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23 ottobre 2013 / miglieruolo

Cyberbulli

Cyberbulli
dal blog lunanuvola di Maria G. Di Rienzo
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Le adolescenti – italiane e non – continuano ad indicare, in studi e sondaggi recenti, un’alta preoccupazione per quel che accade loro su internet: molestie, aggressioni, diffamazioni.

Le testimonianze sono l’infinita ripetizione, con poche varianti, di una sceneggiata che potremmo intitolare “Cyberbulli e cyberpupe” e le ragazze, tecnologicamente preparatissime, sembrano invece vacillare per quanto riguarda la gestione dei loro spazi.

Quindi, mia cara fanciulla che leggi, voglio innanzitutto assicurarti che le tue preoccupazioni hanno senso e le tue percezioni hanno valore. Quel che sto per dirti di seguito è un “ABC” che riguarda la tua sicurezza e il tuo stare bene nelle relazioni online.

Techno Girl

Techno Girl

Amici?

Solo perché qualcuno ti chiede “l’amicizia” su Facebook non significa che sia davvero tuo amico/tua amica. Non so che valore tu dia al termine, ma so di cos’è fatta l’amicizia: simpatia, cura, condivisione, pazienza, rispetto, onestà, lealtà. Prova a pensare a quanti di questi termini descrivono la tua amicizia online con questa o quello. Se manca la condivisione – vi piacciono cose totalmente diverse – ma tutto il resto c’è non è gran danno. Se mancano pazienza e cura vi mandate al diavolo un po’ troppo facilmente, ma se il resto c’è potete far crescere comunque la vostra amicizia. Se invece mancano simpatia, rispetto, onestà e lealtà non siete amici: siete due che si conoscono virtualmente e che possono farsi reciprocamente del male senza starci a pensare troppo. Le vere amicizie richiedono tempo per conoscersi e attraversare esperienze insieme: è un tempo “fisico”, un tempo di “faccia a faccia”, un tempo di “vengo a fare i compiti da te” e “resta a dormire da me”, non il tempo di un “mi piace” o di una faccetta-icona sorridente.

Puoi dire NO.

Le richieste di amicizia su Facebook fioccano per chiunque apra una pagina, ma non significa che tu sia obbligata ad accettarle tutte. Se non conosci la persona che si propone, o se la conosci molto poco, pensaci sopra: vuoi che costui/costei acceda alle tue informazioni personali? Hai idea di come le userà? E’ meglio cercare di saperne un po’ di più prima di dire “ok”? Nel dubbio, rifiuta.

Puoi dire “NO” – ed estromettere dai tuoi contatti – anche a chi ti manda mail, immagini e video che non gradisci (di solito si tratta di pornografia, vero?). Un paio di mesi fa, una ragazza come te ha ricevuto l’immagine di un suo “amico” virtuale completamente nudo e, diciamo, “su di giri”. L’immediata e civilissima protesta della ragazza ha ottenuto come risposta: “Non ti piace? E’ troppo grosso per te?”. A questo punto, la ragazza ha dato avviso al signorino che avrebbe girato l’immagine alla madre di lui, poiché era in grado di rintracciarla via Facebook. E così ha fatto, nonostante le suppliche dell’ex arrogante cyberbullo.

Ti sta bene che chiunque possa sapere “tutto”?

Quel che metti online, dopo che hai schiacciato “invio”, è al di là del tuo controllo. Da quel momento vive una propria vita dalla durata variabile ma indipendente dai tuoi desideri: può essere copiato, manipolato, girato. Se, poniamo, hai alzato il gomito ad una festa e ti sei scattata un paio di foto che giudichi davvero buffe: vuoi che chiunque possa vederle? Guardale un attimo ancora prima di postarle. Immagina le veda tua madre: riderebbe quanto te? Non riderebbe affatto? Immagina le veda un tuo insegnante, tuo nonno, tua zia, le tue compagne di classe. E un’altra cosa: ci sono altre persone in quelle immagini? In che condizioni? Hanno visto le fotografie che intendi condividere e che ne pensano? I loro genitori, parenti, compagni eccetera le troverebbero buffe o no? Se le foto passano questo esame, va’ pure avanti. Ricorda solo che alcuni momenti sono così intimi e personali da stare meglio offline e che tutto quel che scrivi e pubblichi manda un messaggio su chi tu sei. Chi ti offende e ti deride, per esempio, manda assieme alle sue aggressioni un messaggio chiarissimo su che tipo di persona è: un farabutto. Ma chi offende e deride la tua peggior nemica negli stessi termini manda esattamente lo stesso messaggio. Pensaci.

Non affidarti completamente allo spazio digitale. Soprattutto se quel che hai da dire o da comunicare o da discutere con il tal amico o la tale amica è molto importante, o controverso, o coinvolge le vostre emozioni e le vostre vite private eccetera. E’ difficile – e a volte pericoloso – tentare di far stare il tuo cuore nello spazio di un messaggio di testo, meglio se lo lasci parlare mentre guardi negli occhi l’altra persona.

Impara a riconoscere le differenze. Uno che ti sommerge di “apprezzamenti” a sfondo sessuale online non ti sta facendo dei complimenti. Uno che ti chiede di mandargli tuoi video o tue immagini di natura sessuale non ti sta chiedendo una “prova d’amore”. Uno che ti tratta come sua proprietà non ti sta trattando bene. Qualcuno che ti ama non ti metterà in imbarazzo, non si prenderà gioco di te, non ti forzerà a fare cose che non ti piacciono o che ti mettono a disagio, non ti minaccerà, non ti ricatterà: queste cose le fa qualcuno che può dire e ripetere di amarti ma che dell’amore non conosce neppure il significato e sta solo cercando di dominarti per la propria soddisfazione personale. Qualsiasi cosa mandi a picco la tua autostima e la tua fiducia in te stessa non è amore, credimi.

Pianta paletti. Il tuo cyber-giardino è tuo. Piantarci attorno una recinzione non è “censura”, è senso del limite (una qualità dell’intelligenza oggi molto sottovalutata e poco praticata anche dagli adulti). Nella tua stanza non può entrare il primo che passa, giusto? Ne’, se ci entra, è autorizzato a comportarsi come se la stanza fosse sua o fosse il suo gabinetto – già, non intendo quello medico. Per cui:

Cambia le impostazioni sulla privacy e decidi chi può vedere cosa.

Se qualcuno posta un commento offensivo su di te cancellalo, togli la persona dai tuoi “amici” e riportalo come abuso al gestore del social media.

Se qualcuno posta una tua immagine che tu non gradisci: stessa procedura, con in più la richiesta della rimozione dell’immagine.

Se ti stanno “cyberbullizzando”, e cioè se continui a ricevere insulti, minacce e offese per favore, oltre a fare tutto quello di cui sopra, parlane con un adulto a cui vuoi bene e di cui ti fidi. Anche se questo sta accadendo ad una delle tue amiche. Non soffrire da sola e non lottare da sola. Tu sei preziosa per parecchie persone, persino per me che neppure ti conosco: non temere di chiedere aiuto, noi esseri umani abbiamo costantemente bisogno degli altri per vivere, che si tratti di dare loro qualcosa o di avere da loro qualcosa. Siamo sopravvissuti, come umanità, facendoci reciprocamente dei doni: tempo, cibo, calore, attenzione, informazioni. Oggi io ti regalo queste righe. Tu regala a me l’assicurazione che ti stimerai abbastanza da aver cura di te stessa, in rete e ovunque. Maria G. Di Rienzo

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