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28 novembre 2013 / miglieruolo

Pollicina di Cristina Bove

3 marzo 2013 di cristina bove

sentiero - by criBo

ha perso le sue briciole
_le hanno mangiate i corvi_
ci sono sassi tinti di vermiglio
a segnalare strade tra gli acanti
pungenti desideri oltre le foglie
spogliano di vocaboli e vestiti

la voce che s’affaccia
chiede sempre la stessa percorrenza
_l’arrivo è una dimora inconsistente_
gli arredi si conformano al quadrante
nell’immobilità d’un corpo in ombra.

L’anta del suono ha il suo registro per
chiudersi quando
allo scadere delle luci fisse
s’accende una risata e deframmenta
il discovita
una risata per non farsi male.

***

***

Opera di Anna Silivonchik

Opera di
Anna Silivonchik


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13 commenti

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  1. cristina bove / Nov 28 2013 09:22

    grazie!

  2. miglieruolo / Nov 28 2013 09:48

    Piace anche a me questa poesia. E mi piaccio per averla scelta. E’ una delle più trasparenti (all’apparenza), ma anche una delle più enigmatiche.
    Forse è perché dice qualcosa di diverso da quello che vorrei dicesse. Il dubbio mi è venuto la quarta volta che, rileggendola, invece di “l’anta del suono” ripetevo “l’arte del suono”; con il che ne spezzavo la continuità per tornare sul verso e doverosamente correggermi.
    O forse invece è a causa di quell’ultimo verso, che evoca la dissimulazione di chi si illude per non doversi disilludere troppo. Chi lo sa? Cristina Bove è sempre una sorpresa. Basta volerla interrogare per ottenere risposte. Interrogare se stessi oltre che lei. Altre volte (ma è raro) sembra inafferrabile, come in questo caso, nel quale esito e allora esita anche la sua poesia. Nella quale il mio volere non riesce a tradursi in sapere.
    Oppure, semplicemente, è che cado in quella dissimulazione a cui ho accennato. Fingere di non capire per non dover fare i conti con quel corpo d’ombra del quale all’inizio si parla…

    • cristina bove / Nov 28 2013 10:10

      mi piace che tu l’abbia scelta, mam, perché è una di quelle solo apparentemente enigmatiche.
      ma sai una cosa? più vado avanti e più mi rendo conto che soltanto la cura e l’attenzione dispongono a una vera comprensione.
      tu le possiedi entrambe, e a me risulta quasi incredibile che ci siano persone così generose a oltranza, di quella generosità disinteressata, volta solo a conoscere qualcosa di più dell’animo umano.
      io non ce l’ho fino a tal punto: riesco a cogliere il palese negli scritti altrui, non sempre il recondito, tu invece ci riesci benissimo, e di questo ti sono molto grata.
      si può fingere di non capire proprio nel momento in cu si capisce qualcosa che potrebbe anche far male.
      quando scrissi questi versi ero molto presa da ricordi infelici, ricordi evocati da una delusione esistenziale, e da uno stato emotivo che non ero e non sono tuttora capace di governare.

      • miglieruolo / Nov 28 2013 13:55

        C’è un passo molto bello in “Grande Sertao” di Guimaraes Rosa (libro che consiglio a tutti di leggere ogni volta che ne ho l’occasione) nel quale l’autore dice che Dio (cito a memoria) quel che più vuole da noi è che si sia sempre allegri e, aggiungo io, felici di esserci.
        Non serve altro nella vita che tenere in buona considerazione queste parole.
        Perché la delusione genera delusione, e l’allegria – se sostenuta – ulteriore allegria.
        Guardarsi dunque dal male che esiste per generare se stesso, a differenza del bene che invece chiede di essere sempre difeso.

  3. tramedipensieri / Nov 28 2013 12:02

    _l’arrivo è una dimora inconsistente_

    ecco, si ritorna al viaggio. La strada come l’attesa colma, o meno…di speranza.
    e poi…._l’arrivo…

    buona giornata
    .marta

    • cristina bove / Nov 28 2013 20:56

      cara Marta,
      dopo una giornata alquanto faticosa rispondo al tuo commento ringraziandoti e augurandoti la buona serata
      ormai quasi buona notte-
      ciao 🙂

      • tramedipensieri / Nov 28 2013 21:13

        Grazie a te Cri, non devi stancarti…
        avrei letto domani…

        grazie
        buonanotte e buon domani
        .marta

  4. carmen / Nov 28 2013 17:22

    Non fa niente se le briciole le hanno mangiate i corvi. Noi abbiamo un ottavo senso (il sesto e il settimo sono già occupati…), quello dell’orientamento o “fiuto” che dir si voglia e sappiamo bene dove andare. Se non scegliamo certi sentieri dove s’affaccia una voce noiosa e monotona (che ci vuol far passare tutti dallo stesso tunnel !!!???), vuol dire che conosciamo una (o più di una) strada migliore e ci piace fare di testa nostra, appunto… come dice Mam, essere felici di andare dove ci portano i piedi (e la testa), con l’unico scopo di essere felici, ora… perché dopo sarà monotonia e p(i)attume.
    Ciao, graziosi e gentili signori!
    car

    • miglieruolo / Nov 28 2013 19:59

      Grazie Carmen. Grazie di essere qui con noi per poter costruire tutti insieme spazi di vita vera, sospinti innanzi dalla poesia di Cristina Bove, che ci incita a considerare, a meditare, a pensare e scambiare pensieri. Nonché dar modo al cuore di balbettare alcune poche parole.

    • cristina bove / Nov 28 2013 21:01

      Car_issima, per quell’ottavo senso riusciamo a “saperci” anche a chilometri di distanza…
      ma che cos’è poi la distanza, per il pensiero che veicola il cuore?
      come dice Mam, trasponendola a voi che mi leggete, l’esortazione che mi arriva dalle vostre parole è un toccasana, un vero farmaco riequilibratore dei miei stati d’anima.
      Grazie, quindi, sempre, della tua assidua presenza e della tua considerazione, nonché del tuo affetto che ricambio profondamente.

      Grazie ancora all’ospite che permette altri scambi e altre vicinanze.
      cri

  5. gelsobianco / Nov 29 2013 02:54

    Che bello stare con voi tutti e riuscire a scambiarci i nostri momenti difficili, che appartengono a chi scrive e a chi legge, i nostri pensieri, sotto l’influsso dei versi di Cristina con il nostro diverso coglierli!

    Grazie, miglieruolo, gentilissimo ospite, che dai questa grande possibilità di far viaggiare alcune poche parole che il cuore balbetta. Sto usando una tua espressione che sento profonda.

    E le note di Dvorak mi invadono, con il suono “meno umano” del pianoforte e quello struggente del violino.
    Un sorriso
    gb

    “Pollicina”, Cri cara.
    Ti abbraccio
    gb

    • cristina bove / Nov 29 2013 09:54

      ma la poesia non è forse il balbettare dell’anima?…

      per fortuna in luoghi come questo ci si capisce ugualmente, essendo il verso un portatore di linguaggio altro, comune a chi ne scrive e a chi ne legge.

      pollicina ti ringrazia, gb
      un abbraccio

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  1. Pollicina (da mam) | cristina bove

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