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25 marzo 2014 / miglieruolo

Il patriarcato fuorilegge

dal blog lunanuvola

(“Patriarchy Is an Institution to Be Outlawed”, di Kamla Bhasin per Isis International, gennaio 2014. Kamla Bhasin, femminista, economista, sociologa, scrittrice, poeta e compositrice, è nata nel 1946 a Rajasthan, in India. Fa parte della “Rete di attiviste e trainer sul genere dell’Asia del sud” – SANGAT. Trad. e note Maria G. Di Rienzo.)

Kamla

All’inizio di dicembre 2013, ricevetti una chiamata da Swaraj, una vasta rete di donne in Karnataka che lottano contro la violenza e tutte le forme di discriminazione contro le donne. Mi invitavano per felicitare sei donne rurali che avevano sfidato l’oppressione delle vedove nelle loro famiglie e villaggi. Mi chiesero di parlare del patriarcato come superstizione. Fui divertita da questa definizione e chiesi perchè sceglievano un soggetto simile. Mi dissero che il governo di Karnataka pianificava di emanare una nuova legge contro la superstizione, e loro volevano che il patriarcato fosse dichiarato superstizione e messo fuori legge. Ho sorriso di cuore e mi sono detta: WOW. Che grande idea!

Una volta di più, sono stata meravigliata dalla saggezza delle donne rurali della classe lavoratrice. Mi sono chiesta perchè, nonostante tale saggezza mostrata dalle donne lavoratrici ruali, così tanti che si occupano di media pensano al femminismo come ad un fenomeno urbano.

Mentre cominciavo a riflettere sull’argomento, ero già convinta che il patriarcato non sia altro che una superstizione, senza fondamenti nella realtà o nelle leggi di natura. In effetti, così tanti altri sistemi creati dall’uomo, come le caste e il razzismo, non sono altro che superstizioni. La parola per “superstizione”, in Hindi, è “Andh Vishwas”, credenza cieca. La superstizione è qualcosa che non ha basi. E’ illogica. Non ha radici nelle leggi naturali. Pure, le superstizioni possono essere potenti come il patriarcato o il sistema delle caste, nonostante la natura distruttiva di queste credenze cieche. E’ anche visibile che quando si ripetono bugie ad oltranza esse finiscono per diventare la “verità”.

Per milioni di anni donne e uomini sono vissuti insieme come eguali. A causa dei loro speciali poteri nel portare nuova vita, donne e natura sono state onorate in tutto il mondo. Poi, alcune migliaia di anni fa, quando gli umani svilupparono proprietà privata e armi per controllare la natura, gli animali ed altri esseri umani, l’uomo creò i sistemi detti classe, casta e patriarcato. Dall’eguaglianza gli esseri umani si spostarono ad ogni tipo di diseguaglianza e gerarchia, principalmente a causa dello sviluppo della proprietà privata.

Diamo un’occhiata al patriarcato più da vicino. Le religioni successive crearono ogni sorta di credenze superstiziose, come Eva nata dalla costola di Adamo, i Brahmini nati dalla testa di Brahma, ecc. Le leggi naturali furono messe nelle teste degli uomini: costoro, incapaci di creare dai loro corpi, furono dichiarati i Creatori, i capi delle famiglie, gli eredi delle proprietà private e dei nomi di famiglia. L’Induismo dice che solo i figli maschi possono compiere i riti funebri. Il Jainismo dice che solo i maschi possono raggiungere il Nirvana. Una bugia dopo l’altra, ripetute per secoli. E proprio perchè sono menzogne, hanno dovuto essere ripetute giornalmente tramite rituali come karwa chauth (1), mundan (2) per i ragazzi, kanya daan (3), il padre che dà via la sposa fra i cristiani, quattro matrimoni e più proprietà per gli uomini nell’Islam, e potrei andare avanti all’infinito.

Riguardo al potere che questi rituali hanno, persino io non mi sono mai lavata i capelli di giovedì sino a quando ho avuto 24 anni. Nella nostra comunità Punjabi, il giovedì è chiamato “Veervaar”, o “Giorno del fratello”. Ci era stato detto che se le sorelle si lavavano la testa in questo giorno, qualcosa di brutto sarebbe accaduto ai loro fratelli. Poichè io amavo i miei fratelli, seguii la superstizione sino a che spuntò per me l’alba del femminismo. Naturalmente, non c’è mai stato un giorno in cui i miei fratelli non dovessero lavarsi i capelli per amor mio.

Penso sia venuto il momento, per noi e i nostri leader, di riflettere e decidere se crediamo nella Costituzione o nella superstizione del patriarcato e della casta. Non possiamo credere a queste cose contemporaneamente. Perciò, è davvero ora di rimuovere tali superstizioni dai nostri personali sistemi di fede, dalle nostre famiglie e comunità, e di dichiararle illegali. Se accettiamo e rispettiamo la Costituzione indiana, allora le parole che indicano il “marito” nei differenti linguaggi indiani e significano “controllore”, “capo”, “domatore”, “addomesticatore”, dovrebbero essere illegali e abbandonate. Pratiche come il kanya daan dovrebbero essere illegali e abbandonate. Sino a che non compiamo queste cose nelle nostre vite personali, la Costituzione non può essere implementata. Questo è il motivo per cui noi femministe diciamo che il personale è politico.

(1) Rituale in cui le donne sposate digiunano dall’alba al sorgere della luna per la salvezza e la longevità dei loro mariti. Diverse attività sono tabù durante questo periodo, come tessere, implorare qualcuno, o svegliare qualcuno.

(2) Cerimonia in cui i capelli di un bambino sono tagliati – a zero o quasi – per la prima volta, di solito prima del terzo compleanno. La cerimonia è fatta per propiziare la longevità ed è effettivamente prescritta in senso religioso solo per i figli maschi, per quanto in anni recenti in alcune zone sia diventata pratica comune anche per le figlie femmine.

(3) Rituale in cui una figlia vergine è data dal padre al futuro marito, che lei deve vedere come un’incarnazione del dio Vishnu. Pertanto l’offerta di una figlia come dono a un “dio”, oltre ad apportare alla famiglia grande onore, monda i suoi membri di ogni peccato.

Di Kamla Bhasin potete leggere anche:

http://lunanuvola.wordpress.com/2010/09/13/perche-sono-una-ragazza/

http://lunanuvola.wordpress.com/2010/07/16/lultima-colonia/

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