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23 gennaio 2014 / miglieruolo

Mantelli, gusci, rivestimenti chitinosi, scaglie ed altre amenità zoologiche

tronco troncato by criBo

              
Nei tempi che le bussole orientavano
capitani oltreoceano
fossero muti i pesci eccetto uno
lo storione, che pare blaterasse
mentre arrancando risaliva il fiume

le volpi in terraferma
rimbalzavano sotto i pergolati
e mai giungendo all’uva
sostenevano fosse ancora acerba

i ricci scarmigliati
d’acuminate sillabe
lanciavano parole
e nel frattempo
processionarie, anellidi, termiti
dissestano giardini e sottosuolo

si sta coi piedi sopra turbolenze
navigatori d’una terra ondosa
siamo soltanto di passaggio, eppure
ci crediamo stanziali
in cima al mondo

16 commenti

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  1. miglieruolo / Gen 23 2014 09:46

    Ho voluto oggi mettere a confronto due sensibilità diverse (cristina Bove e Tilladurieux). La prima pacata e tendente a cogliere il senso risposto delle cose, la seconda rabbiosa insofferente che si ribella nei confronti di un certo stato di cose.
    Spero di non contrariare nessuno, ma di contribuire all’allargamento dei punti di vista di ciascuno.

  2. cristina bove / Gen 23 2014 10:36

    Non credo si possa contrapporre una sensibilità a un’altra, mam, ciascuna va per la sua strada.

    • miglieruolo / Gen 23 2014 11:00

      Concordo. Ciascuna va per la sua strada. Né si può stabilire un giudizio di valore se non sul piano estetico-letterario.
      A volte accade che uno, o una, esprima solo l’intento di mettere i puntini sulle i di una condizione umana che gli sta troppo stretta ed è giusto abbia la possibilità di farlo. Possibilità che non è solo il reperimento di uno spazio, ma è anche di trovare udienza. Ho ritenuto doveroso darla.
      Ma accade anche che uno, o una, cerchi di offrire un servizio, di allargare la percezione propria e degli altri, non solo di scuotere le sbarre che imprigionano (un servizio anche questo, se porta a cercare vie d’uscita dalle costrizioni). Ognuno va per la sua strada e ognuno fa le sue scelte. Ma per poterle fare bisogna pur sapere quali sono!

      Ma questa potrebbero essere considerazioni a posteriori atte a giustificare una scelta sulla quale non ho dubbi, salvo l’opportunità – in cui credo – di un serrato confronto. Quello che resta di più vero, lo ammetto, è che la proposta di Tilladurieux mi ha fortemente solleticato!

      • cristina bove / Gen 23 2014 11:11

        merito del ricercatore è comunicare le scoperte

        al fruitore la libertà di scegliere tra le varie opportunità offerte
        🙂

  3. miglieruolo / Gen 23 2014 11:43

    Grazie, Cristina, grazie

  4. carmen / Gen 23 2014 13:09

    Molto perplessa sulla tua proposta della “novità”, gentilissimo mam.
    Se dovessi scegliere non avrei alcun dubbio. Cristina, di sicuro.
    Ma qui non posso scegliere, perché tu mi dai a confronto una Poesia con qualcosa che potrei ben sentire a un bar di periferia.
    Mi piace distinguere tra il vero valore di qualcosa di letterario (che sia prosa o poesia) e quel che di letteratura non ha neanche l’ombra.
    Mi piace il classico e il neoclassico, la bellezza che tocca l’anima.

    Hai presente Lolita di Nabokov? Quando l’ho letto, conoscendo le traversie che al suo tempo aveva dovuto affrontare con la censura, mi aspettavo chissà quali volgarità. E invece ho trovato una finezza di lessico, un’eleganza di linguaggio, che pur facendo comprendere chiaramente cosa avveniva tra i protagonisti e nel pensiero “disturbato” del protagonista principale, non aveva nulla, dico proprio nulla nulla, di volgare. Tanto che la censura mi è parsa ridicola. (Però eravamo nella prima metà del ‘900, e passi!)
    Oggi, chi scrive come la tal di cui sopra, (e ce ne sono tanti), vorrei che almeno fosse consapevole che sta imbrattando carta o schermi, perché ha bisogno di uno sfogo, ad esempio, e che qualcuno l’ascolti.
    (Ho letto solo questa cosa di questa persona, ma sono subita arretrata, quindi non leggerò altro, anche se ci fosse qualcosa di buono in qualche altro testo. D’altra parte, iniziando la sua presentazione con questo “pezzo”, (e accostandola alla Poesia di Cristina), secondo me l’hai proprio offuscata!).

    Mi si dirà: ma la letteratura rappresenta la società contemporanea a chi scrive! Certo! Ma la dovrebbe rappresentare con un linguaggio che possa stare nei libri: a meno che vogliamo far passare la letteratura anche per il bidone della spazzatura! E naturalmente non è più letteratura.

    Per maggiore precisione, vorrei dire infine che chi scrive utilizzando un gergo comune, molto comune tra certa gente, sta precisamente dentro la nuova società targata “B… ismo”, che è la più becera che fino ad oggi si fosse mai sviluppata.

    La Letteratura dovrebbe avere lo scopo di contrastare precisamente le bassezze ed elevare l’animo della gente. Questo, che io sappia, da sempre.
    Ma forse ho perso qualche passo… e me ne sto (e me ne voglio stare) nel mio mondo bello.

    Ci sono state delle poetesse che hanno fatto anche delle invettive attraverso le loro poesie, ma il liinguaggio era sempre trasfigurato, metaforizzato. E l’invettiva arrivava anche di più.
    Ma mi fermo qui, perché è meglio.

    Naturalmente la mia idea è e resta solo mia. E l’ho espressa solo perché mi pare che qui si voglia aprire un dibattito. Non aggiungerò niente altro, scusa per la lungaggine.

    Ciao, buon dì Mam e grazie a Cristina. PUNTO.
    Car

  5. miglieruolo / Gen 23 2014 14:18

    Paradossalmente il tuo intervento garbatamente critico ha dissolto molti dei dubbi che avevo nell’effettuare quello che tutti sembrano interpretare come “accostamento” e che invece voleva essere “contrapposizione”. Contrapposiozione tra due modalità e sensibilità differenti (appunto). Troppo differenti per poter temere una contaminazione. Almeno questo è stato la valutazione di un mio personale, forse distorto, giudizio.
    Dico che li ha dissolti proprio perché condivido molte delle ragioni che opponi, soddisfatto dall’essere state enunciate; ragioni che diversamente sarebbero rimaste nel limbo potenziale dei sentimenti e delle idee inespresse. E che invece è stato bene venissero fuori.
    Che io poi ci abbia rimesso in questa operazione è fuor di dubbio. Ritengo che non abbia contrariato solo te, ma certamente molti che frequentano questo giorno.
    Non senza fondati motivi lo ammetto.
    Come metto in evidenza nel pezzo “SUA GREVITA'” (https://miglieruolo.wordpress.com/2014/01/23/sua-grevita/) la volgarità dell’espressione contamina prima ancora chi la adopera che chi quella parola subisce, ma certamente anche chi la subisce.
    Tuttavia insisto, bisogna ascoltare le ragioni anche di la pensa (e ritiene di sentire) diversamente, unica possibilità quantomeno d’arrivare a un temperamento nelle espressioni attraverso la sollecitazione, per mezzo dell’ascolto, anche dell’altrui ascolto. Quello che è certo è che se avverrà, non avverrà più in questo giorno, in questi spazi, in questo giorno felice.
    Che dovrà, per quano mi è dato, continuare a restare isola felice.

  6. miglieruolo / Gen 23 2014 14:29

    Diamine, non dimentichiamoci che il tema di oggi è anche sui “rivestimenti chitinosi”! cioé sulle durezze della vita.

  7. carmen / Gen 23 2014 14:44

    Avevo detto che non avrei aggiunto altro, ma non posso.
    Volevo dire che il problema non è accostamento o contrapposizione.
    Accostamento per il confronto, o meglio… per poterle leggere entrambe.
    Contrapposizione, perché è evidente che non c’è alcuna possibilità di avvicinamento di alcun tipo data la distanza siderale…!
    Il problema è un altro: Il problema è che si possa considerare poesia quell’altra cosa lì!

    Poi ancora: non c’è alcuna paura di contaminazione.
    Chi ha scritto rimane quello che è.
    Chi legge lo fa sempre mantenendo i propri canoni interpretativi e letterari e restando sul crinale che gli / le è più congeniale. Come se guardasse col binocolo giù verso l’abisso, ma si ritraesse per non finirci dentro!
    Leggere anche cose come questa proposta oggi da te, serve per poter conoscere prima di rifiutare.
    Poi ognuno fa le sue scelte di lettura, ci mancherebbe!
    Non mi hai contrariato, Mam. Ma ho pensato che fosse giusto dire esattamente quello che si pensa.
    Per la stessa ragione che hai evidenziato tu: se nessuno mai dice di una cosa scritta che non vale nulla, chi l’ha scritta penserà sempre di fare bene così come fa.
    A volte si diventa persone scomode, ma tant’è! Sentirsi dire la verità, quando è amara, fa male.

    E infine: questo giorno e questo spazio rimane lo stesso un’isola felice, basta accomodarsi al posto giusto. A tavola, mi servi Cristina e un po’ di malumore? Bene. Io scelgo Cristina e la felicità che mi trasmette il suo dire elegante (e bada bene: elegante anche quando dissacra o fa invettive! Ed è questo che fa la differenza)
    Grazie mam.
    Ma se credi che questo dibattito sia meglio lasciarlo in privato tra me e te, togli pure tutto, che me ne sto ancora più tranquilla e buona. Tanto ormai sai come la penso…!
    ciao
    car

    • miglieruolo / Gen 23 2014 15:01

      Togliere questo tuo commento? ma che scherziamo? Ma se è proprio la materia di cui è impastato che cerco!? Prima di toglierlo mi toglierei più facilmente un dente!
      Non solo lo lascio, ma ti ringrazio pure, e caldamente.
      Un abbraccio…

  8. carmen / Gen 23 2014 14:54

    Si sta parlando delle durezze della vita, sì.
    E guarda che bellezza, Mam!
    Bellezza lessicale, etica, estetica, letteraria, poetica, musicale.
    Che vuoi di più?

    “si sta coi piedi sopra turbolenze
    navigatori d’una terra ondosa
    siamo soltanto di passaggio, eppure
    ci crediamo stanziali
    in cima al mondo”

  9. miglieruolo / Gen 23 2014 15:05

    Eheee, ma Cristina Bove è una speciale, fuoriclasse della poesia, mica facile trovarne l’uguale. Cerco, cerco, gratto, mi affanno, qualcosa ogni tanto esce, anche di ottimo, ma di che alimentare una rubrica, giovedì dopo giovedì, non credo ne esista una seconda!
    Finché Cristina mi concede di farlo, questo giovedì riecheggerà sempre le note del suo ineffabile canto.

  10. carmen / Gen 23 2014 15:19

    E dimenticavo: la bellezza metaforica e rappresentativa.

    Tu non lo vedi lo storione che arranca risalendo il fiume e non lo senti come blatera?
    Non le vedi le volpi rimbalzare sotto i pergolati e non le senti dire che l’uva è acerba?
    E non le vedi saltare per aria le sillabe acuminate lanciate dai ricci “scarmigliati” (e come sono simpatici così scarmigliati! ma non stanno giocando con le parole? chissà cosa ne verrà fuori… forse certe poesiuncole di certi poetuncoli… -o se-dicenti-tali- chissà!)
    E intanto, c’è chi lavora anche “da talpa”, sottoterra… e non vedi com’è dissestato tutto il giardino?

    Ma nonostante tutti questi personaggi metaforizzati esistano veramente, e si danno da fare a sgomitare senza sapere neppure quel che fanno, (Signore… perdona loro perché non sanno quello che fanno!), c’è chi è molto consapevole che siamo solo di passaggio, e ce lo dice quasi sottovoce.

    Questa è BELLEZZA PURA!
    ancora io, car.
    Grazie delle gentili risposte, Mam.

  11. cristina bove / Gen 23 2014 15:35

    Cari amici, io mi ritengo fortunata ad essere compresa così profondamente.
    Carmen, sono commossa per quello che “senti” e vedi nella mia poesia… I nostri pensieri, i nostri spiriti sono in completa sintonia, tuttavia, in più, tu possiedi, oltre la sensibilità del poeta, la competenza letteraria che a me manca.
    Io semplicemente scrivo, lo faccio con onestà e lealtà verso me stessa in primis, e verso chi mi legge. Non dirò mai che scrivo solo per me stessa, ma dico invece che ho la fortuna di poterlo fare, di poter essere “ascoltata” e di essere capita!
    Scusatemi se non mi dilungo, tutto ciò che era da dire è stato detto.
    A Mam, che comunque ringrazio, resta tutta la sua integrità intellettuale e di scelta (ci mancherebbe che fosse il contrario!).
    A Car, la mia gratitudine per esserci ed esporre le ragioni che nella mia mente esistono, ma che non sono capace di esporre con altrettanta chiarezza.
    GRAZIE!
    cri

  12. cristina bove / Gen 23 2014 18:15

    e dove sono finiti tutti gli altri commenti?…

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