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20 settembre 2013 / miglieruolo

Jeter, Brackett e «Robot»

«Pochi minuti prima correvo nella palude in cerca di salvezza e ora stavo discettando di teologia con un violinista a orologeria». Proprio così: la gastronomia letteraria di Kevin Wayne Jeter prevede – «Le macchine infernali» (Urania numero 1598, traduzione di Vittorio Curtoni: 4,90 euri per 248 pagine, in edicola per tutto settembre) – frullati simili, senza pause. Se già non lo avete letto (è del 1998) e siete in vena di sorridere e/o sghignazzare precipitatevi a prenderlo.

Però dimenticatevi del tutto il Jeter duro o durissimo di «Dr. Adder», dei due seguiti di «Blade Runner», di «Telemorte» ecc. Perché qui Jeter gioca allo steam-punk, a imitare i contenuti e soprattutto lo stile di Wells ed epigoni. Ci sono «ragazze verdi», un po’ sirene ma molto poverette; c’è la «superfluità degli eventi» e gli automi «clericali»; ci sono cattivi che sembrano buoni e forse lo sono ma anche viceversa; c’è il «Paganicon» con signore che attorno a lui si affollano per vedere – alla De Andrè – se «è vero quel che si dice intorno a…» certi violinisti; ci sono frasi da annotarsi, a esempio sul rischio di mescolare bibbie e pistole; c’è «l’uomo di cuoio marrone»; ci sono lotte nel fango e naufragi; c’è «l’armonia del cataclisma»; ci sono quelli che nel passato scrutano il futuro; c’è la religione dei pescatori… Perché tutto può accadere «sulla perigliosa scacchiera del mondo». Divertitevi. La magia dello scrivere è anche essere una volta il figlio di Philip Dick e un’altra volta il cugino di H. G. Wells.

Sempre Urania (ma Collezione, cioè una collana parallela), sempre ristampa e sempre in edicola: «Storie marziane» di Leigh Brackett rilancia vecchi ma ottimi racconti che vibrano d’amore per il pianeta detto “rosso”. Va letto o riletto.

In libreria c’è un bel numero di «Robot»: è il 69 della «rivista di fantascienza fondata da Vittorio Curtoni». Sono 192 pagine per 9,90 euri ma se vi abbonate (o scegliete la versione digitale) costa molto meno.

In questo numero c’è un doppio omaggio (che purtroppo suona anche come addio) al grande Frederik Pohl, morto pochi giorni fa: prima il racconto «La riunione al Mile-High», una tenera ucronia dove Asimov non fa lo scrittore e la faccenda della bomba atomica è andata in modo diverso; poi il divertente «La mia migliore Worldcon» che ci riporta nel 1976, con tanto di storia (vera) d’amore.

Divertente l’editoriale di Silvio Soso e interessanti le rubriche: soprattutto quella di astronautica che Paolo Aresi dedica a Valentina Tereshkova che, fanno giusto 50 anni, fu la prima donna nello spazio. Salvatore Proietti ricorda (da par suo) Jack Vance e Iain Banks. Mentre Giuseppe Lippi intervista Michael Bishop e Vittorio Catani ricorda Giuseppe Pederiali, scomparso da poco, Roberto Taddeucci si avventura in una polemica infuocata: ovvero l’aperto sostegno dello scrittore Orson Scott Card a gruppi religiosi e organizzazioni che si battono per limitare i diritti civili delle persone omosessuali; il caso è alla ribalta perché da un lato si annunciava l’uscita del film «Il gioco di Ender» tratto da un romanzo (molto bello) di Scott Card e dall’altro lato c’è chi ha invitato al boicottaggio della Dc Comics che aveva ingaggiato lo scrittore omofobo per un albo di Superman.

Nella parte narrativa – oltre ai già citati Pohl, Catani e Pederiali – altri tre racconti di Jay Lake, Valeria Barbera e Giovanni De Matteo. Quest’ultimo ci porta in un viaggio nel tempo, per la precisione nell’Italia del 1980; senza svelare troppo … si può però accennare che i tre temponauti cominciano a sospettare di essere stati scelti come capri espiatori di un “fattaccio” accaduto quell’anno in Italia. I più vecchi o quelli che ben conoscono la storia rammenteranno due o tre storiacce di quell’anno; ma altro non posso dire.

Segnalo infine che in seconda di copertina di questo «Robot» c’è la pubblicità ai libri, o per essere più precisi agli e-book, scritti da due bloggisti (blogger?) che qui incontrate spesso: sia il romanzo «Memorie di massima sicurezza» di Mauro Antonio Miglieruolo che le fanta-riflessioni di Fabrizio Melodia in «Canto l’uomo d’acciaio» sono in vendita su www.gz-editori.it e meritano. E varrà riparlarne.

 

Meno male, finalmente qualcuno disposto a parlarne!
Memorie di massima Sicurezza
Canto l’uomo d’acciaio

E riparliamone, dunque!
Mam
***
articolo prelevato dal blog di Daniele Barbieri
http://danielebarbieri.wordpress.com/2013/09/10/jeter-ma-anche-brackett-e-robot/#more-17170

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