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2 aprile 2013 / miglieruolo

Edward Hopper

Edward Hopper
Pubblicato da amu.art in:
http://artmovestheworld.wordpress.com/2013/03/28/edward-hopper/
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hopper-nighthawks photo from web

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I quadri di Hopper trasmettono un sensazione di calma piatta, immagini sospese in un preciso momento. Guardandoli provo una sensazione simile a quella del sospiro di fine giornata, quando dopo lunghe ore di lavoro arrivi finalmente a casa tua e ti siedi sulla tua poltrona, non in un locale alla moda con gli amici, non in un bell’albergo ma nella solita vecchia poltrona, in quel luogo che conosci a memoria da tutta la vita e stanco, sfinito tiri un sospiro di sollievo perché la giornata è finita e puoi finalmente rilassarti. Queste sono, secondo me e per me, le immagini immortalate dal pittore americano: uno stanco, calmo sospiro di sollievo; un attimo di rilassata gioia e solitudine prima di ritornare alla frenesia quotidiana.
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hopper summer evening photo from web

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Edward Hopper nasce il 22 luglio 1882 a Nyac cittadina dello stato di New York; i suoi genitori: Garret Henry ed Elisabeth Griffiths Smith, provenivano dalla colta borghesia angloamericana. Nel 1895, a soli 13 anni, dipinse il suo primo quadro.
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Frequentò la New York School of Art, diretta da William Merritt Chase, seguace dell’impressionismo europeo. Nell’istituto si trovò a fianco di altri futuri protagonisti della scena artistica americana dei primi anni cinquanta: Guy Pène du Bois, Rockwell Kent, Eugene Speicher e George Bellows. Nel 1906 compì il suo primo viaggio a Parigi, fu affascinato dalla pittura impressionista e dai poeti simbolisti. Tornato in patria, trovò lavoro come illustratore pubblicitario per la C. C. Phillips & Company. Questo lavoro costituì per lui fino al 1925 l’unica fonte di reddito.
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sunlight-on-brownstones hopper photo from web

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Dopo Parigi, nel 1907 si recò in viaggio a Londra, Berlino e Bruxelles. Nel 1909 tornò a Parigi e vi rimase diversi mesi ispirato dai paesaggi unici e romantici della capitale francese. Durante il suo terzo e ultimo viaggio all’estero, a Parigi e in Spagna nel 1910, Hopper perfezionò il suo particolare e ricercato gioco di luci e ombre, la descrizione di interni, imparata da Degas, e il tema centrale della solitudine e dell’attesa. Mentre in Europa prendevano piede il fauvismo, il cubismo e l’astrattismo, Hopper veniva attratto per lo più da Manet, Pissarro, Monet, Sisley, Courbet, Daumier, Toulouse-Lautrec e dal più antico Goya.
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Hopper-morning_sun photo from web

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Nel 1924 alcuni suoi acquerelli furono esposti a Gloucester nella galleria di Frank Rehn. La fortuna critica e il successo di pubblico diedero una significativa svolta alla carriera di Hopper. In quello stesso anno Hopper sposò Josephine Verstille Nivison, la quale fu l’unica modella per tutti i personaggi femminili che avrebbe dipinto da allora in poi. Il successo ottenuto con la mostra alla Rehn Gallery contribuì a fare di Hopper il caposcuola dei realisti che dipingevano la “scena americana”.
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Colored Folks Corner

Colored Folks Corner


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Hopper morì a 85 anni il 15 maggio 1967 nel suo studio nel centro di New York. Oggi è considerato uno dei grandi maestri americani, citato in qualche caso come precursore della Pop Art. Il corpus di opere di Hopper non comprende più di un centinaio di dipinti eseguiti tra il 1924 e il 1966. Un numero decisamente esiguo per un artista del XX secolo, giustificato tuttavia dalla sua metodica attività, che prevedeva l’esecuzione di non più di uno-due dipinti all’anno, tutti della stessa dimensione (100 x 70 cm circa), tranne alcune eccezioni.
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Momenti fotografici, oltre che pittorici. Momenti il cui tempo appare sospeso, fermo per dare conto non del momento stesso, ma dell’eternità. L’azione è data una volta e per sempre.
Il tutto fondato su una personale visione della vita, di come viviamo e per suggerire una particolare angolatura con cui osservarci. Non dunque una visione oggettiva, ma uno scorcio soggettivo che, per come è rappresentato, si tasforma in una possibilità data a tutti di vedere quel che ordinariamente non si vede.
Hopper infatti sceglie il normale quotidiano che proprio perché è sotto gli occhi di tutti, sfugge all’osservazione.
Non a Hopper che, suadendo, ci invita a esaminarlo. Nel banale quotidiano, sembra suggerirci, vi può essere altrettanta poesia che in qualsiasi altra scena che coglie momenti epici e straordinari.
La poesia della vita, la poesia del mondo.
Ch’io sappia è l’unico che trattando dell’uomo medio, uomo qualunque, senza aggiungervi nulla, abbia saputo approdare a tali suggestivi risultati.
Mauro Antonio Miglieruolo

One Comment

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  1. Il Dominatore di Poteri / Apr 2 2013 07:34

    Bel post e questi quadri sono bellissimi .

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