Vai al contenuto
4 ottobre 2013 / miglieruolo

Aforismi di Oscar Wilde – 5

Aforismi di Oscar Wilde – 5
A cura di Mauro Antonio Miglieruolo


***
Ed ecco inevitabilmente un lungo capitolo (il soggetto merita) sulle donne. Sulle quali Oscar Wilde ha molto da dire. Credo che ognuno di noi, parte di questa vasta congerie di diversità che affolla la Terra, avendo a cuore il tema, abbia un proprio da dire. Chi più, che meno, che male e chi bene, ha avuto a che fare con donne; confido però che nessuno che intenda scampare al compito di capire lo farà impeciandosi nel solito sciocchezzaio di luoghi comuni e di frasi intelligenti atti a mascherare i luoghi comuni. Si risparmi almeno questo.
La ragione che muove questa introduzione non è la smania di inoltrarsi nel difficile di dire qualcosa di nuovo e stabile sugli essere umani. Di far cattiva figura cercando di fare bella figura. Le donne sono centrali nella vita di ognuno di noi. Sono centrali e ne sono l’origine. Tutti abbiamo avuto e abbiamo a che farci. Non possiamo evitare di continuare a averci a che fare. Ecco dunque che non evito di averci a che fare…
Le donne: limitiamoci a amarle e lasciarle libere di essere nella loro pace. Ne conseguirà a tutti noi libertà nella nostra possibilità di essere nella nostra pace.
***
04ott-2719964225_1d4e50c7e8
Ci vuole una donna veramente brava per fare una cosa veramente stupida.
(OW)

Questa mi sembra proprio di averla già letta. A proposito degli uomini. Vale il commento che chi è grande, grande è in tutte le manifestazioni.
D’altronde è logico che parlando di donne e uomini si finisca per dire delle une e degli altri cose abbastanza simili. Siamo ognuno lo specchio dell’altro. E questa è la ragione per cui le diversità tendono a fondersi per formare una unità. Non solo perché sospinti irresistibilmente verso quello che Lorenzo il Magnifico celebrava cantando “esser due e parer uno, chi nol crede il provi un poco”; ma per dar luogo al confronto delle differenze e arricchirsi attraverso il contatto. Io tarpano furioso che ammorbidisco le mie durezze. Lei, modello di bellezza, che attenua le sue furie contemplando i miei elementari e un poco risibili bisogni. Educandomi all’ordine e alla presa di distanza dalla natura, nostra comune origine, nello stesso tempo che io educo lei a non esagerare. C’è del buono nella comune origine.
***
Le donne ci amano nonostante i nostri difetti. Anche ne avessimo troppi, ce li perdonerebbero tutti, come perdonano persino il nostro smisurato intelletto.
(OW)
(traduzione mia, sostanzialmente fedele, ritengo, ma un po’ rimaneggiata)
Mi inchino umilmente e mi limito a sperare. Non esattamente tutti, ci perdonano. Uno no, non lo perdonano. Uno per il quale non posso dare torto alla loro severità: il difetto di non saperle adeguatamente apprezzare.
***
Che hanno a che vedere con me le donne che non hanno peccato, o io con loro? Non ci capiamo proprio.
(OW)

Salvo il caso, in cui sono incorso, di qualcuna che, ignorando l’aforisma, abbia voluto e saputo capire me peccatore, inducendomi a diversamente considerare la mia natura. Natura che era fin troppa “cultura” da non indurmi a sospettare di essa. Come è il caso, in cui sospetto che dietro l’intelligenza di Oscar Wilde ci sia un po’ troppa cultura. La cultura povera dei suoi tempi (verrà un giorno in cui si parlerà della cultura povera dei NOSTRI tempi… dire a detto bene, in un modo sinteticamente esemplare, come riusciva spesso a lui. Ma che induce al sospetto che non abbia mai avuto la fortuna di incontrare una non peccatrice che sulla possibilità di intesa (più che altro sulla possibilità che la donna potesse far qualcosa – o molto – per aiutare l’uomo) potesse farlo ravvedere.
Ma per non sembrare moralista (sono debole rispetto l’opinione altrui, lo ammetto) dico anche dell’aforisma la parte che mi piace. Una “peccatrice”, in quel senso lì, andando a parare dove intende lui, il malizioso Oscar, incontrarne una, cosa di meglio nella vita?
Perché in realtà “peccatrice” qui sta per donna libera, o liberata, concetto che non doveva essere facile adoperare ai suoi tempi e che probabilmente Wilde preferiva trascurare. O che non era in grado di maneggiare.
Verrebbe dunque da dire all’amico Oscar: Non capisci? Non ti preoccupare, te lo spiego io.

***
Sembra una donna con un passato. La maggior parte delle donne graziose e così.
(OW)

La maggior parte delle donne che ne hanno la possibilità è così, non solo quelle graziose. D’altronde, la carne è debole, con la muta di infoiati sempre alle calcagna come potrebbe una snaturarsi al punto (a meno di possedere una forte vocazione) di non sapersi dimostrare perfetta quale fonte della nostra fin troppo arrendevole natura?
***
Le donne, come disse una volta un francese di spirito, ci ispirano il desiderio di fare capolavori; e sempre ci impediscono di realizzarli.
(OW)

Lo disse uno evidentemente dotato di troppa voglia di apparire brillante per esserlo effettivamente. Ben pochi sono i capolavori non ispirati dalla profondità del femminile. Le donne costruiscono meno degli uomini in arte perché troppo impegnate a fare di se stesse dei capolavori; e gli uomini li compongono per essere all’altezza di quei capolavori.
***
Una donna povera che non è perbene è una prostituta, mentre una ricca è una signora alla moda.
(OW)

E se considerassimo ambedue soggetti con la vocazione più o meno segreta di vivere da persone? Individui che scelgono di vivere al meglio, come possono, la loro vita?
Via, tutte le donne sono perbene, lo sono in quanto donne nate per esserlo, cioè compagne dell’uomo. Per male solo quelle che dimenticano di esserlo. Compagne dell’uomo. Troppo tartassate dal genere maschile per aver voglia di continuare a averci a che fare.
Possiamo constatare quel che succede a volte nel voler per forza risultare “avanzati”, intelligenti, e fuori dal coro: si entra nel coro cantando stupidamente quanto di più arretrato ci possa essere, la canzone dei limiti considerati imponibili alla libertà. Per bene, per male, sulla base dei comportamenti sessuali? Senza approfondire le modalità specifiche con cui ognuno accede a questa imperante necessità?
Anche su questo piano nessuna considerazione esterna al soggetto è ammissibile, in quanto si traduce immediatamente in un limite della donna-uomo. Dalla sfera sessuale passa a quella civile e a quella umano sociale.
I trabocchetti dell’ideologia dominane sono sempre pronti a imprigionare.
***
Preferisco le donne con un passato. Sono sempre così dannatamente divertenti quando ci parli insieme.
(OW)

Personalmente le preferisco perché hanno una solida esperienza sulla quale fondare i propri discorsi. Non i soli pregiudizi (o prudenze) di mammà (e paparino), quelli del prete, del vicino di casa, dell’ometto di turno.
Sempre che decidano di servirsi di quell’esperienza e non nascondersi, come tante, dietro il piattume dei discorsi stereotipati, abbastanza perniciosamente colpevoli da abbassare l’intelligenza di una persona al livello delle galline.
***
Continuiamo a esporre le tappe salienti della vita di Oscar Wilde.
1887: diventa direttore di una rivista femminile (Lady’s World, il cui titolo cambierà in The Woman’s World).
1888: primo libro di fiabe, Il Principe Felice e altri racconti.
1890: Il ritratto di Dorian Gray, racconto che suscita molte polemiche. Oscar Wilde risponde rivendicando l’indipendenza morale dell’arte.
1891: Il ritratto di Dorian Gray esce in volume, con l’aggiunta di altri sei capitoli. Esce anche il secondo libro di fiabe: Una Casa di melograni. A novembre è a Parigi dove scrive Salomé.
1892: Il ventaglio di Lady Windermere viene data al Saint James Theatre. Primo grande successo. A giugno iniziano a Londra le prove di Salomé, con Sarah Bernhardt. Il governo inglese proibisce lo spettacolo. Ad agosto Wilde, che per ritorsione ha minacciato di farsi cittadino francese, scrive Una donna senza importanza.
(continua)

2 commenti

Lascia un commento
  1. cristina bove / Ott 4 2013 17:39

    Lessi Il ritratto di Dorian Gray giovanissima, mi piacque.

    ma gli aforismi no, non me ne piace nemmeno uno.

    • miglieruolo / Ott 5 2013 14:33

      Sono un ottimo strumento di riflessione. Bisogna però accettare i modi un po’ chic e l’ostentazione di uno scetticismo che sconfina nel cinismo. Allora, scandagliando, si possono far affiorare buoni significati. Io cerco di farlo, ma con risultati non sempre apprezzabili (a quanto sembra…).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: