Vai al contenuto
6 maggio 2013 / miglieruolo

La Danza della Dea

La Danza della Dea
dal blog lunanuvola di Maria G. Di Rienzo
http://lunanuvola.wordpress.com/2013/04/19/la-danza-della-dea/
***

“Io voglio sostenere ed accelerare il sorgere della consapevolezza femminile. Voglio promuovere il potere delle donne.

Uno degli attrezzi che uso per questo è il più antico rituale femminile al mondo che sia stato tramandato. Si chiama Raqsat Al Ilaha e cioè Danza della Dea, oppure Raqsat Al Wilada, Danza della Nascita. In occidente si conosce questo rituale come… danza del ventre! Ma “danza del ventre” è un termine coniato proprio in occidente: è la traduzione dal francese “danse du ventre”, il nome dato alla danza dai viaggiatori europei che per primi la incontrarono. Non è abbondantemente ora che le donne entrino orgogliosamente nell’arena del potere, non come duplicati degli uomini, ma come dee gioiose che desiderano partecipare all’innovazione ed al cambiamento del mondo?”

Così Kaouthar Darmoni, tunisina-olandese, assistente docente in “Genere e Media” all’Università di Amsterdam, pedagogista e terapeuta, ricercatrice sulle danze tradizionali in una dozzina di paesi dal Medioriente all’Africa del nord, spiega perché ha fondato il centro “Kaouthar Feminine Capital & Goddess Dance”. La musica e il ballo sono per lei “ponti di comunicazione” fra culture e ritiene che i “ponti” forniti dalle danze delle dea siano molto validi in questo senso, nonché un’eredità umana che se non preservata rischia di sparire a causa della modernizzazione e dei fondamentalismi.

kaouthar darmoni

kaouthar darmoni

Dice ancora Kaouthar: “La Danza del ventre della Dea, come io la chiamo, ha una lunga storia. Nata per celebrare la Madre Terra, metteva in scena i movimenti che rendono possibile il parto. Per tutta la preistoria le donne hanno danzato con altre donne in cerimonie sacre. La Danza della Dea era intesa a connettere le donne con il loro potere di essere fertili e a ristorare i muscoli del corpo e della vagina dopo il parto. Un’altra sua funzione era sociale: il creare tramite la celebrazione solidarietà, amicizia e intimità fra donne. Ma la funzione principale era l’ottenere sostegno spirituale e fisico per il parto. Le donne si ancoravano alla terra tramite la danza a piedi nudi, mandavano la loro forza nella terra tramite le loro anche. Tendendo e rilassando lo stomaco e i muscoli genitali, imitavano i vitali movimenti del travaglio. La danza addestrava le donne ad essere forti e concentrate e allo stesso tempo gentili: questa è la dualità che è necessaria durante un parto.

Quando 4.000 anni fa le religioni patriarcali si imposero, la danza fu trasformata in intrattenimento. Durante l’Impero Ottomano, danzatrici gitane erano assunte per intrattenere le donne degli harem, continuando la tradizione di donne che danzavano esclusivamente per altre donne. Al termine dell’Impero Ottomano alle donne fu permesso di nuovo danzare in pubblico, questa volta sia per le loro simili sia per gli uomini. I pittori europei scoprirono la danza della Dea nel 18° secolo, durante la loro “febbre” orientalista, e la introdussero in occidente dove, affascinati dai ventri esposti, la chiamarono “danza del ventre”. Da allora è stata vista e usata come “stimolo sessuale”, specialmente nel cinema di Hollywood, invece che come danza, come arte. Questa immagine artificiosa, non la danza in sé, è per molti disagevole o disturbante.

La Danza del ventre della Dea è per TUTTE le donne. Giovani e anziane. Figure ampie e figure sottili. Il vostro peso non conta niente, quel che è importante è come esprimete i vostri sentimenti e la vostra passione nella danza. Si tratta di una forma di danza gentile e intensa; se fatta correttamente protegge le giunture e la spina dorsale, migliora la flessibilità e la capacità cardiovascolare, tonifica i muscoli. Il muovere quest’area del corpo, il ventre, in modi piacevoli, con ondulazioni e figure a “otto”, anziché con strappi e torsioni, è un tale cambiamento di attitudine che ha effetti immediati anche sull’autostima. Questa danza è l’esatto contrario dell’aerobica o del balletto classico, dove c’è un’enorme pressione sociale ad essere magre e dove i movimenti sembrano “strambi” se non lo sei: nella Danza della Dea ogni corpo è elegante, aggraziato e forte. Danzarla crea un’oasi in cui liberarsi dalle pressioni e dallo stress, crea pace dentro di noi, che è il primo passo per creare pace attorno a noi.” Maria G. Di Rienzo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: