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28 febbraio 2014 / miglieruolo

O-R, il vocabolario di Monica Lanfranco

dal blog di   Daniele Barbieri

O come Onore

La vicenda della nigeriana Safya ci ha ricordato che le regole dell’onore, vuoi per cause religiose o tribali o sociali, sono ancora vive e ben salde, nonostante i viaggi interplanetari. La legislazione italiana e quella europea hanno cancellato da qualche decennio la possibilità di invocare l’onore per avere attenuanti nel caso di delitto, ma certo non è consolante che nel mondo (dalla Cina all’Africa al Medioriente) si possa ancora uccidere o mutilare una donna godendo delle attenuanti di legge perché la vittima aveva “trasgredito” a qualche regola relativa all’onore previsto nel codice patriarcale. Da segnalare che non più di cinque anni fa nel nostro sud le associazioni di donne lanciarono l’allarme sull’intensificarsi delle fuitine, i rapimenti cosiddetti d’amore che coinvolgevano ragazze minori per mettere le famiglie, in particolare quella di lei, davanti alla frittata fatta, e obbligare quindi al matrimonio “riparatore”. Nel terribile Firdaus (che consiglio di leggere perché illuminante al proposito) l’autrice afferma una verità scomoda e inequivocabile: “Per difendere l’onore ci vogliono grosse somme di denaro che non si possono ottenere senza perdere l’onore”.

IN LIBRERIA

Onore e storia nelle società mediterranee a cura di Giovanna Fiume, La Luna

Segreti silenzi bugie di Adrienne Rich, La Tartaruga
Firdaus di Nawal al Sa’dawi, La Tartaruga

P come Psicoanalisi

“Freud  è il padre della psicoanalisi: essa non ha madre” scrisse nella sua consueta lapidarietà provocatoria Germaine Greer in L’eunuco femmina. Una cosa è certa: psicoanalisi e femminismi si sono incontrati, scontrati e più volte intrecciati come raramente altre diadi di pensiero hanno mai fatto. Molte fra le donne che diedero vita ai gruppi di autocoscienza, le culle primordiali di quella pratica politica del “partire da sé” che ha fatto scuola, sono state protagoniste anche di percorsi analitici personali. In grande maggioranza donne, fin qui, a scegliere di dedicare energie, tempo e denaro al viaggio doloroso, faticoso e straordinario allo stesso tempo dentro i propri fantasmi e le proprie paure, da qualche anno anche alcuni uomini iniziano a servirsi del lettino (ma non tutti i setting analitici lo impongono, solo le terapie freudiane sono rigide al riguardo). Servirà ad avvicinare i generi, a decodificare meglio le ragioni e i desideri dell’una o dell’altro? Intanto è un inizio, visto che, per dirla alla Helene Deutsch “l’adattamento alla realtà è lo scopo principale d’ogni forma di educazione, compresa la terapia psicoanalitica”.

IN LIBRERIA

Identità femminile e psicoanalisi : da donna a donna di Caterina Arcidiacono, Franco Angeli editore

Psicoanalisi e femminismo : Freud, Reich, Laing e altri punti di vista sulla donna di Juliet Mitchell, Einaudi

L’identità e la differenza : conversazioni a Radiotre su donne e psicoanalisi di Mariella Loriga, Bompiani

P come Padre

Ovvero questo (talvolta sconosciuto), desiderato, odiato uomo che è parte della genesi di ogni persona, almeno fin quando si potranno avere i natali nel modo conosciuto, visto che la scienza sta provvedendo a sostituirsi alle divinità primigene eliminando l’intervento umano per scatenare la scintilla dell’esistenza. Uteri artificiali e clonazione a parte, nel pensiero femminista si è discusso molto del padre, quello vero e quello simbolico ma anche dell’eredità negativa non del padre ma del patriarcato che ha gravato sulla cultura a ogni livello di latitudine e longitudine nel pianeta. A parte le sgradevoli e affettate trovate giornalistiche circa la comparsa del nuovo soggetto moderno, il “mammo”, che pretenderebbe di essere la versione soft del papà progressista dei giorni nostri è convinzione di molte che il nodo da sciogliere, da parte degli uomini, sia proprio quello circa l’assunzione di responsabilità come padri: padri di figli di carne, ma anche di figlie e figli simbolici, dei e delle quali dare conto al mondo, senza più nascondersi dietro la ferrea e dispotica legge dei padri–padroni-padreterni.

IN LIBRERIA

Voglia di padre di Victoria Seconda, Frassinelli

Al di là di Dio Padre : verso una filosofia della liberazione delle donne di Mary Daly, Editori Riuniti

P come Puttana

Ovvero il cliente, rovesciando i termini della questione: secondo una ricerca recentissima compiuta dal sito benessere.com attraverso questionari la fascia di età dei clienti è molto ampia, tra i 16 e gli 80 anni; nella fascia di età tra 19 e 24 anni il 20% ha avuto rapporti con prostitute; il 43% dei clienti richiede rapporti non protetti; il 70% è di coniugati. E come ciliegina sentite questa: le cause dichiarate che più frequentemente spingono verso una prostituta sono la solitudine e la difficoltà a instaurare relazioni significative con le donne. Fra tutte le cifre quel 20%, mi sembra, ci inchiodi a riflettere: se un ragazzo su cinque compra una donna, anche solo una volta, non importa se per essere confortato o per esercitare dominio, che tipo di futuro si sta costruendo per le prossime relazioni con il genere femminile? Tutto o quasi sappiamo della prostituta, del perché è sulla strada, se considera o meno la vendita di sé come una legittima occupazione. Ma di lui, del cliente, che il magistrato Luciano Violante accusò di “non essere differente da chi schiavizza le donne immigrate”, che si sa? Dei nostri amici, conoscenti, fratelli, amanti, mariti, compagni attuali e futuri, si conoscono le inquietudini circa il sesso a pagamento? Forse bisognerebbe riaffrontare il tema, sanguinoso, difficile certo ma centrale nelle relazioni fra i due generi. Intanto, magari, leggete.

IN LIBRERIA

Il cliente di Maria Rosa Cutrufelli, Editori Riuniti

La prostituzione. Sesso, soldi e potere di Julia O’ Connell Davidson, Dedalo

Lucciole in lotta. La prostituzione come lavoro di Aa.VV, Sapere 2000 ediz. multimediali

Memoria (numero 17): Prostituzione, Rosenberg & Sellier

Prostituzione di Judith Belladonna, Bompiani
Prostituzione di Carla Corso, Rizzoli

Veronique di M. G. Belmonti, Sperling &Kupfer

R come Rabbia

“Perché a me, come ad altre donne, è stato negato il diritto di esprimere la rabbia? Perché la rabbia è considerata un sentimento poco femminile e poco attraente?” si domanda Liv Ullmann, nervosa e intensa attrice prediletta da Ingmar Bergman nel suo Scelte. Le fa eco la giornalista del Newsweek Helen Dudar che così annota in un proverbiale articolo degli anni ’70, agli abori del movimento: “E’ un vero sollievo che il ridicolo che ha perseguitato le femministe di tutti i tempi, come fossero diabolici pagliacci, si sia trasformato in rabbia”. La storia ci ha insegnato che le donne, anche arrabbiate, e con non poche ragioni, hanno saputo contenere la violenza potenziale che è compagna di banco della rabbia (non a caso l’ira è biblico peccato mortale) e in molte l’hanno trasformata in politica, ovvero in progetto collettivo.

IN LIBRERIA

Imparare a non arrabbiarsi di di Rebecca Luhn, Franco Angeli

Meduse cyborg : antologia di donne arrabbiate di Aa. VV, Shake

Donne che non hanno paura del fuoco:come trasformare in energia vitale il sentimento della rabbia di Mary Valentis, Frassinelli

La danza della rabbia di Harriet Lerner, Corbaccio

R come Razzismo

Compagno di banco del sessismo, ma più rinomato del secondo, è una vecchia conoscenza delle donne, che lo subiscono con regolarità attraverso le varie fasi dell’età, un po’ tutte. Con ragionevolezza pacata Rosellina Balbi ne scrive così: “Se ciascuno di noi facesse i conti con se stesso a proposito del razzismo, questo confronto potrebbe rappresentare, se non il principio della fine, almeno la fine del principio”. In barba alle presunte distanze dal clima buio e arretrato del Medioevo che si accampano presumendo che avere il modem ci renda moderni, è ogni giorno più chiaro che abitiamo un secondo millennio in cui il razzismo (il non riconoscere la differenza dell’altra/o) è la cifra dominante. Senza esclusioni: non è forse vero, come dice Ivy Compton-Burnett che “quando facciamo torto a qualcuno gli serbiamo rancore?”

IN LIBRERIA

Volevo diventare bianca di Nassera Chora, e/o

Autobiografia di una rivoluzionaria di Angela Davis, Feltrinelli

All’erta, siam razzisti di Rosellina Balbi, Rizzoli

Senza velo – donne nell’Islam contro l’integralismo a cura di Monica Lanfranco e Maria Di Rienzo, Intramoenia

2 commenti

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  1. cristina bove / Feb 28 2014 18:06

    interessantissimo tutto!

  2. miglieruolo / Feb 28 2014 19:11

    Grazie, Cristina. Mi fa piacere e mi conforta trovarti qui sempre più spesso.
    Il vocabolario di Monica scavalca il solo interesse femminile, è dato per tutti, valido per gli uomini quanto per le donne. Perché dice cose di tutti, nel quale, con ruoli diversi, abbiamo tuttin parte.

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