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29 marzo 2014 / miglieruolo

Provate a vivere da donne

dal blog lunanuvola

(tratto da: “Let’s trade positions: try living like a woman”, un più ampio testo di Shahd Majeed per World Pulse, 10 febbraio 2014, trad. Maria G. Di Rienzo. Shahd Majeed è irachena e ha 24 anni. Di sé dice: “Ho fronteggiato la guerra e aggressioni di ogni tipo, e sono stata costretta ad accettare molte situazioni in nome della sicurezza e della sopravvivenza. Ma nonostante tutto, c’è una cosa che ho sempre saputo. Se volevo essere una donna libera, se volevo condividere eguali opportunità con gli uomini, dovevo partire da me. Dovevo aver fiducia in me stessa. I miei diritti sono già presenti, e io sono quella che deve richiederli e lottare per essi.”)

nei suoi panni

Fare jogging è la mia attività preferita durante la stagione primaverile. Ogni volta in cui il tempo lo permette, metto la canottiera, i calzoncini corti e le scarpe da ginnastica, e corro nel parco Sami Abdul Raham, un parco grande e ben attrezzato della città di Erbil. Un giorno ho deciso di passeggiare e di godermi la permanenza al parco. Ho visto due uomini fare jogging, con addosso magliette normali e braghe che coprivano le loro gambe; erano molto decenti, devo ammettere, ma davvero non ho potuto fare a meno di controllarli mentre correvano nel parco. Sono passati accanto ad un gruppo di donne che di colpo hanno cominciato a fischiare e a fare commenti, e i poveretti si sono sentiti così in imbarazzo da lasciare velocemente il parco. Sì, agli uomini non è permesso allenarsi o passeggiare nel parco come fanno le donne. Gli uomini hanno abbastanza libertà da andare a far compere o sedere nei caffè, ma devono avere anche abbastanza faccia di bronzo da sopportare le occhiate delle donne che fumano la pipa ad acqua e soffiano il fumo nella loro direzione, affinché si sentano a disagio e lascino il caffè.

Io spero che un giorno le donne smetteranno di suonare il clacson dalle automobili quando vedono un uomo attraversare la strada. E vorrei che non si offendessero quando un uomo le sorpassa al volante, perché si sta affrettando verso il suo lavoro: non sta tentando in alcun modo di provare di essere migliore di loro.

Se sei un uomo che vive in Iraq o Kurdistan, al di là di quali siano i tuoi abiti, ti preoccuperai comunque dei commenti che le donne fanno sul tuo corpo. Al di là di che auto tu stia guidando, c’è sempre una donna che fa a gara con te, che ti sorpassa a destra, o che persino ti segue per sapere dove vivi o lavori.

Se sei un uomo che vive in Iraq o Kurdistan, e stai tentando di avere una carriera, devi pensarci due volte, perché gli uomini che lavorano sono spesso giudicati troppo liberi. E dovrai anche preoccuparti delle possibili molestie sul lavoro.

Se sei un uomo e stai leggendo queste righe, spero saprai di che parlo. Spero di aver fatto provare ad alcuni di voi quando male si sentono le donne quando non possono praticare i minimi diritti che hanno come esseri umani. Può suonare buffo lo scambiarsi le parti, ma il fatto è che io sono triste nel dover maneggiare le molestie. Vorrei potervi mostrare fotografie e video per essere più realistica, tuttavia sono certa che la maggioranza di voi capisce quanto è noioso.

Se sei un uomo e stai leggendo queste righe, voglio che tu immagini di vivere come una donna. Non sto generalizzando. Nella mia vita ci sono uomini straordinari, rispettosi e gentili. E ci sono uomini che hanno davvero bisogno di immaginare le proprie vite segnate da ogni tipo di aggressione. Ho persino fatto ricerche su internet per imparare le tecniche adatte ad evitare le molestie, ma c’è sempre il tipo che pensa vada bene svergognare la collega al lavoro, e c’è sempre il tipo che la imbarazza per strada.

Se sei un uomo e leggi queste righe, probabilmente vorrai dare un po’ di colpa alle donne. Le donne devono indossare abiti decenti, rispettare la cultura, l’ambiente di lavoro, d’accordo: però nella maggioranza dei casi di cui sono testimone le molestie non hanno niente a che fare con tutto questo. Non sto chiedendo di andare a lavorare in mutande in nome della libertà. Non sto dicendo che voglio poter insultare chiunque in nome della libertà di opinione. Voglio solo sentirmi a mio agio nell’essere una donna.

La soluzione non è che noi donne si smetta di fare quel che facciamo. La soluzione è che la comunità accetti il nostro essere noi stesse. La soluzione non è ignorare le molestie, ma agire. La soluzione non è che noi si smetta di andare a lavorare, ma trovare un modo di mettere fine al nostro sconforto.

Il governo dovrebbe legiferare contro le molestie, e chi molesta dovrebbe essere incriminato o multato a seconda della gravità dell’assalto. Le donne dovrebbero avere a disposizione un numero da chiamare per poter denunciare le molestie. Attualmente, sono criticate o biasimate quando solo tentano di difendersi.

Le ditte, specialmente quelle private, dovrebbero essere più severe: non è abbastanza avere un protocollo scritto che definisce le molestie come non permesse sul luogo di lavoro, queste politiche devono essere implementate, con l’ammonizione o il licenziamento del molestatore.

Anche i media possono giocano un ruolo vitale nel cambiare la situazione. Condannare le molestie in tv o sui giornali può indurre le persone a prestare attenzione. Avere qualcuno che parla di quante donne sono assalite può far sì che più persone capiscano quanto vasto è il problema.

Mia madre era solita dire a mio fratello di pensare a come si sentiva sua sorella sentendo un commento inappropriato, prima di dire qualsiasi cosa a una donna. Io non intendo chiedere agli uomini di pensare alle loro sorelle o alle loro madri, voglio che tentino di vivere come una donna vive, che immaginino se stessi preoccuparsi di ogni singola mossa che fanno.

Se sei un uomo e stai leggendo queste righe, tenta di accettare una donna per quello che è: un essere umano, non un oggetto sessuale. Non è quello che ha addosso che ti spinge a molestarla, è quello che provi e pensi nel vederla essere se stessa.

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