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29 settembre 2013 / miglieruolo

Cara gente normale

Cara gente normale
dal blog lunanuvola di Maria G. Di Rienzo
(http://lunanuvola.wordpress.com/2013/08/28/cara-gente-normale/
)
(di Denice Frohman, vincitrice con questo testo del “Women of the World Poetry Slam” 2013. Non si tratta dell’intera poesia, per la cui completa trascrizione ci vorrebbe l’autorizzazione scritta dell’Autrice, ma solo della citazione di brani per come riesco a comprenderli dal video. Sono in ordine cronologico e bastano, santo cielo se bastano, a rendere l’idea. Maria G. Di Rienzo.)

Denice Frohman

Denice Frohman


Cara Gente Normale,

chi vi credete di essere? Dovete proprio rendere così palese che vi metto a disagio? Perché vi metto a disagio? Sapete che questo mette me, a disagio? Adesso siamo a disagio entrambi!

Cara Gente Normale,

voi siete la ragione per cui noi stiamo nell’armadio. Voi siete persino la ragione per cui l’abbiamo, l’armadio. A me gli armadi non piacciono, ma voi avete fatto del soggiorno un posto non condivisibile, e adesso io mi sento un’ospite nella mia stessa casa.

Cara Gente Normale,

sono stanca di dover provare che il mio amore è autentico, per cui chiedo dei referendum sul culo vostro: quando avete scelto di essere normali? E’ perché i vostri genitori hanno divorziato? E’ perché i vostri genitori non hanno divorziato? E’ successo perché avete sniffato troppa colla in quinta elementare?

Cara Gente Normale, perché quando tengo per mano la mia ragazza dovete guardarmi come se vi stessi derubando? Cara Gente Normale, mi fate venire la fottuta voglia di derubarvi sul serio!

Cari Alleati Normali,

grazie, e ancora, per piacere!

Cari Bulli Normali,

avete ragione: non abbiamo gli stessi valori. Voi uccidete tutto quel che è differente, io lo preservo. Ditemi cos’è accaduto alle anime alienate fra i muri del liceo, a quelli che pianificano i dettagli della loro morte durante l’ora di matematica. Quelli che hanno immaginato i loro funerali come parate con striscioni, quelli che hanno pensato che l’aldilà fosse meglio di quel che succede alle feste.

Avete notato che l’odio è vivo e vegeto in molte sale da pranzo? Insegnato nel silenzio di troppi docenti, trasferito come un abito di seconda mano da troppi genitori.

Cara Ragazzina Queer, io ti vedo. Tu non vuoi che loro ti vedano, allora cambi i pronomi nelle tue poesie d’amore e “lei” diventa “lui”. Lo facevo anch’io. Non lo faccio più.

Cara Gente Normale,

baciare la mia ragazza in pubblico senza guardarmi intorno per vedere se c’è qualcuno è un lusso che io, completamente, non ho ancora. Ma stanotte la mia libertà mi ha ubriacata, e stringerò la sua mano nell’angolo di strada più affollato della città più affollata, incrocerò le dita con le sue, e le nostre labbra si toccheranno fermamente, sino a che scioglieremo i loro sguardi tramutandoli in un’ovazione in piedi, immagineremo di essere in un mare di volti sorridenti anche se non sarà vero, e quando non sarà vero, cominceremo a scavare, a penetrare profondamente l’una negli occhi dell’altra e diremo “Ehi cara, niente fermerà questo, stanotte. Stanotte il mondo è in pezzi e noi siamo la sola cosa che lo terrà insieme!”

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