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26 Mag 2013 / miglieruolo

Tamara de Lempicka

Tamara de Lempicka
dal blog di amu.art
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Tamara Łempicka, pseudonimo di Tamara Rosalia Gurwik-Górska nata a Varsavia il 16 maggio 1898 è stata una talentuosa pittrice bisessuale polacca appartenente alla corrente dell’Art Déco.


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Figlia della polacca Malvina Decler e di Boris Gurwik-Górski, agiato ebreo russo. A seguito della prematura scomparsa del padre, dovuta al divorzio secondo le dichiarazioni dell’artista, o a un suicidio secondo altre ipotesi, Tamara vive con sua madre e i suoi due fratelli (Stanisław e Adrienne), sostenuta dalla famiglia Decler e vezzeggiata dalla nonna Clementine. Proprio per accompagnare la nonna, a soli 13 anni, compie il suo primo viaggio in Italia nel 1907, nel corso del quale, dopo aver visitato le città d’arte italiane ed essersi spostate in Francia, Tamara avrebbe imparato i suoi primi rudimenti di pittura da un francese di Mentone.
L’anno successivo, alla morte della nonna, si trasferisce a San Pietroburgo in casa della zia Stefa Jansen, dove incontra l’avvocato Tadeusz Łempicki. I due si sposano nel 1916, Tamara ha soli 18 anni. Durante la rivoluzione russa, il marito venne arrestato dai bolscevichi, ma venne liberato grazie agli sforzi e alle conoscenze della giovane moglie.
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Considerata la situazione politica in Russia, i Łempicki decisero di trasferirsi a Parigi, dove nacque la figlia Kizette nel 1920. Tamara iniziò a studiare pittura alla Académie de la Grande Chaumiere e alla Académie Ranson con maestri come Maurice Denis e André Lhote. Qui affinò il suo stile personale, fortemente influenzato delle istanze artistiche dell’Art Déco, ma al contempo estremamente originale. Nel 1922 espone al Salon d’Automne, la sua prima mostra in assoluto. In breve tempo divenne famosa come ritrattista col nome di Tamara de Lempicka. Nel 1928 divorziò dal marito.
Fu anche ospite di Gabriele D’Annunzio al Vittoriale, rifiutando i suoi continui tentativi di seduzione. Dopo aver viaggiato estesamente per l’Europa, ivi compreso in Italia e in Germania, all’inizio della seconda guerra mondiale si trasferì a Beverly Hills in California con il secondo marito, il barone Raoul Kuffner, che aveva sposato nel 1933 su consiglio della madre. Nel 1943 si spostarono nuovamente, questa volta a New York, dove la pittrice continuò la sua attività artistica.
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Dopo la morte del barone Kuffner nel 1962, Łempicka andò a vivere a Houston in Texas, dove sviluppò una nuova tecnica pittorica consistente nell’utilizzo della spatola al posto del pennello. Le sue nuove opere, vicine all’arte astratta, vennero accolte freddamente dalla critica, tanto che la pittrice giurò di non esporre più i suoi lavori in pubblico. Nel 1978 si trasferì a Cuernavaca in Messico. Morì nel sonno il 18 marzo 1980. Come da sua volontà, il suo corpo venne cremato, e le ceneri vennero sparse dall’amico, conte Giovanni Agusta, sul vulcano Popocatepetl.
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Io visitai la sua mostra milanese (anni fa) e adorai queste donne imprigionate in un movimento perenne, perfette come bambole di porcellana ma assolutamente contemporanee e spregiudicate!
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indirizzo del blog:
http://artmovestheworld.wordpress.com/2013/05/02/tamara-de-lempicka/
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