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11 aprile 2014 / miglieruolo

Il cattolicesimo reale/8

Dalla condanna delle tasse  all’elogio delle corporazioni, dalla fortuna di essere poveri (“perchè di loro è il Regno dei Cieli“)  agli anatemi contro il marxismo. Ecco a voi un gustoso pot-pourri novecentesco di esternazioni papali a sfondo “sociale “. Buona lettura da Alexik. (Clikka qui per il capitolo precedente)

Il sapientissimo pontefice Leone XIII aveva già dichiarato non essere lecito allo Stato di aggravare tanto con imposte e tasse esorbitanti la proprietà privata rendendola quasi stremata “poiché non derivando il diritto di proprietà privata da legge umana ma da legge naturale, lo Stato non può annientarlo, ma semplicemente temperarne l’uso e armonizzarlo col bene comune” (Papa Pio XI, Enciclica Quadragesimo anno, 1931).

01-attoRealep-x-sitoLe corporazioni sono costituite dai rappresentanti dei sindacati degli operai e dei padroni della medesima arte e professione, e, come veri e propri organi ed istituzioni di Stato, dirigono e coordinano i sindacati nelle cose di interesse comune.
Lo sciopero è vietato; se le parti non si possono accordare, interviene il Magistrato. Basta poca riflessione per vedere i vantaggi dell’ordinamento per quanto sommariamente indicato; la pacifica collaborazione delle classi, la repressione delle organizzazioni e dei conati socialisti, l’azione moderatrice di una speciale magistratura” (Papa Pio XI, Enciclica Quadragesimo anno, 1931).

Le memorie di ogni età testimoniano che vi sono sempre stati i ricchi e i poveri e l’inflessibile condizione delle cose umane fa prevedere che così sempre sarà. Degni di onore sono i poveri che temono Dio, perché di loro è il regno dei cieli, e perché facilmente abbondano di grazie spirituali” (Papa Pio XII, Enciclica Sertum laetitiae, 1939)

La lotta di classe negata e praticata: con i soliti metodi estremi dei padroni

La lotta di classe negata e praticata: con i soliti metodi estremi dei padroni

Lotta di classe in senso marxista e militarismo, dunque, hanno le stesse radici: l’ateismo e il disprezzo della persona umana, che fanno prevalere il diritto della forza su quello della ragione e del diritto” (Papa Giovanni Paolo II, Enciclica Centesimus Annus, 1991).

Il diritto alla proprietà privata acquisita o ricevuta in giusto modo non elimina l’originale donazione della terra all’insieme dell’umanità. La destinazione universale dei beni rimane primaria, anche se la promozione del bene comune esige il rispetto della proprietà privata, del diritto ad essa e del suo esercizio” (Papa Giovanni Paolo II, Enciclica Catechismo della Chiesa Cattolica, 1992).

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P S :  Tutti i corsivi di questo articolo sono tratti dal bellissimo libro di  Walter Peruzzi, Il cattolicesimo reale, Odradek 2008, in offerta al prezzo bazza di 20 euri ai lettori del blog. Contatti: odradek@odradek.it.

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