento continuo con cui trafughiamo le cose per inserirle nella nostra perenne narrazione.”

      ecco.

  8. miglieruolo / Feb 9 2013 23:58

    E’ stato notato, adesso anche da me, a volte questo giovedì ha un che di magico… Cristina, non mi negare mai le tue poesie…

Trackbacks

  1. Melanina verde « cristina bove

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