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11 febbraio 2013 / miglieruolo

Fantascienza per ragazze/i?

Fantascienza per ragazze/i?
prelevato di peso dal magnifico blog di Daniele Barbieri (che ne è anche l’autore: stile inconfondibile), all’indirizzo
http://danielebarbieri.wordpress.com/2012/05/01/fantascienza-per-ragazzei/
blog che, agli amanti della fantascienza e del buon giornalismo, consiglio caldamente di seguire.
***
Poco tempo fa un amico mi ha chiesto di aiutarlo a trovare fanta-libri (intendo libri di fantascienza e dintorni) adatti a suo figlio, l’undicenne Bartolomeo detto Bart. Lì per lì me la sono cavata, poi ho avuto un tilt tardivo.


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Quasi quasi racconto. Vedo 43029 palette per il sì e 71 per il no. Mi inchino al pubblico (grazioso per definizione) e vado a concionare.

Risposi al babbo di Bart che, se la memoria mi sorreggeva, non c’è molto. Gli scrissi che ho poco tempo per fare ricerche ma un buon punto di partenza per il ragazzo poteva essere «Storie di giovani alieni» (a cura di Isaac Asimov) … se si trova ancora, visto che fu pubblicato – nel 1997 – nella collana I Miti Junior della Mondadori, dove era presentato come adatto «dai 10 anni in su». Fra i 10 racconti dell’antologia a mio avviso il migliore, per quella fascia d’età, è «Il testimone» di Eric Frank Russell. Molto bello «L’istruzione elementare dei Camiroi» di R. A. Lafferty che però non giurerei sia comprensibile a decenni. Teneramente ottimista «Sottocomitato» di Zenna Henderson. Non brutti gli altri racconti ma a mio avviso non abbastanza catturanti per un primo approccio.

Nella stessa collana (I miti junior) c’è anche «Il mago» di Ursula Le Guin. Nella parallela Junior Super ci sono il vecchio «Podkayne, ragazza di Marte» di Robert Heinlein, «Storie da un altro mondo» curato da Isaac Asimov, «Lettere da Atlantide» di Robert Silverberg e poco altro. Non li ho sotto mano ma… perché no?

Rammento di aver letto – su consiglio di Giulia, allora studentessa? – una ventina d’anni fa «Extraterrestre alla pari» di Bianca Pitzorno. Notevole.

Ed ecco una prima ondata di ricordi più personali. Cioè l’aver sudato assai, nel 1987-1988, quando con Riccardo Mancini proponemmo a La nuova Italia una antologia di fantascienza per la media che poi uscì con il titolo «Imparare dal futuro» ed ebbe un discreto successo nelle scuole (non posso regalarla a Bart perché è esauritissima, ne ho a malapena una copia malandata per me). Sudammo molto per quella antologia non solo per la parte didattica e per qualche divergenza con l’eccessiva ortodossia della casa editrice ma anche nella scelta dei racconti. Pur con piccoli tagli, con qualche parola semplificata e con le note per spiegare i concetti più difficili, ci accorgemmo che non è semplicissimo trovare bei racconti di fantascienza adatti alla fascia 10-14 anni. La nostra scelta alla fine cadde su questi: «Il giocattolo di Mewhu» di Theodore Sturgeon (se il film «Et» ha rubato l’idea a qualcuno è da queste parti che dovete guardare); «I negri verdi» di Leigh Brackett; «Chephes 5» di Howard Fast (andando in alcune scuole scoprimmo che per i ragazzi era il racconto più inquietante); «L’uomo del bicentenario» di Isaac Asimov; «Uccello da guardia» di Robert Sheckley; «Cronopoli» di James Ballard (abbiamo osato troppo?); «Prima dell’Eden» di Arthur Clarke. Avremmo voluto mettere «Sentinella» di Fredric Brown ma l’editore ci suggerì di tenerlo per la successiva antologia, rivolta a ragazze/i delle superiori, e seguimmo il consiglio.
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Tornando a Bart, dopo la mia prima risposta mi sentivo un po’ in colpa per aver consigliato pochi titoli e forse introvabili; così ho chiesto aiuto a una quindicina di amici-amiche (che di nuovo ringrazio) mettendo in moto una piccola valanga, nel senso che quasi tutte/i mi hanno risposto. Yuk-yuk, come dice Pippo quando vede le noccioline, perché vuol dire che il tema appassiona; ma sigh-sigh perché ho avuto da loro la conferma che, in Italia, poco si trova e che molti dei libri citati sono rintracciabili ormai solo nelle buone biblioteche.

Comunque ne è uscito un piccolo elenco che magari può interessare altre persone e dunque lo riassumo qui sotto. Se avete altre indicazioni… ovviamente sono graditissime.

A parte libri non strettamente di fantascienza (Lo Hobbit, Harry Potter, il ciclo di Shannara di Terry Brooks, Lo Scimmiotto di Wu Cheng’en) i consigli ondeggiano su Marion Zimmer Bradley, su un paio di vecchie antologie scolastiche («L’ora di fantascienza», «La sentinella e altri racconti») del genere bellino ma pallosetto, su «Una famiglia marziana» e«La tuta spaziale» (entrambi circolano anche con altri titoli) di Robert Heinlein e su «Il piccolo popolo» di Beam Piper. Poi ci sono i romanzi “juvenilia” di Asimov: tradotti solo in parte e tanto tempo fa. Un’amica e scrittrice consiglia il recente «La notte dei biplani» di Davide Morosinotto, che però non ho letto.

Poca roba. E’ così anche altrove o è un fenomeno soprattutto italiano? Non saprei dire ma forse può stimolare una riflessione sullo stato della fantascienza (o sul settore scolastico) per ragazze/i in Italia. O magari qualcuna/o di noi potrebbe proporre a un editore coraggioso di rifare esperimenti.

Però mi assale un’altra ondata di ricordi, ovvero quando io ho cominciato a leggere fantascienza. Se ho fatto bene i conti era l’estate del 1961, dunque stavo per concludere i 12 anni. Mi ammalai mentre ero al mare e un vicino di casa che aveva la passionaccia (e la collezione) mi rifilò 4 Urania. Quasi giurerei che erano «Cristalli sognanti» di Sturgeon, «Tele-homo sapiens» di Wilson Tucker, «Schiavi degli invisibili» di Eric Frank Russell e «Le onde del Sahara» (ovvero «Il popolo segreto» di John Wyndham). Fu una scossa e da allora… tremo ancora. Forse ero un dodicenne strano ma certo fui un ragazzo fortunato. Tanti auguri Bart, che le galassie ti siano amiche.
***
11febb-ScienzaFantastica4-okwebNota autocritica: l’articolo mi era sfuggito. Come sia stato possibile non so. E’ successo. Lo riporto aggiungendo, nel post successivo delle ore sette di questo stesso giorno, due tra i tanti commenti che ha provocato. Uno di Salvatore Proietti, sorta di eciclopedia peripatetica della Fantascienza; e un’altro di un lettore, tale Andrea Bernagozzi, che non conosco, ma le cui parole mi hanno riportato alla mia personale iniziazione alla fantascienza, avvenuta in una età meno precoce, e però partendo come lui dalla fantascienza adulta.
Completamente diverse invece le modalità di ingresso. Nessuna introduzione alla lettura per me, nessun Virgilio, nessun suggerimento o guida. Nessun medium mi ha condotto alla fantascienza, la cui lettura in verità è stato il medium per accostare ogni altra forma di lettura.
Alla fantascienza io mi sono condotto da solo, autogenerazione di gusto che non mi sono mai potuto spiegare. Senza motivo apparente un giorno mi son detto che era proprio quello il genere di lettura che faceva per me, pur non avendono ancora letto un solo rigo e del quale non sapevo nulla, salvo il nome (affascinato da un’etichetta?). Con i primi soldi accumulati risparmiando il costo del tram, mi pare si trattassero di 20 preziose lire, mi sono recato all’edicola vicino all’abitazione di allora (Via Lavinio 20) e ho chiesto di avere un fascicolo di fantascienza. Un qualsiasi testo di fantascienza. Mi è stato dato un numero della per me ancora sconosciutissima collana “I Romanzi di Urania”, esattamente il n. 148, Stuart: Il Pianeta Proibito, la cui inefficace lettura produsse una grandissima delusione. Delusione però non sufficiente a farmi cambiare idea. Da lì a poco, su un carrettino in una traversa vicina al Cinema Appio (cinema oggi non più esistente) ho scoperto il resto favoloso della collana. Ho scoperto i Van Vogt, gli Heinlein, i Russell, Williamson, Clarke ecc. avendo conferma che l’arcano suggerimento (dell’inconscio) non era stato ingannevole. Quella dei Romanzi di Urania (e Poi Urania Rivista, Cosmo dell’Editore Ponzoni, Galaxy, Galassia, Scienza Fantastica ecc.) era la lettura che faceva per me. Quella in grado di trascinarmi nei mondi diversi, mondi veri, lontano dal grigiore della Roma dell’epoca, nei quali adagiarsi e rifugiarsi, trovare compenso a quel che la vita non dava, pur essendo stata generosa di promesse.
Perciò consiglio ai genitori, con figli in età di fantascienza (dagli undici a sedici anni). Procuratevi i fascicoli (o le ristampe, anche se continuo a pensare siano migliori gli originali) di quei primi anni di fantascienza. Non solo avrete alta probabilità di appassionarli alla lettura, ma vi sono alte probabilità di attivare in loro curiosità e interesse per tutto il resto della cultura. Oltre che, come sostengano molti ricercatori che sostengono di avvalersene, aprire le menti alle infinite possibilità del mondo, che il mondo non nasconde, ma gli uomini sì.
Mauro Antonio Miglieruolo

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