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12 dicembre 2013 / miglieruolo

Senza soluzione (tipo Hodge)

3229871101(non mi chiedete spiegazioni: è stato un sogno)

Vivevamo di quasi niente
io e io
in quanto duplici e partecipi, ma
soggette a forza di gravità
così che divenire
andava in parallelo e le metà
dialogavano con

rispondeva talora un terzo incomodo
che non sapemmo definire
fino a quando
capimmo che nell’essere altro ancora
siamo una congettura
di cui nessuno sa

***

Questa non l’ho scelta a caso: casomai è stata lei a scegliere me. E a obbligarmi a ri-pubblicarla.

Io, quarto o quinto incomodo.

Mauro Antonio Miglieruolo

***

E' quel che diventiamo quando ci stanchiamo di fare il verso ai demoni.

E’ quel che diventiamo quando ci stanchiamo di fare il verso ai demoni. Per dirla tutta, scelgo questo quale terzo incomodo.

A distanza di tempo (la poesia è stata programmata con largo anticipo) la sensazione alla rilettura è stata la medesima: la costrizione a prendere in considerazione quel che, con parole occulte, dice.

Costrizione data non dalla prepotenza, ma dalla sapienza insita nei versi.

Forse per quel “io e io” iniziale che scuote la coscienza addormentata. Lo scuote non per svegliare l’IO di tutti, fintroppo desto, ma come per avvertire, sollevare dalla personale ignavia. Prendere atto, ecco tutto. Prendere atto…

Non tanto dell’ignoranza (essa pure) quanto dell’incompiuta unità.

Mam

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14 commenti

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  1. cristina bove / Dic 12 2013 06:41

    grazie, mam, e buona giornata

  2. carmen / Dic 12 2013 08:52

    Quell’una e mille che tutti siamo, sì, certo… ma in definitiva siamo comunque un “uno” che va… procede… nel tempo, evolvendo a ogni istante e sempre divenendo “migliore”
    (o peggiore… se si sceglie per sé qualcosa di errato che appare come bene, ne sanno qualcosa i malvagi, i prepotenti, i nani politici e quella risma di gente là… che se non esistessero il mondo sarebbe migliore, oppure, qualcuno mi ha detto che quella gente là deve esistere per dare ai migliori la misura del proprio valore. Io non credo nella necessità di quelle esistenze, ma ci sono e continueranno ad esserci, non ci si può fare nulla! Resta il fatto che preferisco le Cristina e le tante altre persone positive che conosco, anche virtualmente, come il gentile ospite, qui…) 🙂
    bye bye & bye bye
    car

    • miglieruolo / Dic 12 2013 14:21

      Più che per avere la misura del proprio valore i “malvagi” esistono per “allenarci”, per farci superare le prove necessarie affinché ognuno possa salire all’altezza della propria vera natura. Essi sono lo specchio di quel che possiamo essere (la materia con la quale siamo impastati è la stessa per tutti: tutti sorgiamo dal mondo animale e tutti in marcia verso quello umano; con passo diverso e volontà diversa, purtroppo, ma per arrivare alla stessa meta), sono il segnale d’allarme all’esterno di noi che svolge la medesima funzione di quello che è dentro di noi, il dolore. Dobbiamo essere grati a costoro per la preziosa opportunità di crescere che ci offrono.
      Nessuna indulgenza, certo, la massima severità nel metterli in condizione di non nuocere (non c’è un solo arcangelo Gabriele: tutti siamo arcangeli Gabriele). Eppure mai dimenticare che quel che fanno, lo fanno a LORO danno e a nostro esclusivo beneficio.
      Quando tutti saremo saliti sul carro di fuoco di Elia e inizieremo il nostro viaggio verso le stelle, solo allora nessuna sofferenza toccherà gli esseri umani. Ed i “malvagi” si spegneranno nella loro triste autolesionistica follia.

      • gelsobianco / Dic 13 2013 02:15

        Come ho letto con interesse ciò che hai scritto, Mauro.
        “sono il segnale d’allarme all’esterno di noi che svolge la medesima funzione di quello che è dentro di noi, il dolore”
        Sì.
        Grazie, Mauro.
        Ti sorrido
        gb

    • cristina bove / Dic 12 2013 16:52

      anche io preferisco Carmen e il gentile ospite qui… 🙂

  3. carmen / Dic 12 2013 15:31

    Bella riflessione, mam, ma… io farei volentieri a meno di costoro, almeno non ci sarebbe da contrastare anche l’esterno, che già l’interno dà il suo bel da fare!
    Mi piace che tu li abbia identificati come un segnale di allarme… è proprio così.

    E poi, però… comunque vada, sappi che su quel carro di certo “io” non ci salirò, sarà un altro carro, più terra terra, il mio, purtroppo!
    Ma a questo è meglio non pensare adesso, non è il momento!
    ciao
    car

    • miglieruolo / Dic 13 2013 09:07

      Carmen, che dici? tu sarai una delle prime. Ognuno di noi sarà il primo! Purché lo voglia. Purché dimentichi gli sbagli, nei quali ognuno si imbatte, e guardi avanti. Cioé guardi alle infinita capacità del proprio cuore, in grado di contenere non una persona, ma l’intero universo…

    • miglieruolo / Dic 13 2013 09:49

      Ma poi, non si tratta di salirvi sopra “un giorno” (chiaro: “quel giorno” sia il più lontano possibile), ma adesso, da vivi e attivi, servi di se stessi prima di essere servi del mondo, al quale far godere, partecipando, delle ricchezze interiori che costruiamo.
      Non sono i morti che possono realizzare le “ascese”. I morti sono morti, partite doppie ormai chiuse, se in rosso o inbianco, chi può dire? Per loro sarà quel che deve essere, un qualcosa del quale so troppo poco per formulare ipotesi.
      La via invece è spianata per i vivi, i quali hanno immense praterie davanti, enormi possibilità, che sarebbe sbagliato non sfruttare. Quel poco o quel tanto. L’obiettivo massimo comunque, per tutti, è quello di salire sul carro di Elia e perdersi nella bellzza del firmamento.
      Da vivi, ribadisco. Da vivi attivare costantemente il cuore e le possibilità del cuore. Da vivi sperimentare l’approdo alla gioia e alla felicità. Da vivi sgravarsi dai pesi e dai rimorsi. Da vivi salire all’altezza delle aquile. E pazienza se, di tanto intanto, capiterà di scendere all’altezza delle galline…

      Non perdonare: perdoniamoci…

  4. cristina bove / Dic 12 2013 18:04

    Mi piace molto ciò che ha scritto mam a proposito dei malvagi
    e di come ci insegnino a conoscere meglio ciò che esigiamo da noi stessi.
    Il miglioramento, se di questo si tratta, passa anche attraverso l’esperienza negativa, che, se vogliamo, è più incisiva di un premio o di un riconoscimento alle nostre virtù.
    Siamo fatti tutti della stessa sostanza, solo apparentemente separati, apparteniamo tutti a quell’Ignoto che si manifesta in noi e di cui siamo parte.
    Grazie

  5. gelsobianco / Dic 13 2013 02:20

    Io leggo con entusiasmo tutto ciò che c’è in questa pagina di Mauro.
    Ringrazio tutti. 🙂

    Anche io, Cri, credo che il miglioramento personale passi attraverso l’esperienza negativa che è decisamente più incisiva di premi e lodi per noi.
    E concordo con te anche sull’altro che scrivi.
    Grazie a te
    gb

    • cristina bove / Dic 13 2013 08:46

      sì, gb, ne vengono fuori, di cose, qui…
      grazie di condividerle.
      buona giornata 🙂

      • miglieruolo / Dic 13 2013 09:35

        Magia della poesia, che spinge l’uomo a evocare il meglio di sé…
        In poeti, generosi seminatori di autoconsapevolezza….

  6. carmen / Dic 13 2013 16:44

    Ok, Miglieruolo!
    Mauro Miglieruolo!
    ovverosia Mam, mi hai convinto: da vivi sì, salire più in alto che si può. Che sarebbe la vita se non aspirassimo sempre al meglio?
    Ciao e grazie delle tue belle riflessioni
    Grazie anche agli stimoli delle poesie di Cris…. “la grande”! (sì, lo so, un metro e mezzo di grandezza… che sarà mai!!! ma lo sai, Cristina che la grandezza dell’anima non si misura in centimetri, vero?)
    Carmen
    Siete tutti molto cari.

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  1. da Mam | cristina bove

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