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29 giugno 2013 / miglieruolo

Barry Malzberg: Galassie

<blockquote><strong>Di Mauro Antonio Miglieruolo
Non si dica di me che parlo sempre bene delle Edizioni della Vigna. Oggi, forse perché tormentato da qualche segreto malumore, ne parlerò un po’ meno bene del solito;</blockquote>

<!–more–> perché oggi ho deciso di avere a che fare con Galassie di Barry Malzberg (Edizioni della Vigna, La Botte Piccola n. 12, dicembre 2011; Euro 12). Ho trovato il libro piatto e non abbastanza intelligente per riuscire a salire all’altezza delle mete che era nei propositi dell’autore.
Recita l’ultima di copertina: una riflessione su come si scrive un romanzo di fantascienza. Ottima sintesi di quel che il romanzo rappresenta. E pure affascinante come ipotesi di lavoro. Peccato sia rimasta tale, una ipotesi di lavoro. Senza che Malzberg abbia dimostrato di essere capace di effettuare “balzo in avanti” che consiste nell’abbandonare l’ordinario in favore di uno straordinario permanente, che se non proprio alla meta l’avesse potuto almeno avvicinare a essa.
<a href=”http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2013/06/26giugno-galassie-malzberg.jpg”><img src=”http://danielebarbieri.files.wordpress.com/2013/06/26giugno-galassie-malzberg.jpg?w=500&#8243; alt=”26giugno-Galassie-Malzberg” width=”500″ height=”718″ class=”aligncenter size-large wp-image-15986″ /></a>A una impresa del genere, per essere portata positivamente a termine, non basta il coinvolgimento solito avvolto nel solito distacco che è richiesto a ogni autore impegnato nella costruzione di un qualsiasi romanzo; una impresa del genere esige, a parte una chiara e coerente concezione di ciò che è o dovrebbe essere (per lui) la fantascienza; ma anche ciò che è o dovrebbe essere un testo letterario che sia anche un manifesto letterario. Senza che tutto questo, tutta questa chiarezza, che scaturisce dal regno della razionalità, si arrivi con discapito della tensione interiore da tradurre in tensione narrativa.
Un compito di una complessità enorme, come si vede; che esige di manifestare nello stesso istante doti critiche, intenti letterari riformatori e l’emozione della scrittura. Un compito irto di trappole e dagli esiti sicuramente incerti.
Ne so ben qualcosa anche io che, divorato dalla medesima ambizione, ho percorso la medesima strada (I Fiori del Bene, inedito) e so bene le fatiche e la concentrazione che mi è costata (e forse anche il tradimento del narratore che ne è conseguito).
Una cosa è certa. Malzberg con Galassie “paga dazio”. Il testo che nel suo insieme, peccando senz’altro di ottimismo, può al massimo essere definito discreto; in rapporto all’ambizioso progetto che lo ha ispirato risulta del tutto inidoneo.
Un libro questo, non riuscito. Bella però la copertina, dal delizioso gusto vintage.
***
</strong>

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