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20 novembre 2013 / miglieruolo

Vi restituiamo un po’ della vostra merda

Vi restituiamo un po’ della vostra merda

una lettera arrivata – a quanto pare – dal 2 ottobre 2014 (*)

Cominciò così. Vidi il gigantesco poliziotto privato (privato anche di senno, mi sembrò) strattonare il vecchietto. Aveva messo in tasca un po’ di parmigiano e si era fatto beccare. Faceva pena il vecchio, provai a intromettermi. Il robo-cop e un non meglio precisato «funzionario» mi strattonarono subito. Mi fecero anche male. Come al vecchietto, credo: che poi dico “vecchietto” come se io fossi giovane. Un ragazzo mi venne in soccorso, protestò: ci spinsero fuori tutti e due mentre arrivano le forze dell’ordine pubblico (per modo di dire “pubblico” che non hanno un numero di identificazione) venute a prelevare il ladro di parmigiano.

Ci ritrovammo fuori. E tristi. «Da che parte vai?» chiese il ragazzo. «Verso via Mazzini» risposi. «Anch’io, ti accompagno»: non ci eravamo mai visti ma a lui venne un “tu” naturale, come si fa con chi sta dalla stessa parte, con chi capisci che ha un sentire comune.

Camminammo in silenzio poi lui riassunse: «Che merda». Allora io gli raccontai che la settimana prima, in un altro supermercato («di sinistra» dissi con sarcasmo) avevo visto una scena simile, se non peggiore, contro una ragazzina: «non so cosa avesse rubato» aggiunsi «ma faceva pena vederla anche perché 10 anni o 12 ma aveva il viso così segnato di botte che pareva… la maschera di Frankenstein, hai presente?». Mi rispose: «Merda, doppia merda».

Mi si accese una lampadina. Su quel «doppia merda» ci pensai su tre minuti. Poi mi fermai, presi per il braccio il ragazzo e gli dissi: «hai detto bene, gente di merda. E se allora cominciassimo a restituir loro un po’ di merda?». Scosse il capo: «Cioè?». Gli feci cenno di appoggiarsi su una staccionata: «Quei fascisti ti controllano all’uscita giusto? E poi hanno le targhette o come si chiamano… ». Lui automaticamente mi corresse: «bande magnetiche credo, ma va avanti» mentre io già proseguivo «che suonano. Però non possono controllare gli ingressi. E se noi cominciassimo a portar dentro merda e lasciarla lì nei banconi?». Mi guardò sorpreso. «E a farlo sapere in giro dicendo “non andate da quei merdosi: hanno fatto questo e questo, così noi li abbiamo ripagati lasciando un po’ di merda negli scaffali”…. che te ne pare?».

Sbarrò gli occhi e sorrise in alternanza: «Bella», poi rise: «non è un’idea da vecchietto». Risi anch’io: «vuol dire che la rabbia mi ha fatto ringiovanire. Se ti piace, parliamone un po’ in giro e poi cominciamo. Ci stai?».

Ci pensò su. Poi: «Ci sto ma bisogna studiarla bene perché se ti beccano mentre lasci le feci in un reparto di alimentari penso che ti fanno una denuncia con i fiocchi e poi per altri motivi diciamo organizzativi. Sì, bisogna studiarla mooooolto bene ma io ci sto. Sì, sì, scommetto che Marina e Giulio ci daranno una mano».

Ecco cominciò così, pochi giorni fa. E oggi i giornalisti cominciano a parlare dei supermercati dove ignoti lasciano merda e di “come si fa a controllare tutti quelli che entrano?” e “chi saranno i sabotatori?”, “perché?” e tutte le solite idiozie. Fanno finta di non sapere che lo abbiamo spiegato nei volantini. Sapete, come quando fanno finta di non capire e si chiedono «come mai tanta gente imbratta le banche? e durante i cortei tira vernice contro le agenzie interinali o le sedi dei partiti?». Sono anche fessi o solo bugiardi?

Ecco è cominciata così: da un vecchietto e tre ragazzini. Abbiamo iniziato a restituire un po’ della loro merda. E già altre/i ci stanno imitando, la voce si è sparsa e noi speriamo di crescere ancora, che tante persone vadano dentro per «dar merda alla merda» e che ancor più smettando di fare la spesa lì e di riempire le casse dell’1 per cento che prima affama la gente e poi l’accusa di rubare. Noi siamo il 99% e se anche solo un 5-6 per cento si organizzasse… Intanto tenetevi ‘sta merda.

(*) Stamattina alzandomi ho trovato in bella vista questa lettera datata “2 ottobre 2014”. Uno scherzo … ma di chi? Sonnambulismo? Un me stesso che mi scrive dal futuro? Voi che dite?

 

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One Comment

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  1. cristina bove / Nov 21 2013 16:48

    magari scopri che la merda la trasformano in qualcosa che possono ancora vendere….

    comunque, mi diverte molto l’idea, e mi piacerebbe che si diffondesse, tra i più coraggiosi e, soprattutto, grandi produttori di materia prima.

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