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27 novembre 2013 / miglieruolo

Renzi 5

(antirenzi)

Di Mauro Antonio Miglieruolo

 

Lamentano di Renzi che il tapino non abbia un programma; o che tardi nell’esternarlo. Quindi non si potrebbe dire di lui, senza pericolo di dire improprietà, né bene, né male.

indexMa di quale programma si ha bisogno per giudicare un politico che ha dichiarato di essere dalla parte di Marchionne senza se e senza ma?

Più programma politico di questo, un programma racchiuso in un nome che risuona di ostilità e sistematica aggressione ai diritti dei lavoratori? Una proclamazione del genere dovrebbe risultare sufficiente per condannare politicamente chicchessia, insieme al partito, il PD, che lo ha accolto nel suo seno.

Abbastanza insomma, per dirla a chiare lettere, da indurmi a dichiararmi contro di lui. Senza se e senza ma.

 

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7 commenti

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  1. grandeclaudios / Nov 27 2013 10:32

    A quando un vero serio articolo su Renzi? Non ce la faccio più a leggere queste noterelle rancorose e senza costrutto. Se non hai argomenti più validi (e ce ne sono!) smettila di scrivere questa roba!
    ciao
    tuo aff.mo (ex) ammiratore
    claudio

  2. miglieruolo / Nov 27 2013 14:40

    Hai detto bene, rancorose. Vedi che cominciamo a capirci. Mai disperare, col tempo si finisce sempre con l’intendersi.
    Ma sai com’è, non credo Renzi meriti altro. A parte il rispetto in quanto uomo, che non si nega a nessuno (anche se con qualcuno è difficile riuscirci), come politico in me non produce altro che frustrazione e rabbia. Da cui, poi, osservando il crescente successo di cui gode, il rancore. Ma non rancore impotente. Dopo Berlusconi, dopo Monti, dopo Letta, tutti messi sugli altari dai mass media, tutti caduti ben presto nella polvere, anche Renzi finirà vittima delle sue stesse idee reazionarie. Ma ciò non mi conforta. Prima avrà avuto tempo e modo di infliggere gravissimi colpi ai diritti dei lavoratori e imporre ulteriori contrazioni del tenere di vita (esempio: non gli basta quanto già fatto dalla Fornero, vuole proseguire nell’opera di demolizione dell’art. 18. A te non basta questo per definire un politico? A me basta e avanza!).
    Qui sta il motivo della mia rabbia. E quindi del tono che tu definisci e io lascio che tu definisca rancoroso. UN ennesimo venditore di fumo che farà fare un ulteriore passo indietro alle masse.
    Tu non credi che sarà così o è che non te ne importa? O tutte e due le cose insieme?
    A Monti hai voluto credere, ci ha fregati tutti quanti. A Letta non so se hai creduto e ancora credi, ma ci sta fregando anche lui e di brutto. Speri in Renzi? Sono io a sperare di no. Moriresti disperato. E non desidero che il mio antico co-accertatore di reparto abbia ad abbattersi…

  3. grandeclaudios / Nov 27 2013 16:45

    per carita’, non mai creduto in monti o in letta o nella fornero! e nemmeno in renzi.
    solo che non vedo un minimo argomento nei tuoi discorsi disperati.
    non e’ cosi’ che facevi, UNA VOLTA, tanto tempo fa, i tuoi discorsi politici.
    sono stato una settimana fa a sentire in libreria franco cordero, un 85enne, fresco e vispo e intelligente.
    e’ lui che ha inventato la parola CAIMANO. E’ lui che ha fatto tanti interventi su repubblica, che ha scritto libri che mi lasciano stupito per l’analisi,la tipicita’ inconfondibile dei suoi interventi.
    altro che critica marxiana!
    e lui gli interventi li fa con intelligenza spietata e inesorabile, non come stai facendo tu da troppo tempo, aime”.
    ti consiglio, ancora una volta, del succitato autore, MORBO ITALICO e (se lo riesci a trovare) RISPOSTA A MONSIGNORE, un pamphlet bellissimo contro l’universita’ cattolica che lo aveva cacciato via, un po’ come aveva fatto bellarmino con galilei, ma ovviamente piu’ rapportato ai nostri tempi (senza la tortura fisica)
    ciao e
    bis bald!
    cl.

    • miglieruolo / Nov 28 2013 10:04

      Son contento tu abbia trovato un punto di riferimento migliore di quanto possa essere io. Si diventa vecchi, caro ex-coaccertatore, diventa sempre più difficile l’aspra abitudine del pensare.
      Grazie dei tuoi consigli, ne terrò conto. Andrò a cercarmi i testi che proponi.
      Ti prego però di tenere conto dell’effettività di ciò che scrivo e di aiutarmi a capire cosa è che vi trovi di poco intelligente. Un riferimento concreto compenserebbe il declino dell’età.
      Poiché non ne fai tu, li azzardo io. Forse trovi poco profondo il riferimento alla demolizione dell’art.18? O l’uso sconsiderato dei beni comuni? o gli elogi alla punta di diamante (Marchionne) della reazione italiana? Vorresti più intelligenza? Di fronte a tali scempi non serve l’intelligenza. Non c’è altro che la denuncia. Se poi qualcuno sa fare di meglio, ben venga. Purché la intelligenza di questo qualcuno non ignori queste (e altre) questioni fondamentali.
      Quanto a Monti, vatti a guardare i tuoi commenti su questo stesso blog. Forse avrai qualche ripensamento sulle illusioni che hai nutrito a non hai nutrito sul personaggio.
      Davvero, stiamo diventando tutti vecchi! E questo non è un paese per vecchi.
      Ancor meno per giovani…

  4. Davide Ghezzo / Dic 12 2013 22:53

    Allora, due parole da ignorante della politica, ma da consapevole – come insegnante – del disastro globale del nostro Paese.
    Ai cosiddetti ‘forconi’ di questo triste dicembre, si osserva: perché vi svegliate adesso? Dove eravate negli ultimi vent’anni, se non a guardare il Grande Fratello o il campionato di calcio o a fare acquisti all’ipermercato? Siamo stati istupiditi da decenni di televisione commerciale, inventata o meglio strumentalizzata da un signore che ne ha poi approfittato per dominare la scena politica; il senso morale si è quasi azzerato, il buon gusto e il senso estetico non ne parliamo. E’ questa, soprattutto, la dolorosa decadenza dell’Italia.
    L’altra boiata di portata storica è stata l’ingresso nell’unione europea in specie monetaria, compiuta ad opera degli illuminati della sinistra come Prodi (e qui devo dare ragione a Tremonti, l’unico economista lungimirante). Adesso siamo sull’ansimante locomotiva europea, trainata dalla Germania, e figuriamo come uno degli ultimi vagoni. Ma buttarsi giù dal treno, ovvero uscire dall’euro, come vaneggiano forconi e leghisti, sarebbe il peggio del peggio: il giorno dopo i nostri stipendi, assicurano gli esperti, varrebbero la metà.
    L’Italia ha bisogno di riacquistare credibilità e immagine in Europa. Siamo visti come cialtroni, mafiosi, corrotti e quant’altro. C’è bisogno di una leadership seria, dinamica, capace di operare le sospirate riforme: e allora, a tutt’oggi, dimmene uno migliore di Renzi. A chi ci affidiamo, a Di Pietro, inesperto del congiuntivo? A Vendola, pessimo amministratore già solo in Puglia? Oppure riesumiamo i cadaveri politici di Bersani, D’Alema, Veltroni?
    Tu ricordi che Renzi si è espresso a favore di Marchionne. Ma il dramma del Paese non è la cassa integrazione, che comunque salva un minimo, la pagnotta, per gli operai – che possono poi fare in nero qualche altro lavoro – ma i milioni di giovani che vedono il lavoro come un miraggio lontano. Infatti Renzi ha bacchettato, in questo senso, l’immobilismo del sindacato. E’ uno che pensa con la sua testa, non per schemi e ideologie su cui scende inesorabile l’obsolescenza. Bisogna guardare ai nostri figli – almeno io, che ho 55 anni. Occorre una visione strategica più globale, per cui ci vuole una mente giovane, e Renzi ha 38 anni, altro che certe cariatidi…

    • miglieruolo / Dic 13 2013 08:02

      Due precisazioni:
      1) Tu ricordi che “Renzi si è espresso a favore di Marchionne. Ma il dramma del Paese non è la cassa integrazione” ecc.
      Ma il problema Marchionne non è relativo alla cassa integrazione, è relativo alla distruzione dei diritti dei lavoratori, alla quale lo stesso ha tentato di pervenire utilizzando l’arma del ricatto: o rinunciate ai diritti oppure al posto di lavoro. Non glie è andata del tutto bene, ma lui e con lui gran parte del padronato continueranno a provarci. Temo ci riusciranno con Renzi.
      Personalmente non ritengo che una società civile possa continuare a rimanere tale se vi sono luoghi sottratti ai principi del diritto, della giustizia e della libertà;

      2) “Bisogna guardare ai nostri figli” ecc.
      Ti assicuro che si tratta, per me, che ne ho 71, del tema dei temi, quello nel quale sono maggiori le colpe che attribuisco alla “sinistra” piuttosto che alla destra. Ma qui è il punto dove si scorge il nuovo abisso che si apre davanti ai lavoratori. Renzi è giovane, ha mente aperta, certo. Io però non sono un giovanilista a oltranza. Voglio si faccia largo ai giovani ma voglia anche vedere nelle carte di questi giovani quali siano le loro intenzioni.
      E Renzi, pur giovane com’è, sul piano del lavoro, di là dalle formali soluzioni innovative che può ideare, qui nella sostanza ultima delle cose è vecchio, vecchssimo. La formula è sempre la stessa da trenta anni a questa parte (non venti!): togliere qualcosa ai vecchi (quelli che loro chiamano garantiti, ma che garantiti non sono) in favore dei giovani. Formula folle e disonesta. Fin’ora, com’era prevedibile, ha prodotto arretramento per i vecchi e enormi accentuati crescenti disastri per i giovani. Esempio: oggi è più difficile andare in pensione e le pensioni sono sempre più basse (faccio notare che il fondo pensioni lavoratori dipendenti è quasi sempre stato attivo: sono le gestioni collaterali, che i lavoratori finanziano, a mettere in difficoltà l’INPS. Cosicché i lavoratori dipendenti pagano 2 volte. Aiuitando le altre gestioni e ricevendo, nonostante tutto, sempre meno di quel che versano per se stessi); tuttavia dopo 30 anni di continui tagli ai “privilegi degli anziani” (riavere indietro i propri soldi è detto privilegio: no è espropriazione bella e buona del risparmio dei lavoratori!) per le future generaziopni le prospettive pensionistiche sono da incubo.
      La tattica utilizzata e nella quale purtroppo il popolo italiano è caduto, è la stessa di sempre: divide et impera.
      La realtà è che per battere la capacità di resistenza dei lavoratori si è lavorato ai fianchi quelli occupati, fiaccandone la combattività utilizzando anche il riccatto/blandizia “lo facciamo per le generazioni future”.
      Qui non si tratta di capacità politica. Si tratta di avere attenzione ai fatti. Si tratta di non lasciarsi sovrastare dalle ansie personali e guardare nelle dinamiche effettive, nei risultati. I risultati delle politiche liberiste, i risultati della politica dei due tempi (ricordi?), i risultati del dire togliamo agli uni per dare agli altri. Uguale: daremo meno a tuitti!

      L’errore che fanno le masse è partire dalla loro buona fede, dalla loro abitudine a fare le cose come le pensano e dicono e il meglio possibile. Ma qui non siamo in una famiglia dove si amministra in favore di tutti, qui siamo in un regime dominato da pescecani avidi del potere che il possesso di immensi capitalio produce; pescecani a loro volta dominati dalle logiche spietate dell’accumulazione.
      Costoro sono disposti a tutti, anche a rovinare un paese ricco come era l’Italia (il paese del dirigismo, del proporzionale e della Democrazia Cristiana, che costoro ci stanno facendo rimpiangere); e sono disposti a procurare sofferenza e morte a milioni di essere umani, disposti a mentire, a imbrogliare, a passare a vie di fatto per realizzare i loro fini.
      E’ ora di non dare più loro retta. E’ ora di pensare non più solo alla remunerazione del capitale, ma ai bisogni delle persone. Di quelle che non si intendono di politica, ma si intendono, eccome, di mandare avanti l’Italia con il loro lavoro, con i loro sacrifici, con i loro risparmi, sui quali costoro hanno messo gli occhi e dei quali vogliono impadronirsi.

  5. miglieruolo / Dic 13 2013 08:05

    A proposito di pensioni, ti invito a andare al post

    https://miglieruolo.wordpress.com/2012/01/21/riforma-delle-pensioni-o-esproprio/

    dell’anno scorso per avere un punto di vista diverso sulle pensioni.
    Ce ne sono altri, ma dovrebbe bastare questo.

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