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23 dicembre 2013 / miglieruolo

ImitationOfDeath

 

Il 15 Ottobre sono andata allo Studio del Teatro Piccolo ad assistere ad uno spettacolo che molto mi aveva incuriosita. Avevo letto, mesi fa, un’intervista a due registi: Ricci e Forte che avevano riscosso un grandissimo successo con una “rappresentazione” definibile come una rivoluzione dei linguaggi. Ignara di cosa mi aspettasse sono corsa a comprare i biglietti al Teatro Piccolo (ho avuto fortuna perché i posti rimasti erano proprio pochi).
Dire che questo spettacolo sia anticonformista, è dire poco. Una rivoluzione! La distruzione del teatro, la demolizione dei simboli della società, la frammentazione dei sentimenti più profondi dell’uomo; es, ego e superego schiacciati e frullati. Dopo pochi minuti ci si rende conto che ogni cosa è possibile, non ci sono limiti, non ci sono barriere strutturali, non c’e un palco, non c’e una storia, non c’e un protagonista, non ci sono vestiti, non c’e pudore, non c’e difesa, non c’e paura; e così non ti resta altro da fare che lasciarti sorprendere, ridere, commuoverti, avere paura e ammettere a te stesso che nudo (senza abiti e con l’anima messa a nudo) forse stai bene. Se volessi raccontarvi lo spettacolo dal primo momento, quando entrando in teatro vedi gli attori in mutande sdraiati per terra, mi sarebbe impossibile. La rappresentazione non segue una logica tratta solo temi diversi in momenti diversi e con metodi diversi, ed ogni tema lascia un’impronta nell’anima ed un pensiero in testa.

“camminando per strada vedo mille volti sorridenti, tutti uguali con questi sorrisi stampati in faccia; ricordano le foto sulle lapidi dei defunti. Anche se essere morti è più semplice, è più ovvio”

ImitationOfDeath

ImitationOfDeath

ImitationOfDeath
On October 15th I went to “Studio del Teatro Piccolo” to attend a show that had me very intrigued. I had read a few months ago, an interview with these two directors: Ricci and Forte, they are having a huge success with a “representation” defined as a revolution of languages. Unaware of what to expect I went to buy the tickets at Teatro Piccolo, and I got lucky because just a few sits were remaining.
To say that this show is unconventional, it’s not enough. This is A revolution! The destruction of the theater, the demolition of the society symbols, the fragmentation of the deepest human feelings; es, ego and superego crushed and pressed. After a few minutes you realize that everything is possible, there are no limits, there are no structural barriers, there’s no stage, there’s no story, there’s no protagonist, there are no clothes, there is no shame, there are any defense, there is no fear, and so you just have nothing to do but be surprised, laugh, get scared and admit to yourself that “naked” maybe you feel good. If I had tried to tell the show from the first moment, when entering the theatre I saw the actors lying almost naked on the ground, I would have done a mess because the representation does not follow a logic it just goes on by different themes at different times and with different methods, and each topic leaves something into your soul and a thought in your head.

“Walking down the street I See one thousand smiling faces, they look all the same with these smiles on their face; it remind me of the photos on dead people graves. Though being dead is easier, it’s more obvious”

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