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25 luglio 2013 / miglieruolo

Iconoclastia di cristina bove

Iconoclastia
di cristina bove
http://ancorapoesia.wordpress.com/2013/04/24/iconoclastia/
25luglioa539584_4652032_n
Tensione ai quattro punti della tela
sfibrata la figura _il portamento_
eccentrico rotare a testa in giù
di quanto basta
per sfilacciare santi e filigrane
*
c’è un viavai che si sposta
di primavere in fila sul terrazzo
primavere da quattro sacchi e mezzo
di terreno pressato dentro i vasi
un limone di guardia alla ringhiera
incorniciato a tegole e grondaie
*
non è sicuro si possano indicare
dipinti bizantini in bianco e oro
se poi di guazza e firmamento
il mondo tutto è rappresentazione
inventario di libro scritto in cielo
_hahaha… cielo!_
e c’è chi tenta ancora il vaniloquio
dissertando di fili e cuciture
un io ipertrofico
disquisitore d’agave e smerigli
vetrine e melensaggini
mosca cocchiera
in groppa all’ippogrifo

25lugliob4538926_7535395_n***
Sul blog d’orgine avevo scritto qualcosa di simile a quel che segue (che modifico per renderlo più comprensibile):
Archivio la tua bacchettata telefonica sulla presunta piccola miglioria suggerita (mi autodencio: sparate pure, alzo zero, su di me, lo merito: ho osato suggerire una modifica inerente al ritmo che però, elefante in negozio di cristalleria, avrebbe modificato il senso del verso. Rileggendo – il mondo tutto è rappresentazione – ammetto di avere avuto torto nell’aver voluto anticipare quel “è” innocente. Non mi dilungo oltre, per non crearmi ulteriori imbarazzi), epperò, epperò non rinuncio a dire: basta poesie eccezionali, o succede come ai romani che passando vicino al Colosseo a malapena lo guardano e se gli si domanda distrattamente rispondono: a, beh, sì, il Colosseo, sembra vengano in tanti a visitarlo. Ci andrò pure io, un giorno o l’altro.

Questo a proposito dell’imprudenza di

chi tenta ancora il vaniloquio
dissertando di fili e cuciture

non scritto per me, non sono tanto presuntuoso, ma per il me che c’è in tutti, cioé:

un io ipertrofico

grosa guaio, questo, che ci porta a

dissertatore d’agave e smerigli
vetrine e melensaggini

(spero di no)

mosca cocchiera
in groppa all’ippogrifo

Insomma: tu sei scrittore, resta a casa tua, in casa dei poeti vadano i poeti.
E poiché questo meritatissimo, troppo gentile e troppo onesta la poetessa nostra, non me l’hai detto, me lo dico da solo.
Così imparo.

Sul merito:
Tensione ai quattro punti della tela
sfibrata la figura _il portamento_
eccentrico rotare a testa in giù
di quanto basta
per sfilacciare santi e filigrane

Se avessi letto con attenzione non mi sarei trovato a roteare a testa in giù. Ma, a mia parziale discolpa, come salire sempre all’altezza di quello che scrive Cristina Bove. Non so altri, a me sembra impossibile. Quindi, svarioni.

Nota: le immagini sono di Anna Silivonchick e hanno una unica principale e sostanziale attinenza giustificativa: che mi piacciono.

Mauro Antonio Miglieruolo

4 commenti

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  1. lallaerre / Lug 25 2013 00:23

    I versi di Cristina, con la loro denuncia di questo dilagante io ipertrofico capace solo di vaniloquio, e il commento-autodenuncia di Miglieruolo: la dimostrazione che esistono anche menti sensibili e aperte capaci di dialogare pure usando linguaggi (apparentemente) diversi. Complimenti a entrambi!

    • cristina bove / Lug 25 2013 07:16

      Sono consapevole che non sempre un linguaggio comune sia anche certezza di comprendersi.
      Forse la comunicazione avviene per vie misteriose, di cui spesso non siamo nemmeno consapevoli, o, se lo siamo, è perché una qualche illuminazione ci consente di distinguere cò che prima era nebuloso.
      Grazie, lu

  2. cristina bove / Lug 25 2013 07:44

    Ormai non dovrei sorprendermi più per questa tua generosa ospitalità, Mam, eppure ogni volta non posso fare a meno di pensare a quanto impegno c’è dietro ogni tuo post, a quante opportunità offri oltre alla mia poesia. Mi sento in qualche modo testimone a lungo termine: non so come fai a programmare quasi un anno intero, visto i tuoi numerosi impegni letterari e altro.

    Qui riporto lo stesso commento in risposta al tuo di allora, ma prima vorrei precisare che, in fondo, al Colosseo non importa essere visto, semplicemente esiste.

    “ma no, Mam,
    non è così che la penso, io.
    Tu sei un ottimo scrittore, questo è inoppugnabile, ma ami anche la poesia, ed io ti sono grata di darle rilevanza.
    Sono altresì convinta che poeta non è solo chi scrive ma anche chi legge.
    Non hai niente da imparare.
    E tutto quello che ho scritto in questi versi non riguarda certamente la tua scrittura.”

    Aggiungo, dopo aver letto tuoi libri e racconti, tue presentazioni di artisti e condivisioni di altre voci d’impegno sociale, che la poesia non è soltanto scrivere versi, è saperla infondere nella propria espressività artistica, letteraria, umana.

    Come vanno gli occhi?

    Le immagini sono bellissime, non conoscevo questa artista.

    Grazie di tutto.
    cb

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  1. da Mam | cristina bove

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