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20 giugno 2013 / miglieruolo

Le cose come rappresentazione di Cristina Bove

Le cose come rappresentazione
di Cristina Bove
http://ancorapoesia.wordpress.com/2013/01/25/le-cose-come-rappresentazione/

corpiradici - c.Bove

Benché di gravità costante

e forme adatte ad apparire

lemmi precisi a connotarle

perdono il baricentro

quando un effetto flou

le rende incomprensibili

Le scorgo e non mi accorgo

d’essere io stessa cosa

sorpresa dal mio piede o dalla mano

quasi avessero un che di misterioso

ho il dubbio che sussistano

solo quando le nomino

che se non lo facessi

non avrebbero senso né sostanza

ed io con loro

forse potrei conoscere l’inverso

sparendo dalle sillabe

e __ lettera per lettera __ fluire

in qualche dimensione parallela

***
Questa, ad esempio. Per ricominciare da capo.
Non ci sarebbero dubbi, lì presenti al mondo e a noi stessi, ma l’essere che si contenta del suo essere. Che riprende a comandare.

20-FileList (17)

La maggior gloria di Dio, sottratta la vanità, è la maggior gloria propria.

20 commenti

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  1. miglieruolo / Giu 20 2013 07:54

    Commento mio inadeguato e del tutto insoddisfacente. Rispetto almeno a ciò che lentamente emerge delle possibilità che offre la poesia di Cristina Bove. Che ho appena scoperto e iniziato lentamente a praticare.
    Riporto le mie riflessioni (e esortazioni) in merito. Ognuno ne pensi ciò che vuole.

    Non limitatevi a ammirare e godere questa poesia. Come tutte le cose umane ha i suoi limiti. Sebbene utilizzando parole sprezzanti, il che mi ha (dolorosamente) indotto a censurarle, facendo leva su una poesia mal scelta (o bene scelta? proprio quella che ci voleva?), un lettore metteva in evidenza questo aspetto (se volete, banalità di aspetto): non tutto ciò che sgorga dalla penna di Cristina Bove è eccellente.
    Tuttavia c’è ben altro in essa che il normale dei limiti umani. Una possibilità illimitata, che va ben oltre quello che a una donna (e a un uomo) può essere richiesto: l’illimitata possibilità di utilizzarle per estrarre da se stessi, vibrando come un diapason con l’autrice e le forze imponderabili che stanno dietro l’autrice (ma anche dietro tutti noi e che riempiono lo spazio che ci circonda), verità e concetti di varia natura che altrimenti rimarrebbero sepolti, dei quali mai acquisteremmo consapevolezza.
    Non si tratta dunque di dare a Cristina quel che è di Cristina (importante, ma secondario). Si tratta di, rendendo grazie a lei, di rendere grazie a se stessi, di graziarsi ampliando la propria coscienza.
    Così è e così deve essere.
    Altrimenti non vale.

  2. cristina bove / Giu 20 2013 11:36

    e così sia!… scherzo, Mam.
    in effetti è proprio quanto vorrei si dicesse delle cose che scrivo.
    ed è anche quanto vorrei si dicesse sul mio esserci stata ed esserci ancora.
    credo che tu sappia cogliere nei miei versi quel linguaggio che io stessa conosco solo in maniera marginale, che però so che è l’unico linguaggio in cui comprendersi tra anime in cammino.
    e penso anche che estrarre da sé stessi quanto ancora d’ignoto, ma che pure ci appartiene, sia il compito di ogni essere umano.
    buona giornata, caro amico
    e grazie di saper “leggere” in profondità la mia poesia.

    • miglieruolo / Giu 20 2013 13:04

      Troppo entusiasmo, Cristina.
      Ma poi forse no, non troppo. Ribadire due volte in un minuto gli stessi concetti per dei testoni quali noi siamo non è troppo: è il minimo.
      Mi affretto a imitarti.

      • cristina bove / Giu 20 2013 14:04

        è stato uno sbaglio d’invio, Mam!
        puoi toglierne uno?
        grazie.

      • miglieruolo / Giu 20 2013 14:12

        Lo tolgo, ma a malincuore. Sono gli sbagli questi sui quali scienziati e artisti devono riflettere. Possono non voler dire nulla e molto.
        Ma poiché lo chiedi, ottempero.

  3. carmen / Giu 20 2013 12:18

    Le cose come rappresentazione della nostra esistenza! è un concetto banale questo? ben venga la banalità, allora!
    A me questa poesia è piaciuta tantissimo a suo tempo, e mi piace ancora tantissimo, proprio per questa caratteristica, non comune, di ribaltare le categorie concettuali e mostrare la novità delle cose altrimenti familiari.
    Non è forse questo il compito del “vero” poeta?
    Grazie & Grazie, Cristina e Mam
    Ciao
    Carmen

    • miglieruolo / Giu 20 2013 13:01

      il termine banale era in riferimento a una precedente poesia (lo ammetto: non ben scelta, ma probabilmente scelta per far venir fuori lo spirito ipercritico di qualcuno – o molti – tra noi) che aveva provocato le ire di un lettore.
      Quella di oggi fa parte della onnipresente categoria delle bellissime, che Cristina sforna in continuazione.

      Quanto al “compito del “vero” poeta” tu ne hai individuato uno, forse il più importante. Personalmente in questa fase ne sto sperimentando uno differente, che pero – mi sorge il dubbio – possa essere attinente a quello che enunci. La poesia come levatrice del sapere occulto che vige in noi; e Cristina Bove come levatrice della ri-nascita del bambino innocente/sapiente che vivacchia in noi.

      Scherzando, Cristina mi perdonerà, mi viene da parafrasare Archimede per affermare: datemi una poetessa e vi emanciperò il tonto.

      Perdonate l’insipienza, ma più che la pretesa di far ridere, è valsa la necessità di meglio spiegarsi.

      Grazie Carmen, di essere tornata. Spero di leggerti ancora.
      Mauro

    • cristina bove / Giu 20 2013 14:10

      Grazie a te, Car
      grazie a Mam
      sapete? ancora mi sorprende il vostro apprezzare la mia poesia.
      d’altra parte ne sono molto molto gratificata!
      cri

  4. Godot / Giu 20 2013 12:31

    La poesia come rappresentazione (molto realistica) dell’animo umano!

    Bellissima. 🙂

  5. carmen / Giu 20 2013 13:22

    Sì, molto pertinente la parafrasi di archimede, mi hai fatto sorridere, molto!
    La parola “banale” che ho utilizzato io era riferita a quel lettore o lettrice che aveva sprezzantemente criticato, non ho ben capito se questa poesia o in genere le poesie di Cristina o Cristina… (a volte, quando non si sa cosa dire nel merito di qualcosa, si critica il qualcuno-autore-di quel-qualcosa… è una prassi ben nota…)
    Ma la mia non vuole essere una difesa della poetessa o della sua poesia (anzi… Poesia!), perché credo non ce ne sia bisogno: la Poesia di Cristina parla da sé, ma solo per chi “sa” intenderla. Quindi io volevo ribadire che perfino qualche poesia che possa sembrare banale (non certissimamente questa…!!!) ha il suo valore intrinseco che però bisogna saper individuare.
    Grazie sempre a te Mam che riproponi bei testi, il cui “ripasso” fa bene al cuore.
    Grazie Cris.
    ciao,
    car

    • miglieruolo / Giu 20 2013 14:15

      Concordo. Un grazie e accetta anche un abbraccio da parte di un vecchio nonno in vena di ancora entusiasmarsi.
      Ciao

      • cristina bove / Giu 20 2013 14:18

        e non smettiamo ma di entusiasmarci, eh?
        sono nonna anch’io, ma prima di ogni altra cosa sono una persona che prova a dare un senso a ogni attimo di vita…
        ciao

    • cristina bove / Giu 20 2013 14:16

      Grazie infinite, Car, di aver creduto in me dai miei primii passi in rete, sei anni buoni ormai. E di avermi sostenuta con la tua costante ed esortativa presenza.
      un abbraccio grande
      cri

      • miglieruolo / Giu 21 2013 08:00

        Mi unisco al grazie di Cristina. E’ anche in ragione del tuo sostegno, Carmen, che ho potuto incontrare la poesia e innamorarmene.

  6. carmen / Giu 20 2013 14:34

    Ho una sorella della tua stessa età, caro “nonno”, ma non ho mai pensato che fosse vecchia, e questo può ben valere anche per te, anche se non ti conosco personalmente, per il semplice motivo che l’anima non ha età e quindi, a dispetto dei conformismi del tempo cronologico che altri ci assegnano, noi possiamo dichiararci eternamente giovani! Io sto aspettando di essere nonna, spero presto…
    Grazie ad entrambi (Mam e Cris) perchè mi fate pensare, (in questa stagione di afa già insopportabile in cui i pensieri vorrebbero andare in letargo…).
    Ciao & Ciao,
    carmen

  7. fattorina1 / Giu 23 2013 09:42

    Esiste solo ciò che si può nominare e cioè, oltre alla rappresentazione dei sensi, godere di uno statuto di libero pensiero. Il resto è sogno o, giustamente, vavità.

    • miglieruolo / Giu 25 2013 23:18

      Coltivo un’etica che non si scontorna… (fattorina)
      allora siamo in due… (mauro)

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  1. Chez Mam | cristina bove

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