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18 settembre 2013 / miglieruolo

Nasce un «mischinéddu»

Nasce un «mischinéddu», uno dei tanti
di Daniele Barbieri

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vedi:

http://danielebarbieri.wordpress.com/2013/06/13/scor-data-14-giugno-1608/

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Vi dicono qualcosa cognomi come Degli Esposti, Esposito, De Angelis, Dal Pra, Diotallevi o Dioguardi ma anche Innocenti e Proietti?

Rimandano a bimbe-i che venivano abbandonati davanti alla ruota della carità pubblica o religiosa; un uso che arriva quasi ai giorni nostri e che anzi si vorrebbe rilanciare.
I figli della ruota. Di ruote «fuori dall’isola se ne trovano ancora, conservate come monumenti alla disgrazia» ma pure a ricordarci quante/i sono «trovatelli, gettatelli, spuri, esposti […] e in mille altri modi ci chiamavano: borts, in catalano; burnus o anche budrus in sardo. Bastardi, in sostanza».
Così sollecita la nostra memoria Anna Castellino in un gran romanzo storico, «Mischinéddus». Non ne avete sentito parlare? Nella triste e banale Italia di oggi tante e tanti leggono i libri a comando. Ma per fortuna esiste – evviva, evviva, evviva – un passaparola; dunque dal 2006 il libro è stato letto, poi anche ristampato.
«Mischinéddus» è parola sarda, difficile da tradurre perché può voler dire bambinetti ma anche poverini. In questo caso i due significati coincidono perché il romanzo di Anna Castellino – AM&D edizioni, 296 pagine per 12 euri – è, come spiega il sottotitolo, la «Storia minuscola dei chicos della ruota, 1583-1652». Faticherete a trovarlo perchè i piccoli editori (specie dell’Isola) sono mal distribuiti e dunque, per ogni evenienza, vi dò telefono (070 309038) e mail () della casa editrice. E davvero ve lo consiglio.
Buttiamoci nella vicenda “minuscola” di Antonio che ha solo poche ore di vita eppure inizia a narrar di sé… quando ancora non sa chi è. Lo stanno per lasciare all’ospedale di sant’Antonio, a Cagliari, e il battesimo «con ogni probabilità» sarà quello: «il nome mi sarà dato come dote, scudo, viatico» per entrare nel mondo o per lasciarlo da “buon” cristiano. Per ora il bimbo – «mascu» annuncia una voce di vecchia – può dirci solo questo: «Umido, freddo e sudore. Fetore e buio». Cerca la madre che al posto del latte ha la febbre. Croste e cenci. Non può star lì. E con una bestemmia viene affidato a un uomo che «attraverso la grata» lo deposita «sulla ruota» (per il volgo «s’arroda»). Chissà se il cigolio degli ingranaggi richiamerà qualcuno in tempo per salvarlo.
Stanco di funerali, di «sifilitici, pazzi e storpi» arriva un frate a prenderlo. «E che sia l’ultimo strazio della giornata» invoca: Gesù (anzi «Gesugristumìu», alla sarda) «quando farete smetter di far figli a chi li getta via?». Quella di prima era una bestemmia che suonava preghiera, questa l’opposto.
Da subito l’autrice sa intrecciare la “minuscola” storia di questo mischinéddu con il quadro storico. Ma qui mi fermo e lascio a chi leggerà scoprire la maestria di Anna Castellino quando narra ma perfino nelle pause cioè quando lascia spazio al dialogo interiore del protagonista e persino quando lei ne ragiona con “il pubblico”, i posteri.
«Potrei ricordare sbagliato» ripete il protagonista. E invece i riferimenti storici sono così minuziosi che Castellino può dedicare le ultime 60 pagine ad altri «mischinéddus» e alle loro «dide» (balie) riportando i dati dell’Archivio comunale fra il 1583 e il 1652. Non è pignoleria o carta gettata: anche in quel sintetico elenco trovate verità e storia. Poi, suggerisce l’autrice, «non limitatevi a contarli, ciascuno prenda un bord (un bastardo) o una bordeta e sul suo nome sogni e fantastichi, gli crei una vita immaginaria, ché sarà come se realmente l’avesse avuta. Ma che sia bella, mi raccomando… ». Io vi suggerisco di scegliere proprio quello segnato in data 14 giugno 1608. Con una piccola raccomandazione: se qualcuna/o poi ne scrive la storia vorrei che la mandasse al blog.

One Comment

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  1. grandeclaudios / Set 18 2013 13:25

    questo da anche un’idea di quanto “misericordiosa” sia la mentalità cristiana, preoccupata solamente di salvaguardare il matrimonio religioso.
    pertanto erano bastardi tutti i figli di padre “ignoto” (senza “marito regolare”, certamente). visto che la madre è sempre certa e il “pater nun se sapet” (!), tutti questi bambini/e erano condannati per tutta la loro vita a portare questo “marchio”. per non parlare delle coppie non sposate o sposate in comune: solo una cinquantina di anni fa il vescovo di Prato bollò una coppia come “concubini!
    Inoltre c’è da dire che anche gesù era probabilmente un «mischinéddu»: premesso che giuseppe era vecchio (e impotente, naturalmente), che dio e lo spiritosanto non esistono, da chi aveva avuto questo piccino la giovane madonna? sicuramente da un amore fuori del matrimonio! ecco perché (solo una delle tante ragioni!) i “cronisti/evangelisti si sono affrettati ad inventarsi la pietosa bugia della nascita divina, per mascherare la nascita di un bastardino…

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