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26 ottobre 2013 / miglieruolo

Rosa Louise Parks, la donna che non si alzò

Di Mauro Antonio Miglieruolo

 

(Nata Rosa Louise McCauley a Tuskegee, il 4 febbraio 1913, e morta a Detroit il 24 ottobre 2005, è conosciuta come “the woman who didn’t stand up” cioè la donna che non si alzò, di cui al titolo).

23ott.DB-421px-RosaparksUna definizione questa relativa al suo atto di coraggio, non avere ottemperato all’intimazione dell’autista di alzarsi per aver occupato un posto riservato ai bianchi, che rappresenta una involontaria diminuzione dell’atto stesso e del significato globale che ha avuto per l’intera umanità; perché il coraggio di quella donna straordinaria è un coraggio lungo, che non dura l’attimo di decidersi se alzarsi o restare seduta; è un deliberato atto di rivolta che ha diverse tappe, in ognuna delle quali non viene mai meno. Potete immaginare quanta fermezza sia occorsa a Rosa per resistere alla violenza materiale e psicologica, alle abitudini e alla ferocia dell’ambiente (siamo in Alabama, profondo Sud, non dimentichiamolo)! Resistere anche a se stessa, alle paure e agli effetti di oltre un secolo di sfruttamento e oppressione! Non dimentichiamo nemmeno che un po’ dello “zio Tom” c’è in ognuno di noi. Non è difficile immaginare che in Rosa possa essercene un pizzico in più.

Siamo nel 1955, primo dicembre. Nonostante l’interiorizzazione del “saper stare al proprio posto”, arma ideologica vincente della borghesia, Rosa sfida il doppio divieto (quello della società e quello interiore). Probabilmente sale sull’autobus già determinata a non fare il viaggio in piedi, il che l’aiuta ad assumere la grave decisione. Constatando che l’unico posto disponibile è nella sezione riservata ai bianchi, sfida pregiudizi e norme regolamentari e “fa la cosa giusta”. Sta tornando a casa, è stanca perché non dovrebbe farlo? Raccoglie dunque il coraggio necessario e siede dove non le sarebbe concesso. Poco dopo però salgono alcuni bianchi (sono pietoso verso costoro, mi limiterò a definirli scostumati) che rivendicano il posto di Rosa. Ma Rosa rifiuta di alzarsi. Sollecitato dai passeggeri interviene l’autista che gli intima di farlo. Rosa rifiuta ancora. Rifiuta anche quando l’autista ferma l’autobus, si rivolge a alcuni agenti e la fa arrestare.

23ott2-dbrosa_parks_2La notte stessa Martin Luther King e una cinquantina di attivisti contro la segregazione razziale, si riuniscono e organizzano per il giorno dopo una manifestazione. È il punto di partenza di una lotta gigantesca, 381 giorni di boicottaggio degli autobus, che si concluderà con la sconfitta dei razzisti; e la dichiarazione di incostituzionalità da parte della Corte Suprema (1956) della segregazione sugli autobus.

Una lettura superficiale della disobbedienza civile praticata da Rosa Park potrebbe indurre qualcuno, qualcuno meno coraggioso di lei, a definirla semplicemente una ostinata. E forse è vero, tanta ne serve di ostinazione, oltre che coraggio, per affrontare a viso aperto i mostri che tutt’ora, continuando la tradizione del “civilissimo” ventesimo secolo, vegliano nel cuore degli uomini. Ma io con Martin Luther King preferisco definire quell’atto che è “l’espressione individuale di una bramosia infinita di dignità umana e libertà“. Se il bisogno materiale può spingere alla ribellione, quello spirituale impone alla ribellione una carica tale da trasformare qualsiasi essere umano in uno straordinario eroe. Un eroe capace di andare al cuore dei problemi ed andarci in modo efficace, indovinando tempi e inventando modalità atte a toccare l’immaginazione degli oppressi, atti a farli muovere  con moto spontaneo dell’anima proprio quando nessuno se lo aspetterebbe; determinando pertanto condizioni nuove che permettono di approdare a risultanti importanti.

23ottc-db-RosaParksMa tutto ciò riguarda Rosa, emblema della lotta contro i “soprusi accumulati giorno dopo giorno”; l’atto in sé va molto oltre la donna, l’atto si configura come una tappa decisiva di quella lotta per l’uguaglianza che dà corpo alla “sconfinata aspirazione delle generazioni future” (è sempre Martin Luther King a parlare). La lotta inaugurata da Rosa, e portata a termine in suo nome (nome che evoca quello di un’altra grande del Movimento Operaio – Rosa Luxemburg – che però ha avuto meno fortuna, e vita più corta), è una delle più significative testimonianze di quanto possa risultare efficace la lotta di massa per spezzare l’accerchiamento dell’ideologia borghese, l’ideologia della divisione e della mortificazione. Contro il proletariato nero la borghesia era riuscito a costruire una tale barriera di isolamento, fondato sull’odio razziale, che la svolta positiva impressa dagli attivisti dei diritti civili negli anni 1955-1956 non possono, ancora oggi, che stupire e produrre ammirazione.

Ricordo pertanto Rosa Sparks come qualcosa di più che emblema delle pur importanti lotte di emancipazione degli afro-americani; la ricordo in quanto simbolo della lotta universale contro la discriminazione. E per la libertà: quale mia eroina e mio personale punto di riferimento.

È morta  alla venerabile età di 92 anni.

2 commenti

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  1. rosa parks bus boycott / Feb 14 2014 11:56

    Thanks for sharing your info. I truly appreciate your efforts and I will be waiting for your next post thanks
    once again.

Trackbacks

  1. Montgomery Bus Boycott | miglieruolo

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