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9 novembre 2013 / miglieruolo

Oniomania, il male dei tempi moderni

Scor-date: 7 ottobre 1926

Muore Emil Kraepelin, scopritore dell’oniomania, il male dei tempi moderni

di d. b. (*)  
Nella cucina del papà di Y fa bella mostra una macchina per «fare il caffè come al bar» e lui la mostra sempre a chi, di rado, arriva nel posto sperduto dove abita: «un affare» dice. In casa però nessuno beve il caffè. A ben guardare anche le altre stanze sono piene di elettrodomestici, perlopiù inutilizzati.

La figlia di X è stata di nuovo beccata a rubacchiare in un negozio: oggetti superflui. Succede da quando la madre (separata) le ha diminuito la paga settimanale. «Se ogni giorno non compro qualcosa sto male» confida al medico ma anche ad amici e amiche. «Non resisto. Se non ho i soldi, rubo».

Sette anni fa K ha trovato un lavoro ben pagato. «Finalmente mi posso permettere libri, dvd e musica» spiegò ai suoi. Una volta iniziato non è riuscito a smettere. Ora ha gli scaffali pieni ma il conto in rosso. «E non ho il tempo di leggere o di sentire i cd» si rattrista.

Sono tre casi, scelti in una ristretta cerchia amicale, di shopping-dipendenza o, come sarebbe più corretto dire di oniomania. Il 7 ottobre 1926 morì uno dei suoi “teorici” , lo psichiatria tedesco Emil Kraepelin che (con il collega svizzero Eugen Bleuler) individuò per primo l’esistenza del «desiderio patologico di spendere soldi» e lo classificò con i termini greci «onios» cioè vendita e «mania». Una scoperta che risale alla fine del 1800 e dunque in forte anticipo sulla dimensione quasi di epidemia che l’oniomania assumerà in seguito. I due studiosi, oggi un po’ dimenticati, furono figure di primo piano ed ebbero notevole influenza anche su Freud e in tutti gli studi sulle psicosi.

La sac (sindrome da acquisto compulsivo) è un vero e proprio disturbo imparentato con la mania compulsiva di scommettere e con la cleptomania; però non va confuso con esse. Secondo la solita Wikipedia la sac colpisce soprattutto donne di giovane età. Si acquistano, senza ragione e quasi senza rendersene conto, oggetti d’ogni tipo, che il più delle volte vengono messi da parte, regalati o buttati via. Con successivi pentimenti che però vengono subito dimenticati. Intuitivamente sembra esistere una relazione fra l’aumento dei casi e il diffondersi del denaro elettronico, però in rete non si trovano studi al riguardo. Si trovano invece su Google i criteri diagnostici (sono tre) individuati dallastatunitense S. L. McElroy per distinguere le persone che praticano un “normale” shopping da quelle in preda a oniomania. Ma “normale” in che senso? I presunti opinion leader dei nostri tempi ritengono che spendere tutto quel che si ha, tranne un centesimo, non sia patologico. Ma anche indebitarsi un pochino va bene e infatti negli Usa le banche premiano chi va in rosso. Ovviamente non è riconosciuta come un “disordine” dalle associazioni degli psichiatri perché ciò nuocerebbe all’economia (io preferisco dire l’econo-loro cioè di lor signori). Se non esistono veri e propri untori – o spacciatori – della oniomania è però evidente che molti incoraggiano il diffondersi di questo grave disturbo. Nel secolo scorso sono stati rovesciati governi che volevano limitare il tabacco, figuratevi cosa accadrebbe a qualche istituzione scientifica che proponesse di selezionare o controllare la pubblicità per evitare nuovi casi di oniomania.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”. Ma qualche volta ci sono argomrenti più leggeri che… ogni tanto sorridere non fa male.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 7 ottobre fra l’altro avevo ipotizzato: la «giornata mondiale del lavoro dignitoso» oppure 1571: la verità di Lepanto; 1885: nasce Niels Bohr; 1909: nasce Joe Hill; 1931: nasce Desmond Tutu; 1934: nasce Amiri Baraka; 1970: alluvione a Genova; 1985: dirottamento nave Lauro; 2001: inizia l’attacco Usa in Afghanistan; 2006: uccisa Anna Politkovskaja. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

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