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20 febbraio 2014 / miglieruolo

Stanza come un teatro greco

Stanza come un teatro greco

mix opere di Walter Piretti

mix opere di Walter Piretti – by criBo

                         

Se per un giorno
uno soltanto che sono ancora bella ma non tanto
– ché le finestre specchiano il domani
in profezie di cedimenti –

se per un giorno
scrivessi a piuma d’oca le mie spalle quel tanto
da dirsene uno strano
settembre mai raggiunto

se per quel giorno
dovessi confessare un nome lancinante
usa ancora una maschera
ma sceglila che pianga nell’arena
come un dio disperato
un dio che muore

***

                 


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9 commenti

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  1. cristina bove / Feb 20 2014 08:24

    Buongiorno, Mam,
    quando scrissi questi versi ero in uno stato di profonda malinconia: la consapevolezza del mio tempo, e che, poco o tanto che fosse, nulla sarebbe stato più come prima.
    Constatazione dei tutto normale, a una certa età, suppongo, ma quel giorno fu come prenderne definitivamente coscienza.

    Nessuna maschera sarebbe sufficiente a nascondere il volto del demiurgo che prima dà e poi toglie.
    E, se esistesse, vorrei vederlo piangere di tutto il pianto che piangiamo noi.
    Ma so che scriverne è soltanto l’ennesimo trucco della mente per alleviare altre dure certezze.

    grazie di questo spazio
    cri

    • miglieruolo / Feb 20 2014 10:42

      La malinconia all’inizio si avverte appena. L’irrompere della consapevolezza, il particolare istante, invece sì, si avverte, con molta forza. La forza necessaria a indurre chi legge a un proprio personale ripensamento. Per coglierlo e accoglierlo, nonostante la sua durezza. Durezza che alla lunga e emerge e assume quasi i contorni del dolore.

    • miglieruolo / Feb 20 2014 10:44

      Grazie a te, per questo ulteriore dono. Grazie.

      • gelsobianco / Feb 23 2014 05:14

        Cri,
        gli ultimi tuoi versi mi hanno fatta gelare!
        Credimi!

        Un abbraccio, cara
        Buone ore
        gb

  2. gelsobianco / Feb 21 2014 05:37

    E voglio gustarmi questo dono raro con più calma.
    I versi belli di Cri, questa musica hanno bisogno di tempo.
    Ora non ne ho molto.

    Torno, Mau.
    Torno!
    Grazie.
    Un abbraccio
    Un sorriso
    gb

    Grazie anche a Cri!:-)

    • miglieruolo / Feb 22 2014 13:22

      Il tuo da fare, Gelsobianco, è un po’ anche il nostro. La tua libertà, la mia. Ti aspettiamo, ma tu sappi che non sarà con impazienza. Con un po’ di rammarico, certo, ma confortati della prospettiva che presto o tardi sarai di nuovo con noi.

      • gelsobianco / Feb 23 2014 05:12

        Grazie, Mau, per le parole che mi hai rivolto.
        Grazie di cuore.
        Come vedi, sono qui a condividere i versi di Cri e questa musica con te!

        La presa di coscienza di Cristina sul tempo, che sfugge implacabile, avviene drammaticamente. nei versi finali che hanno una potenza incredibile per me.
        “come un dio disperato
        un dio che muore”
        Io mi sento gelare.
        Di più versi non possono fare!

        Questa musica di Dvorak riesce a farmi sentire meglio con il suo ritmo e con il dipinto del video.

        Grazie, Mau!
        Ti sorrido.
        Un abbraccio
        gb

        Grazie anche a te, Cri
        gb

  3. miglieruolo / Feb 23 2014 08:37

    Grazie a te, Gelsobianco. Contraccambio l’abbraccio

Trackbacks

  1. da MAM | cristina bove

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