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26 settembre 2013 / miglieruolo

Cristina Bove, come riposo della mente

Cristina Bove, come riposo della mente
Di Mauro Antonio Miglieruolo
***
Un giovedì dopo l’altro di riposo della mente, per celebrare i trionfi del cuore. Protetto, anzi cullato dalla poesia di Cristina Bove, riprendo le forze per tornare ritemprato alle fatiche del blog.
Perdonate, sono un Enciclopedico mancato,

e pure in ritardo di due secoli; uno che ne ha la vocazione e manca dei mezzi per potersene giovare.
Ambirei concentrare gli sforzi di parecchi per costruire uno spazio culturale collettivo in grado di riassumere sia i nostri tempi, sia speculare su quelli che verranno. O meglio produrre insiemi di forme delle quali possano servirsi quelli che verranno.
Purtroppo non dispongo dell’energia necessaria, non la credibilità, né la capacità di persuasione adeguata. Soprattutto non ho l’autorevolezza che mi metta in grado di raccogliere i contributi necessari. Tutto ciò che faccio inoltre è inquinato dal timore di ridurmi a quella che costituisce la iattura dei nostri tempi: la cultura in pillole.
La brevità è possibile, ma dove fermarsi per non danneggiare la profondità del messaggio? Questo il dubbio. Mi frena e mi tormenta. Poi rammento che non sono tra quelli del relativismo culturale, che c’è un filo che guida lo svariare dei discorsi; rammento che di pillole può anche essere fatta una cura, e vado avanti. Quel che sto facendo, per quanto poco, è già qualcosa.
Consolato da me stesso ritorno alla poesia di Cristina Bove e il “già qualcosa” s’accresce automaticamente, fino a diventare, se non molto, almeno abbastanza. E un sorriso fiorisce sul mio volto.
Come sul volto di chi quella poesia impara a esaminare.

One Comment

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  1. cristina bove / Set 26 2013 11:27

    Caro mam, la tua considerazione per la poesia quale disciplina letteraria, sarebbe senz’altro suffragata da apporti culturali degli addetti ai lavori.
    A me risulta ostico il dirne, come ben sai, in quanto mi ritengo semplicemente una che scrive testi, poetici più o meno.
    Tuttavia, se qualcuno apprezzasse il tuo impegno alla divulgazione della poesia quale espressione del pensiero attraverso forme stilistiche personali, comunque rispettose delle regole sottese (referenti culturali che ne facilitino la comunicazione), e recasse il proprio contributo al fine di chiarire a noi tutti che cos’è la poesia, sarebbe davvero graditissima cosa.
    In quanto alle pillole, indorate o no, io sono per la cura rasserenante, giorno per giorno, momento per momento.

    Tornando alla mia poesia, tu sai come scrivo, in quale atmosfera “strana” mi sento immersa.
    Non so da dove nasce questo linguaggio che accompagna da sempre il mio mondo personale, il mio retaggio che tendo a ritenere non appartenente soltanto a questa dimensione in cui tutto appare solido.
    Scrivo perché c’è intorno a me dell’altro, perché mi sento partecipe di gioia e dolore degli esseri umani, a me vicini, o lontani.
    Altro non saprei dire, non saprei davvero come rendere dialogo, ciò che mi riesce solo in forme, colori, versi.
    Ho presente solo una cosa, sempre: abbiamo un corpo perché siamo l’anima.

    Grazie
    un sorriso anche da me
    cri

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