Skip to content
25 novembre 2013 / miglieruolo

Attenti al karma

(“Everyday Sexism: five reasons why men shouldn’t shout at women in the street”, di Laura Bates per The Guardian, 10 ottobre 2013. Trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo. A firma di Laura potete leggere anche:

http://lunanuvola.wordpress.com/2013/05/22/lettera-aperta-a-fb/

http://lunanuvola.wordpress.com/2013/04/13/il-nostro-pane-quotidiano/

http://lunanuvola.wordpress.com/2012/12/20/lettera-a-babbo-natale-da-tutte-le-donne/ )

molestie

Durante la scorsa settimana l’Everyday Sexism Project (Ndt. Il progetto è descritto nel secondo dei link riportati sopra) ha ricevuto un numero senza precedenti di storie da parte di donne che hanno sperimentato molestie in strada. I circa 300 incidenti di questa settimana sono vari, e molti vanno oltre la comune mistificazione delle molestie in luoghi pubblici come “strani richiami o fischi qui e là”.

Ecco alcuni esempi:

“Un tizio mi sussurra “troia” mentre passa oltre me sulle scale di Clapham Junction. Sono vestita per andare ad un funerale e non c’è modo di non capirlo.”

“Sull’autobus mi tirano oggetti e mi urlano oscenità due giovani uomini che chiedono favori sessuali.”

“Sono così stanca di quelli che mi dicono “sexy” per strada. Sono incinta di sei mesi, fratelli. Letteralmente, dovete solo lasciarmi in pace.”

“200 tifosi di football, fuori da un pub di Liverpool, cantano “Tira fuori le tette per i ragazzi” a due ragazze e quando queste si allontanano le inseguono. La polizia ignora.”

“Ho visto un uomo ubriaco tormentare una scolaretta e chiamarla “tesoro” mentre la pedinava. E’ snervante.”

“Mentre attraverso la strada in mezzo alla folla, un anziano mi afferra i fianchi con ambo le mani nel mentre mi dice di camminare più veloce. Mi scuoto, ma non mi lascia andare.”

“Sono appena stata seguita sino a casa da due neanderthaliani in macchina che mi urlavano “puttana, troia, racchia” ecc. perché avevo detto loro di lasciarmi in pace.”

Tutto questo ha indotto uno scoppio di frustrazione, qui al quartier generale di Everyday Sexism, e poiché le lettere aperte sembrano andare alla grande, al momento, ne abbiamo composta una anche noi…

Cari uomini che urlate alle donne per strada,

grazie per l’ultima volta. In effetti, no, non ho una “PELOSA CHE PRUDE!” ma la vostra sensazionale capacità di osservazione va notata: ho fatto scivolare la spazzola a livello dell’inguine mentre cercavo di tirare fuori qualcosa d’altro dalla mia borsa, perciò complimenti per l’urlo. Le brave persone che erano dal fiorista attaccato a casa mia, però, probabilmente non avevano bisogno di sentirvi schiamazzare dal finestrino della vostra auto. E’ facile che io non mi senta del tutto a mio agio nell’entrare dal fiorista per un po’.

Poiché stiamo facendo corrispondenza, penso che tenterò di spiegarvi perché NON VA BENE urlare alle donne in strada, dato che l’aver ripetutamente e chiaramente asserito che non ci piace e che non lo consideriamo un complimento, sembra non aver messo a posto la cosa. Qui di seguito ci sono cinque semplici ragioni sul perché:

1. Rovina cosa piacevoli.

Contrariamente alla diffamazione popolare, noi femministe non stiamo dicendo che ci sia qualcosa di sbagliato nel fare a qualcuno dei complimenti sull’abito che indossa o nel presentarsi gentilmente a qualcuno al bar. Vi stiamo chiedendo, per favore, di smettere di strillare cose sulle nostre tette con quanto fiato avete, o di dichiararci cosa vorreste fare alle nostre vagine quando non vi abbiamo dato il minimo segno del nostro interesse o della nostra disponibilità. Eh sì, il volume assordante delle attenzioni non volute ci mette spesso più che leggermente in guardia da ogni avance. Perciò, uomini che lamentate come le femministe uccidano il romanticismo e proibiscano i flirt, arrabbiatevi con tutti gli urlatori di neanderthal che ci sono là fuori: sono quelli che rovinano le cose per il resto di voi.

2. Non funziona.

E’ strano doverlo dire, ma il numero allucinante di casi che continuano ad accadere suggerisce come alcuni molestatori non abbiamo ancora afferrato questa semplice perla di saggezza: nessuna donna, mai, è corsa singhiozzando dietro l’auto dell’uomo che passando le ha urlato qualcosa sul suo didietro, implorandolo disperatamente di portarla al suo lussurioso letto.

3. La vostra logica ha delle pecche.

Sapete, quando una donna declina o ignora le vostre profferte non volute e strillate, e voi rispondete gridandole che è una troia, una vacca o una puttana? Nel vostro sentirvi oltraggiati per il diniego del diritto maschile fondamentale a molestare, la vostra logica va tristemente nel pallone. Le due cose non sono conseguenti. Pensateci su.

4. E’ proprio “passé”.

Urlare commenti sessuali non richiesti a donne di passaggio può essere stata, una volta, la via per provare le vostre credenziali machiste ai vostri pari, ma fa tanto anni ’90. L’uomo moderno ha il diritto di essere sfaccettato, tridimensionale e – ci credereste mai – persino di rispettare le donne. Abbiate un briciolo di fantasia, per favore.

5. Karma.

Attenzione al castigo fatale per l’aver urlato alle donne in strada: karma. Come le seguenti donne riportano a Everyday Sexism, è meno raro di quanto crediate.

Un uomo è appena caduto in mezzo ad un mucchio di barattoli perché era troppo occupato a dirmi stronzate per guardare dove andava.

Due tizi mi fischiano dietro e mi suonano il clacson dalla loro automobile. Pochi secondi dopo, vanno a sbattere per mancanza di concentrazione.

Ah ah! Qualcuno mi stava urlando dalla macchina e si è schiantato contro un cartello stradale.

Annunci

11 commenti

Lascia un commento
  1. miglieruolo / Nov 25 2013 09:51

    Questo di oggi è un post particolarmente gradito. Triste all’inizio, divertente alla fine. Spero siano in molti a leggerlo. Credo dovrebbe essere imposto di impararlo a memoria a tutti gli sguaiati molestatori di questo bella Italia, deturpata anche, e non poco, dalle loro imprese.

  2. Davide Ghezzo / Dic 10 2013 19:21

    Sbaglio, o è stato cancellato il mio commento a questo post? Che è successo, ha dato fastidio a qualche signora? Mi si poteva rispondere per le rime, anziché cancellarmi.
    Ma forse sta tornando di moda la censura… l’imprimatur… il Minculpop… ditemelo, e mi adeguo.

    • miglieruolo / Dic 10 2013 20:23

      Sbagli. Non mi risulta cancellato alcun post a tua firma. Ne qui, né altrove in questo blog; dal quale per altro la censura è bandita. Chiunque esponga le proprie idee, senza fare apologia del fascismo e senza insultare, può contare di trovare il suo piccolo spazio: spazio anche nel caso faccia apologia del Creazionismo, che tu sai aborro.
      Poiché però ho fiducia nella tua correttezza, nonché della tua lucidità mentale, non posso che pensare a un incidente di percorso. Pertanto non mi rimane che pregarti di ripetere il commento. Grazie.

  3. miglieruolo / Dic 10 2013 20:31

    Per Davide: Ad ogni buon conto ti invito a prendere visione del “decalogo” al quale mi attengo molto ma molto elasticamente nel valutare i commenti dei lettori. Ne riporto il link:
    https://miglieruolo.wordpress.com/2013/01/29/decalogo-bloggale-bis/
    Cliccaci sopra e buona lettura.

  4. Davide Ghezzo / Dic 11 2013 08:57

    Grande decalogo! Lo condivido al mille per mille, e soprattutto la preghiera finale…
    Nel mio commento affermavo, in sintesi, che se l’uomo è creatura spesso violenta, nonché un porco, nei confronti della donna (attenzione, ho detto spesso, non vale per tutti), la donna è a sua volta – salvo le rispettive, lodevoli eccezioni – creatura sensuale e materialistica. Lo dico in senso deteriore, mi sembra cioè di cogliere spesso, in tante donne (non nelle mie allieve, che sono ragazze!), egoismo e menefreghismo, soprattutto in quelle ricche… Studi scientifici dimostrano che una donna si innamora dell’uomo che la fa godere sessualmente: nel cervello le si accendono tutti i led possibili…. All’uomo per innamorarsi basta uno sguardo. Dunque l’uomo poco dotato, o comunque imbranato nell’approccio sessuale, è destinato all’infelicità affettiva. E’ una specie di discriminazione…

    • miglieruolo / Dic 11 2013 13:28

      Incondivisibile per molteplici aspetti, direi persino un tantino gratuito, però non mi sembra possa ispirare volontà di operare censure. Cesure, però sì, prese di distanza…
      Ma tocca alle donne parlare…
      Donne, vi sentite offese da cotesto signore che, lo giuro, fa del suo meglio per onorare la qualifica di essere umano?
      Almeno lui viene allo scoperto…

  5. cristina bove / Dic 11 2013 14:56

    È un argomento troppo sfaccettato per essere liquidato qui da qualche risposta ai commenti.
    Io credo che ci siano maschi che non sono stati educati ad essere uomini, e femmine non educate ad essere donne.
    Sono ancora molte le stesse madri ad allevare i figli discriminandoli nelle mansioni e nei giochi, e alla base di tutto c’è l’ignoranza, crassa, che è frutto dei condizionamenti più retrivi: fa bene al potere (sempre quello, politico e religioso) far ristagnare i meno fortunati, e sono i più, nel mancato approccio alla cultura, alla bellezza, ai valori etici.
    E se proprio vogliamo toccare un tasto dolente: ancora tutto questo è originato dall’iniquità sociale, dalla indigenza e dalla povertà contrapposte alla ricchezza (spesso spropositata) di pochi che vivono sullo sfruttamento del gregge.
    Mi si può controbattere che dal machismo sono interessati tutti ceti sociali, ed è vero, ma la radice è da ricercarsi sempre nella gestione delle forze, fisiche, economiche, di potere, da sempre rivendicate dai maschi.
    C’è un libro, che consiglierei a tutti, anzi ne farei un testo scolastico obbligatorio: “Chi ha cucinato l’ultima cena?” di Rosalnd Miles.
    È un’accurata documentazione storica, molto, ma molto esplicativa, del comportamento di femmine e maschi, anche questi condizionati nei secoli a battersi per il potente di turno, e a dare la vita, in nome di un eroismo leggendario, mitizzato e romanticizzato da una cultura millenaria, che niente ha da spartire con una vera evoluzione della specie. Basti pensare ai bottini di guerra (i beni e le donne del nemico).
    Farebbe bene a tutti, conoscere le origini della condizione femminile, e perché, da sempre, le donne siano considerate “selvaggina”.

    cb

    • Davide Ghezzo / Dic 11 2013 18:36

      Grazie Mauro, e Cristina Bove. Finalmente riesco a parlare di tematiche di un certo spessore, confrontandomi con persone di cultura, con cui certo ci sono differenze e distanze, ma che accettano un contraddittorio articolato, non fatto solo di stereotipi, dogmi o insulti. Sul web è merce rara. Nostalgia di Futuro Europa, quando si litigava in santa pace! Ci hanno tolto anche quello…
      Stamane a scuola ho parlato a una classe, caro Mauro, delle nostre polemiche, dicendomi convinto che il giorno che ci incontrassimo di persona, andremmo allegramente assieme al bar a berci una birra, o almeno un caffè (l’oggetto del contendere era la possibilità di essere amici tra persone con idee diverse. Un paio di alunne si opponevano fermamente a questa idea, ho ricordato loro che la pensava così anche Che Guevara, un assassino a sangue freddo che ancora qualcuno mitizza – tanto per toccare un altro tasto buono per farti arrabbiare, suppongo…).
      Per tornare al tema di partenza, siamo fatti – uomo e donna – da due elementi, biologia e cultura. Io dico che la donna è estremamente selettiva, egoisticamente selettiva, accetta solo il maschio più forte e affascinante che trova a portata di mano (e che spesso si rivela uno stronzo…). Per questo ci sono ragioni biologiche – la continuità della specie, e di una specie migliore, ma certo anche culturali L’uomo si accontenta molto di più (purché respirino, finché respiro…). Certo è verissimo tutto il discorso storico della donna come oggetto, bottino di guerra…
      Oggi mi sembra di vedere una forte contrapposizione tra i sessi, che a volte uno è tentato di alimentare… e invece dobbiamo venirci incontro, in nome della comune natura umana.

      • miglieruolo / Dic 12 2013 14:28

        La risposta al tema “possibilità di amicizia tra chi la pensa diversamene” presuppone che per dare la sentenza occorre sia stabilito cosa si intende per amicizia. Perché oggi si parla di amicizia, ma si intende tutt’altro da ciò che “amicizia” significa. Amicizia è la forma più elementare che può assumere l’energia dell’amore, entrando in noi (c’è chi identifica questa energia con una delle tante manifestazione delle divinità, ognuno però dia a essa l’origine che vuole, basti ci si intenda, basti sapere che non stiamo parlando di un sentimento e d’una mera emozione). Ma se l’amicizio è ciò che affermo, per quanto embrionale possa essere, e poiché l’amore per poter includere tutto e tutto considerare, non ammette altro che se stesso, al suo cospetto quel che nel mondo si è, conta poco. Se ci si ama, ci si ama anche se si è avversari in molte cose e diversi in tante altre, forse persino quando si differenti in tutto. Lo stesso che nell’amicizia. Se l’amicizia è vera, non è vero altro che ciò che unisce, essendo del tutto trascurabile ciò che invece ci separa.
        Se però si usa la parola amicizia per descrivere una frequentazione assidua, o il piacere che si trae dalla compagnia di una persona che sa essere gradita; oppure ancora l’ammirazione per le doti di qualcuno che resta sostanzialmente estraneo, va da sé che, in questi casi, l’eventuale insorgere di differenze ideologiche, o l’esistenza di piccole discrasie comportamentali, l’amicizia evetualmente insorta non si mantiene. Anzi, è pure difficile che sorga.
        Se si hanno idee diverse dunque, non esiste possibilità di amicizia, l’amicizia non può esistere. Ma se per ragioni che sarebbe troppo lungo esaminare l’amicizia ugualmente nasce, la scoperta delle diversità non la potrà comunque incrinare.
        C’è una sola cosa che può farla terminare (la stessa cosa in grado di uccidere l’amore): il tradimento.
        L’ideologia nulla può a danno dell’emore.

  6. Davide Ghezzo / Dic 12 2013 18:23

    Sì, sono d’accordo. Grazie del chiarimento, che mi ha permesso, come già tu osservavi qualche post fa, di articolare meglio il mio stesso pensiero.
    A stasera quando, se sono ancora abbastanza lucido, vorrei intervenire su Renzi 1-2-3-4…

  7. miglieruolo / Dic 12 2013 20:07

    Prenditi tutto il tempo cheti serve. I post non scappano. Ma l’occasione per organizzare il proprio pensiero, se la perdi, non la puoi guadagnare.
    Buona riflessione…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: