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29 gennaio 2014 / miglieruolo

Le avventure di Melisanda

(ovverossia, piccola guida dell’umana stupidità)

***

dal blog lunanuvola di Maria G. Di Rienzo

Melisanda si avventura nel grande mare del web. Ha opinioni. Le piace discutere. Fa ragionamenti logici. E’ aperta e informata. Che tipi di atteggiamenti incontrerà? Come minimo, TUTTI quelli descritti di seguito.

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Attacco personale:

Di base, il dichiarare l’erroneità e/o la falsità di un ragionamento o di un’affermazione poiché proviene dalla tal persona, o il rovesciare su quest’ultima ogni sorta di insulti e insinuazioni invece di affrontare il merito (e cioè il ragionamento/l’affermazione in questione).

La frase ricorrente è del tipo: “Certo, Melisanda, non potevi dire altro essendo… una femminista odiatrice di uomini, una che non scopa, una lecchina, una buonista, una nazista, una vacca, una radicale, ecc.”

Una volta che le si abbia appiccicato l’etichetta in fronte, nulla di quanto Melisanda ha da dire è degno di considerazione, e tutto quello che dice proviene comunque dall’etichetta frontale ed è perciò sbagliato e nefando a priori.

Attacco alla fonte:

Il proclamare che l’informazione di cui si discute deve essere una panzana perché la fonte è ritenuta non (abbastanza) accurata. “Melisanda, scusa, sono dati dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità? Ma per favore, lo sanno tutti che l’Organizzazione Mondiale per la Sanità la finanziano poteri occulti per non farci avere le medicine mistiche lasciate sulla Luna dagli alieni!” E non si chieda a chi dice ciò di suffragare le sue affermazioni con qualcosa di più concreto e logico del “lo sanno tutti”, per carità! Se ha bisogno di concretezza e logica, Melisanda si è già qualificata come fiancheggiatrice del male/del complotto/della casta/della controrivoluzione…

Attacco alla competenza:

La delegittimazione di ogni critica su qualsivoglia argomento/prodotto con l’affermazione che – ad esempio – poiché Melisanda non è una scrittrice non può dire niente sul tal libro, e visto che non è un’economista non può dire niente della manovra economica, e visto che non è una chef non può lamentarsi della qualità del cibo nel MIO ristorante: deve mangiare spaghetti scotti o pizza bruciata e stare zitta.

Spaventapasseri:

E’ la distorsione di un ragionamento, argomento o affermazione, creata per aver un bersaglio più facile da colpire. Non ha niente a che fare con il convincere l’oppositore (è raro che abbia quest’effetto) ma serve a rincuorare i seguaci di chi attacca, spesso intervenuti in seconda battuta e non in grado di vedere la differenza fra lo spaventapasseri e la questione reale. Se l’omino di paglia viene demolito, esulteranno per la propria vittoria.

Melisanda parla del suo programma tv preferito, e dice che il personaggio X però non le piace – è troppo carico, troppo potente, sovraesposto, e ogni volta in cui appare in scena il plot va a farsi friggere e tutto ruota attorno a lui/lei.

Ed ecco cosa ricevono gli “amici” del/la fan di X su Facebook:

1) “La faccia tosta di questa femminista isterica è incredibile! Melisanda odia X solo perché è un uomo che fa sesso! Secondo questa schifosa dovremmo tutti tagliarcelo!” (E non importa che non abbia mai detto nulla del genere, che non si sia lamentata degli uomini che fanno sesso, che fra “non mi piace” e “lo odio” ci sia differenza, ecc.)

2) “La faccia tosta di questa sessista misogina è incredibile! Melisanda odia X solo perché è una donna che fa sesso! Secondo questa schifosa dovremmo tutte metterci le mutande di latta!”(E non importa che non abbia mai detto nulla del genere, che non si sia lamentata delle donne che fanno sesso, che fra “non mi piace” e “la odio” ci sia differenza, ecc.)

Doppio standard:

E’ particolarmente presente sulla violenza, dove ad esempio per lo stupratore immigrato si invoca la pena di morte e per quello italiano si forniscono le giustificazioni più insensate e cervellotiche, e nell’evidenza richiesta a sostegno dell’opinione altrui rispetto alla propria:

Mia cara Melisanda, le fate esistono eccome. Com’è possibile che ci siano tante storie, libri, film, fumetti, mitologie, modi di dire che riguardano le fate, se le fate non esistessero? Per quanto riguarda quel che dici sul sessismo, mi dispiace, vorrei delle prove, dei testimoni oculari, citazioni di studi specifici e bibliografie.”… che per le fate, va da sé, non sono necessarie.

Polarizzazione – detta anche “bianco e nero tagliati con l’accetta”:

Consiste nell’incastrare a forza qualsiasi cosa in categorie binarie molto ristrette: è il cosiddetto pensiero “o/o” che non prevede altre opzioni o sfumature e alimenta l’attitudine “noi contro di loro”, ove noi abbiamo ogni virtù e risplendiamo di purissima luce, mentre loro sono l’incarnazione di Satana.

Melisanda ha detto qualcosa che ci piace? Wow, che perfetto essere umano è quella donna, chiunque non ami Melisanda è un deficiente!

Melisanda ha detto qualcosa che non ci piace? Aaargh, che sacco di immondizia è Melisanda, chiunque ami Melisanda è un deficiente!

La nostra Meli, come ogni altra creatura umana, è un mix di pregi e difetti ma questa possibilità non è contemplata dalla polarizzazione, così come non è possibile per chi la usa attaccare le opinioni o le pratiche di Melisanda senza rovesciare valanghe di insulti sulla sua persona.

La polarizzazione ci porta direttamente al…

Pensiero causa/effetto “non euclideo”:

Perché piove? Perché quella stronza di Melisanda si è messa a cantare “Singing in the rain”, e quando ha finito è cominciato il diluvio! Coincidenza, eh? Sveeegliaaa!!!

Perché il gruppo etnico di Melisanda mostra alti tassi di depressione, suicidio e povertà? Be’, perché loro sono più inclini a queste cose per natura, cultura e tradizioni: non sia mai che si prenda in considerazione la discriminazione a cui sono soggetti.

Perché Melisanda non è riuscita a… (qualsiasi cosa)? Perché è una donna, e le donne non possono, non dovrebbero, non sono capaci, non sanno, ecc. ecc. ecc.

Questo tipo di pensiero ha una variante importante, quella che ritiene “meritato” qualsiasi accadimento – buono o cattivo – nella vita (degli altri). Se Melisanda imprenditrice è ricca sfondata, è evidente che deve averlo meritato in qualche modo: di sicuro ha lavorato duramente, e con onestà, e per lunghissimo tempo, era povera quando ha cominciato! Non importa che i suoi profitti vengano dallo sfruttamento dei lavoratori nei paesi in cui è legale pagarli pochissimo e metterli in condizioni pericolose, o del tagliare le paghe dei suoi operai locali al minimo di sopravvivenza, o dell’usare materiali difettosi nelle sue produzioni ecc.

Melisanda è stata stuprata? Doveva aspettarlo, visto come si veste!

Il marito di Melisanda le ha sparato? Lei deve aver fatto qualcosa per provocarlo.

Il paese di Melisanda è stato devastato da un uragano, nella stagione degli uragani, in un’area nota per la ricorrenza di uragani? Se Melisanda e i suoi compatrioti pregassero di più e criminalizzassero l’interruzione di gravidanza non sarebbe successo.

Il falso dilemma:

E’ il presentare una questione come se avesse solo due possibili soluzioni (e quella che noi indichiamo è di sicuro la migliore, mentre l’altra conduce ad un abisso infernale).

Se non vuoi lavorare in quel posto a cinquanta centesimi l’ora, Melisanda, allora devi accettare di essere una scioperata mangiapane a ufo, una choosy, una bambocciona viziata! E diventerai una mendicante come tua zia! E morirai in solitudine, strozzata da un osso di pollo alla mensa dei poveri!!!”

Senti, Melisanda, tu dici di non credere ai fantasmi, ma in questo libro di Grande Esperto Famoso (GEF) sulla nostra città ci sono storie di incontri con gli spiriti. Allora tu implichi che GEF, docente universitario, è un completo bugiardo, uno che si inventa tutto! Io non penso sia un bugiardo, perciò questi incontri con fantasmi sono davvero accaduti.” Ma ci sono altre possibilità: che le storie siano state incluse come parte dell’eredità culturale della nostra città e non come fatti storici, o che GEF creda in buona fede nel soprannaturale anche se questo non prova assolutamente un fico secco; inoltre, il fatto che Melisanda invece non ci crede non implica null’altro che questo, che Melisanda non ci crede.

Erosione del significato:

L’alterare una definizione, un termine, una parola, di modo non abbia più il significato che il nostro oppositore intendeva esprimere usandola, il che rende l’argomento originario difficile o persino impossibile da discutere ulteriormente. Ha la funzione di un cerotto silenziatore sulla bocca altrui: la ridefinizione avviene in modo da restringere o annullare la possibilità dell’altra persona di comunicare un particolare concetto.

Melisanda, non so di che parli quando dici violenza di genere. Il genere non esiste, in ognuno di noi ci sono parti maschili e parti femminili, siamo tutti persone e la violenza non ha sesso.” Mettetevela via, che le vittime di violenza siano in stragrande maggioranza femmine e i perpetratori in stragrande maggioranza maschi è un mero caso.

Guarda, maiali che volano!

Ovvero, tecniche di distrazione di massa: il gettare nel discorso qualcosa di completamente irrilevante per far deragliare la discussione.

Melisanda, perché sei così… (quel che volete)?”, oppure: “Il tuo tono, Melisanda, indica che… (quel che volete)” Non discutiamo più della questione, discutiamo di Melisanda, psicanalizziamo Melisanda, costringiamo Melisanda a giustificare la propria esistenza, hip hip hurrà!

Non ci sono cose più importanti di cui preoccuparsi? Ben altri sono i problemi, cara Melisanda… Dici che un tetto di alluminio è pericoloso, ma lo sai o no che ci sono persone che neppure lo hanno, un tetto?”

Senti, Melisanda, se l’evoluzione fosse un dato di fatto allora l’eugenetica sarebbe giustificata. Se tu mi dici che credi all’evoluzione è come se mi dicessi che ti sta bene esporre alla nascita i bambini malformati, o fare esperimenti assieme a Mengele, e io non posso discutere con una persona malvagia come te!”

Fuori contesto:

Tecnica nota anche come “la parte per il tutto”.

Melisanda, astrofisica e romanziera, dice in un’intervista: “Come scrittrice di fantasy, un mondo con draghi e vampiri è per me del tutto plausibile, ma come scienziata so che il nostro mondo è diverso dalla mia immaginazione.”

Su Facebook, Twitter, ecc.: “Avete letto? Anche Melisanda dice che un mondo con draghi e vampiri è del tutto plausibile, adesso dovete finirla di dirmi che ho le visioni perché persone rispettabili e autorevoli – e la scienziata Melisanda è solo una di loro – la pensano come me!”

Oppure, basta estrapolare una frase da un libro e attribuire all’autore/autrice il pensiero che lui/lei mette in bocca ad un personaggio (il “cattivo” della storia, per esempio) e si demonizza chi scrive e ciò che ha scritto in un batter d’occhio.

Vero per sfinimento:

La semplice arte di ripetere il proprio punto di vista ad oltranza, senza preoccuparsi di avere qualcosa di concreto per sostenerlo o del fatto che è già stato demolito centocinquantasei volte.

Mi dispiace, Melisanda, ma non c’è nessuna prova che – come tu dici – le mele crescano sugli alberi.”

Melisanda mostra foto di meli carichi di frutti.

Ok, ma questa non è una prova che le mele crescano sugli alberi, è solo la prova che tu hai delle fotografie, e come dicevo…”

Melisanda mostra testi di orticoltura.

Guarda, questo prova solo che dei testi sono stati scritti, tu non hai evidenza del fatto che le mele…”

Melisanda spedisce tramite i drone di Amazon un intero frutteto di Golden Delicious, Granny Smith, Seuka e Renetta.

Quando non si hanno prove, Melisanda, non si dovrebbe insistere a dire che le mele…”

Melisanda manda a quel paese il suo oppositore e si rifiuta di discutere ulteriormente.

Visto? Avevo ragione, Melisanda non dice più niente, ho vinto io!!!”

Associazioni fallaci:

L’errore logico per cui se A condivide una caratteristica con B, allora condivide anche tutto il resto (o gran parte) delle caratteristiche di B: “Io sono allergico ai limoni, che sono gialli. Perciò so di essere allergico anche alle banane, pur non avendo mai provato a mangiarle, ne’ fatto alcun test al proposito, perché anch’esse sono gialle.”

Melisanda, allora tu sei vegetariana? Bella roba. Lo sapevi che pure Hitler era vegetariano, sì?”

Eh, non mi stupisce che Melisanda abbia un labrador e un siberian husky, anche a Hitler piacevano i cani…”

A rovescio:

Sei amica di Melisanda? Ma allora sei anche tu (quel che volete) come lei!”

La tua attrice preferita è Melisanda? Allora dovresti anche tu (quel che volete) come lei!”

Ehi, fatti coraggio e resta allegra, Melisanda. Pensa che come “obiezione” hanno detto a qualcuno che conosco: “Ah, be’, se vai avanti con la logica…”

Maria G. Di Rienzo

5 commenti

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  1. cristina bove / Gen 29 2014 09:57

    L’ha ribloggato su cristina bove.

    • miglieruolo / Gen 30 2014 13:54

      grazie, non dico altro eprché ancora febbricitante

      • cristina bove / Gen 30 2014 14:04

        ho capito che stavi male.
        ti auguro pronta guarigione 🙂

  2. Fabrizio "Astrofilosofo" Melodia / Gen 29 2014 10:43

    Mio dio, Maria G. di Rienzo, mi ritrovo in tutte le tipologie che hai elencato con tanta precisione e passione… non solo le vivo sulla mia pelle, ma ho pure subito due ban su Facebook e ulteriori blocchi a causa della mia troppa sincerità e coerenza… e puntualmente ritorno a rompere le scatole, per non dare soddisfazione…
    ti faccio i miei complimenti, e se vedi Melisanda, dille che non è sola in questo mondo… ancora complimenti vivissimi

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