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23 settembre 2013 / miglieruolo

Aforismi di Oscar Wilde – 2

Aforismi di Oscar Wilde – 2
A cura di Mauro Antonio Miglieruolo
Secondo capitolo degli aforismi di Oscar Wilde. Speriamo vi piacciano e perciò possa esaudire il mio desiderio di pubblicarne molti. Lo decideranno le censure o gli eventuali moti di approvazioni dei miei buoni lettori.
Iniziamo da uno dei suoi più divertenti. Allusivo, ma per nulla elusivo:

Tutte le donne diventano come le loro madri. Questa è la loro tragedia. Un uomo no. E questa è la sua tragedia.
(OW)

Tragedia, quale esagerazione!
E pure quale delicato e irruente invito alla riflessione!
Potrebbe riservare qualche sorpesa lasciarsi irretire.
***

Quelli che contano le loro galline prima che siano uscite dall’uovo, agiscono molto saggiamente, perché le galline corrono in giro in maniera tanto imprevedibile che è impossibile contarle con precisione.
(OW)

Lo stesso vale per le idee e le parole che le dovrebbero esprimere. Contarle prima di darle in pasto al pubblico costituirebbe il dovere di ogni persona saggia. Purtroppo molte poche sagge persone, donne incluse, frequentano i desolati lidi della politica, in Italia e altrove. Bisognerebbe attaccare questo aforisma all’ingresso del parlamento, sperando che lo comprendano. E che un poco si lascino ammaestrare.

***

Perdere un genitore può essere considerata una disgrazia; perderli entrambi sa di disattenzione.
(OW)

Uno dei suoi più famosi, apparentemente grondante cinismo. Uno in cui il gusto della battuta farebbe agio su ogni altra considerazione. Ma non vorrebbe invece essere un altolà ai distratti dei sentimenti e suggerire loro una pausa di riflessione? Liberarsi del principio d’autorità rappresentato dagli interiorizzati propri genitori è meta valida e consigliabile da chiunque. Padri e madri fanno cose orribili a coloro che allevano; dei loro errori in genere questi ultimi portano il peso per tutto il resto della loro vita. I genitori sono portatori di un potere enorme. Possono far molto bene e molto male ai loro figli.
I quali però devono ricordare che là sono le loro radici. Prendere le distanze è necessario, un obbligo. Distrarsi da essi però significa aggiungere danno a danno.
Personalmente papà e mammà non li voglio sulle mie spalle, ma certamente c’è un posticino piuttosto ampio per loro al centro del mio cuore.

***

Molto è dato ad alcuni e poco è dato ad altri. L’ingiustizia ha diviso il mondo in parti ineguali. Unica divisione equa la tristezza.
(OW)

Dice molto senza dire l’essenziale. Che è l’ingiustizia alla base dell’universale tristezza. Che la logica del capitale accentuando le differenze tra gli uomini, incitando alla sopraffazione, moltiplicando le miserie crea un sistema di relazioni avvelenato che rende quasi impossibile stabilire rapporti sereni tra le persone. Causa non ultima dello stato di alienazione universale. Che colpisce i piccoli, come i grandi.
***
Oscar Wilde, glorioso omosessuale, come tanti del suo genere, è nato il 16 ottobre a Dublino da Sir William Wilde (noto oculista) e Jane Francesca Elgee, poetessa e patriota, conosciuta con il nome di battaglia “Speranza”.
A maggio del 1895 viene condannato a due anni di lavori forzati per essersi concesso il merito di essere quello che é. Naturalmente tutte le opere di Wilde vengono tolte dai cartelloni londinesi.
Il 19 maggio 1897 chiede asilo a un monastero cattolico, ma viene “cristianamente” respinto.
Muore il 30 novembre del 1900 a Parigi.

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2 commenti

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  1. LexMat / Set 23 2013 17:33

    1 – Tutte le donne diventano come le loro madri. Questa è la loro tragedia. Un uomo no. E questa è la sua tragedia.

    Per me significa che gli uomini dovrebbero acquisire un certa dose di femminilità, di caratteristiche della personalità femminile da parte della loro madre.
    Viceversa pure per le donne sarebbe ottimo con le caratteristiche del padre.
    La perfezione (o simmetrica imperfezione, come io la chiamo) nasce sempre dalla fusione consapevole delle diversità, diverse identità positive, ma con la capacità di mantenerne un tratto distintivo e personale.

    2 – Quelli che contano le loro galline prima che siano uscite dall’uovo, agiscono molto saggiamente, perché le galline corrono in giro in maniera tanto imprevedibile che è impossibile contarle con precisione.

    3 – Perdere un genitore può essere considerata una disgrazia; perderli entrambi sa di disattenzione.

    Per questi ultimi due la ringrazio per l’analisi che mi sfuggiva, specialmente l’ultimo che secondo me potrebbe allora fare sì da ponte al primo, come ifatti Lei dice “I quali però devono ricordare che là sono le loro radici. Prendere le distanze è necessario, un obbligo. Distrarsi da essi però significa aggiungere danno a danno.”.

    La ringrazio.

    LexMat
    http://lexmat.blogspot.it/

  2. gelsobianco / Set 25 2013 01:11

    Analisi molto acuta di alcuni aforismi di un artista che io amo tantissimo.

    Penetrano le parole scritte per “Perdere un genitore può essere considerata una disgrazia; perderli entrambi sa di disattenzione.”

    Condivido quanto ho letto.:-)
    Grazie.
    gb

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