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26 febbraio 2014 / miglieruolo

Vocabolario (M-N) di Monica Lanfranco

dal blog di Daniele Barbieri

M come Mamma

“Il potere della madre ha due aspetti, scrive Adrienne Rich nel celebre, e giustamente celebrato, Nato di donna: il potenziale biologico, e cioè la capacità di generare e nutrire una vita, e il potere magico attribuito alla donna dall’uomo, sia sotto forma di adorazione della divinità femminile, sia sotto forma della paura di essere controllato e sopraffatto dalla donna”. Femmina si nasce, donna si diventa, ha detto il femminismo, ma nel diventare donne l’essere anche potenzialmente madre non è un passaggio automatico, indolore. Per troppo tempo la maternità è stata la prigione femminile, il destino che rendeva (e rende ancora in molte parti del mondo) le donne schiave e inferiori. Su un manifesto di qualche Otto marzo fa, che ritraeva un particolare dal dipinto Elogio del buon governo di Lorenzetti, nel quale alcune donne danzano serene mentre attorno a loro la vita quotidiana si dispiega in pace e creatività, campeggiava una scritta che mi è rimasta impressa perché cambia alla radice il concetto stesso di maternità: si nasce da una donna perché lei sceglie. Mamma per scelta, e non perché donna e quindi mamma. Sembra semplice, non lo è.

IN LIBRERIA

L’amore in più di Elisabeth Badinter, Tea Due

Di madre in figlia di Lella Ravasi Belocchio, Cortina

Figlie senza madre: alla ricerca dell’amore perduto di Hope Edelman, Baldini e Castoldi

Il mito della cattiva madre di Jane Swigart, Longanesi

Mia madre di Doris Lessing, Bollati Boringhieri

Mia madre, me stessa di Nancy Friday, Mondadori

L’ordine simbolico della madre di Luisa Muraro , Editori Riuniti

FILM

Due partite e La prima cosa bella.

M come Maschile

Soltanto il contrario del femminile? Naaaaaa, figuriamoci. Maschile è il metro e la misura di tutto, ancora oggi nel terzo millennio, e femminile è giusto un aggettivo, più spesso legato all’evocazione di leggiadria e debolezza piuttosto che alla valutazione positiva di qualcosa. Una prova? In qualunque campo le donne riescano a eccellere ecco che non sono brave e basta, ma brave come un uomo al quale loro assomigliano, peccato che non sono maschi, sarebbero perfette. Non bisogna dire che il maschile non ha subìto modificazioni nel corso del tempo, perché nell’ultimo decennio qualche balbettio di autocoscienza da parte di volenterosi si è udito, con l’avvento di ‘Men’s studies’ e di gruppi, per ora piccoli ma di belle speranze, che promettono elaborazioni critiche del maschile. Per ora resta l’amara constatazione della solare Isabel Allende che liquida così la questione, per bocca della sagace Eva Luna: “E’ meglio essere maschio, perché anche il maschio più miserando ha una moglie cui comandare”.

IN LIBRERIA

Bastonati di Susan Paludi, Lyra Libri

Diventare uomini di Robert Bly, Mondadori

Riscoprire la mascolinità di Victor Seidler, Editori Riuniti

N come Nascita

Strano come una autrice che tentò più volte il suicidio, come Dorothy Parker, abbia concepito un pensiero così positivo sulla nascita: “Dove, suo malgrado, muore una rosa, l’anno dopo ne nasce una nuova”.

Come per la morte la nascita non è documentabile direttamente da chi la sperimenta, ma una cosa è certa: con la nascita di una creatura anche una madre nasce al mondo. E su questo doppio legame, esclusivo, magico, definitivo che il mettere al mondo determina sono state scritte pagine di rara bellezza e intensità nei vent’anni di movimento delle donne. Per estensione la creatività umana, che per molto tempo non era concessa alle femmine, è stata assunta come far nascere simbolico per popolare il mondo delle idee. Come per il morire, il mangiare, l’accogliere, il cibarsi, una civiltà parla del suo evolversi anche e soprattutto dal come mette in condizione di nascere: in Italia, tanto perché lo sappiate, la nascita è ancora ostaggio di una medicalizzazione ottusa e crudele. Nonostante le raccomandazioni dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, il livello dei cesarei è tre volte superiore a quello fisiologico, e di tornare a nascere, e a mettere al mondo, in casa, come nei più civili Paesi del nord, non se ne parla.

IN LIBRERIA

Nato di donna di  Adrienne Rich, Garzanti

Manuale del parto attivo di Janet Balaskas, Red edizioni

Il pensiero materno di Sara Ruddik, Red

N come Natura

Siamo state natura per millenni, mentre dall’altra parte la cultura era il maschile. Il pensiero dominante maschile ha sempre teso a guardare alla natura come a una forza composita da assoggettare e così è stato: sul controllo della natura è stato costruito il progresso, ovvero ciò che noi consideriamo il progresso. Selvaggia e ingovernabile, passiva e ricettiva, natura è stato sinonimo di femmina dovunque, nell’arte, nella religione, nella politica. Oggi, che la natura e le sue risorse sono in pericolo, proprio perché l’assoggettamento è andato oltre diventando in molti casi sperpero se non distruzione, non ci sono più le orde di sostenitori della connessione donna–terra-natura perché le cose sono diventate serie, e quindi anche la natura può essere promossa elevandosi dal livello inferiore che la legava al sesso debole. Restano solo i popoli indigeni e le loro rappresentanti a invocare la natura come ‘madre tierra violentada’, mentre le trivelle incalzano spietate a succhiare il cancro nero dalle viscere, deforestando e disboscando gli ultimi polmoni verdi. “Come è strano”, ha scritto Emily Dickinson: “la natura non bussa mai prima di entrare, eppure non è mai un’intrusa”.

IN LIBRERIA

Una forza della natura di Nadine Gordimer, Feltrinelli

La naturale inferiorità delle donne : 5000 anni di cattiverie maschili di Tama Starr, Sperling & Kupfer

Giocare alla divinità di Jane Goodfield, Feltrinelli

Monoculture della mente di Vandana Shiva, Bollati Boringhieri

Approfitto di questo spazio per di nuovo segnalare (qui sotto) un seminario, anzi «un’officina dei saperi» organizzata – ai primi di settembre ma bisogna iscriversi entro il 15 agosto – dalla rivista «Marea». (db)

OFFICINA DEI SAPERI FEMMINISTI (A CURA DELLA RIVISTA «MAREA»)

SEMINARIO SUL RAPPORTO TRA DIVERSE GENERAZIONI

Corpo a corpo

LIBERTÀ, DIVIETI, RESPONSABILITÀ, MERCATO.

DIALOGHI E CONFLITTI TRA GENERAZIONI DI DONNE.

QUANDO

3, 4 e 5 settembre 2010. Dal venerdì pomeriggio alla domenica a pranzo.

DOVE

A Caranzano, 8 km da Acqui terme, provincia di Alessandria, presso Altradimora, www.altradimora.it

PROGRAMMA COMPLETO E ISCRIZIONE AI SITI

WWW.MAREAONLINE.IT E WWW.ALTRADIMORA.IT

LE FACILITATRICI DELL’INCONTRO:

Monica Lanfranco, Laura Cima, Ferdinanda Vigliani, Laura Varlese, Valentina Genta, Lidia Menapace, Rosangela Pesenti, Dounia Ettaib, Barbara Romagnoli, Erminia Emprini, Giancarla Codrignani, Eleonora Cirant.

PARTECIPAZIONE E SOSTEGNO DELL’INIZIATIVA

Iscrizione: 15 euro

Dormire

  • 20 euro a testa al giorno per il pernottamento nella casa principale (5 stanze da tre/quattro letti, una da due a castello) con bagno al piano. La colazione è compresa.
  • 15 euro a testa al giorno per il pernottamento nella dependance (fino a 15 posti) bagno senza doccia in dependance e uso bagno nella casa principale. La colazione è compresa.
  • 10 euro a persona al giorno in tenda (da portare, due sono disponibili da 2 ). La colazione è compresa.

Mangiare

  • I pasti (vegetariani), pranzo e cena (a richiesta in anticipo all’atto dell’iscrizione anche vegano) sono offerti a 10 euro l’uno.
  • Ciascuna partecipante, se vuole, potrà portare un cibo vegetariano o una bevanda da condividere con le altre.

MATERIALIZZARE L’EVENTO

Ogni partecipante può portare un libro, una foto, un oggetto da raccontare alle altre come significativo e fondante per la sua storia e consapevolezza di donna.

COSA SI FARÀ

Accanto al momento seminariale e di dibattito saranno proposti video, e un momento di yoga collettivo gratuito.

ISCRIZIONI

Per garantire la migliore sistemazione si prega di comunicare la propria presenza entro il 15 agosto, specificando la preferenza (casa principale o dependance) quante notti, ed eventuali preferenze alimentari.

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