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14 giugno 2013 / miglieruolo

Quasar n. 1, il nuovo libro rivista di FS

Di Mauro Antonio Miglieruolo

Non un evento epocale, ma quasi. Finalmente la rivista (sotto forma di libro – purtroppo – aperiodico) del quale si sentiva la mancanza. Quasar n. 1 – Circo Galattico (Edizioni della Vigna, marzo 2013 – Curatori Antonio Bellomi e Luigi Petruzzelli ). Vedi: http://www.edizionidellavigna.it/collane/QUA/001/QUA001.htm

Chiuso definitivamente Futuro Europa (prima Perseo Libro e poi Elara) non restava sul mercato che l’ormai antica e pur gradevole Robot. Non c’era invece quello che ora c’è, un prodotto da libreria che integra il ruolo svolto da Robot, con il suo sapore retrò di rivista “da edicola”.

19giugno2-Quasar n1Un bisogno ora coperto dall’iniziativa del buon Luigi Petruzzelli.

Bisogna tuttavia precisare che non si tratta di un dato puramente formale, l’occupazione di una spazio – dopo Interplanet, lasciato desolatamente vuoto; ma del lavoro di buona qualità svolto dai due curatori, che hanno saputo raccogliere un discreto numero di buoni testi. Mi permetto di citare tra i tanti, procedendo a caso, Robert Silverberg, Resnick, Ghezzo,

(il cui lavoro manifesta una ispirazione ideologica che francamente aborro: Ghezzo se la cava bene con la penna, molto meno nel maneggiare la modernità. La specifica modernià, una iattura, data dalla globalizzazione, dalla quale però è escluso il lavoro, contro il quale valgono le barriere protezionistiche, rafforzate, se del caso, rispetto alle passate barriere doganali. Si tratta di una globalizzazione – quella dei flussi di lavoratori – che i liberisti di tutte le specie, a loro volta, aborrono. Che i Padroni del Vapore aborrono. Dunque, la globalizzazione del lavoro non si fa, se ne parla male, si invita alla prudenza, su di essa si diffondono ipotesi allarmistiche e allarmanti. “Non possiamo ospitare tutti”. Ma tra l’ospitare e gettare a mare ce ne corre. E dietro certe parole in libertà, questo si nasconde. La ferocia del Moloch Capitale, mai sazio di vittime. Normale amministrazione, dunque. Senonché, da un “cristiano” ci si aspetterebbe più tolleranza, maggiore comprensione… Ma già, Ghezzo è cattolico! Non è dato per lui l’obbligo che vige per tutti gli altri)

Piccinini e, perché non citarlo? anche il mio “In Memoriam”, nel quale faccio agire Lino Aldani, il Maestro di tutti noi, mescolando fantasia e verità, interpolando le invenzioni ai fatti e alle conversazioni effettivamente avvenute.

Bene, allora. Procuriamoci questo primo numero e disponiamoci all’attesa del secondo. Sollecitiamone, anzi, l’uscita. E buona lettura a tutti.

***

https://miglieruolo.wordpress.com/2013/06/14/quasar-n-1-il-nuovo-libro-rivista-di-fs/

***

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12 commenti

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  1. Angelo / Giu 20 2013 12:29

    Ciao Mauro

    Ho letto ieri sera il tuo racconto è mi ha colpito molto (mi permetto di darti del tu, secondo il costume della rete, anche se, incontrandoti di persona avrei usato il lei. Spero no ti dispiaccia).
    Un idea quasi Borgesiana, sviluppata con uno stile personale e avvolgente e con una certa dose di ironia, mettendo insieme il piano della narrazione con quello autobiografico.

    Confermo, inoltre, che questo primo numero di Quasar è davvero un ottima lettura (il livello di racconti e saggi, finora, è davvero alto e, in particolare, trovo che Prayerville sia davvero un piccolo capolavoro)

    Ciao

    • miglieruolo / Giu 25 2013 23:23

      Quasi quasi passo il commento a Carmen… Carmen, hai letto?

  2. Angelo / Giu 21 2013 15:23

    Oh. Mi sono accorto che nella battitura mi è scappato un bruttissimo errore…

    • miglieruolo / Giu 25 2013 14:22

      Un solo errore di battitura? ma allora sei una specie di robot!
      Io mi considero fortunato quando ne riscontro solo una paio!

      • Angelo / Giu 25 2013 14:36

        Cavoli! Me ne sono scappati almeno tre. Troppo spesso il Web (complice la fatica della lettura sul monitor) mi porta a scrivere in fretta e non rileggere. Brutto vizio.
        In ogni caso confermo i complimenti per il racconto e l’apprezzamento per la pseudo-rivista (nel senso che non è periodica)

  3. Davide Ghezzo / Nov 10 2013 10:05

    Ehi, ho l’impressione che quando leggi qualcosa di mio lo incaselli già a priori nel tuo schema mentale: mi hai classificato come cattolico reazionario, dunque tutto ciò che scrivo appartiene a quel tipo di pensiero… io non ho affatto detto che bisogna respingere i migranti, ci mancherebbe: sarebbe ‘cultura dello scarto’, come l’aborto di cui poco fa, dunque anticattolica! Il Papa ha detto ‘Vergogna!’ per la tragedia di Lampedusa. Io ho solo detto che sarebbe meglio affrontare il problema alla radice, migliorando le condizioni dei Paesi da cui i migranti provengono; e che l’Europa non ha previsto l’ampiezza del fenomeno migratorio, dunque è impreparata ad affrontarlo.
    E collegandomi all’intervento precedente: perché i migranti bisogna accoglierli, e la vita nuova no?

    • miglieruolo / Nov 10 2013 11:30

      La vita è sempre bene accolta. Il problema è comprendere cosa si intende per vita. Il problema è anche utilizzare un po’ di buon senso. Altrimenti, procedendo nel gioco del perché, dovrei chiederti perché la vita di un feto è sacra e poi tolleriamo un sitema che uccide di fame bambini a mioni (morte orrenda) e uccide gli adulti, pur essendo noi entrati nel regno dell’abbondanza. Oppure li uccide con le bombe dette intelligenti. Oppure, insisto, perché uccidere animali per nutrirci. O uccidere gli scarafaggi e i topi.
      Ma per uscirne fuori da questo gioco dei perché in cui mi è piaciuto lasciarmi coinvolgere. Occorre ammettere che il male è “nel manico”, nel sistema vigente che altera tutto e costringe a fornire risposte tese solo a contenere il grado di abominio che produce. I migranti sì, bisogna aiutarli nel paese da dove vengono, per farsi che non vengano; o meglio, che vengano non per disperazione ma con lo stesso spirito con cui noi andiamo da loro: per vedere terre nuove e ammirare persone nuove. Ma questo oggi è fattibile? Non rischia questa posizione di alimentare posizioni din chiusura aprioristica, spesso feroce contro gli immigrati (vedi Lega Nord) che non servono a altro che:
      rendere tragica la procedura di accesso, oltre che più costosa;
      riempire indebitamente le carceri;
      alimentare il lavoro nero e sottopagato;
      seminare zizzania tra nuovi e vecchi cittadini, della quale un giorno sicuramente pagheremo un prezzo.
      Quanto al tuo essere reazionario, se lo sei è male per te, io non ho niente a che vedere con le tue scelte, se non nel momento dell’incontro e nei limiti dell’eventuale incontro. In situazioni diverse da quelle che ho enunciato, non mi autorizzo a fornire giudizi severi sul mio prossimo. Cerco di vedere il fatto, non la persona che se ne è resa responsabile. Contro il fatto, eventualmente, mi scaglio, mai contro la persona. A meno che la persona medesima non si metta di mezzo in quanto tale. Se ti ho dato una impressione diversa, te ne chiedo scusa. Starò più attento nell’avvenire (credo però che se rifletti sulla risposta di cui sopra troverai motivazioni valide – non necessariamente condivise – della mia critica).
      Grazie di questi tuoi interventi che mi sono serviti a chiarirmi meglio sulle mie motivazioni.
      Me ne aspetto altri.

  4. miglieruolo / Nov 10 2013 11:39

    Vedo che ho omesso di rispondere a una mia frase critica. Eccola:
    Ma già, Ghezzo è cattolico! Non è dato per lui l’obbligo che vige per tutti gli altri.
    Qui ho dato l’impressione di scagliarmi contro di te, e forse l’ho fatto. Ma l’obiettivo vero è in quel “è cattolico” che evoca posizioni non sempre limpide e non sempre in sintonia con i loro stessi testi sacri e le parole del fondatore. Si può essere cattolici e essere anche persone ragionevoli? Io ne conosco qualcuna. La parola però evoca rigidità di pensiero che, come ho accennato qui sopra, male si accorda con il dettato evangelico.
    Problema loro, si dirà. Diventa anche problema mio quando il cattolico si serve del prestigio delle sacre scritture per far passare qualcosa che non è nelle sacre scritture, ma ritengo mi nuoccia.
    Non ti conoso abbastanze comunque per poter dire se, in quanto cattolico, sei di questa strana categoria dei seguaci di Gesù che in realtà sono seguaci della Chiesa, che se ne infischia altamente di cosa abbia effettivamente detto Gesù.

    • Davide Ghezzo / Nov 10 2013 13:15

      Discorso interessante, e complesso. Provo a risponderti.
      Non sono certo un cattolico con tutti i crismi: frequento poco e male chiese e preti, al massimo ascolto qualche sermone sulle radio cattoliche.
      Cerco sempre di tornare alla parola di Gesù (anche se si pone il problema storico-filologico di sapere che cosa abbia effettivamente detto il personaggio storico, che cosa sia stato aggiunto, che cosa sia stato tolto dell'”originale” dai testi evangelici), nei miei limiti provo a seguirla, ad amare il prossimo (famiglia, allievi…) ma non certo come apostolo, perché resto un piccolo borghese geloso delle sue comodità. Quanto alla Chiesa cattolica (è un discorso che abbiamo già fatto, ma repetita iuvant), se storicamente ha sbagliato, e lo ha fatto certamente mille volte, è giusto che, nei suoi rappresentanti di oggi, chieda scusa e perdono: mi sembra che papa Bergoglio vada in questa direzione. Ma l’istituzione ha anche dei meriti, se mi permetti: preti di frontiera, missionari, suore che fanno a farsi sequestrare e ammazzare nei paesi a rischio, avendo il solo torto di aiutare gli altri.
      Quindi cerco di distinguere, anche nel corso della storia della Chiesa.
      Quanto ai dogmi, alcuni li ritengo validi, altri no. Se è vero che Gesù era un Essere superiore, proveniente da dimensioni altre, spirituali ed eteriche, allora lo era anche sua Madre, una donna speciale che credo vegli e protegga l’umanità. Ma la teologia astratta, come nei temi della Trinità, del peccato originale et similia, mi trova in disaccordo. Mi riconosco molto di più nelle idee della new age, che molti criticano, ma che secondo me sono molto ‘cristiche’, legate e rispondenti alla visione evangelica.

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